Cellule Immunoregolatorie: Possono essere utilizzate per il trapianto?

Seguendo il percorso traslazionale delle cellule CAR T in oncologia, gli scienziati stanno preparando cellule immunoregolatorie e mirando ad una tolleranza durevole nel trapianto.

  • La terapia cellulare T con recettore dell’antigene chimerico (CAR) viene utilizzata con successo in clinica per trattare alcune forme di cancro.
  • Diversi prodotti cellulari sono attualmente in fase di studio nel campo dei trapianti, tra cui cellule T regolatorie (Treg) specifiche del donatore, Treg policlonali espanse, cellule dendritiche regolatorie e cellule stromali mesenchimali.
  • Sperimentazioni cliniche hanno iniziato a dimostrare che è possibile espandere e consegnare Tregs in modo sicuro. Questi primi risultati stanno attraendo molteplici gruppi di ricercatori nel campo della terapia cellulare.

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Marcia Ritorno: un bambino colpito al cuore dai soldati israeliani

Feb 23, 2019
Marcia Ritorno: un bambino colpito al cuore dai soldati israeliani

GAZA – Il ministero della Sanità palestinese nella Striscia di Gaza assediata ha riferito che, venerdì pomeriggio, i soldati israeliani hanno ucciso un ragazzino e hanno ferito altri 41 palestinesi, tra cui un medico, durante la violenta repressione di proteste della Grande Marcia del Ritorno.

Il dottor Ashraf al-Qidra, portavoce del ministero della Sanità a Gaza, ha reso noto che un bambino, identificato come Yousef Sa’id ad-Daya, 14 anni, è stato colpito al cuore da proiettili israeliani e che i medici non sono riusciti a salvargli la vita. Yousef si trovava nel quartiere di Zeitoun, nella città di Gaza.

Al-Qidra ha dichiarato che i soldati hanno sparato a 26 palestinesi con fuoco letale, aggiungendo che altri due hanno subito gravi ferite.

Uno dei palestinesi feriti è un medico volontario, identificato come Fares al-Qidra, che è stato colpito in testa da una bomba a gas a est di Khan Younis, nella parte meridionale della Striscia di Gaza.

Fonti dei media a Gaza hanno detto che i soldati hanno sparato raffiche di proiettili alla cieca, candelotti lacrimogeni contro i manifestanti  radunati nella parte orientale della Striscia, nella città di Gaza, a Jabaliya, nel campo profughi di al-Bureij, a Khan Younis e Rafah.

thanks to: Parstoday

L’UNICEF condanna l’esercito israeliano per l’omicidio di bambini palestinesi

IMEMC. L’UNICEF è “profondamente rattristato” per la morte di due ragazzini di 13 e 17 anni, uccisi venerdì dall’esercito israeliano di occupazione, vicino alla barriera di confine nella Striscia di Gaza sotto assedio. “Le circostanze esatte della loro morte sono sotto indagine”, ha spiegato sabato l’UNICEF in una dichiarazione. “Dall’inizio dell’anno sono 4 i bambini…

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Vietato l’ingresso a Gaza al dottor Mads Gilbert

Il medico norvegese che per 30 anni ha effettuato missioni volontarie all’ospedale Shifa è stato bloccato al valico di Erez. Israele avrebbe anche negato alla ministra degli esteri colombiana Holguin l’autorizzazione a recarsi a Ramallah per incontrare il presidente palestinese Abu Mazen.

Gilbert

Michele Giorgio – il Manifesto

Roma, 15 novembre 2014, Nena News – Aria da eterno ragazzo nono­stante i suoi 67 anni, sem­pre in movi­mento tra il pronto soc­corso e la tera­pia inten­siva, sor­riso pronto anche nei momenti più cri­tici per rin­cuo­rare i parenti dei feriti più gravi. Tanti all’ospedale Shifa di Gaza city ricor­dano così il medico nor­ve­gese Mads Gil­bert, un ane­ste­si­sta, impe­gnato la scorsa estate assieme ai col­le­ghi pale­sti­nesi e ad altri medici volon­tari giunti dall’estero a por­tare soc­corso ai feriti dei bom­bar­da­menti israe­liani, durante i 50 giorni dell’offensiva “Mar­gine pro­tet­tivo”. Un per­so­nag­gio che è legato alla sto­ria insan­gui­nata di Gaza, uno degli occi­den­tali più noti e sti­mati dagli abi­tanti della Stri­scia. Dopo 30 anni di mis­sioni volon­ta­rie nei Ter­ri­tori pale­sti­nesi (e in altre parti del mondo), Gil­bert non potrà più entrare a Gaza o almeno non potrà più farlo per il valico di Erez. Ieri il gior­nale nor­ve­gese Ver­dens Gang ha rife­rito che le auto­rità israe­liane, per non meglio pre­ci­sati «motivi di sicu­rezza», non per­met­te­ranno più il tran­sito a Gil­bert. Il medico potrà rive­dere i suoi col­le­ghi dello Shifa solo se le auto­rità egi­ziane lo auto­riz­ze­ranno a pas­sare per il valico di Rafah. Il mini­stero degli esteri israe­liano non ha com­men­tato la noti­zia. L’ufficio del Cogat, il Coor­di­na­tore delle atti­vità del governo israe­liano nei Ter­ri­tori occu­pati, si è limi­tato a comu­ni­care che pren­derà in esame l’accaduto.

