Impatto storico dell’”Aiuto Umanitario” statunitense sul mondo

Negli ultimi 25 anni, gli Stati Uniti hanno giustificato il proprio intervento in altri paesi con il pretesto dell’”aiuto umanitario”.

Diversi media e fonti internazionali hanno voluto sottolineare l’importanza del presunto “aiuto umanitario” inviato dagli Stati Uniti in Venezuela, per non parlare del forte blocco economico e commerciale applicato dalla nazione americana al popolo venezuelano, che danneggia la qualità della vita dei suoi cittadini.

Recentemente, il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha avvertito che l’aiuto umanitario degli Stati Uniti è uno spettacolo per nascondere le sue intenzioni di dominio e per appropriarsi della ricchezza della nazione sudamericana.

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Mentre il ministro degli esteri italiano va a fare la guerra in Polonia; Cuba, Cina, Russia, Turchia e addirittura Palestina inviano 933 tonnellate di materiale medico in Venezuela

14 febbraio 2019 Almeno 64 contenitori di medicinali provenienti dalle alleanze del Venezuela con altri governi hanno raggiunto i porti del paese sudamericano.

Un totale di 64 container con 933 tonnellate di materiale medico è arrivato questo mercoledì al porto di La Guaira in Venezuela.

Il ministro della salute venezuelano Carlos Alvarado ha spiegato che questi farmaci e materiale medico provengono dalle alleanze del venezuelano con , , , Palestina, Turchia, tra gli altri…

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Gli Stati Uniti e le potenze straniere sostengono gruppi terroristici, dice Rouhani nell’incontro con Erdogan

Il presidente iraniano Hassan Rouhani (S) e il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan stringono la mano ai margini di un summit siriano nella città turistica russa di Sochi il 14 febbraio 2019. (Foto IRNA)14 febbraio 2019

Il Presidente iraniano Hassan Rouhani si è scagliato contro gli Stati occidentali, in particolare gli Stati Uniti…

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Latinoamerica oggi

Congreso de los Pueblos Le minacce contro il Venezuela da parte del governo di Trump, accompagnato dai suoi leccapiedi Duque e Bolsonaro, e dal “Cartello di Lima”, stanno aprendo nella regione un possibile scenario di guerra, che deve essere prevenuta dalle organizzazioni sociali e dai partiti politici di sinistra, progressisti e democratici della regione…

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La Russia sospende il Trattato INF in “risposta speculare” all’interruzione statunitense dell’accordo

2 febbraio 2019 15:09 Un lancio di un missile da un sistema russo Iskander. Gli Stati Uniti dicono che 9M729, uno dei missili lanciati da Iskander, viola INF. © Sputnik / StringerIl presidente Vladimir Putin ha detto che Mosca sta fermando la sua partecipazione all’accordo nucleare dell’era della Guerra Fredda dopo la decisione di Washington…

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Maduro propone elezioni parlamentari anticipate in Venezuela

2 febbraio 2019 20:08 Il presidente venezuelano Niñolas Maduro ha chiesto elezioni anticipate all’Assemblea nazionale, un organo legislativo dominato dall’opposizione e guidato da Juan Guaido che si è dichiarato leader ad interim la scorsa settimana. La dichiarazione di Maduro arriva mentre migliaia si radunano nelle strade di Caracas sia…

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Venezuela: la catena di comando è chiara e Guaidó ha paura di passare da eroe a martire voluto

