Come Israele manipola la lotta contro l’antisemitismo

Ciò che interessa al governo israeliano e a molti dei suoi sostenitori non è la lotta del tutto giustificata contro l’antisemitismo. Copertina – Benyamin Netanyahu alla commemorazione della retata del Velodromo d’hivèr, 16 luglio 2017.

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Gli Stati Uniti e le potenze straniere sostengono gruppi terroristici, dice Rouhani nell’incontro con Erdogan

Il presidente iraniano Hassan Rouhani (S) e il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan stringono la mano ai margini di un summit siriano nella città turistica russa di Sochi il 14 febbraio 2019. (Foto IRNA)14 febbraio 2019

Il Presidente iraniano Hassan Rouhani si è scagliato contro gli Stati occidentali, in particolare gli Stati Uniti…

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Latinoamerica oggi

Congreso de los Pueblos Le minacce contro il Venezuela da parte del governo di Trump, accompagnato dai suoi leccapiedi Duque e Bolsonaro, e dal “Cartello di Lima”, stanno aprendo nella regione un possibile scenario di guerra, che deve essere prevenuta dalle organizzazioni sociali e dai partiti politici di sinistra, progressisti e democratici della regione…

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Controllare il messaggio, controllare il mondo: Dal Vietnam al Venezuela

Scott Patrick 12 febbraio 2019 Nel 2019, un colpo di stato sostenuto dagli Stati Uniti sta avendo luogo in America Latina contro il…

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La Russia sospende il Trattato INF in “risposta speculare” all’interruzione statunitense dell’accordo

2 febbraio 2019 15:09 Un lancio di un missile da un sistema russo Iskander. Gli Stati Uniti dicono che 9M729, uno dei missili lanciati da Iskander, viola INF. © Sputnik / StringerIl presidente Vladimir Putin ha detto che Mosca sta fermando la sua partecipazione all’accordo nucleare dell’era della Guerra Fredda dopo la decisione di Washington…

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La vera ragione del golpe in Venezuela: l’opposizione ha offerto agli USA il 50% dell’industria petrolifera nazionale

Il primo golpe in Venezuela ordito in quel di Washington risale al 2002. Fallì miseramente con il Comandante Chavez che torna in sella a furor di popolo. Le ingerenze di Washington sono state e rimangono una costante nella politica di Caracas. La ricchezza di petrolio e risorse naturali fanno troppo gola all’ingombrante vicino di casa…

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Gerusalemme, a Gaza omicidi autorizzati. La legge internazionale li deve condannare.

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Secondo i dati appena pubblicati dall’Onu, dal 30 marzo sono 104 i palestinesi che sono stati uccisi durante le manifestazioni a ridosso della barriera che circonda e imprigiona la Striscia di Gaza. Di questi, dodici erano minori, bambini. Altri dodici, inclusi due bambini, sono stati uccisi in altre circostanze correlate. L’impressionante numero di feriti si aggira intorno a 12.600, di cui la metà ricoverati in ospedale, tra cui molti mutilati in gravissime condizioni. Tra questi, il numero di persone che ha subito amputazioni (specie di una gamba) o la perdita di un arto, o ferite alla testa o al torace, è ancora imprecisato ma dai bollettini medici emergono dati scioccanti. Gli ospedali di Gaza chiamano la popolazione ad accorrere per donare il sangue.

Sordi a ogni richiamo, a ogni legge di umanità, prima ancora che ad ogni principio fondamentale di diritto internazionale e regole sull’uso della forza, i militari israeliani hanno innalzato il livello di violenza fino a portarlo a livelli inimmaginabili. Solo nella scorsa giornata di lunedì, 15 maggio, 60 persone di cui 8 bambini sono stati uccisi e quasi tremila feriti, oltre la metà colpiti direttamente da proiettili sparati dai cecchini israeliani.

Altri 166 Palestinesi, tra cui quattro minori, sono stati feriti in manifestazioni tenutesi in Cisgiordania in commemorazione della Nakba, esacerbate dalla incommentabile, irresponsabile e illegale decisione di Trump di spostare l’ambasciata Usa a Gerusalemme.

