Perché i crimini d’odio non esistono

La commissione segre à avuto almeno un merito, quello di far parlare in italia dei crimini d’odio, argomento che in altri paesi invece è già stato discusso da anni. In particolare con la contrapposizione tra Canada e U.S. of A.: nel primo paese le leggi contro i crimini d’odio ti obbligano a usare i pronomi che ogni persona sceglie per sé (quella idiozia per cui la gente si presenta dicendo “he/his”) mentre nel secondo la libertà di espressione difesa dalla costituzione non permette leggi simili.

In questi giorni ò letto le opinioni di tanti italiani che “figurati se mettono ti vietano di dire che…
Di solito è una forma di autodifesa: quando vedi un disastro che si avvicina lo neghi perché non vuoi affrontare la paura di quello che sta per accadere. Prima o poi però devi fare i conti con la realtà.
Come quella di Jordan Peterson, professore universitario canadese che si è opposto alla legge che tutela l’identità di genere sotto il cappello della difesa contro i crimini d’odio.
La storia è lunga e complicata, ma riassumendo: se un suo studente gli chiede di usare dei pronomi di fantasia quando parla con lui deve farlo altrimenti genera odio nei confronti dei transessuali.
Ci sono state violente protesti, Peterson è stato boicottato da tutto il mondo accademico e fortunatamente rimane in piedi perché riesce a raccogliere finanziamenti dai suoi sostenitori, altrimenti sarebbe accademicamente tagliato fuori dal mondo della ricerca.
A voi che “figurati se proibiscono di dire…“, in paesi come il Canada, dove ànno approvato una legge contro i crimini d’odio, questo è quello che succede: o ti metti a π/2 nei confronti dei capricci di chiunque e usi i pronomi che vuole, oppure vieni devastato professionalmente.

Ma no, lo fanno per vietare che uno possa dire “ebrei a fuoco”!
No, lo fanno per obbligarti a chiamare “zhe” un transessuale.

Così come ti obbligano a usare i pronomi di fantasia perché altrimenti è crimine d’odio contro i transessuali, così possono benissimo condannarti perché dici che sei per la famiglia naturale, o se dici che due uomini a letto non fanno figli. Possono condannarti se dici che ci pratica un aborto è un assassino. Possono condannarti per qualsiasi cosa che possa essere considerata odio.

Proprio questo è il problema. In uno Stato civile l’odio non può essere punito dalla legge.
La legge infatti (lo ripeto, in uno Stato civile) punisce ciò che crea un danno. La legge punisce la diffamazione, ad esempio, perché se tu rovini la reputazione di una persona le crei un danno. Il bene da tutelare può anche essere collettivo: se cerchi di fare un colpo di stato la legge ti punisce perché crei un danno alle istituzioni democratiche.
In ogni caso devi sempre chiederti: qual è il bene che la legge vuole tutelare? Qual è il danno che vuole prevenire?

Una delle differenze tra le norme etiche e religiose e la norma giuridica è che mentre per le prime tu puoi fare qualcosa di male anche solo per un sentimento, quando si parla di legge dello Stato dei sentimenti te ne sbatti le palle. Se non fai un danno quel sentimento sono fatti tuoi, e allo Stato non gliene deve fregare nulla.

Sì, in uno Stato civile l’odio è consentito. Io posso anche essere uno stronzo razzista e pensare che i bianki sono una razza inferiore, ma fin quando questo non crea alcun danno è un mio diritto pensarlo e affermarlo. Se io sono uno stronzo razzista è un problema mio e del mio confessore. Alla boldrinova o alla segre non gliene deve fregare nulla. Perché no, lo Stato non à diritto di impormi un’ideologia. Nemmeno se è l’ideologia “dei buoni”. Puoi impormi di non creare danni, questo sì.

Il confine è sottile ma chiaro. Per esempio, sicuramente avrete letto ciò che il prof. odifreddi à scritto negli anni sui cristiani. In un libro, l’avrò ricordato mille volte, scrisse ironicamente che la parola cristiano deriva da “cretino”. Ebbene, il professor odifreddi à tutto il diritto di dire che i cristiani sono cretini, à tutto diritto di dire che chi crede in un essere superiore invisibile è un cretino. Poi però quando gli si presenta davanti all’esame uno studente cristiano con una croce al collo lo deve valutare come qualsiasi altro studente. Se fa l’esame correttamente gli dà il 30 e lode, se invece non si ricorda nemmeno cos’è un logaritmo lo boccia (e magari gli dice di passare alla facoltà di medicina dove pure gli asini si laureano).
Se lo studente è valutato correttamente e senza pregiudizio, se quello studente prende lo stesso voto presentandosi con la croce al collo o con la maglietta di richard dawkins, allora non à nulla di che lamentarsi. Non à subito alcun danno, e se odifreddi scrive che i cristiani come lui sono cretini non gliene deve fregare niente.