Álvaro Verzi Rangel, CLAE, 30/01/2019

La catena di comando è chiara: i falchi al comando di Washington, Juan Guaidó e i complici del gruppo di Lima si conformano, pronti a spartirsi il bottino venezuelano. Tutto questo con un attacco mortale dai social network e media egemonici per creare l’immaginario collettivo da dare un popolo sottomesso. Questo è il motivo per cui è necessario montare le violenze di strada ed avere “patrioti” disposti a qualsiasi cosa per sbarazzarsi del “tiranno”, costruire un’epopea in modo che Unione europea e Gran Bretagna decidano di sostenere l’usurpatore Guaidó, che il 4 febbraio potrebbe raggiungere concreti accordi coll’incontro dei complici del Grupo de Lima. Nonostante i prevedibili fallimenti diplomatici, gli Stati Uniti dovevano articolare i diversi attori in ogni spazio regionale e internazionale. Ora avanzano coi fatti compiuti e necessitano di maggiore consenso per intraprendere i prossimi passi economici, politici e militari. Andare contro Russia e Cina? Andare contro la Citgo e la compagnia dello Stato venezuelano PDVSA dove la Russia ha quasi la metà delle azioni? “Li stiamo aspettando, stiamo aspettando i violenti, i mercenari e chi vuole entrare in Venezuela”, aveva dichiarato Vladimir Padrino López, Ministro della Difesa. “Questo è un assedio, una sceneggiatura, osserviamo il modello applicato in Libia e vediamo generare gli stessi atti”, aggiungeva. “La situazione è pronta e quando gli USA vorranno, inizierà la guerra in Venezuela”, prediceva l’analista francese Thierry Meyssan in un video nel maggio 2017. Luis Almagro, segretario generale dell’Organizzazione degli Stati americani (OAS), rivolgeva un messaggio ai venezuelani assicurando “Non siete soli; la democrazia tornerà nel Paese. Non siamo mai stati così vicini come adesso”. Mercenari, paramilitari, “consiglieri” israeliani per l’occupazione dei territori e la destabilizzazione interna. Ed “aiuti umanitari” che l’opposizione dice farà entrare nel Paese sicuramente uno scenario creato da diplomatici e ONG per le telecamere, forse al confine con la Colombia, con la protezione di paramilitari e bande criminali con cui il governo di Bogotà è affettuoso.

Testo integrale su Aurorasito.

Le “esercitazioni difensive” della NATO

Le “esercitazioni difensive” della NATO

di Fabrizio Poggi

Che la NATO sia “un’alleanza difensiva”, non affatto “diretta contro la Russia”, lo dimostrano le zone delle esercitazioni militari dell’Alleanza e i tipi specifici di manovre. Sbarchi anfibi, attraversamenti di corsi d’acqua in prossimità di confini “nemici”, evacuazione di città, ecc. Ci si esercita, insomma, “alla pace” a oriente, mentre si lanciano bombe qua e là per il mondo.

E così: caccia F-15C “Eagle” e velivoli da trasporto C-130J “Super Hercules” dell’aviazione USA sono in Ucraina, per prendere parte alle manovre “Clear Sky 2018” iniziate ieri e che andranno avanti fino al 19 ottobre nelle aree centro-occidentali (regioni di Vinnitsa e Khmelnitsa) del paese, con la partecipazione di circa 700 uomini di Belgio, Gran Bretagna, Danimarca, Olanda, Estonia, Polonia, Stati Uniti e Romania. A parere del politologo Aleksandr Asafov, da un lato l’Ucraina costituisce “un adeguato campo di addestramento per la NATO”, in cui, tra l’altro non è nemmeno necessario prestare particolare attenzione a possibili incidenti (come quello verificatosi in Estonia lo scorso agosto), dato che già di suo “il paese è oggi territorio di illegalità; dall’altro lato, per l’Ucraina stessa, le manovre sono utili per la pratica vicinanza con truppe NATO”, diverse da quelle che vi stazionano stabilmente (ma non ufficialmente) per addestrare reparti ucraini regolari e battaglioni neonazisti. Secondo Asafov, si tratta non solo di una dimostrazione nei confronti della Russia, ma anche dell’addestramento pratico al combattimento coordinato.

A nome del Comitato per la difesa del Senato russo, Frants Klintsevic ha dichiarato che le “Clear Sky” costituiscono un aperto appoggio a Kiev nell’aggressione alle Repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk; nel corso delle esercitazioni, potrebbe venir messo a punto un possibile scenario di utilizzo dell’aviazione contro il Donbass, d’altra parte già ipotizzato dal generale Sergej Naev: in tal modo, tutti paesi che prendono parte alle manovre, ha detto Klintsevic, diventerebbero automaticamente parte del conflitto nel Donbass.

