La Cina organizza la più grande parata navale della storia

Henri Kenhmann, East Pendulum, 15/04/2018Il 12 aprile, a bordo del cacciatorpediniere 173 Changsha, il Presidente cinese Xi Jinping, presidente della Commissione militare centrale e capo delle Forze Armate cinesi, assisteva a non meno di 48 navi da guerra, 76 velivoli e 10000 soldati sfilare in formazione serrata che si estendeva per una decina di chilometri, in una zona marittima a sud dell’isola di Hainan, nel Mar Cinese Meridionale. Questa era, secondo i comunicati istituzionali, la più grande parata navale mai organizzata dalla Marina dell’Esercito di liberazione popolare, fondata nell’aprile 1949.
La parata si svolse pochi giorni dopo la chiusura della conferenza annuale del Forum Boao per l’Asia, evento che consente ai leader di governi, aziende e università di Asia e altri continenti di condividere la loro visione dei problemi più pressanti per la regione e il mondo. Oltre a Xi, che vi tenne un discorso, quest’anno gli ospiti includevano diversi capi di Stato come il presidente austriaco, il presente delle Filippine Rodrigo Duterte e il primo ministro dei Paesi Bassi Rutte e il primo ministro di Singapore Li Hsien Loong, nonché il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres e l’amministratrice delegata del FMI Christine Lagarde. Ciò spiega perché a metà marzo la portaerei cinese Liaoning lasciasse il porto nella penisola dello Shandong, nel nord della Cina, giungendo in questa regione tesa, mentre l’esercito cinese annunciava le “manovre navali nel Mar Cinese Meridionale” invece della parata navale. Si comprende ora a cosa si riferissero le foto scattate il 26 marzo dai nano-satelliti PlanetLab, su cui appariva una flotta composta da una quarantina di navi, e da aerei. In realtà era la prova generale della parata navale che, secondo la dichiarazione del Ministero della Difesa cinese, “mostra il nuovo volto della Marina Popolare” ed “ispira il popolo sulla ferma convinzione di avere un Paese forte e un esercito potente“.
Le navi da guerra presenti erano suddivise in 7 gruppi da combattimento navali, secondo il testo ufficiale:
Gruppo d’attacco strategico
Gruppo d’attacco sottomarino
Gruppo di combattimento oceanico
Gruppo di battaglia della portaerei Liaoning
Gruppo d’assalto anfibio
Gruppo di difesa costiera
Gruppo di supporto integrato
Va notato che la maggior parte delle navi schierate dalla Marina cinese nella parata aveva meno di cinque anni di servizio. Il primo gruppo, noto come “d’attacco strategico”, ad esempio, è composto da due sottomarini lanciamissili nucleari Tipo 09IVA(?), Seguiti da quattro sottomarini d’attacco nucleare Tipo 09III e 09IIIB(?) Oltre a diversi sottomarini diesel anaerobici aggiornati che formavano il gruppo d’attacco sottomarino. I media non dettagliavano la composizione dei gruppi ma, secondo le immagini e i video pubblicati, non c’erano meno di 5 cacciatorpediniere Tipo 052D, 5 Tipo 052C, 1 Tipo 051C, 5 fregate Tipo 054A, 8 corvette Tipo 056 e 056A, 2 LPD Tipo 071, 2 LST Tipo 072A, la Portaerei, 2 navi cisterna, 1 nave ospedale, 1 nave da guerra elettronica Tipo 815A, 1 nave da ricognizione elettronica Tipo 636A, 1 nave d’appoggio Tipo 926, 1 nave scuola e 1 rimorchiatore. Alcuni osservatori segnalavano quindi più di 410000 tonnellate di acciaio e 768 unità di lancio verticali della flotta. Anche se è alquanto privo di significato e soprattutto di precisione, dà una vaga idea dei mezzi utilizzati per raggiungere l’obiettivo di questa manovra.

