Le “esercitazioni difensive” della NATO

Le “esercitazioni difensive” della NATO

di Fabrizio Poggi

Che la NATO sia “un’alleanza difensiva”, non affatto “diretta contro la Russia”, lo dimostrano le zone delle esercitazioni militari dell’Alleanza e i tipi specifici di manovre. Sbarchi anfibi, attraversamenti di corsi d’acqua in prossimità di confini “nemici”, evacuazione di città, ecc. Ci si esercita, insomma, “alla pace” a oriente, mentre si lanciano bombe qua e là per il mondo.

E così: caccia F-15C “Eagle” e velivoli da trasporto C-130J “Super Hercules” dell’aviazione USA sono in Ucraina, per prendere parte alle manovre “Clear Sky 2018” iniziate ieri e che andranno avanti fino al 19 ottobre nelle aree centro-occidentali (regioni di Vinnitsa e Khmelnitsa) del paese, con la partecipazione di circa 700 uomini di Belgio, Gran Bretagna, Danimarca, Olanda, Estonia, Polonia, Stati Uniti e Romania. A parere del politologo Aleksandr Asafov, da un lato l’Ucraina costituisce “un adeguato campo di addestramento per la NATO”, in cui, tra l’altro non è nemmeno necessario prestare particolare attenzione a possibili incidenti (come quello verificatosi in Estonia lo scorso agosto), dato che già di suo “il paese è oggi territorio di illegalità; dall’altro lato, per l’Ucraina stessa, le manovre sono utili per la pratica vicinanza con truppe NATO”, diverse da quelle che vi stazionano stabilmente (ma non ufficialmente) per addestrare reparti ucraini regolari e battaglioni neonazisti. Secondo Asafov, si tratta non solo di una dimostrazione nei confronti della Russia, ma anche dell’addestramento pratico al combattimento coordinato.

A nome del Comitato per la difesa del Senato russo, Frants Klintsevic ha dichiarato che le “Clear Sky” costituiscono un aperto appoggio a Kiev nell’aggressione alle Repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk; nel corso delle esercitazioni, potrebbe venir messo a punto un possibile scenario di utilizzo dell’aviazione contro il Donbass, d’altra parte già ipotizzato dal generale Sergej Naev: in tal modo, tutti paesi che prendono parte alle manovre, ha detto Klintsevic, diventerebbero automaticamente parte del conflitto nel Donbass.

A proposito di spazi aerei, nei giorni scorsi un drone dell’aviazione USA RQ-4 Global Hawk, partito da Sigonella, ha sorvolato per circa 11 ore il territorio adiacente alle frontiere centro-settentrionali russe. Sorvolando Ucraina e Polonia, il drone, dallo spazio aereo lituano ha condotto alcune ore di ricognizione della regione di Kaliningrad. Passando poi ai cieli di Estonia e Lettonia, ha condotto oltre tre ore di esplorazione alle frontiere occidentali delle regioni di Leningrado e di Pskov. Il Global Hawk è simile al Lockheed U-2, il famoso aereo spia yankee in servizio sopra i cieli dell’URSS dagli anni ’50, che non ha affatto cessato il proprio “lavoro”, tanto che nei giorni scorsi topwar.ru scriveva dei nuovi sistemi d’addestramento dei piloti, ancor più selettivi che in passato, per adeguarli alle moderne apparecchiature elettroniche dei U-2S.

Tornano alle manovre, quest’anno, da ottobre a dicembre, si svolgono anche le biennali “Anaconda-18”, principalmente in territorio polacco, oltre ad aree di Lituania (tra l’altro, nei giorni scorsi è morto qui un militare tedesco, durante una esercitazione condotta dai famigerati “battaglioni multinazionali”, cui l’Italia partecipa per la Lettonia), Estonia e Lettonia e mar Baltico (in quest’ultimo, nel mese di agosto, la NATO aveva svolto esercitazioni navali con la partecipazione di una squadra giapponese). Per le “Anaconda”, Varsavia ha annunciato la presenza sul proprio territorio di 12.

500 militari, numero che, in base al Protocollo di Vienna, consente alla Polonia di non invitare osservatori stranieri. Suddivise in tre tappe, le manovre prevedono in ottobre il concentramento dei soldati; poi, dal 7 al 16 novembre, le manovre militari e dal 26 novembre al 6 dicembre esercitazioni a livello di comando. Alcuni momenti riguarderanno esercitazioni in ambiente urbano, in centri quali Bia?ystok e Che?m, a nord e a sud della bielorussa Brest, compreso poi l’attraversamento della Vistola da parte dei mezzi corazzati. Un po’ lo stesso “gioco” delle manovre “Saber Strike-2018”, condotte lo scorso giugno in Lituania con la partecipazione di 18.000 soldati di 19 paesi membri e partner della NATO, allorché a esser forzate furono le acque del Nemunas, che scorre in Bielorussia, Lituania e Russia». A metà novembre, poi, nella zona di Wielbark, nel nord della Polonia, le forze aeree si alleneranno ad atterraggi fuori delle piste aeroportuali, ipotizzando che missili russi “Iskander” e “Polonez” mettano fuori uso gli aeroporti polacchi. Nell’area di Bia?ystok, l’esercitazione coinvolgerà indirettamente anche gruppi di civili, allorché guardie di frontiera e difesa territoriale si eserciteranno a evacuare la popolazione dalle aree viciniore alla Bielorussia: fece lo stesso a suo tempo, nota sarcasticamente rusvesna, la Wehrmacht nel 1941 nell’avvicinamento alle frontiere dell’URSS.

Prima di “Anaconda”, dal 9 al 21 settembre si erano svolte il Lettonia le “Steadfast Pyramid 2018” e “Steadfast Pinnacle 2018”, con la partecipazione di una sessantina di alti ufficiali di N??? e Finlandia. Obiettivo formale dell’esercitazione: migliorare l’attitudine dei comandi alla pianificazione e gestione delle operazioni integrate. A sud, dal 2 al 9 settembre, esercitazioni simili – “Agile Spirit-2018 – si erano invece svolte alla base di Senaki, in Georgia, con la partecipazione di 237 ufficiali comandanti di USA, Georgia, Bulgaria, Romania, Estonia, Lettonia, Grecia, Ucraina, Repubblica Ceca e Turchia.

Prima ancora, a giugno, durante le “Baltops”, vascelli NATO avevano scaricato fanteria di marina yankee, rumena e polacca, insieme a cingolati anfibi, carri armati e veicoli ausiliari, che si addestravano a sbarcare sulle coste polacche del mar Baltico.

E il Baltico sarà ancora teatro di manovre dal 25 ottobre al 7 novembre, per le “Trident Juncture” che, quest’anno, tra Norvegia, mar Baltico e Atlantico settentrionale, vedranno impegnati 45.000 uomini di 29 paesi membri NATO, oltre ai due partner Svezia e Finlandia. A quanto pare, quelle di quest’anno, saranno le “Trident Juncture” più estese degli ultimi anni: quelle svoltesi nel 2015, avevano impegnato 36.000 militari; ma anche le più estese (sinora) in assoluto, quelle del 2002, denominate “Strong Resolve”, in Norvegia e Polonia, avevano coinvolto 40.000 soldati. In vista delle “Trident-2018”, i 5.000 uomini della cosiddetta Spearhead Force, altrimenti nota come Task Force Joint ad altissima prontezza, o VJTF, si stanno esercitando in Norvegia.

Come per tutte le altre esercitazioni, anche l’obiettivo delle “Trident Juncture”, come si era preoccupato di sottolineare l’ammiraglio James G. Foggo III, comandante del Joint Force Command di Napoli, presentando l’evento lo scorso giugno, è quello “innanzitutto di dimostrare che la NATO è un’alleanza difensiva”. Pare che ci riesca…

thanks to: l’Antidiplomatico

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US biological weapons

Defensive bioweapon? DARPA wants insects to spread genetically modified viruses… to ‘save crops’

Defensive bioweapon? DARPA wants insects to spread genetically modified viruses… to ‘save crops’

Genetically modified Aedes aegypti mosquitoes being tested © Paulo Whitaker / Reuters

A US military program dubbed ‘Insect Allies’ could be used as a biological weapon, a group of European scientists warns. The Pentagon’s research arm claims they are intended to defend crops, but doesn’t deny ‘dual-use’ potential.