A proposito di spazi aerei, nei giorni scorsi un drone dell’aviazione USA RQ-4 Global Hawk, partito da Sigonella, ha sorvolato per circa 11 ore il territorio adiacente alle frontiere centro-settentrionali russe. Sorvolando Ucraina e Polonia, il drone, dallo spazio aereo lituano ha condotto alcune ore di ricognizione della regione di Kaliningrad. Passando poi ai cieli di Estonia e Lettonia, ha condotto oltre tre ore di esplorazione alle frontiere occidentali delle regioni di Leningrado e di Pskov. Il Global Hawk è simile al Lockheed U-2, il famoso aereo spia yankee in servizio sopra i cieli dell’URSS dagli anni ’50, che non ha affatto cessato il proprio “lavoro”, tanto che nei giorni scorsi topwar.ru scriveva dei nuovi sistemi d’addestramento dei piloti, ancor più selettivi che in passato, per adeguarli alle moderne apparecchiature elettroniche dei U-2S.

Tornano alle manovre, quest’anno, da ottobre a dicembre, si svolgono anche le biennali “Anaconda-18”, principalmente in territorio polacco, oltre ad aree di Lituania (tra l’altro, nei giorni scorsi è morto qui un militare tedesco, durante una esercitazione condotta dai famigerati “battaglioni multinazionali”, cui l’Italia partecipa per la Lettonia), Estonia e Lettonia e mar Baltico (in quest’ultimo, nel mese di agosto, la NATO aveva svolto esercitazioni navali con la partecipazione di una squadra giapponese). Per le “Anaconda”, Varsavia ha annunciato la presenza sul proprio territorio di 12.

500 militari, numero che, in base al Protocollo di Vienna, consente alla Polonia di non invitare osservatori stranieri. Suddivise in tre tappe, le manovre prevedono in ottobre il concentramento dei soldati; poi, dal 7 al 16 novembre, le manovre militari e dal 26 novembre al 6 dicembre esercitazioni a livello di comando. Alcuni momenti riguarderanno esercitazioni in ambiente urbano, in centri quali Bia?ystok e Che?m, a nord e a sud della bielorussa Brest, compreso poi l’attraversamento della Vistola da parte dei mezzi corazzati. Un po’ lo stesso “gioco” delle manovre “Saber Strike-2018”, condotte lo scorso giugno in Lituania con la partecipazione di 18.000 soldati di 19 paesi membri e partner della NATO, allorché a esser forzate furono le acque del Nemunas, che scorre in Bielorussia, Lituania e Russia». A metà novembre, poi, nella zona di Wielbark, nel nord della Polonia, le forze aeree si alleneranno ad atterraggi fuori delle piste aeroportuali, ipotizzando che missili russi “Iskander” e “Polonez” mettano fuori uso gli aeroporti polacchi. Nell’area di Bia?ystok, l’esercitazione coinvolgerà indirettamente anche gruppi di civili, allorché guardie di frontiera e difesa territoriale si eserciteranno a evacuare la popolazione dalle aree viciniore alla Bielorussia: fece lo stesso a suo tempo, nota sarcasticamente rusvesna, la Wehrmacht nel 1941 nell’avvicinamento alle frontiere dell’URSS.

Prima di “Anaconda”, dal 9 al 21 settembre si erano svolte il Lettonia le “Steadfast Pyramid 2018” e “Steadfast Pinnacle 2018”, con la partecipazione di una sessantina di alti ufficiali di N??? e Finlandia. Obiettivo formale dell’esercitazione: migliorare l’attitudine dei comandi alla pianificazione e gestione delle operazioni integrate. A sud, dal 2 al 9 settembre, esercitazioni simili – “Agile Spirit-2018 – si erano invece svolte alla base di Senaki, in Georgia, con la partecipazione di 237 ufficiali comandanti di USA, Georgia, Bulgaria, Romania, Estonia, Lettonia, Grecia, Ucraina, Repubblica Ceca e Turchia.

Prima ancora, a giugno, durante le “Baltops”, vascelli NATO avevano scaricato fanteria di marina yankee, rumena e polacca, insieme a cingolati anfibi, carri armati e veicoli ausiliari, che si addestravano a sbarcare sulle coste polacche del mar Baltico.