Gil­bert ha defi­nito la deci­sione «pro­vo­ca­to­ria, irra­gio­ne­vole e total­mente inac­cet­ta­bile». E’ con­vinto che il divieto non sia altro che una «puni­zione» per la sua con­danna pub­blica dell’offensiva “Mar­gine Pro­tet­tivo”. Ripete che non ha fatto altro che con­tri­buire a sal­vare vite umane. «Non ho mai fatto niente di male in Israele. Non ho mai infranto nes­suna legge o le norme di sicurezza…E’ la popo­la­zione pale­sti­nese (biso­gnosa di assi­stenza medica, ndr) che ora viene punita per le mie idee poli­ti­che», ha spie­gato. Gil­bert è stato uno dei fir­ma­tari di una let­tera pub­bli­cata, durante i com­bat­ti­menti dello scorsa estate, sulla pre­sti­giosa rivi­sta medica The Lan­cet, che accu­sava Israele dell’uccisione di civili inno­centi a Gaza.

Israele intanto smen­ti­sce di aver negato l’ingresso in Cisgior­da­nia alla mini­stra degli esteri colom­biana Maria Angela Hol­guin, impe­gnata in un tour regio­nale. La vicenda non è ancora del tutto chiara. Secondo le noti­zie ripor­tare da diversi mezzi d’informazione, il governo Neta­nyahu due giorni avrebbe rifiu­tato a Hol­guin il per­messo di andare a Ramal­lah dove era attesa dal pre­si­dente dell’Anp Abu Mazen e dal suo col­lega Riad al Malki. Una ritor­sione, secondo i media, per l’esclusione dal tour della mini­stra di una visita anche in Israele. Il “no” è scat­tato al ponte di Allenby, al con­fine tra la Cisgior­da­nia pale­sti­nese e la Gior­da­nia dove Hol­guin era giunta da Amman. Il mini­stero degli esteri israe­liano però nega che le cose siano andate in que­sto modo e riaf­ferma gli stretti rap­porti di ami­ci­zia con la Colom­bia. La mini­stra Hol­guin, secondo un comu­ni­cato israe­liano, avrebbe rinun­ciato alla visita a causa di un calen­da­rio fitto di impegni.

Ad Amman, cro­ce­via diplo­ma­tico (e di accordi sot­ter­ra­nei), il Segre­ta­rio di stato Usa John Kerry crede di aver rag­giunto due giorni fa un «fermo accordo» per pla­care la ten­sione tra israe­liani e pale­sti­nesi intorno alla Spia­nata delle moschee, durante il ver­tice che ha avuto con il pre­mier Benya­min Neta­nyahu e re Abdal­lah, pre­ce­duto qual­che ora prima da col­lo­qui con Abu Mazen. Il primo mini­stro israe­liano si è impe­gnato a non cam­biare lo sta­tus della Spia­nata ma allo stesso tempo non ha fatto alcuna pro­messa per lo stop della colo­niz­za­zione israe­liana a Geru­sa­lemme Est, uno dei motivi prin­ci­pali delle pro­te­ste palestinesi.

Sul ter­reno la ten­sione resta alta, nono­stante la deci­sione presa ieri da Israele di non limi­tare l’ingresso ai fedeli musul­mani sulla Spia­nata delle moschee in occa­sione delle pre­ghiere del venerdì. Ieri, giorno della “mar­cia su Geru­sa­lemme”, decine di pale­sti­nesi, all’altezza del posto di blocco di Qalan­diya, hanno sca­val­cato con lun­ghe scale il Muro di sepa­ra­zione e sono rima­sti per qual­che minuto sul lato con­trol­lato da Israele, sven­to­lando ban­diere e scan­dendo slo­gan, prima di essere respinti.

Mani­fe­sta­zioni pale­sti­nesi di pro­te­sta sono avve­nute in diversi punti della Cisgior­da­nia e anche a Umm el Fahem, in Gali­lea. Intanto restano molto gravi le con­di­zioni di un bam­bino pale­sti­nese di 11 anni, Salah Man­sour, col­pito tra gli occhi da un pro­iet­tile rive­stito di gomma spa­rato dalla poli­zia israe­liana per disper­dere le pro­te­ste pale­sti­nesi nel quar­tiere di Issawiyeh.

thanks to: Nena News