Allo stesso modo io ò diritto di dire che chi fa un aborto è un assassino. Fin quando non mi metto davanti a una clinica a impedire l’accesso a qualcuno che vuole ricorrere all’aborto non creo un danno a nessuno, quindi ò diritto di dire che chi fa un aborto è un assassino.
Gli esempi potrebbero continuare all’infinito. In ogni caso dovete sempre domandarvi se si sta creando un danno a qualcuno. Se vi limitate ad esprimere la vostra opinione e non create danno ad alcuno allora non c’è ragione, in uno Stato civile, di punire quella opinione.

Ecco, le leggi sui crimini d’odio vogliono abbattere questo muro. Vogliono punire le opinioni, anche quando non creano danni reali. Lo vogliono fare sul presupposto che il bene da tutelare è il diritto a non sentire opinioni che possano turbare.
Qualcuno a questo punto potrà dire: ma non è forse un danno alla propria serenità il fatto di sentire opinioni che turbano? Se io sono un cristiano e odifreddi mi dice che i cristiani sono cretini io divento triste. Non è forse un danno al mio stato psicologico? Se io sono una persona che à fatto un aborto e mi dici che sono un assassino rimango turbato: non è forse un danno?

No. O meglio, puoi considerarlo come tale, ma lo Stato non deve tutelare il tuo diritto a non sentire opinioni che ti turbano. Perché questo è il prezzo da pagare per vivere in una società con altre persone e non in un eremo da solo.
Se lo Stato dovesse tutelare chiunque da opinioni che possono turbare dovrebbe vietare a chiunque di parlare in pubblico. Perché chiunque potrebbe dirsi offeso da una qualsiasi opinione, quindi dovresti vietare tutte le opinioni.
Se uno è turbato da ciò che dice un’altra persona deve essere lui a crescere, diventare grande, e imparare ad ascoltare le opinioni altrui senza frignare. Non è lo Stato che gli deve assicurare un seif speis. Perché se metti assieme una società fatta di tanti seif space quante persone la compongono di fatto imponi il silenzio a tutti. Non funziona così: tra bambini grandi impari che delle opinioni degli altri puoi anche fregartene. E se qualcuno ti odia, cazzi suoi.

Un cristiano si sente offeso perché toscani dice che una chiesa, con i suoi crocefissi e statue di santi infilzati di spade, sembra un club masochista? Cazzi suoi. Impara a sentire le opinioni degli altri senza frignare. Libero lui di credere, liberi gli altri di ironizzare su ciò.
Sei affetto da disforia di genere e ti senti offeso se ti dico che esistono solo due generi? Fatti tuoi. Non puoi vietarmi di dire la verità perché rimani offeso. Cresci, diventi grande e impari a fregartene delle opinioni degli altri, non tappi la bocca agli altri perché altrimenti tu piangi.

Se volete vi faccio un paio di esempi personali. Quando vivevo in giappone ò subito discriminazione razziale perché sono bianco. Mi sono lamentato e ò condannato ciò che è successo perché ne avevo subito un danno. Quando mi vietano un affitto perché sono un gaijin mi creano un danno, perché a me serve una casa dove vivere, e magari devo affittarmi un appartamento più caro o più lontano dal lavoro.
Questo è un danno, è giusto lamentarsi.
Lo scorso dicembre a Praga uno sbandato mi à gridato “parlate ceco!” mentre passeggiavo con la persona con la quale scambio fluidi corporei che è diversamente pigmentata.
Potevo rimanere turbato da questo messaggio d’odio? Certo, ma la persona in questione non mi à provocato alcun danno. Mi è bastato fregarmene, continuare per la mia via verso la trattoria dove stavamo andando e la mia vita è continuata come prima.
Fin quando questo mi manda messaggi d’odio ma io me ne frego non mi crea nessun danno. Lo stesso devono fare tutti i piccoli fiocchi di neve che si offendono un po’ troppo facilmente e bollano come messaggio d’odio tutto ciò che li intristisce.