Occorre ribadire chiaramente, di fronte a questi omicidi autorizzati ai massimi livelli, che in base al diritto internazionale l’uso della forza armata può essere giustificato solo per proteggere contro una minaccia letale o un grave pericolo imminente. Come invece documentato tra gli altri da Amnesty International – certamente non un’organizzazione che può essere considerata di parte in questo conflitto – “i militari israeliani hanno ucciso e mutilato manifestanti che non ponevano alcun pericolo per loro”.

Nel frattempo a causa del blocco imposto alla Striscia, Gaza è senza benzina, senza elettricità, senza acqua potabile, senza servizi di trattamento dei rifiuti, gli ospedali impossibilitati a lavorare, le scorte di emergenza quasi terminate. Nonostante tutto, il check point di Erez (che collega Gaza a Israele e dunque alla Cisgiordania e da lì alla Giordania e al resto del mondo) è rimasto ermeticamente chiuso. Rafah, il valico per l’Egitto, chiuso da mesi, è stato eccezionalmente aperto per i prossimi giorni e le autorità egiziane hanno permesso a 389 persone di lasciare Gaza per andare a curarsi, incluso (sembra ironico a scriversi) uno (su 12.600!) dei manifestanti feriti.

Osservo la crudeltà che va in scena a Gaza da lontano.

Sono qui all’Aia, in Olanda, da lunedì per partecipare all’annuale “Icc-Ngo roundtable” la tavola rotonda organizzata dalla Coalizione per la Corte penale internazionale che per una intera settimana mette a confronto e in dialogo le varie organizzazioni per i diritti umani con i funzionari della Corte penale internazionale, con la procuratrice in primis.

Quest’anno, ci sono circa 120 partecipanti tra gli esponenti delle Ong, internazionali e locali, dall’Uganda all’Afghanistan, da Amnesty International a Human Rights Watch. Io sono qui per conto del centro con cui collaboro a Berlino, Ecchr. Una piccola assemblea generale, variegata e colorata, informale ma molto composta e strutturata. Il nuovo edificio che ospita la Corte è davvero bello e imponente, comunica autorevolezza e serietà senza (troppo) intimidire.

Gaza è lontana, fisicamente migliaia di chilometri lontana, ma allo stesso tempo vicinissima. È inevitabile parlarne. L’attuale crisi non era tra le priorità all’ordine del giorno, fissato diverso tempo fa, ma non fa che riemergere. Riemerge negli interventi di organizzazioni come Amnesty International, nelle risposte della Procuratrice, nei discorsi a latere dei vari partecipanti. Le organizzazioni palestinesi purtroppo sono minimamente rappresentate.

I Gazani non possono muoversi e anche dalla Cisgiordania occupata il viaggio è davvero complicato. Al Haq ha un suo ufficio qui all’Aia e la giovane avvocatessa palestinese che rappresenta la più antica organizzazione per i diritti umani della Palestina è ammirevole per come riesce a gestire tanta pressione.

Il senso di sgomento è comune e condiviso. Lo sdegno enorme. La Corte sa di dovere fare la sua parte. La sensazione che la tanto attesa indagine sui crimini commessi in Palestina si avvicini è forte. Se sarà davvero così lo vedremo nei prossimi mesi. Le inimmaginabili pressioni politiche e i veti incrociati rendono talvolta il (de)corso della giustizia penale internazionale una penosa e lentissima camminata ad ostacoli. Ma siamo in molti ancora a crederci. E, del resto, quale sarebbe l’alternativa? Ancora violenza in risposta alla violenza? Come su piccola scala il diritto penale dovrebbe servire ad evitare la vendetta privata, su larga scala quello internazionale dovrebbe segnare il superamento dei conflitti (armati, dell’uso della forza militare. È un errore madornale continuare a fare sentire i Palestinesi indifesi, abbandonati a se stessi, quasi irrilevanti per gli organismi internazionali. L’attuale situazione non può che generare mostri. E su questo tutti dovremmo sentirci chiamati in causa.