E il Baltico sarà ancora teatro di manovre dal 25 ottobre al 7 novembre, per le “Trident Juncture” che, quest’anno, tra Norvegia, mar Baltico e Atlantico settentrionale, vedranno impegnati 45.000 uomini di 29 paesi membri NATO, oltre ai due partner Svezia e Finlandia. A quanto pare, quelle di quest’anno, saranno le “Trident Juncture” più estese degli ultimi anni: quelle svoltesi nel 2015, avevano impegnato 36.000 militari; ma anche le più estese (sinora) in assoluto, quelle del 2002, denominate “Strong Resolve”, in Norvegia e Polonia, avevano coinvolto 40.000 soldati. In vista delle “Trident-2018”, i 5.000 uomini della cosiddetta Spearhead Force, altrimenti nota come Task Force Joint ad altissima prontezza, o VJTF, si stanno esercitando in Norvegia.

Come per tutte le altre esercitazioni, anche l’obiettivo delle “Trident Juncture”, come si era preoccupato di sottolineare l’ammiraglio James G. Foggo III, comandante del Joint Force Command di Napoli, presentando l’evento lo scorso giugno, è quello “innanzitutto di dimostrare che la NATO è un’alleanza difensiva”. Pare che ci riesca…

thanks to: l’Antidiplomatico

US biological weapons

Defensive bioweapon? DARPA wants insects to spread genetically modified viruses… to ‘save crops’

Defensive bioweapon? DARPA wants insects to spread genetically modified viruses… to ‘save crops’

Genetically modified Aedes aegypti mosquitoes being tested © Paulo Whitaker / Reuters

A US military program dubbed ‘Insect Allies’ could be used as a biological weapon, a group of European scientists warns. The Pentagon’s research arm claims they are intended to defend crops, but doesn’t deny ‘dual-use’ potential.

Researchers from the Max Planck Institute for Evolutionary Biology and the University of Freiburg in Germany, as well as the University of Montpellier, France, have published a critique of the program, dubbed “Insect Allies,” in the October 5 edition of Science.

Full Text on Sci-Hub.

They argue that “the knowledge to be gained from this program appears very limited in its capacity to enhance US agriculture or respond to national emergencies” and therefore the program “may be widely perceived as an effort to develop biological agents for hostile purposes and their means of delivery,” which would mean a breach of the Biological Weapons Convention.

Speaking to Gizmodo on Thursday, Dr. Blake Bextine, program manager of Insect Allies, said that DARPA was “not producing biological weapons, and we reject the hypothetical scenario,” though they “accept and agree with concerns about potential dual use of technology.”

However, Bextine’s two-page response, released by the Defense Advanced Research Projects Agency later in the day, did not contain the forceful denial of bioweapons charges. Instead, Bextine argued the program was intended to “respond rapidly to threats to the food supply” and that it was subject to government regulation and transparency rules.

Nothing could possibly go wrong, Bextine firmly emphasized, simply because “every performer in the program is required to include at least three independent kill switches in their systems to shut down functionality of the technology.”

DARPA’s insect allies would work by injecting the affected crops with gene-editing viruses intended to target whatever ailment affects them, using CRISPR technology. The researchers point out this mechanism could also be used to introduce viruses into healthy organisms, however.

The question is not whether the program can be weaponized; it already has been. DARPA has been one of the major sources of funding for a project to release genetically modified mosquitoes into the wild, armed with a gene-editing virus intended to sterilize the species that transmits malaria. There have been plans to release these GMO mosquitoes in the Florida Keys.

The dispute over Insect Allies comes as Russia has raised concerns about a US biological research facility in Tbilisi, Georgia. A former government minister has recently published online some 100,000 pages of documents about the facility.

FILE PHOTO © Mike Blake

The Russian military is now looking into the outbreaks of African swine fever since 2007 that originated in Georgia and spread into Russia, Europe and China.