Il cacciatorpediniere 173 Changsha, dove il Presidente cinese Xi assisteva alla parata, sfila a fianco della portaerei Liaoning.

La componente aerea era suddivisa in 10 distinte formazioni:
3 formazioni di elicotteri imbarcati
1 formazione di pattugliatori antisottomarino
1 formazione di aerei di preallarme
1 formazione di caccia imbarcati
2 formazioni di aerei d’attacco antinave
1 formazione di aerei da rifornimento
1 formazione di aerei da caccia
Anche qui il resoconto dei velivoli è approssimativo, per mancanza di dati ufficiali. Ad esempio, vi erano 5 elicotteri Z-8JH, 5 elicotteri imbarcati Z-9D dotati di missili antinave YJ-9, 3 AWACS KJ-500H e KJ-200H, 3 pattugliatori Y-8Q, 3 bombardieri, 9 aviogetti da combattimento imbarcati J-15 di cui 4 decollati dalla portaerei Liaoning (rispettivamente 109, 113, 123, 119), 10 aerei d’attacco JH-7A, 4 caccia J-10AH e 2 aerei-cisterna H-6DU, oltre a 12 caccia pesanti J-11BH.
Va notato che dopo questa parata “spettacolare”, che inviava anche un messaggio che merita un’analisi più completa e approfondita, una parte delle forze navali e aeree effettuava immediatamente un’altra manovra, secondo il comunicato della Xinhua News Agency, e questa volta “era un’esercitazione al combattimento navale“, come confermato dal capitano della portaerei Liaoning. E l’area della manovra era probabilmente lo Stretto di Taiwan.Traduzione di Alessandro Lattanzio – AuroraSito

Sorgente: La Cina organizza la più grande parata navale della storia

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La svolta globale della Cina: Yuan-oro e avvertimenti

King World News, 26 marzo 2018

Nell’ultima settimana di marzo, uno dei maggiori gestori di fondi al mondo dichiarava a King World News che la Cina ha appena compiuto una svolta globale che porterà a 20000 dollari l’oro e a un sistema monetario e uno yuan basati sull’oro. C’è anche un terribile avvertimento.La Cina compie una svolta globale
Dr. Stephen Leeb: “Oh, ironia. Il presidente Trump potrebbe essere quello che risolve i problemi commerciali degli USA. Ma non coi dazi o il forte riarmo dei nostri partner commerciali… Piuttosto arriverà dalla Cina che accelera la transizione a una nuova valuta di riserva, probabilmente un paniere di valute basate sull’oro, creando un sistema monetario centrato sull’oro. La Cina ha gettato accuratamente le basi per avere i mezzi per definire la nuova valuta di riserva che influenzerà l’Oriente, se non il mondo”. E con la Cina non solo maggiore trader del mondo ma anche possessore di un esercito in grado di proteggere i partner commerciali orientali, le sue capacità sono indubbie.

La Cina ora commercia il petrolio con lo Yuan-oro
Segnatevi la data: oggi è iniziato il commercio del nuovo benchmark del petrolio orientale di Shanghai. I fornitori di petrolio possono ora coprire i loro yuan in futures basati sull’oro, la cui compensazione sarà in oro. In effetti, il petrolio ora viene commercializzato in yuan-oro. Il segnale che la Cina vuole accelerare il commercio in yuan e oro ben oltre il petrolio, è apparso in un articolo sul South China Post di fine febbraio. L’articolo citava Cheung Tak-hay, presidente della Borsa dell’oro di Hong Kong, dire: “La Borsa dell’oro di Hong Kong è in trattative con Singapore, Myanmar e Dubai per stabilire un corridoio merci in oro per promuovere prodotti denominati in yuan nell’ambito dell’Iniziativa Cintura e Via della Cina. Il corridoio delle merci d’oro… potrebbe collegare il deposito doganale proposto a Qianhai con utenti e commercianti di metalli preziosi nei Paesi della Fascia e Via“.

