Syria intercepts Israeli warplanes: Army

The Syrian army says its air defense has responded to an Israeli aerial violation of the Arab country’s territory in the vicinity of the Lebanese border, hitting an intruding warplane and forcing the fighter jets to retreat.

According to a statement released by Syria’s General Command of the Army and Armed Forces, carried by the country’s official news agency, SANA, an undeclared number of Israeli warplanes violated Syria’s airspace on the border with Lebanon in Baalbek area at 08:51 a.m. local time on Monday.

An anti-aircraft battery of the Syrian army, located some 50 kilometers from the capital Damascus, then “responded and directly hit one of the jets, forcing [the enemy] to flee,” the statement further read, adding that the Israeli jets returned fire at 11:38 a.m. local time by firing multiple missiles from inside the occupied territories that hit a Syrian army position in the countryside of the capital, resulting in material damage.

The army further threatened Israel with “dangerous repercussions” for the airstrikes and its repeated aerial aggression attempts, stressing Syria’s determination to continue its war against the terrorist groups, “Israel’s arm in the region.”

The Israeli military, for its part, issued a statement later in the day, saying that the fleet in fact consisted of Israeli reconnaissance planes, which “were in the skies over Lebanon, and not in Syria.” It added that neither of the Israeli warplanes sustained damage in the process and returned home “safely.”

During the past few years, Israel has frequently attacked military targets in Syria in what is considered as an attempt to prop up terrorist groups that have been suffering heavy defeats in their fight against Syrian government forces.

Back in April 2015, Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu officially admitted for the first time that the regime’s military had conducted strikes in Syrian territory.

Damascus says Israel and its Western and regional allies are aiding Takfiri terrorist groups operating inside the Arab country, while the Tel Aviv regime’s military carries out such sporadic strikes against Syrian government forces. The Israeli regime has even set up field hospitals to treat wounded militants evacuated from Syria.

Moreover, the Syrian army has repeatedly seized huge quantities of Israeli-made weapons and advanced military equipment from the foreign-backed militants inside Syria.

 

Sorgente: PressTV-Syria intercepts Israeli warplanes: Army

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Lebanon finds US-made arms left by Nusra terrorists

This Photo purportedly shows a discovered weapons cache left behind by Takfiri Jabhat Fateh al-Sham militants in northeastern Lebanon.
This Photo purportedly shows a discovered weapons cache left behind by Takfiri Jabhat Fateh al-Sham militants in northeastern Lebanon.

The Lebanese army has discovered a weapons cache left behind by defeated militants from the Jabhat Fateh al-Sham terror group, formerly known as al-Nusra Front, in the northeast of the country.

The Lebanese National News Agency (NNA), citing an unnamed official from Lebanon’s General Directorate of General Security, reported on Friday that a patrol of the intelligence agency had found an ammunition and missile cache in Wadi Hamid Valley east of the border town of Arsal, without providing further details.

However, Reuters quoted an unnamed security source as saying on Friday that the cache contained at least a surface-to air missile (SAM) and a number of US-made TOW anti-tank missiles as well as plenty of other types of shells and rockets.

The following photos of the cache were provided by the security source.

On July 29, commanders of Lebanon’s Hezbollah resistance movement said the group had successfully concluded a week-long military offensive against al-Nusra on the outskirts of Arsal and the adjacent town of Flita in Syria, seizing land in the rugged, mountainous area and killing about 150 terrorists.

This photo taken on August 17, 2017, during a tour guided by the Lebanese army shows soldiers holding a position in a mountainous area near the eastern village of Ras Baalbek during an operation against terrorists. (Via AFP)

In August 2014, the al-Nusra and Daesh Takfiri terrorist groups overran Lebanon’s northeastern border town of Arsal, killing a number of Lebanese forces. They took 30 soldiers hostage, most of whom have been released.

Since then, Hezbollah and the Lebanese military have been defending Lebanon on the country’s northeastern border.

Friday’s development come as the Lebanese army has been targeting Daesh hideouts along the Syrian border over the past several days, regaining more areas from the terror group. It also comes after Syria accused the US and the UK of supplying chemical weapons to terrorists in the country.

Sat Aug 19, 2017 2:19AM

Sorgente: PressTV-Lebanon finds US-made arms left by Nusra terrorists

Sabra e Chatila, affinché non ce ne dimentichiamo

Avoicefrompalestine. Il 16.09.1982, l’esercito israeliano controllava Beirut Ovest e sigillava i due campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila e vi lanciava missili all’interno. Dopo, il comando militare israeliano dava alla milizia della Falange Libanese, alleata di Israele, luce verde per entrare nei campi. Nelle successive 40 ore la Falange stuprò, uccise e ferì un vasto numero di civili disarmati, molti dei quali bambini, donne e anziani dentro i campi di Sabra e Chatila “circondati e sigillati”.

