Muos: una Sicilia condannata dal Pentagono

Muos – Se i problemi morali passano in secondo piano quando c’è da vincere una guerra, allora questo è proprio il caso delle grandi potenze mondiali che, mascherando interessi bellici con principi intrisi di falsa democrazia, lavorano secondo una strategia abile ad insinuarsi nelle burocrazie degli altri Stati. Dando voce diretta alla storia, grande esempio potrebbe essere quello del compromesso con la mafia siciliana da parte della potenza americana per riuscire a varcare nel 1943, indisturbati, i confini di un’isola troppe volte colonizzata e privata delle sue bellezze: la Sicilia.

Muos

Nei discorsi dei giovani siciliani all’estero emerge una triste consapevolezza di essere tacciati per “mafiosi” nonostante siano lì per studiare, rimboccarsi le maniche e dimostrare una distanza ciclopica dalla mentalità di chi ha contribuito a ridurre il proprio paese in una terra da “corrompere”. Seguendo uno stesso filo d’Arianna, è forse poco noto come  l’accordo ombrello del 20 Ottobre 1954 tra Italia e Stati Uniti abbia contribuito a legittimare la presenza militare Usa in territorio italiano.

Diceva un proverbio: “Dai loro la mano e si prendono il braccio”. E così l’evolversi dei conflitti mondiali e le rispettive vincite e sconfitte dei paesi interessati sfociano adesso in conseguenze assai sottovalutate per anni. Risultato di quella politica marshalliana non fu altro che un nuovo protocollo d’intesa con l’allora ministro della Difesa, Ignazio La Russa, l’ex Presedente del Consiglio Berlusconi e non per ultimo l’ex Presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, che si sarebbe fatto finanziare il suo partito (Mpa) dalla stessa azienda Gemma Spa al fine di incitare la risposta favorevole  della Regione sull’autorizzazione a costruire il famoso Muos nella zona naturale Sughereta di Niscemi, a Caltanissetta.

Il Mobile User Objective System è infatti un sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra, che emanerà onde elettromagnetiche per un raggio di circa 145 Km. Recenti studi, oltre quelli sugli effetti sulla salute di Zucchetti e Coraddu, hanno evidenziato come tali onde siano maggiormente dannose nel raggio compreso tra i 50-60 Km, dove l’intensità si fa più forte. Proprio per questo sono nati numerosi Comitati spontanei di cittadini dei comuni di gran parte della Sicilia, per manifestare il proprio dissenso contro la realizzazione di tale strumento di guerra  soprannominato “MUOStro”.

Numerosi tecnici hanno dimostrato l’effettiva pericolosità di tale installazione e del Muos, ma nello stesso tempo sono stati valutati atti legali con i quali procedere per la revoca delle autorizzazioni. “Area di interesse strategico per la difesa nazionale” è stata definita dall’ex ministro italiano dell’Interno Cancellieri che, insieme alla maggior parte dei politici componenti del Governo nazionale, si sono resi complici di una politica di guerra aggressiva ma nello stesso tempo moderna e tecnologica del Pentagono in gran parte del Medio Oriente.

E’ noto come le grandi potenze mondiali alimentano gli estremismi, nonostante apparentemente li condannino in nome della democrazia, per poi incitarli alla violenza verso il proprio stesso popolo e giustificare successivamente le missioni di “prevenzione” al terrorismo nei Paesi d’origine.

Divenuta una regione fortemente militarizzata (vedi le condizioni non rispettate del Trattato di Parigi, 1947), la Sicilia si espone adesso ad eventuali attacchi nemici: quali sono gli strumenti del nemico da distruggere in caso di guerra se non i sistemi di comunicazione? Intanto continua la suddita complicità dell’intero governo italiano e tutti i consenzienti che di tale scempio dovranno rispondere anche di “crimine verso l’umanità”.

thanks to: ilfarosulmondo

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Muos: in funzione l’impianto insieme alle 46 antenne

Dallo scorso 9 marzo sino ad oggi, 11 marzo, l’impianto del sistema satellitare MUOS della Marina militare US di Niscemi è stato posto in funzione contestualmente al funzionamento delle 46 antenne presistenti nella base militare. Si tratta di un test di verifica e controllo delle emissioni elettromagnetiche che si effettua sotto la supervisione di sei tecnici nominati dal Consiglio di giustizia amministrativa (CGA).

E’ la prima volta che le tre parabole del Muos e le altre antenne sono operative contemporaneamente. L’obiettivo è quello di stabilire se le emissioni generate dall’impianto militare, che dovrebbe essere acceso alla massima potenza, siano davvero nocive alla salute dei cittadini e se rischiano d’interferire con l’operatività dell’aviazione civile, considerata la vicinanza degli aeroporti di Catania e Comiso.