Ovviamente la legge italiana già comprende molte norme che funzionano proprio in questo modo, tutelando i piccoli fiocchi di neve. Tutti i delitti contro il sentimento religioso ad esempio, fino ad arrivare alla porcata mancino.
Questo non significa che queste norme sono giuste: significa solo che qualcuno, prima dei segrini, à approvato leggi indegne di un paese civile. Io dal Parlamento mi aspetto che eliminino queste leggi, non che ne approvino altre simili.

thanks to: Butta.org

La ridicola commissione proposta dalla segre

Poi mi dicono, che te ne frega a te se questi s’allarmano per quello che pensano essere razzismo (e che spesso non è).

Me ne frega perché poi ci sono persone come la senatrice liliana segre che porta la faccenda in Parlamento, proponendo una “commissione anti-odio“.

Ora, di mesi ne à avuti a sufficienza per studiare i suoi compiti da senatrice, dovrebbe averlo capito che a lei, in quanto parlamentare, dell’odio delle persone (che poi in realtà sono solo gusti) non gliene deve fregare nulla.
Ché, come ò già spiegato, alla legge non gliene deve fregare niente se alla gente stanno sul culo i valdostani, gli asiatici o gli ebrei.

Il parlamento deve restarne fuori. Il parlamento deve fare leggi che vietano i danni che le persone subiscono, non gliene deve fregare niente dei sentimenti delle persone.

Purtroppo però la senatrice segre non à studiato la lezioncina, non à investito due euro in un insegnante che le spiegasse qual è il compito del legislatore e se ne esce con questa ridicola proposta di una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche quali l’etnia, la religione, la provenienza, l’orientamento sessuale.

Una commissione che costerà dei soldi delle vostre tasse, beninteso.
Per fare cosa?

Nulla.

La commissione viene infatti istituita per fare cose totalmente inutili dal punto di vista legislativo. Basta leggere i compiti della commissione, che sono tre.

Il primo

a) raccoglie, ordina e rende pubblici, con cadenza annuale:

  • normative statali, sovranazionali e internazionali;

  •  ricerche e pubblicazioni scientifiche, anche periodiche;

  •  dati statistici, nonché informazioni, dati e documenti sui risultati delle attività svolte da istituzioni, organismi o associazioni che si occupano di questioni attinenti ai fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo, sia nella forma dei crimini d’odio, sia dei fenomeni di cosiddetto hate speech;

Quindi la commissione fa una cosa a metà tra un bibliotecario e l’ISTAT.
Va in giro per il mondo a raccogliere le leggi degli altri paesi e le mette in un faldone ben rilegato.
Raccoglie ricerche e dati statistici e le mette in un quaderno con la copertina bella.

Il secondo

b) effettua, anche in collegamento con analoghe iniziative in ambito sovranazionale e internazionale, ricerche, studi e osservazioni concernenti tutte le manifestazioni di odio nei confronti di singoli o comunità. A tale fine la Commissione può prendere contatto con istituzioni di altri Paesi nonché con organismi sovranazionali e internazionali ed effettuare missioni in Italia o all’estero, in particolare presso Parlamenti stranieri, anche, ove necessario, allo scopo di stabilire intese per il contrasto all’intolleranza, al razzismo e all’antisemitismo, sia nella forma dei crimini d’odio sia dei fenomeni di hate speech;

Capito, la commissione effettua osservazioni. Ciumbia!
Vedo gente, faccio cose… siamo a quel livello.

Il terzo

c) formula osservazioni e proposte sugli effetti, sui limiti e sull’eventuale necessità di adeguamento della legislazione vigente al fine di assicurarne la rispondenza alla normativa dell’Unione europea e ai diritti previsti dalle convenzioni internazionali in materia di prevenzione e di lotta contro ogni forma di odio, intolleranza, razzismo e antisemitismo.

Ecco, senatrice segre, forse qualcuno dovrebbe spiegarle che se ritiene necessario adeguare la legislazione lei à il potere di iniziativa legislativa in quanto senatrice. Non à bisogno di una commissione che le scriva un disegno di legge, può farlo già da sola.

In pratica questa commissione è totalmente inutile. Serve solo come operazione d’immagine per trasformare il Parlamento in un catechista che pretende di imporre alla gente quello che deve farsi piacere.

Qual è il problema dunque con questa commissione? Tolto il problema dei denari buttati nel gabinetto per dare un contentino a una senatrice che non à capito qual è il ruolo della legge, il pericolo è che poi che questa commissione fondi davvero le basi per un “adeguamento legislativo” in cui tappano la bocca la bocca a chi non fa nessun danno ma esprime solo i propri gusti. Una versione ampliata e peggiorata della già orrenda legge mancino.

