Tutti i programmi elettorali israeliani promettono l’assorbimento di un milione di nuovi coloni.

di Madeeha Araj/ NBPRS/PNNNN Il National Bureau for Defending Land and Resisting Settlements ha detto, nel suo rapporto settimanale, che, secondo i dati pubblicati dall’Israeli Central Bureau of Statistics, il governo del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha stabilito, durante l’ultimo decennio, 7 nuovi insediamenti nella Cisgiordania occupata, tra cui sei “città di insediamento” e…

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Professore dell’università ebraica: ogni “colono” è un terrorista

“Per definizione, ogni colono è un terrorista”, afferma il dottor Amiram Goldblum che in un post su Facebook attacca l’ex capo del Consiglio di Yesha.

 

 

David Rosenberg, 17/07/17 10:22

 

Un professore dell’Università Ebraica di Gerusalemme ha dichiarato che tutti gli ebrei che vivono in Giudea e Samaria sono terroristi e ha accusato Israele di essere uno stato di apartheid.

 

Amiram Goldblum, ricercatore e docente del dipartimento di chimica medicinale dell’università, ha sfidato gli ebrei che vivono in Giudea e Samaria, scrivendo in un post di Facebook venerdì che proprio per la loro residenza nel cuore della storica isola ebraica, qualsiasi israeliano che vive oltre Il confine pre-1967 è un “terrorista”.

 

“Per definizione, ogni colone è un terrorista”, ha scritto Goldblum.

 

Il professore ha anche preso di mira un ex capo del Consiglio di Yesha (Judea e Samaria), Shlomo Filber, che precedentemente ha diretto il Ministero delle Comunicazioni, definendolo   “terrorista,   bugiardo e criminale”.

 

“Come qualcuno che è stato colonizzatore e direttore generale del Consiglio di Yesha, è stato responsabile di crimini contro l’umanità [e fatti collegati] direttamente ai reati contro il popolo palestinese e dovrebbe quindi essere sottoposto a processo da parte del tribunale internazionale dell’Aja “.

 

“Israele deve iniziare a purificarsi da personaggi sporchi come Shlomo Filber e il suo emblema”.

 

Filber è stato accusato della scomparsa di documenti della società di telecomunicazioni Bezeq durante illuso incarico come Direttore Generale del Ministero delle Comunicazioni.

 

La scorsa settimana su internet non è stata la prima sfida di Goldblum in controversie politiche. All’inizio di quest’anno, Goldblum definì  Benzi Gopstein l’attivista anti-assimilazione  come “neo-nazista”.

 

Nella pagina Facebook di Goldblum è presente una mappa dello Stato d’Israele, con le parole ” West Bank Apartheid sotto il controllo israeliano”.

 

Nel 2015, Goldblum ha paragonato il creatore di un video virale che critica le ONG di sinistra con Julius Streicher, fondatore ed editore del settimanale violentemente antisemita Der Stürmer.

 

“Ma sembra che sia comunque un legame, naturalmente non genetico”, ha scritto Goldblum. “Sono entrambi delle mele particolarmente marce sull’albero umano, entrambi sono istigatori spregevoli, entrambi servono organizzazioni fasciste e private. C’è una piccola differenza: Streicher ha creato l’ideologia, Klughaft unisce ideologia e prostituzione”.

 

“Non so se Klughaft viaggiasse per studiare i metodi di Streicher nel quotidiano più spregevole mai pubblicato nella storia umana, ma non c’è dubbio che sta avanzando in questa direzione: forse Streicher appare nei sogni di Klughaft?”

 

In passato, Goldblum ha lavorato come portavoce dell’organizzazione radicale di Peace Now, membro del consiglio di amministrazione del Fondo New Israel. Nel 2013, Goldblum correva per la Knesset con il partito di sinistra Meretz.

 

Il mese scorso, un altro professore dell’università ebraica è stato criticato per  aver paragonato Israele alla Germania nazista.

 

Ofer Cassif, membro del dipartimento di scienze politiche dell’università ebraica, ha avvertito che Israele è “su un pendio scivoloso verso il fascismo”.

 

“Non c’è molto da argomentare”, ha aggiunto Cassif. ”

 

“Sono sicuro che se fossimo seduti … all’Università di Friburgo nel 1933, e ci fosse  un professore che osasse dire le cose che ho detto io, anche lì, alcuni  studenti  avrebbero detto “Beh, questo è un tuo pensiero”. Ragazzi, no, non lo è. Solo perché qualcosa è troppo forte da sentire  non è accettata come opinione.”