Non sono mancate però i moniti e le polemiche da parte degli attivisti No Muos sulla veridicità delle misurazioni per via del fatto che una ventina di antenne non sarebbero state accese per il loro disuso e per motivi di mancanza di elettricità parrebbe.

Detto ciò, la commissione di verificatori è stata però affiancata da tre tecnici proposti dai movimenti No Muos, il fisico Massimo Coraddu, Cirino Strano del Wwf e il chimico Eugenio Cottone che hanno condotto delle verifiche parallele e con una propria strumentazione.

In tale contesto, non va neppure dimenticato che la base è sotto sequestro da tempo a seguito di una disposizione della magistratura e che è proprio di queste ore la decisione della Cassazione con la quale si dispone il mantenimento dei sigilli della base non accogliendo così la tesi dell’Avvocatura dello Stato, per conto della Difesa, che chiedeva l’annullamento del sequestro del Muos.

Al di là delle importantissime ragioni legate alla salute, la base militare è stata costruita su un sito d’interesse comunitario (SIC), all’interno della Sughereta di Contrada Ulmo dove vige (o meglio avrebbe dovuto vigere) il divieto assoluto di edificabilità.

Durante questa settimana sono state diverse le proteste pacifiche dinanzi al Cancello 1 della base statunitense da parte di centinaia di manifestanti che reclamano il fatto di essere trattati come cavie e che temono per le scarse misure di prevenzione alla salute messe in atto in occasione delle verifiche.

Semplici cittadini, pacifisti, Comitati della mamme No Muos, studenti, Comitati No Muos e associazioni ambientaliste hanno ancora una volta fatto sentire la loro presenza e la loro disapprovazione nei confronti di una vicenda che sembra non avere mai fine e che da anni è stata caratterizzata da colpi di scena chiaramente legati alla pressioni politiche nazionali e internazionali.

Nel frattempo sul web cominciano a circolare video che mostrerebbero gli effetti e gli impatti significativi che le onde elettromagnetiche, con il Muos acceso, starebbero provocando in questa settimana su tv e computer di persone che vivono nelle aree circostanti la base.

Aspetteremo con trepidazione le risultanze delle misurazioni nella speranza intanto che le verifiche siano state effettuate in un quadro di correttezza e regolarità.

Sorgente: Pressenza – Muos: in funzione l’impianto insieme alle 46 antenne

E lo Stato Italiano disse: “NO MUOS”

A Niscemi, a sud della Sicilia, la magistratura ha sequestrato l’impianto militare che sorge in violazione delle leggi dello Stato. E’ la straordinaria vittoria di un movimento che ha saputo tenere assieme la tutela della legalità e la visione della nonviolenza.
14 marzo 2016 – Alessandro Marescotti

Il Mobile User Objective System (MUOS) è un sistema di comunicazione satellitare operante su bande UHF (Ultra High Frequency) al servizio del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.  Localizzazione del MUOS

A Niscemi, a sud della Sicilia, la magistratura ha sequestrato l’impianto militare che sorge in violazione delle leggi dello Stato. E’ la straordinaria vittoria di un movimento che ha saputo tenere assieme la tutela della legalità e la visione della nonviolenza.

Già nell’agosto del 2013 le telecamere di Peacelink erano andate a Niscemi, quando la polizia forzò un blocco di manifestanti per consentire il passaggio dei mezzi nella base americana. Già allora la situazione era paradossale: veniva dato ordine di far passare dei mezzi per realizzare ciò che oggi lo Stato pone sotto accusa.

Allora i cittadini fronteggiavano lo Stato rappresentato dal Governo. Era lo Stato dell’imperio, della volontà calata dal’alto.

Oggi lo Stato si manifesta invece non nelle forme dellimperio ma in quelle della legalità: emerge un altro Stato. Quello che rappresenta il bisogno di interpretare e dare esecuzione alle leggi che stanno alla base del convivere civile e pacifico. Le basi del sistema satellitare militare MUOS gestito dagli Stati Uniti

Ed ecco l’accusa: abuso edilizio nella realizzazione di infrastrutture militari costituenti il sistema radar Usa Muos.

Ricostruiamo i fatti più recenti.

Il 7 marzo 2016 la Procura di Caltagirone ha chiuso le indagini preliminari, citando in giudizio sette persone. “Nelle stesse ore – scrive Rosy Battaglia, di Cittadini Reattivi – la Corte di Cassazione di Caltanissetta ha depositato le motivazioni della sentenza di sequestro dell’impianto con cui aveva rigettato il ricorso presentato dall’Avvocatura dello Stato, per conto del Ministero della Difesa, contro la decisione del gip di Caltagirone che, a inizio aprile 2015, accettò la richiesta della Procura di apporre i sigilli all’impianto satellitare di Niscemi”.