Researchers from the Max Planck Institute for Evolutionary Biology and the University of Freiburg in Germany, as well as the University of Montpellier, France, have published a critique of the program, dubbed “Insect Allies,” in the October 5 edition of Science.

Full Text on Sci-Hub.

They argue that “the knowledge to be gained from this program appears very limited in its capacity to enhance US agriculture or respond to national emergencies” and therefore the program “may be widely perceived as an effort to develop biological agents for hostile purposes and their means of delivery,” which would mean a breach of the Biological Weapons Convention.

Speaking to Gizmodo on Thursday, Dr. Blake Bextine, program manager of Insect Allies, said that DARPA was “not producing biological weapons, and we reject the hypothetical scenario,” though they “accept and agree with concerns about potential dual use of technology.”

However, Bextine’s two-page response, released by the Defense Advanced Research Projects Agency later in the day, did not contain the forceful denial of bioweapons charges. Instead, Bextine argued the program was intended to “respond rapidly to threats to the food supply” and that it was subject to government regulation and transparency rules.

Nothing could possibly go wrong, Bextine firmly emphasized, simply because “every performer in the program is required to include at least three independent kill switches in their systems to shut down functionality of the technology.”

DARPA’s insect allies would work by injecting the affected crops with gene-editing viruses intended to target whatever ailment affects them, using CRISPR technology. The researchers point out this mechanism could also be used to introduce viruses into healthy organisms, however.

The question is not whether the program can be weaponized; it already has been. DARPA has been one of the major sources of funding for a project to release genetically modified mosquitoes into the wild, armed with a gene-editing virus intended to sterilize the species that transmits malaria. There have been plans to release these GMO mosquitoes in the Florida Keys.

The dispute over Insect Allies comes as Russia has raised concerns about a US biological research facility in Tbilisi, Georgia. A former government minister has recently published online some 100,000 pages of documents about the facility.

FILE PHOTO © Mike Blake

The Russian military is now looking into the outbreaks of African swine fever since 2007 that originated in Georgia and spread into Russia, Europe and China.

“The infection strain in the samples collected from animals killed by the disease in those nations was identical to the Georgia-2007 strain,” Igor Kirillov, commander of the Russian military branch responsible for defending troops from radiological, chemical and biological weapons, said on Thursday.

The Pentagon, however, rejected Moscow’s concerns as part of “a Russian disinformation campaign directed against the West.”

For some obscure reason, a US Air Force contract in July 2017 sought samples of ribonucleic acid (RNA) and synovial fluid from Russian subjects who “must be Caucasian.” It also sought information on the donor’s sex, age, ethnicity, weight, height and medical history, and specifically disqualified tissue samples from Ukraine.

In October that year, Russian President Vladimir Putin told the country’s Human Rights Council that someone was collecting“biological material” from various ethnic groups and regions of the Russian Federation, wondering at the purpose behind this.

Despite worrisome scientific breakthroughs and controversial research programs, so far the notion of a genetically tailored virus being used as a bioweapon has been confined to science fiction. A story published in 2015, titled “Seven Kill Tiger,” posited the nightmare scenario of China using such a weapon to wipe out much of Africa.

 

Major General Igor Kirillov, chief of Russia’s Nuclear, Biological and Chemical Protection Troops. (Photo by TASS)

Major General Igor Kirillov, chief of Russia’s Nuclear, Biological and Chemical Protection Troops. (Photo by TASS)

Russia has called on the United States to explain experiments with biological and chemical weapons in Georgia, with various Russian officials warning Washington that Moscow won’t tolerate such trials near its borders.

Major General Igor Kirillov, chief of Russia’s Nuclear, Biological and Chemical Protection Troops, revealed during an interview with the state news agency TASS on Thursday that the US was running a secret chemical weapons lab at the Richard Lugar Public Health Research Center, located in the Georgian settlement of Alekseyevka.

“It raises a question – ‘Why such documents are stored at the Lugar Public Health Research Center?’ We expect a clear-cut answer to this question from the Georgian and American sides,” Kirillov said.

He said a list of patents showed the US had developed various types of munitions intended for delivering chemical and biological agents.

According to these patents, the munitions had “low destruction cost” and didn’t “need to contact with enemy manpower.”

“This corresponds to the concept of ‘non-contact warfare,’ the United States is implementing,” he said, referring to the evolving military concept of fighting wars while ensuring minimum physical contact of own forces.

Kirillov said the patents indicated possible plans by the US military to develop specific capsules that could be filled with poisonous, radioactive, narcotic substances as well as with infectious disease pathogens.

“These munitions are not related to the list of conventional armaments and humane tools of warfare, while the publication of this information contradicts international accords on the prohibition of biological weapons,” Kirillov added.

The official said the Georgia center was part of a network of such weapons labs the US had established near the borders of Russia and China.

‘US testing toxic drugs on patients’

Kirillov went on to accuse the US of testing deadly drugs and highly lethal biological agents on patients at the Lugar Center under the guise of medical research.

In one case, he said, over 70 people lost their lives after they were given the drug Solvadi, manufactured by the US-based Gilead Sciences, in which former US Defense Secretary Donald Rumsfeld is a key shareholder.

“Even during widespread epidemics at in-patient infection clinics, such a large number of lethal cases has never been recorded,” the general said. He said the same medication was approved by Russia and “not a single lethal case was recorded during its clinical testing.”

Russia will respond

Vladimir Shamanov, the head of Russia’s State Duma (lower house of parliament) Defense Committee, said Moscow was going to take all the necessary political and military steps in response to the experiments.

“We cannot just turn a blind eye, knowing that something, which directly affects security on the southern borders, is happening there. We will take diplomatic and military measures,” he confirmed.

Vladimir Yermakov, Director of the Russian Foreign Ministry’s Non-Proliferation and Arms Control Department, took a similar line, telling reporters that Moscow had already raised the issue with Washington.

“We told [the Americans] that we won’t let your military biologists do something strange on the Russian border,” Yermakov said.

The revelations come amid an ongoing row between Russia and the West over the poisoning attack against former double Russian agent Sergei Skripal earlier this year.

Russia has firmly denied allegations that it was behind the attack.

thanks to: RT PressTV

Israele. La pacchia è finita

I generali israeliani si precipitano a Mosca

Amikam Norkin (a sin.) con la delegazione israeliana a Mosca, 20 settembre.

“24 ore dopo  aver abbattuto l’Il-20, il capo supremo dell’aviazione israeliana, generale Amikam Norkin, ha annunciato di correre in volo a Mosca con una delegazione per spiegare “Le conclusioni dell’inchiesta di Tsahal” e  “le informazioni precedenti la missione”. Il che lascia trasparire,  diciamo, un insolito nervosismo dei militari di Sion  (che mai hanno giustificato con altre potenze le loro azioni criminali) e un certo sforzo di non lasciar degradare le relazioni con Mosca.

“La delegazione militare israeliana a Mosca è stata gettata fuori in 21 minuti 21

(Dell’immagine di sentore antisemita è responsabile Hal Turner, il giornalista radiofonico)

http://halturnerradioshow.com/index.php/news/world-news/3182-israeli-military-delegation-to-moscow-thrown-out-by-russians-after-21-minutes

...The Russians then abruptly interrupted.  They told Israel that Israeli fighter jets “sneakily shadowed” the much larger Russian aircraft to use it as radar cover for Israeli missile launches.  They said the Israelis did this on purpose;  then threw the Israelis out of the meeting after a grand total of . . . . 21 minutes.

The Israeli military members described the meeting as “tense and very threatening.”

Incontro teso e  molto minaccioso..

La Russia chiude il Mediterraneo orientale al traffico marittimo e  aereo

il NOTAM ( “NOtice To AirMen”) con cui Mosca ha annunciato il non-sorvolo.

Mosca ha annunciato che nell’ampia zona (attorno a Cipro,  le coste del Libano e  della Siria) nessuna nave o aereo devono entrare  fino a mercoledì perché vi sono in corso esercitazioni militari. Di fatto, si pensa che navi e  ricognitori russi stiano passando al pettine fine la zona dove è caduto l’Iliushin, per recuperare i corpi dei loro piloti ed ogni altro residuo in vista di una seria indagine : hanno infatti accusato i caccia israeliani di essersi “nascosti” dietro lo Il-20. Gli ebrei accusano la contreaerea siriana di incapacità (chutzpah accolto come offesa gravissima, dato che è addestrata dai russi).