Deposito d’oro da 1500 tonnellate nella zona di libero scambio
Qianhai fa parte della zona di libero scambio di Shenzhen e Hong Kong. Il deposito doganale, secondo l’articolo, potrà immagazzinare 1500 tonnellate di oro. I servizi di regolamento di custodia e fisico inizierà probabilmente nei prossimi mesi. La posizione di Trump sulla politica commerciale spinge la Cina ad estenderne il commercio ben oltre il petrolio. Finora queste cifre equivalgono alla soppressione dei dazi in nome della “sicurezza nazionale” (che ironia). L’affermazione è che economia ed esercito statunitensi non possono essere sicuri se il Paese non produce abbastanza acciaio. E così il presidente Trump annunciava dazi che colpiranno alleati affidabili mentre avrà impatto assai minore sulla Cina, le cui pratiche commerciali Trump ha ripetutamente lamentato. I dazi furono quindi modificati esentando Canada e Messico, almeno per ora, ma si applicano ancora a molti altri alleati degli Stati Uniti.

Il vero pericolo
Ma il vero pericolo deriverà da una guerra commerciale totale. Il Presidente della PBoC Zhou ha spesso notato il rovescio della medaglia quando una nazione sovrana ha la valuta di riserva mondiale. O la valuta è sopravvalutata, portando il Paese a grandi deficit commerciali. Oppure (se il Paese emittente cerca di evitarlo limitando l’offerta della propria valuta), la crescita mondiale ne risentirà. Non fraintendetemi: non sostengo che la Cina e altri partner commerciali giochino in modo equo. Dico che l’unico modo in cui gli Stati Uniti possono sfidare il deficit commerciale è con un forte rallentamento della crescita mondiale o rinunciando al ruolo del dollaro come valuta di riserva. Il dollaro è nettamente sopravvalutato e rimarrà tale fin quando sarà la valuta di riserva mondiale. Vedo la Cina alla ricerca urgente del modo per evitare il collasso economico che potrebbe comportare una guerra commerciale. Noi siamo le nostre peggiori minacce alla nostra sicurezza nazionale, non solo rischiando una guerra commerciale che infliggerebbe danni ingenti all’economia mondiale, ma anche a causa delle nostre specifiche vulnerabilità, soprattutto e sorprendentemente nell’arena militare. Ignoranza ed autocompiacimento degli USA su questo sono mozzafiato.

La Cina potrebbe piegare gli Stati Uniti
L’adagio rilevante è che se vivi in una casa di vetro, non lanciare pietre. Qualsiasi pena commerciale imponiamo alla Cina, senza dubbio causando qualche sofferenza, non paralizzerà l’economia cinese. Ma se la Cina rispondesse nello stesso modo, piegherebbe gli Stati Uniti. Il motivo: mentre Trump si concentra su acciaio e alluminio, la Cina insieme ad altri Paesi controlla le risorse, in particolare i metalli delle terre rare, di gran lunga più vitali per le nostre forze armate e sicurezza. Ogni anno l’US Geological Survey (USGS), l’agenzia incaricata di fornire dati e analisi sulle risorse naturali e i pericoli, pubblica un annuario che dettaglia riserve mondiali, risorse e produzione di materie prime e minerali. Negli ultimi due decenni i rapporti sono sempre più lugubri. Una volta largamente autonomi per risorse, gli Stati Uniti sono sempre più dipendenti da altri Paesi, alcuni dei quali, come la Cina, potrebbero facilmente divenire dei nemici. Nessuno può obiettare che non sia intelligente, o vantaggioso per la sicurezza nazionale, dipendere dai nemici sulle risorse cruciali.Il generale dell’aeronautica Robert Latiff avverte
Ho parlato di terre rare prima. In effetti il mio libro del 2011 “Red Alert” era in parte un avviso agli USA sul pericolo derivante dalla nostra crescente inaccessibilità a questi metalli. Nei sette anni passati da allora, non abbiamo fatto nulla per far fronte ai nostri dubbi. Nel suo libro del 2017 “Future War“, il generale dell’aeronautica militare Robert Latiff ha scritto: “L’elettronica di consumo sempre più piccola e capace… dipende in modo cruciale dai metalli delle terre rare… Più preoccupante dal punto di vista degli armamenti, i metalli delle terre rare si trovano su tutti gli aerei ad alte prestazioni, missili ed elettronica avanzata“. Forse più spaventoso in vista delle recenti valutazioni militari è il suo commento: “I magneti delle terre rare consentono il controllo del tiro dei missili altamente manovrabili e ad altissima velocità“.