Se questi legislatori sono capaci di istituire una commissione del genere sono capaci di scrivere qualsiasi porcata nella legge vera e propria.
E quando queste follie diventano legge allora sono cazzi amari per tutti.

thanks to: butta.org

E’ nata la Polizia dell’Amore

Senato approva mozione Segre con 151 sì e 98 astenuti

Per varo Commissione contro odio, razzismo e antisemitismo

(da incorniciare:

Mariagiovanna Maglie
@mgmaglie
Commissione contro l’odio : non vi fate fregare. Si dice contro razzismo e antisemitismo,e siamo tutti d’accordo. Ma quando si parla di nazionalismo, etnocentrismo, pregiudizi, stereotipi, che cosa  significa? Difendiamo la libertà di espressione, no  a censura di regime.
(L’iniziativa della sacra Segre è parte di una potente campagna internazionale): 

Ce lo chiede l’Europa (dalla sinagoga)

Antisemitismo, il presidente David Sassoli: «Siamo molto preoccupati, il governo nomini un commissario nazionale»   . David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo,  non è un caso che scelga di visitare la Comunità Ebraica di Roma, la più antica d’Europa. Ed è qui che commenta i venti di antisemitismo che, dagli «ignobili» insulti a Liliana Segre a episodi meno risonanti, attraversano il nostro e altri Paesi dell’Unione. Con la  nomina di un Commissario nazionale all’antisemitismo

infatti  :

In USA, criticare Israele è “crimine d’odio”

Di Philip Giraldi
 Dipartimento per l’Educazione del Presidente Trump ora afferma che protestare contro Israele è un “crimine d’odio”. Incredibilmente molti college e università si stanno piegando alle pressioni per limitare le attività del movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni.
La Holocaust Card –  rende immuni da ogni critica. E non scade mai.

Volete un esempio, in concreto, di cosa si può fare con il “contrasto all’odio, in tutte le sue forme”?

di Benedetto Ponti  (docente di Diritto dell’informazione e Diritto dei media digitali presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia @PontiBenedetto)

[….]

Nel documento di sintesi, tra i dati posti a supporto dell’esistenza di “stereotipi e false rappresentazioni” degli italiani, in particolare con riferimento agli immigrati, è riportata la seguente statistica:

Ora, come è già stato sottolineato, la prima affermazione (condivisa dal 48,7% degli intervistati) è un’opinione (che si può condividere, o meno, ma) perfettamente legittima, e non uno “stereotipo”, né una “falsa rappresentazione”. Tuttavia, se si può dire che quasi metà degli italiani la pensa in quel modo perché “odia” gli immigrati, e che d’altra parte l’odio va contrastato, ecco che la “strategia nazionale” potrà giustificare di tutto: la criminalizzazione di quell’opinione, ma anche (perché no?!) misure preferenziali per la assunzione di immigrati (per contrastare gli effetti dell’odio).

[…]

Non è lontano il giorno in cui affermare che gli italiani dovrebbero avere la precedenza nelle assunzioni potrà essere (legittimamente) censurato (perché una “falsa rappresentazione” conduce all’odio … e l’odio conduce alla paura, e la paura al lato oscuro).
Così, quando anche i più sprovveduti si saranno resi conto che le attuali politiche di gestione dell’immigrazione sono esclusivamente funzionali alle politiche di deflazione salariale imposte dalle logiche intrinseche dell’unione economica e monetaria  ….  purtroppo non potranno più esprimere il loro dissenso o —non sia mai!— la loro ostilità, oramai derubricati a rappresentazione fuorviante e falsa, anticamera dell’odio.

I lavori sono ormai a buon punto.

Visualizza su Medium.com

La sacra Segre – Ha detto   di ricevere 200 insulti antisemiti al giorno . Dove, visto che non è sui social? (Orwell era un dilettante  rispetto ai Padroni del Discorso) 

 

thanks to: Maurizio Blondet

 

Il nuovo Israele

Un piano sinistro che coinvolge i più famosi oligarchi del mondo, così come FMI ed elementi chiave della lobby sionista globale, si nasconde sotto lo Stato indipendente di fatto creato da uno degli uomini più ricchi d’Inghilterra nel cuore della Patagonia argentina. Whitney Webb, Mint Press, 11 marzo 2019

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Come Israele manipola la lotta contro l’antisemitismo

Ciò che interessa al governo israeliano e a molti dei suoi sostenitori non è la lotta del tutto giustificata contro l’antisemitismo. Copertina – Benyamin Netanyahu alla commemorazione della retata del Velodromo d’hivèr, 16 luglio 2017.