Gli aerei israeliani devono cessare fino a mercoledì i loro tipici svoli in violazione degli spazi aerei e siriani.  Ma sono stati presi di sorpresa anche gli americani, che hanno nella zona del Golfo la portaerei Truman (6 mila uomini d’equipaggio e 9 squadriglie di caccia-bombardieri) con la sua squadra d’appoggio, comprendente incrociatori lanciamissili.

Le forze navali presenti nell’area

F-16 israeliani intercettati nel cielo del Libano da aerei da caccia russi che li hanno forzati a rientrare in Israele. 

Si ritiene che i caccia israeliani abbiano voluto mettere alla prova le intenzioni russe, volando sul Libano però sopra i 19 mila piedi, dove il traffico civile è permesso (a quella quota si è comunque facile preda della contraerea siriana)

I due F-16 israeliani si sono visti affrontare da due Su-34, caccia-bombardieri di armamento decisamente superiore.  Che li hanno intercettati nei cieli del Libano –  ed è forse la prima volta in anni che i russi lo fanno – costringendoli a tornare indietro.

Gli israeliani hanno guadagnato dalla loro bravata  – ira dei russi e  una interdizione dallo spazio aereo libano-siriano che rende molto rischiosi i loro svolazzi e puntate offensive contro obiettivi nel territorio della Siria.

http://halturnerradioshow.com/index.php/news/world-news/3184-israeli-f-16-s-intercepted-by-russian-war-planes-over-lebanon-forced-back-to-israel

Per dirla con un motto d’attualità, la pacchia è finita.

Aerei cargo russi stanno arrivando alla base aerea di Latakia praticamente non -stop.

Russian Air Force cargo planes are arriving almost non-stop into Latakia air base and covert Intelligence reports what they are delivering.

thanks to: Maurizio Blondet

Israele ha violato l’accordo con la Russia sulla Siria

Sputnik 23.09.2018

L’aviazione israeliana ha ingannato la Russia fornendo informazioni errate sull’area degli attacchi aerei pianificati in Siria il 17 settembre, impedendo così all’Il-20 russo di recarsi in una zona sicura, dichiarava il portavoce del Ministero della Difesa russo Maggior-Generale Igor Konashenkov. Il 17 settembre, il Generale Igor Konashenkov forniva ulteriori dettagli sull’abbattimento dell’aeromobile militare Il-20 russo vicino la Siria. “Oggi, condividiamo informazioni dettagliate sulla caduta dell’aereo Iljushin Il-20 delle forze aerospaziali russe vicino le coste siriana del 17 settembre. Presenteremo un resoconto minuto per minuto di tale tragico incidente sulla base letture radar oggettive, incluse del sistema di visualizzazione delle informazioni aeree Plotto”, affermava. Secondo Konashenkov, l’aviazione israeliana diede alla Russia informazioni fuorvianti sull’ubicazione dei suoi attacchi aerei sulla Siria, impedendo al comandante dell’aereo Il-20 di trasferirsi in una zona sicura e portandolo alla distruzione. “Nei negoziati col canale di de-escalation, il rappresentante del Comando dell’Aeronautica israeliana riferì che gli obiettivi assegnati agli aerei israeliani si trovavano nella Siria settentrionale… Come potete vedere sulla mappa, gli aviogetti israeliani attaccarono Lataqia, provincia occidentale del paese, e non nel nord della Repubblica araba siriana. Lataqia si trova sulle coste. Le informazioni fuorvianti dell’ufficiale israeliano sull’area degli attacchi impedirono all’aereo Il-20 russo di recarsi tempestivamente in un’area sicura”, dichiarava Konashenkov.

Israele notificò alla Russia troppo tardi
Konashenkov riferiva che l’aviazione militare israeliana aveva notificato alla Russia gli attacchi pianificati contro obiettivi siriani contemporaneamente al loro inizio, invece di farlo in anticipo, violando gli accordi bilaterali del 2015 per impedire tali incidenti nello spazio aereo siriano. “Israele non avvertì le forze russe sulle operazioni, ma piuttosto lanciò un avvertimento simultaneamente all’inizio degli attacchi, violando gli accordi. Tali azioni sono una chiara violazione degli accordi russo-israeliani del 2015, volti ad impedire gli scontri tra le nostre forze armate, dentro e sulla Siria, i raggiunti dal gruppo di lavoro congiunto”, dichiarava Konashenkov, aggiungendo che l’IAF aveva più volte creato situazioni pericolose per le forze russe in Siria, sottolineando che Mosca aveva avvertito Tel Aviv sulle sue operazioni aeree nel Paese devastato dalla guerra almeno per 12 volte.

Registrazione audio dell’avvertimento
Konashenkov osservava che il ministero possiede la registrazione audio che dimostrava che l’IAF avvertì i russi del previsto attacco aereo su obiettivi in Siria solo quando l’Il-20 russo fu abbattuto. “La frase era in russo, il Ministero della Difesa russo ne ha la registrazione”, notava.

Israele dimostra negligenza criminale o incapacità
Secondo le nuove informazioni, l’equipaggio dell’Il-20 iniziò un atterraggio d’emergenza dopo essere stato colpito da un missile, coi piloti dei caccia F-16 israeliani che l’utilizzavano come “scudo” contro le difese aeree siriane. Konashenkov spiegava che un aereo israeliano si avvicinò all’Il-20, considerato un altro attacco dai sistemi di difesa aerea siriana. Inoltre smentiva le affermazioni dell’IDF secondo cui i loro aviogetti erano già nello spazio aereo israeliano quando l’esercito siriano lanciò i missili che colpirono l’aereo russo, dicendo che gli F-16 lasciarono l’area solo 10 minuti dopo aver ricevuto le informazioni sull’abbattimento. “I dati oggettivi presentati testimoniano che le azioni dei piloti dei caccia israeliani, che portarono all’omicidio di 14 militari russi, mancavano di professionalità o erano a dir poco dei negligenti criminale. Pertanto, riteniamo che la colpa per la tragedia dell’aereo Iljushin Il-20 russo ricade interamente sulle forze aeree israeliane e su chi decise di compiere tali azioni”, sottolineava Konashenkov. Il portavoce del ministero continuava indicando che gli aviogetti israeliani poteva rappresentare una minaccia per gli aerei di linea quando l’Il-20 fu abbattuto, e notava che la Russia non ha mai violato l’accordo sui voli in Siria con Israele. “Così, gli aviogetti israeliani minacciavano direttamente qualsiasi aereo da trasporto o passeggeri che avrebbe potuto essere in quel momento divenendo vittime dell’avventurismo dei militari israeliani”, aggiungeva Konashenkov.

Golan
Numerose forze filo-iraniane e 24 sistemi lanciarazzi multipli furono ritirati dalle alture del Golan con l’assistenza militare russa, avevaa detto Konashenkov, aggiungendo che ciò permise a Tel-Aviv di escludere completamente il bombardamento del territorio israeliano dall’area contesa. “Attualmente, sei posti di osservazione della polizia militare delle Forze Armate della Federazione Russa sono schierati lungo la linea Bravo, garantendo la sicurezza per il personale della missione ONU”, affermava. I commenti arrivarono pochi giorni dopo che le truppe russe e il personale del Centro di riconciliazione russo per la Siria erano stati schierati nelle zone di disarmo della Siria per contribuire a sicurezza e cessate il fuoco sulle alture del Golan tra Damasco e Tel Aviv.

Abbattimento dell’Il-20
L’Il-20 scomparve dagli schermi radar sul Mar Mediterraneo il 17 settembre dopo essere stato colpito da un missile terra-aria S-200 siriano vicino la base aerea di Humaymim, in coincidenza coi bombardamenti aerei degli F-16 israeliani su obiettivi siriani nella provincia di Lataqia. Poco dopo l’incidente, il Ministero della Difesa russo accusava l’aviazione israeliana di utilizzare l’aereo russo come scudo contro le difese aeree siriane. Mentre esprimeva le condoglianze per la morte dei 14 militari a bordo, Israele accusava ancora la Siria del tragico incidente. Nel frattempo, affrontando l’incidente, il Presidente Vladimir Putin dichiarava che Israele non aveva abbattuto l’aereo russo, ma che una “catena di tragiche circostanze accidentali” aveva portato al disastro. “Le misure di risposta della Russia sull’abbattimento dell’Il-20 saranno dirette principalmente a rafforzare la sicurezza dei militari russi in Siria e delle nostre strutture militari nella Repubblica araba siriana, e saranno passi che tutti noteranno”, sottolineava.