Missili ipersonici cinesi
La Cina sviluppa missili ipersonici che volano cinque o più volte la velocità del suono e sono estremamente difficili da rilevare o neutralizzare. Possono, senza testata nucleare, affondare una portaerei. Un rapporto della National Academy of Sciences, commissionato dall’US Air Force nel 2016, osservava che quando si tratta di tali tecnologie: “L’assenza in questo Paese di un chiaro percorso all’acquisizione… è in netto contrasto col ritmo febbrile della ricerca nei potenziali avversari… I loro investimenti sono significativi… e le loro realizzazioni in alcuni casi sorprendenti“. A cui si può aggiungere che senza terre rare, “un chiaro percorso di acquisizione” non esiste. Il fatto che il rapporto sia stato scritto nel 2016 e che nei due anni successivi non sia cambiato nulla, è più che sufficiente a tenermi sveglio la notte. Più recentemente due importanti gruppi di riflessione, RAND Corporation e International Institute for Strategic Studies (IISS), hanno pubblicato relazioni di ampio respiro sulla difesa degli Stati Uniti. Il rapporto RAND affermava che le forze statunitensi “non riescono a tenere il passo con le forze modernizzatrici delle grandi potenze avversarie” e “sono mal posizionate per affrontare le sfide chiave in Europa ed Asia orientale“.

La Cina ha già raggiunto il suo obiettivo
Il rapporto IISS fa commenti simili. Ad esempio, afferma: “Gli sviluppi dei nuovi armamenti in Cina e l’ampio progresso tecnologico nella difesa sono volti a favorire la transizione dal “recupero” con l’occidente a divenire innovatore nella difesa globale: in alcune aree della tecnologia della difesa, la Cina ha già raggiunto i suoi obiettivi“. A cui posso aggiungere le valutazioni su ciò che si può vedere, non da ciò che la Cina potrebbe nascondere, che sarebbe enorme. Non asserisco che una qualsiasi mancanza nella nostra supremazia militare sia dovuta unicamente all’assenza di rifornimenti di terre rare, cobalto e altri prodotti essenziali che la Cina controlla virtualmente attraverso possesso naturale e/o capacità di ricostituzione. Ma dovrebbe essere ovvio che è stupido, e contro i nostri interessi nella sicurezza nazionale, fare qualsiasi cosa che rischi di limitarci l’accesso a questi materiali chiave. In altre parole, una guerra commerciale minaccia non solo l’economia mondiale ma anche la nostra capacità di difenderci e di produrre beni consumo di alta qualità. La posizione meno invidiabile in cui ci troviamo non iniziò con Trump, Obama o Bush. Piuttosto, risale a quando Nixon ci tolse il gold standard nel 1971 e alla politica miope che scaturì da tale infame decisione. Siamo mezzo secolo dopo a sperare che una nuova versione del sistema monetario centrato sull’oro possa salvarci.

Oro a 20000 dollari
Ciò spingerà l’oro molto in alto. E se la Cina in qualche modo non ci riesce, probabilmente significherà gravi disordini geopolitici, nel qual caso, l’oro, ancora una volta, è ciò che vorreste possedere. L’oro si prepara a un balzo per forza e durata impressionanti. Eric, il prezzo dell’oro sarà di almeno 20000 dollari e probabilmente di più, e i lettori di KWN non dovrebbero più rimanerne fuori: è troppo tardi perché il tempo sta per scadere.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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