“The infection strain in the samples collected from animals killed by the disease in those nations was identical to the Georgia-2007 strain,” Igor Kirillov, commander of the Russian military branch responsible for defending troops from radiological, chemical and biological weapons, said on Thursday.

The Pentagon, however, rejected Moscow’s concerns as part of “a Russian disinformation campaign directed against the West.”

For some obscure reason, a US Air Force contract in July 2017 sought samples of ribonucleic acid (RNA) and synovial fluid from Russian subjects who “must be Caucasian.” It also sought information on the donor’s sex, age, ethnicity, weight, height and medical history, and specifically disqualified tissue samples from Ukraine.

In October that year, Russian President Vladimir Putin told the country’s Human Rights Council that someone was collecting“biological material” from various ethnic groups and regions of the Russian Federation, wondering at the purpose behind this.

Despite worrisome scientific breakthroughs and controversial research programs, so far the notion of a genetically tailored virus being used as a bioweapon has been confined to science fiction. A story published in 2015, titled “Seven Kill Tiger,” posited the nightmare scenario of China using such a weapon to wipe out much of Africa.

 

Major General Igor Kirillov, chief of Russia’s Nuclear, Biological and Chemical Protection Troops. (Photo by TASS)

Major General Igor Kirillov, chief of Russia’s Nuclear, Biological and Chemical Protection Troops. (Photo by TASS)

Russia has called on the United States to explain experiments with biological and chemical weapons in Georgia, with various Russian officials warning Washington that Moscow won’t tolerate such trials near its borders.

Major General Igor Kirillov, chief of Russia’s Nuclear, Biological and Chemical Protection Troops, revealed during an interview with the state news agency TASS on Thursday that the US was running a secret chemical weapons lab at the Richard Lugar Public Health Research Center, located in the Georgian settlement of Alekseyevka.

“It raises a question – ‘Why such documents are stored at the Lugar Public Health Research Center?’ We expect a clear-cut answer to this question from the Georgian and American sides,” Kirillov said.

He said a list of patents showed the US had developed various types of munitions intended for delivering chemical and biological agents.

According to these patents, the munitions had “low destruction cost” and didn’t “need to contact with enemy manpower.”

“This corresponds to the concept of ‘non-contact warfare,’ the United States is implementing,” he said, referring to the evolving military concept of fighting wars while ensuring minimum physical contact of own forces.

Kirillov said the patents indicated possible plans by the US military to develop specific capsules that could be filled with poisonous, radioactive, narcotic substances as well as with infectious disease pathogens.

“These munitions are not related to the list of conventional armaments and humane tools of warfare, while the publication of this information contradicts international accords on the prohibition of biological weapons,” Kirillov added.

The official said the Georgia center was part of a network of such weapons labs the US had established near the borders of Russia and China.

‘US testing toxic drugs on patients’

Kirillov went on to accuse the US of testing deadly drugs and highly lethal biological agents on patients at the Lugar Center under the guise of medical research.

In one case, he said, over 70 people lost their lives after they were given the drug Solvadi, manufactured by the US-based Gilead Sciences, in which former US Defense Secretary Donald Rumsfeld is a key shareholder.

“Even during widespread epidemics at in-patient infection clinics, such a large number of lethal cases has never been recorded,” the general said. He said the same medication was approved by Russia and “not a single lethal case was recorded during its clinical testing.”

Russia will respond

Vladimir Shamanov, the head of Russia’s State Duma (lower house of parliament) Defense Committee, said Moscow was going to take all the necessary political and military steps in response to the experiments.

“We cannot just turn a blind eye, knowing that something, which directly affects security on the southern borders, is happening there. We will take diplomatic and military measures,” he confirmed.

Vladimir Yermakov, Director of the Russian Foreign Ministry’s Non-Proliferation and Arms Control Department, took a similar line, telling reporters that Moscow had already raised the issue with Washington.

“We told [the Americans] that we won’t let your military biologists do something strange on the Russian border,” Yermakov said.

The revelations come amid an ongoing row between Russia and the West over the poisoning attack against former double Russian agent Sergei Skripal earlier this year.