Criminale disinteresse nei rapporti Russia-Israele
RussiaToday 23 settembre 2018

Un resoconto minuto per minuto dal decollo dell’Il-20 mostra la colpevolezza d’Israele e la mancanza di apprezzamento da parte dei suoi capi militari dei rapporti con Mosca, o di controllo degli ufficiali comandanti, dichiarava il Ministero della Difesa russo. “Riteniamo che la colpa della tragedia del velivolo Il-20 russo ricada interamente sull’aviazione israeliana”, dichiarava il portavoce Generale Igor Konashenkov, prima di rivelare un resoconto dettagliato degli eventi che hanno portato all’abbattimento dell’aereo militare russo Il 17 settembre. L’aereo fu abbattuto dalle unità della difesa aerea siriane mentre gli F-16 israeliani l’usavano come copertura durante l’attacco alla Siria. Il rapporto include dati radar e dettagli sulle comunicazioni tra forze militari russe e israeliane e concludeva che “la leadership militare d’Israele non apprezza le relazioni con la Russia, o non ha alcun controllo sui comandi o non comprendono che le loro azioni portarono alla tragedia”. La sera del 17 settembre, l’Iljushin Il-20 russo con 14 membri d’equipaggio sorvolava la zona di de-escalation d’Idlib per una missione di ricognizione, quando 4 caccia israeliani F-16 lasciarono lo spazio aereo del loro Paese sorvolando le acque neutrali del Mediterraneo verso le coste siriane. L’aviazione israeliana diede ai russi meno di un minuto di avvertimento prima di sganciare le bombe plananti guidate, non lasciando il tempo per alcuna manovra di sicurezza, dichiarava Konashenkov, definendo tali azioni “chiara violazione degli accordi russo-israeliani del 2015”. Inoltre, i militari israeliano non diedero l’ubicazione dei propri aerei né specificarono correttamente i loro obiettivi, sostenendo che avrebbero attaccato diverse “strutture industriali” nel nord della Siria, vicino all’area operativa dell’Il-20. La disinformazione spinse il Comando russo a ordinare all’aereo di ricognizione di atterrare sulla base aerea di Humaymim. Gli aviogetti israeliani invece attaccarono immediatamente la provincia siriana occidentale di Lataqia. Le informazioni fuorvianti fornite dagli ufficiali israeliano sull’area degli attacchi non permisero all’aereo Il-20 russo di cambiate tempestivamente per un’area sicura. Una volta che le difese aeree siriane risposero all’attacco, gli aviogetti israeliani attivarono il blocco radar e si ritirarono, apparentemente preparandosi ad un altro attacco. Uno degli aviogetti si avvicinò alla costa siriana, e all’aereo russo che si preparava ad atterrare.
Il pilota israeliano era ben consapevole che l’Il-20 ha una sezione trasversale radar molto più ampia del suo F-16, divenendo “obiettivo preferito” per le unità della difesa aerea siriane, che usano diversi sistemi non compatibili con quelli russi, dichiarava Konashenkov. Quindi, per i siriani, l’aereo da ricognizione poteva apparire come un gruppo di aviogetti israeliani. “Gli aviogetti israeliani videro l’Iljushin Il-20 russo e l’usarono come scudo contro i missili antiaerei, mentre continuavano le manovre nella regione”, dichiarava Konashenkov. Le azioni dei piloti di caccia israeliani, che portarono alla perdita 15 vite russe, sono incapaci o criminalmente negligenti, per usare un eufemismo. Infine, gli aviogetti israeliani portarono a termine le loro manovre nelle immediate vicinanze della base aerea di Humaymim, utilizzata da aerei militari e civili, anche passeggeri, osservava il portavoce del ministero, dicendo che le azioni sconsiderate dei piloti israeliani potrebbero anche minacciare ogni aereo passeggeri o da trasporto nelle vicinanze in quel momento.

Israele ha “violato la linea delle relazioni civili” con “una risposta ingrata”
Il comportamento negligente d’Israele equivale a una flagrante violazione dello spirito di cooperazione tra i Paesi, affermava Konashenkov notando che la Russia non ha mai violato l’impegno nei confronti dell’accordo di deconflitto: ha sempre informato Israele delle proprie missioni in anticipo e non ha mai usato la sua difesa aera contro gli israeliani, anche se i loro attacchi mettevano in pericolo i militari russi. La Russia aveva inviato 310 notifiche al Comando dell’aviazione israeliana, mentre quest’ultima era riluttante a mostrare pari impegno, notificando solo 25 volte, anche se i suoi aviogetti effettuarono più di 200 attacchi contro obiettivi in Siria solo negli ultimi 18 mesi. “Questa è una risposta estremamente ingrata a tutto ciò che è stato fatto dalla Federazione Russa per Israele e il popolo israeliano”, dichiarava Konashenkov. I militari russi sostennero l’operazione militare siriana sulle alture del Golan per “assicurare che non ci fossero più bombardamenti del territorio israeliano”, permettendo così alla missione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite di riprendere il pattugliamento del confine contestato tra Siria e Israele dopo “una pausa di sei anni”. La Russia garantì anche il ritiro dei gruppi sostenuti dall’Iran dalle alture del Golan a una “distanza di sicurezza per Israele”, più di 140 chilometri ad est, affermava il portavoce, aggiungendo che ciò avvenne su richiesta di Tel Aviv. “1050 militari, 24 MLRS e missili tattici, oltre a 145 mezzi furono ritirati dall’area”, dichiarava Konashenkov. Il Ministero della Difesa russo aveva permesso la conservazione di luoghi sacri e tombe ebraici nella città di Aleppo. Mettendo in pericolo la vita dei soldati delle forze speciali russe, organizzando la ricerca dei resti di alcuni militari israeliani morti nei conflitti in un’area in cui le forze siriane combattevano i terroristi dello Stato islamico al momento. In considerazione di ciò, le azioni ostili dell’aviazione israeliana contro il velivolo Ilyushin Il-20 russo violano la linea delle relazioni civili.
Se Israele diceva di piangere la morte dei militari russi, la dichiarazione delle IDF dopi l’incidente dava la colpa a Damasco e ai suoi alleati iraniani e libanesi.

Come il capo dell’aeronautica israeliana si giustificava a Mosca sull’abbattimento dell’Il-20

Rusnext 21/09/2018

Arrivava a Mosca dopo la tragedia dell’aereo da ricognizione russo Il-20 sul Mar Mediterraneo, il comandante dell’aeronautica militare d’Israele, generale Amikam Norkin. Per le trattative col Ministero della Difesa della Federazione Russa fu accompagnato da un’intera coorte di specialisti militari e civili. Anche prima dell’arrivo nella capitale della Russia, la stampa israeliana “disse” che presumibilmente intendeva vedere il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu, e poi il Presidente Vladimir Putin. Tuttavia, il portavoce presidenziale Dmitrij Peskov affermava che “secondo il programma dal leader russo non valeva la pena d’incontrare Norkin”. Non ci fu un incontro con Shojgu. E questo dal punto di vista della “diplomazia educata” è un segnale abbastanza chiaro che il generale israeliano ha avuto l’appropriato “livello di accoglienza”. Era chiaramente prevista una conversazione su un piano di parità. Pertanto, da parte russa il Generale-Colonnello Sergej Surovikin, comandante in capo delle Forze Aeree e Spaziali (VKS) della Russia, fu presente ai colloqui. L’incontro delle delegazioni (circa 15 persone presenti) si svolse in una sala del Ministero della Difesa. La fonte aveva detto all’editorialista militare del KP come procedevano i negoziati. Ecco una registrazione della nostra conversazione.