Oggi Gaza si è fermata a piangere i suoi morti ed è stata una giornata relativamente tranquilla; tranquillissima anzi rispetto a quello che ci si attendeva nel giorno della commemorazione della Nakba, con decine di migliaia di manifestanti annunciati. Ma le manifestazioni andranno avanti.

Come mi scrive oggi Raji Sourani, il direttore del Palestinian centre for Human rights, da Gaza: “Siamo dalla parte giusta della Storia. Non abbandoneremo. Dignità e libertà sono troppo preziose per essere compromesse. Siamo le pietre della valle e nessuna forza o potere potrà portarci via da qui. Fino all’ultimo respiro noi resisteremo. Pace e amore da Gaza”.

thanks to: il Fatto Quotidiano

Giurista, studiosa di diritto penale internazionale

Tusk contro Trump: “Con amici del genere, chi ha bisogno di nemici?”

“Guardando alle ultime decisioni di Trump qualcuno potrebbe anche pensare: con amici così, a cosa servono i nemici?”. Così il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, su Twitter. “La Ue dovrebbe essere grata a Trump – ha aggiunto -. Grazie a lui ci siamo liberati di ogni illusione. Abbiamo capito che se ti serve una mano, la trovi alla fine del tuo braccio”.

thanks to: MSN

“Israele, come potrai dimenticare?” L’ultimo commento di Roger Waters sulla Palestina è da applausi

“Non posso esprimere adeguatamente i miei sentimenti in questo giorno della Nakba.

I miei sentimenti di profonda tristezza per tutti coloro che furono costretti a lasciare le loro case, minacciati di morte, 70 anni fa.

I miei sentimenti di compassione per tutte le madri, i padri, le sorelle, i fratelli, le zie, gli zii, i nonni morti durante tutti questi anni.

I miei sentimenti di assoluto disprezzo per il Presidente Trump e per Ivanka, Kushner, Adelson e il resto di quella odiosa e mortifera cricca.

I miei sentimenti di amore per i miei fratelli e le mie sorelle in Palestina e per i rifugiati palestinesi in ogni altro luogo.

I miei sentimenti di amore per le mie sorelle e i miei fratelli ebrei, specialmente di 

facebook.com/JewishVoiceforPeace/?fref=mentions”>Jewish Voice for Peace. Vi riconosco, potrei piangere oggi per la vostra grande e continua umanità.

I miei sentimenti di ammirazione sconfinata per per tutte le persone di Gaza e della Cisgiordania per la loro eroica resistenza non violenta alla brutale occupazione israeliana.

I miei sentimenti di gratitudine per il Sud Africa, la Turchia e la Repubblica di Irlanda per avere ritirato in questo giorno i propri ambasciatori da Tel Aviv in protesta per il massacro di innocenti in corso.

I miei sentimenti di imponderabile pietà per Israele.

Israele, come potrai dimenticare?”

Roger Waters

Traduzione di Antonio Perillo

Sorgente: “Israele, come potrai dimenticare?” L’ultimo commento di Roger Waters sulla Palestina è da applausi

Live Blog: Massacre in Gaza as US and Israel celebrate embassy move to Jerusalem

Today is unfolding as a horrifying and tragic day in Palestine. The Israeli military has opened fire on Gaza protesters as the U.S. and Israeli governments prepare to mark the move of the U.S. embassy to Jerusalem. Today has been the deadliest day in Gaza since the end of Operation Protective Edge in 2014.

According to the Gaza Ministry of Health (as of 18:50 GMT):

  • 55 killed, including 7 minors and 1 paramedic
  • 2,771 injured – including 225 minors, 11 journalists, 17 paramedics
  • 130 in serious and critical condition
  • 1,359 shot by Israeli soldiers using live Israeli ammunition.

Since the beginning of the Great March of Return on March 30,105 Palestinians have been killed, over 3,000 protesters have been shot with live ammunition, and almost 13,000 injured.