Russia has firmly denied allegations that it was behind the attack.

thanks to: RT PressTV

Israele. La pacchia è finita

I generali israeliani si precipitano a Mosca

Amikam Norkin (a sin.) con la delegazione israeliana a Mosca, 20 settembre.

“24 ore dopo  aver abbattuto l’Il-20, il capo supremo dell’aviazione israeliana, generale Amikam Norkin, ha annunciato di correre in volo a Mosca con una delegazione per spiegare “Le conclusioni dell’inchiesta di Tsahal” e  “le informazioni precedenti la missione”. Il che lascia trasparire,  diciamo, un insolito nervosismo dei militari di Sion  (che mai hanno giustificato con altre potenze le loro azioni criminali) e un certo sforzo di non lasciar degradare le relazioni con Mosca.

“La delegazione militare israeliana a Mosca è stata gettata fuori in 21 minuti 21

(Dell’immagine di sentore antisemita è responsabile Hal Turner, il giornalista radiofonico)

http://halturnerradioshow.com/index.php/news/world-news/3182-israeli-military-delegation-to-moscow-thrown-out-by-russians-after-21-minutes

...The Russians then abruptly interrupted.  They told Israel that Israeli fighter jets “sneakily shadowed” the much larger Russian aircraft to use it as radar cover for Israeli missile launches.  They said the Israelis did this on purpose;  then threw the Israelis out of the meeting after a grand total of . . . . 21 minutes.

The Israeli military members described the meeting as “tense and very threatening.”

Incontro teso e  molto minaccioso..

La Russia chiude il Mediterraneo orientale al traffico marittimo e  aereo

il NOTAM ( “NOtice To AirMen”) con cui Mosca ha annunciato il non-sorvolo.

Mosca ha annunciato che nell’ampia zona (attorno a Cipro,  le coste del Libano e  della Siria) nessuna nave o aereo devono entrare  fino a mercoledì perché vi sono in corso esercitazioni militari. Di fatto, si pensa che navi e  ricognitori russi stiano passando al pettine fine la zona dove è caduto l’Iliushin, per recuperare i corpi dei loro piloti ed ogni altro residuo in vista di una seria indagine : hanno infatti accusato i caccia israeliani di essersi “nascosti” dietro lo Il-20. Gli ebrei accusano la contreaerea siriana di incapacità (chutzpah accolto come offesa gravissima, dato che è addestrata dai russi).

Gli aerei israeliani devono cessare fino a mercoledì i loro tipici svoli in violazione degli spazi aerei e siriani.  Ma sono stati presi di sorpresa anche gli americani, che hanno nella zona del Golfo la portaerei Truman (6 mila uomini d’equipaggio e 9 squadriglie di caccia-bombardieri) con la sua squadra d’appoggio, comprendente incrociatori lanciamissili.

Le forze navali presenti nell’area

F-16 israeliani intercettati nel cielo del Libano da aerei da caccia russi che li hanno forzati a rientrare in Israele. 

Si ritiene che i caccia israeliani abbiano voluto mettere alla prova le intenzioni russe, volando sul Libano però sopra i 19 mila piedi, dove il traffico civile è permesso (a quella quota si è comunque facile preda della contraerea siriana)

I due F-16 israeliani si sono visti affrontare da due Su-34, caccia-bombardieri di armamento decisamente superiore.  Che li hanno intercettati nei cieli del Libano –  ed è forse la prima volta in anni che i russi lo fanno – costringendoli a tornare indietro.

Gli israeliani hanno guadagnato dalla loro bravata  – ira dei russi e  una interdizione dallo spazio aereo libano-siriano che rende molto rischiosi i loro svolazzi e puntate offensive contro obiettivi nel territorio della Siria.

http://halturnerradioshow.com/index.php/news/world-news/3184-israeli-f-16-s-intercepted-by-russian-war-planes-over-lebanon-forced-back-to-israel

Per dirla con un motto d’attualità, la pacchia è finita.

Aerei cargo russi stanno arrivando alla base aerea di Latakia praticamente non -stop.

Russian Air Force cargo planes are arriving almost non-stop into Latakia air base and covert Intelligence reports what they are delivering.

thanks to: Maurizio Blondet