Come iniziarono i negoziati?
Col fatto che Surovikin e Norkin si salutarono, si strinsero la mano e insieme agli accompagnatori si sedettero l’uno di fronte all’altro su lunghi tavoli. Notai che tutta la nostra gente aveva visi molto sei e gli israeliani non fecero sorrisi diplomatici. Tutti capivano che la situazione non era distesa: la conversazione fu molto difficile. Norkin per prima espresse le condoglianze ai parenti e amici dell’equipaggio caduto dell’Il-20, e poi riferì che la parte israeliana era pronta a fornire ai russi tutti i dati necessari sulla situazione del nostro aereo. Davanti a lui c’era una cartella piena di documenti. Questi erano i risultati di un’indagine condotta dall’IDF dopo l’incidente. Come informazioni di prevolo dei quattro F-16 israeliani apparsi in tale tragedia. Penso che fossero cinquanta pagine.

E come reagì Surovikin?
Dicono, ringraziò per i documenti, ma dovevamo comprenderli a fondo. Poiché anche noi conduciamo le nostre indagini, abbiamo i nostri documenti oggettivi. Ci sono anche i siriani …

Bene, e allora come sono andati i negoziati?
E poi Norkin definì la visione della tragica situazione del nostro Il-20 da parte israeliana. Parlò a lungo, posso dirvi solo alcuni punti fondamentali. Era già noto che non avremmo sentito nulla di fondamentalmente nuovo. C’era una serie di argomenti già sentiti a Tel Aviv, dal ministero della Difesa d’Israele …

E cosa?
Bene, per esempio, Israele scarica la responsabilità al regime di Assad per l’abbattimento dell’Il-20. Quando sentimmo questo, molti volevano esclamare: “E che c’entra Assad?” La solita demagogia! Sì, sì! Gli israeliani accusavano sul serio il regime di Bashar Assad della tragedia, affermando che fu la difesa aerea siriana che abbatté l’aereo. Qualcuno dei nostri tagliò corto ironicamente: “Se i vostri F-16 non si è fossero introdotto nello spazio aereo della Siria, non avrebbe provocato la difesa aerea siriana e quindi non sarebbe accaduta alcuna tragedia”.

E come reagì la delegazione israeliana?
Di nuovo la stessa insopportabile demagogia. Dissero, l’aviazione israeliana attaccò obiettivi dell’esercito siriano, che (con riserva – presumibilmente!) produrrebbe armi per Hezbollah, che (presumibilmente!) destinate contro Israele, intensificando le minacce…

Ma Surovikin cosa disse?
Aveva detto che tutto ciò richiede prove concrete e non ipotesi. Perciò non era possibile andare lontano. I militari operano sui fatti, non sulle versioni. In risposta, gli israeliani mostrarono immagini satellitari delle aree che gli F-16 colpirono. E di nuovo iniziarono la litania: secondo tali immagini, si concluderebbe che si trattava di impianti militari per la produzione di missili, e non d’impianti di alluminio, come sostiene il regime di Assad. Qualcuno dei nostri di nuovo li interruppe: disse che si potevano trarre conclusioni diverse… compreso la falsificazione… Ci avvicinammo al punto. Ma di nuovo sentimmo: “Israele crede che Iran ed Hezbollah siano responsabili di tale tragico incidente”. Qui, Surovikin pose a Norkin sue domande. E di nuovo chiarì che le azioni dell’aviazione israeliana avevano provocato la tragedia. E ancora una volta ricordò agli ospiti le parole di Shojgu: “La colpa per l’aereo russo abbattuto e la morte dell’equipaggio ricade interamente sugli israeliani”. Questa è la nostra posizione da subito.

E cosa disse Norkin?
Gli israeliani si agitarono: “Quando l’esercito siriano ha lanciato i missili sull’aereo russo, gli aerei dell’aeronautica israeliana erano già sul territorio israeliano”. E questo, perciò, durante l’attacco dell’aeronautica israeliana, l’aereo russo fu colpito, ma non nella zona delle loro operazioni.

E quale fu la nostra risposta?
E da parte nostra mostrammo subito che abbiamo ben altri dati. Altri documenti, anche del comando di difesa aerea siriana. Qui è necessario verificare accuratamente i dati. Letteralmente minuti e secondi.

E la domanda sul perché gli israeliani c’informarono solo un minuto prima che i loro caccia facessero irruzione nel cielo siriano?
Certo! Secondo l’espressione dei delegati israeliani, apparve ovvio che fosse una domanda molto, molto spiacevole. Inoltre, Surovikin e i nostri ufficiali gli ricordarono i nostri accordi del 2015, sulle “regole del gioco”.

E come reagirono gli israeliani?
In modo infingardo. Perfino l’interprete capì le lopro parole con difficoltà. E quando dissero che “le batterie antiaeree siriane sparavano indiscriminatamente” e poi “anche noi israeliani, purtroppo, non ci preoccupammo di assicurarci che non ci fossero aerei russi”, i nostri ufficiali qui caddero dalla sedia! Questo sarebbe il famoso e modernissimo sistema radar israeliano che “non vede” sotto il suo naso un aero come l’Il-20? Neanche uno scolaro israeliano ci crederebbe. Ripetemmo fermamente la nostra posizione: i piloti israeliani misero l’Il-20 nel mirino dell’S-200 siriano. In generale, si ebbe l’impressione che Norkin e il suo entourage, ne i momenti di punta dei colloqui, cercassero di evitare specifici problemi tecnici relativi al nostro Il-20, spingendo assolutamente su altro. Il fatto che l’Iran, ad esempio, voglia rafforzare la presenza militare in Siria e trasferire armi ad Hezbollah. Ma cosa importa se eravamo interessati solo alla cosa principale: gli israeliani riconoscono che le azioni dei loro caccia F-16 provocarono la tragedia?

E cosa hanno concluso i negoziati?
Surovikin ha nuovamente ricordato alla delegazione israeliana il punto di vista del Ministero della Difesa della Russia, che Shoigu aveva espresso bene, su come continuare i contatti. Disse anche che dopo una tale tragedia, devono essere apportati seri emendamenti agli accordi russo-israeliani di tre anni fa.

La Russia considerava ostili le azioni d’Israele e affermava di riservarsi il diritto ad azioni di risposta adeguate. Era questo il tema dei colloqui?
No.

Ma tali azioni ci saranno?
Siamo militari. Abbiamo il Comandante Supremo, c’è il Ministro della Difesa. Qualsiasi ordine riceveremo da loro, lo eseguiremo.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – Aurorasito

Solo la vittoria russo-siriana vendicherà gli attacchi israelo-francesi

Tony Cartalucci, LDR 19 settembre 2018

Fonti mediatiche occidentali e russe hanno riportato un presunto attacco congiunto israelo-francese in Siria il 17 settembre. L’attacco includeva aerei da guerra israeliani e fregate missilistiche francesi operanti sul Mediterraneo al largo delle coste della Siria. Nell’attacco, un aereo da ricognizione Il-20 russo con 14 operatori al bordo scomparve. L’attacco immediatamente spingeva commentatori, analisti ed esperti a chiedere la rappresaglia immediata all’aggressione militare ingiustificata, avvertendo che la non reazione avrebbe lasciato la Russia debole. Alcuni hanno persino chiesto le dimissioni del Presidente Vladimir Putin.

Non è la prima provocazione
Eppure l’attacco ricorda l’abbattimento dei turchi di un aereo russo nel 2015, dopo di che furono fatte analoghe richieste di ritorsione, insieme a condanne similari alla Russia come “debole”. E dal 2015, l’approccio paziente e metodico della Russia per aiutare la Siria nella guerra procura con Stati Uniti-NATO-GCC e Israele ha comunque dato enormi dividendi. La Russia poi aiutava la Siria a liberare Aleppo. Palmyra fu tolta al cosiddetto Stato islamico in Siria e Iraq (SIIL), Homs, Hama, Ghuta e Dara furono anche liberate lasciando praticamente l’ovest dell’Eufrate sotto il controllo di Damasco. Di fatto, la quasi vittoria totale è stata raggiunta da Russia ed alleati ignorando le provocazioni in serie condotte da Stati Uniti-NATO-GCC e Israele, concentrandosi semplicemente sul ripristino sistematico di sicurezza e stabilità nella nazione afflitta dal conflitto. Le forze siriane sostenute dalla Russia sono ora ai margini d’Idlib. Finora squilibrato, il bilanciamento del potere si è ribaltato a favore di Damasco tanto che persino la Turchia cerca di negoziare con la Russia sull’ultimo territorio occupato dalle forze filo-occidentali.