We will be updating this post with updates throughout the day and have embedded our Twitter feed below that will most likely include the most up-to-date news.


Live video of the U.S. Embassy dedication ceremony in Jerusalem


Updated 19:17 GMT

Phil Weiss: ‘Gaza, Gaza’ is chant from Palestinians demonstrating near new US embassy

The demonstrations I just left near the new American embassy in Jerusalem were a dismal object lesson in Jewish sovereignty. The police beat up Palestinians merely for holding Palestinian flags and chanting that Palestine would be free. The police crumpled the flags, while women on an apartment balcony four floors up were spraying water on the Palestinian demonstrators.

All That's Left demonstration near US embassy in Jerusalem, May 14, 2018.


Updated 19:10 GMT

Jonathan Ofir: Israeli government minister justifies Gaza massacre by calling Palestinians ‘Nazis’

Gilad Erdan, Israel’s minister of Strategic Affairs and Hasbara, referred to Gazans as “Nazis” twice within five minutes today.

Israel does not wish to escalate and doesn’t want the death of residents of the Gaza Strip. Those who want this are solely the leadership of the Hamas terrorist organization, which uses a cynical and malicious use of bloodshed. The number of killed doesn’t indicate anything – just as the number of Nazis who died in the world war doesn’t make Nazism something you can explain or understand.


Updated 18:55 GMT
South Africa has recalled its ambassador to Israel, Sisa Ngombane, “with immediate effect until further notice,” citing Israel’s use of lethal force against Palestinian protesters in Gaza today that killed at least 50.

A statement released by South Africa’s Department of International Relations and Corporation said,

“The South African government condemns in the strongest terms possible the latest act of violent aggression carried out by Israeli armed forces along the Gaza border, which has led to the deaths of over 40 civilians. The victims were taking part in a peaceful protest against the provocative inauguration of the U.S. embassy in Jerusalem.

This latest attack has resulted in scores of other Palestinian citizens reported injured, and the wanton destruction of property.


Updated: 18:15 GMT

MSNBC’s Ayman Mohyeldin noticed the White House omitted a paragraph from their official transcript of Jared Kushner’s speech today where he condemned protesters in Gaza. The section the White House did not include is in bold below:

“President Trump was very clear that his decision and today’s celebration do not reflect a departure from our strong commitment to lasting peace. A peace that overcomes the conflicts of the past in order to give our children a brighter and more boundless future.

As we have seen from the protest of the last month and even today those provoking violence are part of the problem and not part of the solution. The United States is prepared to support a peace agreement in every way that we can. We believe that it is possible for both sides to gain more than they give so that all people can live in peace safe from danger, free from fear and able to pursue their dreams.

The United States recognizing the sensitivity surrounding Jerusalem, a city that means so much to so many. Jerusalem is a city unique in the history of civilization. No other place on earth can claim significance to three major religions.

Each day Jews pray at the Western Hall. Muslims bow in prayer at Al Asqa mosque, and Christians worship at the Church of the Holy Sepulchre. That is why President Trump has called many times, including right now, on all parties to maintain the status quo at Jerusalem’s Holy sites.”


Updated 17:55 GMT

Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu gave a speech this afternoon with strong religious overtones commemorating the opening of the U.S. embassy in Jerusalem.

“In Jerusalem, King David established our capital three thousand years ago,” Netanyahu said before citing biblical landmark events that took place in the ancient city. He added that relocating the embassy is a foundation for reaching a peace deal with the Palestinians, despite communication between Palestinian negotiators and the Trump administration abruptly halting last December when the moving the embassy was first announced,

“I want to thank Jared, Jason and David for your tireless efforts to advance peace, and for your tireless efforts to advance the truth. The truth and peace are interconnected. A peace that is built on lies will crash on the rocks of Middle Eastern reality. You can only build peace on truth, and the truth is that Jerusalem has been and will always be the capital of the Jewish people, the capital of the Jewish state.”

Netanyahu concluded his remarks by reciting the shehecheyanu, a Jewish prayer said when marking new or exceptional events.