 

 

thanks to: trad. Invictapalestina.org

Fonte: http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/232574

I 5 RAGAZZI DI HARES

Sembra un film la storia dei 5 ragazzi di Hares, Palestina. Invece è, purtroppo, la realtà. E’ il 14 marzo del 2013, un colono percorre la strada n.5 vicino ad Hares con la sua auto, a bordo ci sono le sue tre figlie. Ovviamente il colono è su quella strada illegalmente. Ad un certo punto si schianta contro un camion fermo. Lui e le tre figlie rimangono feriti, una in modo grave. Da una prima ricostruzione il camionista dice di essersi fermato per una ruota forata e che l’auto del colono gli è arrivata addosso, ma poi la versione cambia….

Il colono accusa alcuni ragazzi di aver tirato pietre verso la sua auto e quindi di essere responsabili. Non ci sono testimoni dell’incidente.

E’ venerdì mattina quando 50 soldati fanno irruzione nelle case di Hares: sfondano le porte e devastano le case e interrogano le famiglie suiloro bambini/ragazzi.Acora buio, vengono arrestati 10 ragazzi, che vengono bendati e condotti in luogo segreto e senza informare le famiglie delle accuse. Due giorni dopo parte un’altra ondata di arresti ad Hares, sono le 3 del mattino. L’esercito fa irruzione accompagnato dallo Shabak (servizio segreto israeliano).Portano via altri 3 ragazzi. Ad uno di loro dicono : “bacia ed abbraccia tua madre perchè non la rivedrai mai più”.Ma non è finita: una settimana dopo l’esercito irrompe di nuovo ad Hares e prende molti ragazzi e bambini appena tornati da scuola. Fra di loro c’è anche un piccolino di 6 anni. Lo zio di quest’ultimo insiste perchè vengano lasciati subito liberi i piccoli, anche se viene tenuto sotto scocca dalle armi dell’esercito. Lasciano i più piccoli e scelgono a caso tre ragazzi, li bendano, li ammanettano e li portano via, sempre seza formalizzare le accuse e senza avvisare le famiglie.In totale prendono 19 ragazzi e dopo l’interrogatorio vengono trattenuti 5 di loro e portati a Megiddo, una prigione per adulti israeliana. Questi 5 ragazzi sono “i ragazzi di Hares”. I ragazzi interrogati hanno relazionato ai loro avvocati di torture e maltrattamenti in prigione, di 3 violenti interrogatori, di celle d’isolamento con luci sempre accese e hanno ipotizzato che qualcuno di quei 5 rimasti dentro avesse confessato di aver eseguito la sassaiola per fermare le torture.I 5 ragazzi sono accusati di 25 capi d’imputazione per tentato omicidio. il numero 25 è per ogni pietra lanciata…

Per loro 5 vengono chiesti 25 anni di carcere, le motivazioni sono le confessioni e le testimonianze di 61 persone che quel giorno sarebbero state su quella strada con le loro auto anch’esse oggetto di sassaiole. Non si sa se ci siano prove delle auto danneggiate, di referti ospedalieri, di interrogatori ai testimoni. Nulla è stato comunicato agli avvocati dei ragazzi. Ci sono poi le testimonianze dello Shabak e dell’esercito (che non era presenti) e nemmeno queste sono state fornite agli avvocati difensori. Quest’incedente è stato fatto passare dai media come un atto terroristico e dopo l’arresto dei 5, Netanyahu ha dichiarato che i “terroristi sono stati catturati”.

Il 25 luglio i 5 ragazzi di Hares verranno giudicati dal tribunale militare israeliano come adulti, senza rispettare alcuna legge internazionale, senza rispettare alcuna giustizia, senza rispettare i diritti umani e del fanciullo e la Convenzione delle Nazioni Unite. 5 vite rovinate che in questo momento stanno, molto probabilmente, subendo torture e violenze. Ipotesi, quest’ultima, quasi certa visto che le udienze vengono svolte a porte chiuse e le famiglie non hanno più visto i ragazzi. 5 vite di età fra i 16 e i 17 anni, minorenni, incensurati. Questo è quello che fa Israele alla Palestina.

viasamantha comizzoli: I 5 RAGAZZI DI HARES.