La realtà delle provocazioni occidentali
Siria ed alleati vincevano la guerra per procura sul futuro della nazione prima che Israele e Francia attaccassero, e ancora vincono la guerra per procura dopo l’aggressione congiunta. La Siria ha resistito a centinaia di tali attacchi, grandi e piccoli, negli ultimi 7 anni. Gli aerei da guerra israeliani lanciavano a distanza le loro armi a lungo raggio. I missili lanciati dalle fregate francesi sono armi di portata strategica, evitando il rischio di sorvolare il territorio siriano e di essere intercettati o abbattuti dalle difese aeree siriane. La moderna dottrina della guerra ammette che alcuna guerra può essere vinta con la sola forza aerea. Ciò significa che una nazione che sorvola la nazione bersaglio non può vincere senza forze di terra che si coordinano con la forza aerea. Se la potenza aerea da sola rende impossibile la vittoria, la forza aerea a distanza rende la vittoria ancora più futile. Ma c’è un altro possibile motivo dietro gli attacchi seriali occidentali. La moderna guerra elettronica include rilevamento e contrasto dei sistemi di difesa aerea. Ogni volta che viene attivato un sistema di difesa aerea, posizione e caratteristiche possono essere accertate. Anche se i sistemi di difesa aerea sono mobili, le informazioni che forniscono durante una provocazione mentre cercano d’individuare e abbattere gli obiettivi sono inestimabili per la pianificazione militare. La Russia dovrebbe impegnare i sistemi di difesa aerea più sofisticati durante le provocazioni, offrendo all’occidente un quadro completo della propria tecnologia in generale e della disposizione delle proprie difese in Siria, se l’occidente decidesse di lanciare un colpo decisivo totale? L’assalto aereo sarebbe molto più efficace. Questo è esattamente ciò che fecero gli Stati Uniti nel 1990 durante l’Operazione Desert Storm affrontando le formidabili difese aeree dell’Iraq. La campagna aerea fu preceduta da circa 40 droni-bersaglio BQM-74C utilizzati per ingannare le difese aeree irachene accendendo le apparecchiature monitorate dagli aerei da guerra elettronica statunitensi che volavano al confine tra Iraq e Arabia Saudita. Fu la divulgazione della disposizione e delle caratteristiche dei sistemi antiaerei dell’Iraq, più che una qualche tecnologia “stealth”, che permise agli Stati Uniti di sopraffare le difese aeree irachene. Considerando che centinaia di provocazioni contro la Siria, possiamo supporre che da qualche parte si siano verificati seri tentativi di sorveglianza elettronica e di ricognizione. Possiamo anche supporre che la competente leadership militare russa ne fosse consapevole e abbia adottato misure per salvaguardare disposizione e capacità dei suoi avanzati sistemi di difesa aerea fin quando non era assolutamente necessario rivelarle.

La migliore vendetta sarà la vittoria sulla NATO
Gli aerei siriani e russi abbattuti, e le vittime inflitte alle forze siriane ed alleate sul campo di battaglia sono difficili da notare senza suscitare desideri di vendetta immediata. Tuttavia, bisogna tenere presente che la vendetta immediata raramente è utile per la strategia orientata alla vittoria. L’antico signore della guerra cinese e stratega Sun Tzu nel suo trattato senza tempo, “L’arte della guerra”, metteva in guardia i generali contemporanei e futuri sui pericoli delle emozioni a scapito della strategia, dchiarando: “Spostati non se non vedi un vantaggio; non usare le tue truppe a meno che non ci sia qualcosa da guadagnare; non combattere a meno che la posizione sia critica. Nessun sovrano dovrebbe mettere le truppe in campo solo per gratificare le proprie viscere; nessun generale dovrebbe combattere una battaglia semplicemente per dispetto. Se è a tuo vantaggio, fai una mossa in avanti; se no, rimani dove sei. La rabbia può cambiare in gioia; la rabbia può essere sostituita dal contenimento. Ma un regno distrutto una volta non potrà mai più rinascere; né i morti potranno mai essere riportati in vita. Quindi il sovrano illuminato è attento e il buon generale cautp. Questo è il modo per mantenere un Paese in pace e un esercito intatto”.
Non vantaggioso per la Russia affondare le fregate francesi o esporre la piena potenza dei suoi sistemi di difesa aerea abbattendo qualche aereo da guerra israeliano per soddisfare il desiderio pubblico di vendetta immediata o proteggere nozioni inesistenti sull’invincibilità russa. Invece, è vantaggioso per la Russia semplicemente vincere la guerra per procura in Siria. Proprio come nel 2015, quando fu pretesa vendetta immediata per l’aereo russo abbattuto dalla Turchia, Siria, Russia e Iran continuarono ad avanzare, lentamente e metodicamente, liberando il territorio siriano dagli ascari stranieri che cercavano di dividere e distruggere il Paese, farne il trampolino di lancio sull’Iran, e alla fine dirigersi sulla Russia meridionale. Vendicarsi delle provocazioni seriali è infinitamente meno importante della vittoria completa in Siria. Il destino della Siria come nazione, la sicurezza e la stabilità dell’Iran come risultato, e persino l’autoconservazione della Russia sono in gioco. La straordinaria responsabilità di chi ha pianificato ed eseguito la vittoria della Siria sulle forze di agenti dalle più grandi e potenti economie e forze militari sulla Terra potrebbe dare grande beneficio a un pubblico che sa comprendere la differenza tra gratificazione effimera e successo a lungo termine, col primo che quasi certamente e incautamente mette in pericolo il secondo. La prima “vendetta” possibile su chi ha inflitto tale guerra al popolo siriano, è la sua sconfitta assoluta e totale.

Tony Cartalucci, ricercatore e autore geopolitico di Bangkok.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Cosa permette a Israele di entrare nel conflitto siriano senza che si levino voci di condanna e richieste di sanzioni?

Cosa permette a Israele di entrare nel conflitto siriano senza che si levino voci di condanna e richieste di sanzioni?

Gravissima provocazione verso i cieli siriani. Da oggi siamo tutti un po’ più a rischio

di Patrizia Cecconi

Ieri sera, lunedì 17 settembre, con una trappola chiara anche ai bambini, Israele ha fatto abbattere un aereo russo dalla contraerea siriana, esattamente quella fornita dalla stessa Russia all’esercito di Assad.
L’abbattimento è avvenuto grazie ad un intreccio di informazioni radar conseguenti al bombardamento di Latakia da parte di quattro  F-16 israeliani provenienti dal Mediterraneo i quali hanno usato l’IL-20 russo come copertura, facendone target per la difesa siriana.

Mosca accusa Israele, poiché sapeva della presenza dell’aereo russo con funzione di rilevazione dati. Israele provocatoriamente risponde che non ha giustificazioni da dare agli stranieri. Mosca minaccia ritorsioni.

A questo punto è d’obbligo chiedersi : Primo, cosa permette a Israele di entrare nel conflitto siriano senza che si levino voci di condanna e richieste di sanzioni da parte delle istituzioni internazionali e sovranazionali. Secondo, e più importante, qual è il motivo per cui Israele ha provocato la Russia facendone abbattere un aereo che, peraltro, aveva solo funzione di rilevazione dati.

Guardando indietro nel tempo e mettendo in fila ogni scelta israeliana da quando ancora lo Stato ebraico era in embrione, vediamo che politici e strateghi israeliani mai nulla hanno lasciato al caso e che un disegno, sconosciuto fino al giorno del suo compimento, è sempre stato dietro ogni loro azione.

Allora ci si chiede se Israele voleva dare un avvertimento alla Russia affinché ridimensionasse il suo intervento accanto a Bassar Al Assad, o se ha provocato la Russia affinché scenda in uno scontro diretto che vada oltre la martoriata Siria. O, ancora,  se possa esserci altro motivo che al momento resta da analizzare in modo approfondito prima di lanciarsi in ipotesi intuitive ma non documentate.

Resta il fatto che in questo momento siamo tutti meno sicuri e che Israele, nel suo cinismo assoluto, non solo può permettersi di assassinare quotidianamente i palestinesi e far assassinare in giro per il mondo ingegneri e scienziati che vede come suoi nemici, ma può – sentendosi impunibile – sfidare una delle massime potenze mondiali rischiando di precipitare il mondo in una catastrofe ancora peggiore di quella vissuta dai siriani o dagli yemeniti, solo per fermarci a due casi tra i tanti.