Il prossimo 20 maggio è attesa la prima udienza. A comparire in tribunale saranno sette persone (un dirigente della regione Sicilia e sei imprenditori) accusate di abuso edilizio e violazione delle leggi ambientali.

Secondo l’accusa sostenuta dal procuratore Giuseppe Verzera, avrebbero realizzato l’impianto “senza la prescritta autorizzazione, assunta legittimamente o in difformità da essa”. Ed avrebbero “eseguito e facevano eseguire i lavori, insistenti su beni paesagistici, all’interno della riserva orientata denominata Sughereta di Niscemi, in zona A, di inedificabilità assoluta, in un sito di interesse comunitario”.

“Il verdetto – dichiara Daniela Ciancimino, avvocato di Legambiente Sicilia – serve a tutelare sia la natura che la salute dei cittadini, che vengono riconosciuti dalla Cassazione come diritti inalienabili. Tale decisione, quindi, può considerarsi una vittoria per i comitati che sin dal primo giorno si sono opposti alla realizzazione dell’impianto. In questo modo, infatti, non solo si può salvare una riserva naturale dal valore inestimabile, ma si confermano le perplessità sollevate dagli attivisti locali, ovvero l’impossibilità di realizzare un mostro all’interno della Sughereta di Niscemi, zona di inedificabilità assoluta. La Cassazione, inoltre, evidenzia, ancora una volta, i rischi per i cittadini esposti alle onde elettromagnetiche”.

Il 20 maggio si apre una nuova pagina per la legalità e la pace.

Il movimento per la pace, che per tanto tempo ha sfidato la guerra e i suoi preparativi, oggi ha la maturità e la preparazione per farlo sul terreno non solo dei principi ma anche su quello della legalità. Tanto che persino lo Stato della legalità è adesso dalla sua parte. Contro lo Stato dell’imperio.

Note:

Per approfondimenti

Lo Stato contro lo Stato e l’illegalità del M.U.O.S.
http://www.cittadinireattivi.it/2016/03/11/il-muos-si-accende/

Per contatti http://nomuos.org/it

thanks to: PeaceLink

Manifestazione nazionale No Muos, 4 aprile 2015

Manifestazione nazionale No Muos,  4 aprile 2015
(Foto di Red Militant)
La sentenza del TAR di Palermo del 13 febbraio ha decretato che il Muos è illegale ed illegittimo; partendo da questo giudizio, la lotta del movimento NO MUOS in questi anni rappresenta quindi la volontà popolare di applicare quella giustizia sociale che solo a distanza di 6 anni dall’approvazione del progetto Muos in c.da Ulmo ha avuto una conclusione giudiziaria.

Sul versante globale, mentre qui gli avvocati sono impegnati a sbrogliare quelle matasse burocratiche che hanno permesso l’installazione del Muos, i mass media sono indaffarati a presentare il nuovo prodotto delle politiche guerrafondaie degli stati occidentali, ovvero l’Isis nato sulle ceneri degli interventi “umanitari” delle precedenti guerre in Africa e Medio Oriente.

I maestri nell’arte della strumentalizzazione e della guerra, cinicamente, cercheranno di usare questo nuovo spauracchio per giustificare ancor di più gli investimenti nel settore militare compreso quindi il Muos, gli interventi che serviranno a consolidare il dominio in quei territori ricchi di risorse energetiche e sempre peggiori politiche securitarie volte ad neutralizzare qualsiasi forma di dissenso interno e a dissuadere tutti quei migranti che fuggendo dagli inferni della guerra e della miseria, quotidianamente rischiano in migliaia la vita nel Mar Mediterraneo per cercare di immaginare un futuro migliore.

Come i curdi che in Rojava, coraggiosamente difendono le loro città dagli assalti dell’Isis, noi qui ora e adesso ci stiamo difendendo da queste criminali politiche di militarizzazione e nocività.

Questa nuova sentenza ha ulteriormente dimostrato che siamo noi ad essere dalla parte della giustizia; siamo noi che abbiamo difeso la sughereta dalla devastazione ambientale, noi che abbiamo difeso la salute dei cittadini di Niscemi con i nostri corpi e le nostre pratiche di lotta, noi che abbiamo scelto in modo chiaro ed inequivocabile da che parte stare. Abbiamo subito denunce, intimidazioni, ritorsioni: non ci siamo fermati e non ci fermeremo mai.