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La guerra al Venezuela è costruita sulle bugie

John Pilger, 21 febbraio 2019

Viaggiando con Hugo Chavez, presto capì la minaccia del Venezuela. In una cooperativa agricola nello Stato di Lara, la gente aspettava pazientemente e con buon umore nel caldo. Brocche di acqua e succo di melone passavano in giro. Una chitarra suonava; una donna, Katarina, si alzò e cantò con un contralto roco.
“Che cosa dicono le sue parole?” Chiesi.
“Che siamo orgogliosi”, fu la risposta.

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Controllare il messaggio, controllare il mondo: Dal Vietnam al Venezuela

Scott Patrick 12 febbraio 2019 Nel 2019, un colpo di stato sostenuto dagli Stati Uniti sta avendo luogo in America Latina contro il…

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Venezuela, il popolo scende in piazza a sostegno di Maduro e contro il golpe. Le immagini censurate in Italia

 

Discorso di Maduro in avenida Bolivar dopo la manifestazione di massa per commemorare il 20° anniversario della Rivoluzione Bolivariana e a sostegno della democrazia in Venezuela. In una fase molto delicata per il paese dove è in corso di svolgimento un golpe promosso dagli USA che tramite il burattino Guaidò vogliono spodestare il legittimo presidente…

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Lo situazione in Venezuela: ciò di cui i media non scrivono

Aftershock, Stalker Zone 29 gennaio 2019

Sono incredibilmente soddisfatto del crescente interesse per questo Paese, ma il quadro delle informazioni sui media differisce notevolmente dagli eventi nella realtà. Sarò breve. In Venezuela non c’è colpo di Stato. C’è un tentativo informativo su un colpo di Stato. La sua essenza è molto semplice. Un’immagine da realtà alternativa viene creata nel tentativo di fare pressioni sugli attori internazionali in merito alla “divisione” del Venezuela e allo stesso tempo di sondare i dubbiosi tra i sostenitori di Maduro. Tutto ciò non ha portato alcun risultato, consente solo a Maduro di effettuare la necessaria pulizia in quelle regioni e strutture in cui le posizioni degli agenti statunitensi sono ancora forti. Capisco che i lettori di “Aftershock” sono molto lontani dalle realtà dell’America Latina e immaginiamo male come le autorità lavorino lì e intorno a ciò che la politica costruisce. Per essere breve, anche dopo 20 anni di governo chavista, molte formazioni statali e istituti di potere sono ancora nelle mani di oppositori e agenti stranieri, questa è la realtà della regione.

Testo integrale su Aurorasito.

L’ex-ministro della Difesa israeliano ammette che Israele ha mentito sui tunnel di Hezbollah

Israele-MEMO. L’ex-ministro della Difesa israeliano, Moshe Ya’alon, ha ammesso giovedì che gli ufficiali israeliani hanno mentito per anni sull’esistenza di tunnel di Hezbollah al di sotto del confine tra Libano ed Israele.

Parlando con la radio dell’esercito israeliano, Ya’alon ha affermato che gli ufficiali hanno mentito sui tunnel per anni prima di decidere di eseguire un’operazione per distruggerli, all’inizio di questa settimana.

“L’abbiamo fatto per ingannare l’altro lato”, ha dichiarato Ya’alon alla radio dell’esercito. “Esiste un’esagerazione nel modo in cui [l’operazione] è stata presentata, e spero che questo non ci ferisca”, ha aggiunto.

Per quanto riguarda le osservazioni precedenti, rilasciate nel 2016, quando aveva affermato che non c’era “nessun tunnel” a nord, Ya’alon ha dichiarato: “I miei commenti di due anni fa […] erano una bugia al fine di preservare la sicurezza dello stato“.

Tuttavia, egli ritiene che esista un’esagerazione per quanto riguarda l’operazione in corso.

Le osservazioni di Ya’alon sono state ampiamente riportate dai media israeliani, ma ha insistito sul fatto che “nessuno dei tunnel ha raggiunto le comunità in cui la gente ha affermato di aver sentito di scavare”.

Israele ha lanciato la sua operazione nelle prime ore di martedì, dichiarando la città di Metulla – situata sul confine israelo-libanese, non lontano dalle Alture del Golan – una zona militare chiusa. Si pensa che l’operazione potrebbe durare per diverse settimane, e Israele sostiene che il tunnel sotto Metulla è uno dei molti.

Traduzione per InfoPal di F.H.L.

thanks to: Infopal