Minuto per minuto la situazione può cambiare, a noi resta solo la possibilità di monitorarla e darne conto sapendo che la nostra informazione, sebbene parziale e con pochi megafoni atti a diffonderla è comunque informazione libera al contrario di quella dei valletti mediatici che seguiranno le veline fornitegli dai loro “datori di lavoro” .

I sionisti abbattono un aereo russo, Shojgu: “ci riserviamo il diritto di rispondere”

Alessandro Lattanzio, 18/9/2018

Il 17 settembre, le difese aeree siriane abbattevano diversi missili lanciati presso Lataqia, mirando alla sede dell’Agenzia delle Industrie Tecniche, facendo sette feriti. I missili erano stati lanciati da almeno 4 cacciabombardieri F-16I israeliani. L’attacco arriva poche ore dopo che Russia e Turchia avevano negoziato la parziale smilitarizzazione della provincia d’Idlib, ultima roccaforte dei terroristi di al-Qaida (Hayat Tahrir al-Sham o Jabhat al-Nusra).
Un aereo da ricognizione Iljushin Il-20M, con a bordo 14 militari russi, scompariva dagli schermi radar mentre i 4 cacciabombardieri F-16 sionisti attaccavano la città di Lataqia. Il Ministero della Difesa della Federazione Russa dichiarava che nell’operazione sionista, un aereo da ricognizione russo Iljushin Il-20M veniva abbattuto per errore dalla difesa aerea siriana dopo che gli aviogetti sionisti l’avevano usato per coprire la rotta d’attacco al largo delle coste siriane. Il velivolo da ricognizione Iljushin Il-20M veniva abbattuto durante il raid di 4 cacciabombardieri F-16I israeliani sulla provincia di Lataqia, assistiti dalla fregata francese Auvergne. Il velivolo Il-20 precipitava sul Mar Mediterraneo verso le 23:00 del 17 settembre, a 35 chilometri dalle coste della Siria. I piloti israeliani l’avevano usato come copertura per cercare d’ingannare la difesa aerea siriana, mentre il governo israeliano evitava d’avvertire il comando russo dell’aggressione in corso alla Siria.
Secondo il portavoce Ministero della Difesa russo, Maggior-Generale Igor Konashenkov, gli aviogetti sionisti avevano deliberatamente posto in una situazione pericolosa il velivolo russo, e il comando dell’aviazione sionista non poteva ignorare che l’aereo russo stava rientrando per atterrare sulla base aerea di Humaymim; “I piloti israeliani hanno usato l’aereo russo come copertura e l’hanno messo sulla linea di tiro delle forze di difesa aerea siriane. Di conseguenza, l’Il-20, che ha una sezione radar molto più grande dell’F-16, veniva abbattuto da un missile del sistema S-200″, dichiarava il Ministero. Israele non ha avvertito il comando delle truppe russe in Siria in merito all’operazione, abbiamo ricevuto una notifica tramite la linea diretta meno di un minuto prima dell’attacco che non ha permesso che l’aeromobile russo venisse diretto verso una zona di sicurezza”, dichiarava il Maggior-Generale Igor Konashenkov. Da parte sua il colonnello francese Patrik Steiger affermava che Parigi negava “qualsiasi coinvolgimento nell’incidente”, con evidente confessione di avervi invece partecipato. Ma i russi avevano registrato lanci di missili dalla fregata francese Tipo FREMM Auvergne, che si trovava al largo della Siria.
La Russia si riserva il diritto di rispondere ad Israele, dichiarava il Ministro della Difesa Sergej Shojgu in una conversazione telefonica coll’omologo sionista Avigdor Lieberman, “La colpa per l’abbattimento dell’aereo russo e la morte dei membri dell’equipaggio è solo degli israeliani. Le azioni dell’esercito israeliano non erano in linea con lo spirito della partnership russo-israeliana, quindi ci riserviamo il diritto di rispondere”, nel frattempo la Duma di Stato della Federazione Russa definiva l’aggressione israeliano alla Siria atto di aggressione alla Federazione Russa. Shojgu quindi indicava che la colpa dell’abbattimento dell’aereo russo e della morte dell’equipaggio ricadeva interamente sugli israeliani, e ricordava che Mosca aveva ripetutamente invitato Israele ad astenersi dall’aggredire la Siria, minacciando i militari russi. Il Ministero della Difesa sottolineava che l’irresponsabilità israeliana era costata la vita a quindici militari russi. L’operato dei militari israeliani violava il partenariato bilaterale tra Federazione Russa ed entità sionista. L’ambasciatore israeliano a Mosca veniva convocato al Ministero degli Esteri della Federazione Russa.
La Marina Militare russa individuava i resti dell’aereo Iljushin Il-20 abbattuto sul Mediterraneo, “Prendono parte alla ricerca dell’equipaggio dell’aereo russo Iljushin Il-20, precipitato al largo di Lataqia, otto navi della Marina Militare russa, che hanno identificato il sito dello schianto del velivolo nel Mediterraneo. Baniyas, nella provincia di Lataqia”. La nave russa Professor Nikolaj Muru raccoglieva corpi, oggetti personali e rottami dell’aereo. La nave Proekt 11982 Seliger si dirigeva verso l’area, trasportando droni e mezzi per la navigazione e sonar.

thanks to: Aurorasito

IL PENTAGONO SVILUPPA ARMI BIOLOGICHE AL CONFINE CON LA RUSSIA

Il Pentagono gestisce un laboratorio segreto a Tbilisi, capitale della Georgia. Vi si studiano agenti patogeni e  insetti che pungono, per l’allevamento dei quali esiste all’interno una struttura.  Il personale che vi opera è costituito da tecnici e scienziati Usa,   che vivono sotto passaporto diplomatico.

Lo ha scoperto Dilyana Gaytandzhieva, la straordinaria  giornalista investigativa bulgara  che nel 2017 ha rivelato il vasto traffico americano di armi inviate ai terroristi dell’ISIS : armi acquistate in Bulgaria ed inoltrate attraverso la compagnia aerea dell’Azerbaijan, Silk Way Airlines, “in almeno 350’ voli”, sotto copertura diplomatica  per scavalcare  i controlli IATA  (che vietano il trasporto aereo di armamenti) e   qualsiasi  restrizione dovuta a convenzioni internazionali ed embarghi.  Per questo splendido lavoro, Dilyana fu licenziata dal giornale Trud, il  primo quotidiano bulgaro, per il quale lavorava. Ora  lavora per la tv libanese Al Mayadeen,  che manderà il onda il suo servizio il 20 settembre. .

https://www.controinformazione.info/licenziata-dilyana-gaytandzhieva-la-giornalista-bulgara-che-sollevo-il-vespaio-sulle-forniture-di-armi-usa-ad-al-qaeda-e-isis/

Dyliana  ha trovato le prove documentali del fatto che diplomatici dell’Ambasciata USA a Tbilisi trasportano  sangue umano congelato e agenti patogeni destinati al bio-laboratorio georgiano, Lugar Centre, come bagaglio diplomatico per evitare controlli.

US diplomats involved in trafficking of human blood and pathogens for secret military program

“Il biolaboratorio del Pentagono è pesantemente sorvegliato  – scrive la  Gaytandzhieva,  che  lo ha spiato per giorni (e notti): “Tutti i passanti entro un raggio di 100 m sono filmati anche se il biolaboratorio militare si trova all’interno di un’area residenziale . Fermata ed obbligata a mostrare i documenti,  minacciata di arresto, Dyliana  è tornata di notte (il laboratorio o fabbrica funziona senza interruzione) ed annotato le auto di persone che vi entravano, con targa diplomatica dell’ambasciata americana.

Dilyana Gaytandzhieva viene fotografata dalla guardiana per essersi avvicinata troppo al laboratorio.

E’ riuscita a identificare, ed ha cercato (invano)  di parlare, con Joshua Bast:  “un entomologo che fa ricerche sugli insetti”,  coperto da immunità diplomatica. “La guerra entomologica è un tipo di guerra biologica che usa insetti per trasmettere malattie. La Georgia confina con il principale rivale degli Stati Uniti, la Russia. Mosca ha più volte espresso le sue preoccupazioni sul potenziale sviluppo di armi biologiche vicino ai confini russi, compresa la diffusione di malattie attraverso gli insetti.