Updated 17:40 GMT

President Donald Trump delivered a video message this afternoon celebrating the relocation of the U.S. embassy to Jerusalem, “the true capital of Israel.” Trump said the embassy opening today comes “many, many years ahead of schedule,” noting, “The United States remains fully committed to facilitating a lasting peace agreement and we continue to support the status quo at Jerusalem’s holy sites including at the Temple Mount also known as Haram al-Sharif.”


Updated 16:55 GMT

Palestinian President Mahmoud Abbas spoke to reporters in Ramallah today, announcing three days of mourning across the occupied Palestinian territory where schools will close and shops will shutter. In his speech, he described the U.S. embassy in Jerusalem as a “settlement” and said he would soon begin implementing decisions passed by the Palestinian legislature in a meeting earlier this month.

This morning in Washington DC, the Palestinian Ambassador Husam Zomlot released a statement calling the U.S.’s decision to relocate the embassy to Jerusalem an endorsement of “full-fledged apartheid,”

“Today will go down in history as the day the U.S. encouraged Israel to cross the line towards what numerous U.S. and international leaders have been warning from: A full-fledged apartheid. The reality has evolved into a system of privileging one group and continuing to deny the human and national rights, all granted by international law, of over 12 million Palestinians.”


Updated 16:28 GMT

This is a stunning statement from Gilad Erdan, the Israeli Minister of Public Security and Strategic Affairs.


Updated 16:20 GMT

Yossi Gurvitz: Here are the questions any journalist talking to the Israeli military should ask


Updated 16:10 GMT

The Jewish Insider reports Jared Kushner and Ivanka Trump received a blessing last night from the Sephardic Chief Rabbi Yitzchok Yosef who called black people “monkeys” and used racial slurs when referring to Ethiopian Jews.


Updated 15:17 GMT

James North: As Israel massacres more Gazans, ‘NY Times’ continues its distorted coverage — with one honorable exception


Updated 15:07 GMT

Jonathan Cook: Israel repurposes Nakba myths to justify massacre in Gaza


Updated 14:35 GMT

This morning Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu with a Congressional delegation led by Joe Wilson (R-SC) and a Senatorial delegation led by Lindsey Graham (R-SC).  Florida Gov. Rick Scott was also in attendance.


Updated 14:30 GMT

Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu welcomed the delegation from the White House last night in Jerusalem. President Donald Trump is not attending the embassy opening. The team sent by the administration is headed by his daughter Ivanka Trump, son-in-law Jared Kushner, Secretary of the Treasury Steve Mnuchin, Deputy Secretary John Sullivan, special envoy Jason Greenblatt and the U.S. Ambassador to Israel David Friedman.

Netanyahu dedicated about a third of his speech to welcome the White House officials by applauding President Trump for pulling out the Iran agreement:

“And to achieve peace, we have to do one other thing: We must confront the enemies of peace, and I thank President Trump for his decision to confront Iran rather than to appease it. Pulling out of the nuclear deal means that the world’s greater sponsor of terrorism, greatest sponsor of terrorism, is no longer on a glide-path to attaining an arsenal of nuclear weapons. This is good for Israel, this is good for the region, it’s good for the world.

Now, I have something to say to part of the world: With all due respect to those sitting in European capitals, we here in the capitals of the Middle East—in Jerusalem, in Riyadh and elsewhere—we’ve seen the disastrous consequences of the Iran deal. And so when President Trump decides to pull out of this deal, to walk away from it, we know that when he walks away from a bad deal, he’s doing a good thing for our region, for the United States and for the world.”

Netanyahu also spoke of the close personal relationship between his family and Jared Kushner’s:

“I’ve known Jared for 105 years, and there’s a special bond between our families, but I think the fact that you and Ivanka are here is a special, personal testament, but also a national and international statement. It is one that touches our hearts, and we are all delighted by your presence at any time, at any day, but especially on this day. Thank you.”

In addition to firing on Gaza protesters, Israel has also started bombing Gaza as well:

 

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