Questo è successo nonostante i continui attacchi da parte delle istituzioni schierate a difesa dell’illegalità (prefettura, consolato americano, forze dell’ordine, regione Sicilia e Governo Nazionale).

La sentenza del TAR ha però il grande merito di elencare ad una ad una tutte le inadempienze di cui si sono resi responsabili gli enti preposti a “far rispettare le regole”. Tutti quanti, nessuno escluso, hanno applicato la regola del “Non vedo, non sento e non parlo” delle tre scimmiette.

Ecco perchè dopo le giornate del 9 agosto, i blocchi stradali, i cortei, lo sciopero sociale chiamiamo tutti ancora una volta alla mobilitazione, e per questo invitiamo tutti e tutte ad una grande manifestazione nazionale il 4 Aprile per ribadire che la terra è nostra e non di Cosa NOSTRA, americani e guerrafondai, politicanti e burocrati prezzolati. L’appuntamento è per le ore 14,00 del 4 aprile 2015 al presidio in Contrada Ulmo.

Allora #CI VEDIAMO A NISCEMI!

CONTRO IL MUOS, CONTRO OGNI GUERRA

COORDINAMENTO DEI COMITATI NO MUOS
thanks to: pressenza

Muos: attività illegali dentro la base militare

altNonostante la sentenza del TAR di Sicilia di due settimane fa, che ha ridicolizzato le scelte di Crocetta palesando il suo totale asservimento alle pressioni dell’ambasciata a stelle e strisce dichiarando abusivi i lavori del MUOS in contrada Ulmo e respingendo i ricorsi del Ministero della Difesa italiano, le attività all’interno della base continuano a proseguire indisturbate. Ieri, infatti, numerosi mezzi addetti ai lavori sono entrati nella base scortati da un ingente quantitativo di forze dell’ordine e, qualche ora dopo, gli attivisti No Muos hanno avvistato le antenne muoversi. Dunque continuano i test verso l’effettiva messa in funzione del sistema di comunicazione della marina militare americana e, nel frattempo, si avvicina la giornata di lotta dell’8 marzo lanciata dalle Donne No Muos.

Ma andiamo con ordine, ripercorrendo gli ultimi passaggi sul territorio niscemese. Il 13 febbraio il TAR annulla la famosa “revoca della revoca” di Crocetta, dichiarando “abusive” le antenne all’interno della base americana; ma sappiamo bene quale possa essere la reale valenza di tali atti sulla realtà delle cose. Infatti ieri mattina, malgrado i tentativi di blocco di alcuni NoMuos, degli operai sono entrati in base per effettuare, ufficialmente, dei “controlli sulle antenne”; le stesse, qualche ora dopo, venivano viste muoversi da numerose persone accorse sul posto in funzione. Quindi, come avevamo già facilmente previsto qualche giorno fa, il governo americano ha deciso di non tenere conto della sentenza del TAR, nell’ottica di portare a termine il progetto e metterlo in attività al più presto, considerando anche il quadro geopolitico attuale. Il tutto con l’assoluta connivenza politica di forze dell’ordine e organi di governo. Evidentemente se la lotta NoMuos è riuscita in questi anni a conquistare la sentenza del 13 febbraio, questa da sola non rimarrebbe che uno dei tanti sigilli a un crimine perpetrato dai potenti in completa impunità. Se una cosa ha dimostrato di saper mettere in difficoltà i piani di chi pensa di poter imporre la violenza delle sue armi, della devastazione territoriale e dell’espropriazione di territorio, quella è la determinazione di un popolo in lotta capace di utilizzare intelligentemente diversi mezzi. Le prossime giornate di mobilitazione dunque, a cominciare da quella del prossimo 8 marzo, acquisiscono proprio questo significato nella prospettiva di tornar a vedere pratiche che esprimano la voglia di riconquistare contrada Ulmo da parte di chi vive il nostro territorio e ha imparato a conoscere, in questi anni di lotta, sia l’aleatorietà delle promesse e delle decisioni istituzionali, sia la vulnerabilità della base di Niscemi.

thanks to: Infoaut

Il mostro silenzioso del Mediterraneo, Roma, giovedì 13 marzo 2014 ore 19

Roma, giovedì 13 marzo 2014 ore 19, Nuovo Cinema Palazzo (Piazza dei Sanniti, 9/A). Osservatorio Iraq e il Nuovo Cinema Palazzo vi invitano a un evento per raccontare una vicenda le cui conseguenze vanno molto al di là delle onde elettromagnetiche.

viaIl mostro silenzioso del Mediterraneo | Osservatorio Iraq – Medioriente e Nordafrica.