Joshua Bast, l’entomologo. E’ vicedirettore dello US Army Medical Research Unit-Georgia (USAMRU-G).

Tali timori non sono infondati, considerando un recente brevetto statunitense per un sistema di rilascio di Toxic Mosquito Aerial , concesso dall’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti nel 2014. L’invenzione include un drone che può rilasciare zanzare infette”.

La valorosa giornalista ha fatto ricerche sui brevetti, ed ha visto che “L’inventore del drone per il rilascio di zanzare tossiche, S. Mill Calvert,  ha brevettato 42 invenzioni militari simili per l’esercito americano e le forze speciali, compresi i proiettili che provocano l’ictus , in un arco di soli due anni dal 2013 al 2015”.  Il punto è che una persona co questo nome non esiste  non esiste nel registro dei cittadini degli Stati Uniti.L’avvocato per i brevetti degli Stati Uniti, Louis Ventre,  che ha presentato la domanda  per questo suo fantomatico cliente, ha rifiutato di commentare se questo nome fosse uno pseudonimo e chi fosse in realtà il suo cliente”.

Brevetto per il drone “capace di spargere tossine letali e non letali, compresi gli agenti che possono essere inoculati da zanzare”.

I documenti mostrano una serie di progetti del Pentagono che coinvolgono gli insetti come possibili vettori di malattie in Georgia. Nel 2014 il Lugar Center è stato dotato di una struttura per insetti e ha lanciato un progetto su Sand Flies in Georgia e nel Caucaso. Nel 2014-2015 le specie di sabbia volatile sono state raccolte nell’ambito di un altro progetto “Surveillance Work on Acute Febrile Illness” e tutte le mosche di sabbia (femminili) sono state testate per determinare il loro tasso di infettività. Un terzo progetto, che includeva anche la collezione di mosche di sabbia, ha studiato le caratteristiche delle ghiandole salivari.Le mosche della sabbia trasportano pericolosi parassiti nella loro saliva che possono trasmettere agli esseri umani attraverso un morso.

Morti non spiegabili in Georgia

Gli scienziati del Pentagono hanno anche effettuato esperimenti con zanzare e zecche tropicali in Georgia. Nel 2016 sono state raccolte 21 590 zecche per una banca dati del DNA per studi futuri presso il Centro Lugar sotto il progetto del Pentagono ” Valutare la seroprevalenza e la diversità genetica del virus della febbre emorragica della Crimea-Congo (CCHFV) e degli Hantavirus in Georgia “. I progetti del Pentagono che coinvolgono le zecche coincidono con un’inspiegabile epidemia di febbri emorragiche della Crimea-Congo (CCHF) causata dall’infezione tramite un virus trasmesso dalle zecche. Nel 2014 sono diventate infette 34 persone (tra cui un bambino di 4 anni). Un totale di 60 casi con 9 morti sono stati registrati in Georgia dal 2009, secondo una e-mail trapelata inviata dal direttore del Centro Lugar Amiran Gamkrelidze al Ministro della Sanità della Georgia, David Sergeenko.Il l Centro Lugar finanziato dagli Stati Uniti a Tbilisi potrebbe essere stato coinvolto in esperimenti illegali su cittadini georgiani, ha affermato l’ex ministro della sicurezza, Igor Giorgadze, citando documenti trapelati che ha ottenuto. Ha detto che è riuscito ad acquisire oltre 100.000 pagine di documenti sulla ricerca fatta al Centro Richard Lugar.

Il ministro della Sanità della Georgia, David Sergeenko, non ha risposto alle mie domande. Le e-mail trapelate mostrano però la reazione del ministro.

Le e-mail del ministro rivelano anche un altro progetto americano sull’epatite C in Georgia, con  casi di morte. Lo studio pilota del Centro per il controllo delle malattie negli Stati Uniti in Georgia è chiamato “Diagnostica semplificata e monitoraggio dei pazienti infetti da epatite C nelle impostazioni di cure primarie rurali utilizzando la terapia antivirale pan-genotipica appena approvata”. È designato come informazione riservata. Il Ministero della Sanità della Georgia ha firmato un accordo con il Centro americano per il controllo delle malattie e la società farmaceutica americana privata Gilead. Secondo questo accordo, la parte americana fornisce medicine gratuite per il trattamento dell’epatite C. In cambio, la compagnia privata americana non può essere ritenuta responsabile per qualsiasi danno (intenzionale o meno) che potrebbe derivare dal programma. L’accordo è firmato da David Sergeenko dal lato georgiano.  Il presidente della Gilead è l’ex ministro della Difesa Donald Rumsfeld….

Si presume che l’Agenzia per la riduzione delle minacce alla difesa (DTRA), che gestisce il programma militare statunitense presso il Centro Lugar in Georgia, abbia già effettuato test sul campo con una sostanza sconosciuta in Cecenia, in Russia. A giugno 2017 i cittadini locali hanno riferito di un drone che diffondeva polvere bianca vicino al confine russo con la Georgia.

“Pieno accesso alla Russia”

Oltre ad avere varie capacità militari per disperdere agenti biologici, DTRA ha anche pieno accesso ai confini russi, concesso nell’ambito di un programma militare denominato Georgia Land Border Security Project . Le attività relative a questo progetto sono state esternalizzate a una società americana privata – Parsons Government Services International. Parsons ha ricevuto un contratto da $ 17,7 milioni sotto il progetto di sicurezza del confine del Pentagono in Georgia. DTRA in precedenza ha commissionato a Parsons progetti di sicurezza delle frontiere simili in Libano, Giordania, Libia e Siria . È interessante notare che un subappaltatore che lavora a questo progetto di sicurezza delle frontiere – TMC Global Professional Services , viene anche contratto da DTRA per il supporto scientifico presso il Centro Lugar. La stessa società americana – TMC, che lavora presso il Centro Lugar effettua anche sorveglianza per le armi di distruzione di massa ai confini georgiani. Il progetto coincide con l’incidente relativo alla disseminazione di polveri che è stato segnalato e girato nella vicina Cecenia vicino al confine georgiano.

I documenti rivelano alcuni dei progetti finanziati dal Pentagono. Tra questi progetti relativi alla Russia. L’US Air Force raccoglie specificamente campioni di RNA russo e tessuti sinoviali sollevando timori a Mosca di un nascosto programma di armi biologiche etniche statunitensi.

Il Pentagono ha anche studiato il ceppo di antrace russo presso il Centro Lugar per il quale la Russia ha un vaccino, un ceppo russo Yersinia pestis (che causa la peste), così come la sequenza del genoma del ceppo del virus della febbre emorragica russa Crimea-Congo .

Quello georgiano è solo uno dei 25 laboratori clandestini dedicati a produrre bio-armi che il Pentagono ha sparso in altrettanti paesi esteri, onde sfuggire ai divieti internazionali che colpiscono lo sviluppo di tali sostanze.

The Pentagon Bio-weapons

thanks to: Maurizio Blondet

 

Russian Defense Minister: Israel Bears Full Responsibility For Downing Of IL-20 Off Syrian Coast

Russian Defense Minister: Israel Bears Full Responsibility For Downing Of IL-20 Off Syrian Coast

Russia’s Defense Minister Sergei Shoigu officially stated that Israel bears full responsibility for the downning of Russian IL-20 plane off Syrian coast because its actions had led to this situation.

“The blame for the downing of the Russian plane and the deaths of its crew members lies squarely on the Israeli side,” Shoigu said during a convesation with Israeli Defense Minister Avigdor Lieberman on the phone. “The actions of the Israeli military were not in keeping with the spirit of the Russian-Israeli partnership, so we reserve the right to respond.”

Earlier, the Russian Defense Ministry revealed that Israeli warplanes used the IL-20 to hide from Syrian air defense fire during the September 17 strike on targets in the war-torn country. MORE HERE

On September 4, the Israeli Defense Forces (IDF) stated that over the last 1.5 years Israel has carried out around 200 airstrikes on Syria using 800 munitions. The scale of the strikes shows Israel’s long-standing intention to remain a powerbroker in the ongoing Syrian conflict. It’s interesting to note that in most of the cases, the IDF strikes led to a further escalation of the war thus making situation more complicated.

The situation is developing.

thanks to: South Front