Sorgente: Sabra e Chatila, affinché non ce ne dimentichiamo | InfopalInfopal

LIBANO. I palestinesi ricordano Sabra e Chatila

Sono passati trentatré anni da quei drammatici giorni del settembre dell’82, quando le falangi fasciste, con la complicità dell’esercito israeliano, fecero strage di palestinesi nei campi di Sabra e Chatila. Anni che non hanno cancellato il dolore e la rabbia nel vedere i carnefici di allora restare impuniti. Non dimenticare Sabra e Chatila significa non dimenticare le tante stragi compiute in questa regione negli ultimi decenni, significa non dimenticare Deir Yassin, Jenin, Bourj Shamaly, Gaza… un elenco lunghissimo. Non dimenticare quella strage, significa però, innanzitutto, non dimenticare i vivi, i rifugiati palestinesi che continuano a vivere in condizioni inumane dentro campi che sono ora prigioni e ora formicai indescrivibili.

Sorgente: LIBANO. I palestinesi ricordano Sabra e Chatila

Per non dimenticare… il diritto al ritorno: missione multipla ad agosto 2015

luoghi della diaspora palestinese
 

Siamo donne e uomini che ritengono che il diritto al ritorno sia un punto irremovibile e centrale per il futuro del popolo di Palestina. Nessun risarcimento potrà mai ripagare le sofferenze e le privazioni di decenni di diaspora, ma il riconoscimento di questo diritto è l’unico modo per dare una soluzione all’occupazione delle terre palestinesi.

Crediamo perciò che si debba ricordare a noi e al mondo che l’occupazione ha generato un esodo forzato del popolo di Palestina e che oggi ci sono palestinesi in Libano, come in Giordania, Siria, Iraq e altri Paesi – non ultimo il nostro Occidente – ma che ci sono palestinesi rifugiati nella stessa Palestina.

Partendo da queste considerazioni stiamo organizzando per il prossimo mese di agosto una iniziativa internazionale per portare contemporaneamente quattro missioni a Gaza, Cisgiordania, Libano e Giordania. L’obiettivo è la riaffermazione del diritto al ritorno.

L’ebraicizzazione di Israele – punta più alta del programma neocoloniale del sionismo – esclude il diritto al ritorno dei non ebrei, e dunque dei palestinesi nati in quelle stesse terre e dei loro discendenti. La nostra presenza in quei paesi vuole denunciare questo trattamento intollerabile e razzista. Una missione che metta al centro la questione dei diritti dei rifugiati, tutti i loro diritti.

Il tema del diritto al ritorno per il popolo di Palestina, ignorato da troppi, dentro e fuori il mondo arabo-mediorientale, non può essere eluso o messo da parte in nome di altre e pretestuose compatibilità. Le quattro delegazioni ricorderanno le vittime delle stragi e porteranno ai palestinesi la solidarietà politica e il sostegno umano.

Per realizzare questo progetto lanciamo da oggi una sottoscrizione nazionale, dando così continuità al positivo lavoro messo in campo da anni dal Forum Palestina e dal Comitato per non dimentica Sabra e Chatila e proseguito nel dicembre 2013 / gennaio 2014 a Gaza dalla delegazione “Tutti a Gaza 2013”.

Siamo quindi pronti per raccogliere le vostre adesioni per formare le quattro delegazioni Per non dimenticare il diritto al ritorno. Quello del prossimo agosto sarà un appuntamento importante perché ci darà la possibilità di conoscere la realtà di Gaza, Cisgiordania, Libano e Giordania incontrando tutte le forze e le organizzazioni politiche e sociali che lì lavorano e operano.

Vogliamo che l’iniziativa che ci accingiamo a prendere, in collaborazione con i nostri amici palestinesi, con i quali da anni lavoriamo insieme nel Comitato internazionale Per non dimenticare Sabra e Chatila e con il quotidiano libanese Assafir, sia un momento, centrale, di un percorso che deve prevedere iniziative su tutto il territorio italiano da svolgersi prima e dopo il mese di agosto con al centro “il diritto al ritorno”. Intendiamo, inoltre, tessere un filo con il lavoro che il Comitato Per non dimenticare Sabra e Chatila ha svolto negli ultimi anni. La nostra presenza in Libano, come a Gaza, Cisgiordania, Giordania è finalizzata a denunciare una realtà inaccettabile e drammatica che ha origine dall‘occupazione della Palestina.

Il nostro invito è rivolto a quanti in questi anni hanno lavorato a fianco del popolo palestinese, combattendo l’occupazione e condannando il sionismo. Siamo senza equilibrismi dalla parte dei diritti dei palestinesi, “senza se e senza ma..”, ma nello stesso tempo respingiamo qualsiasi approccio antisemita e razzista. La pregiudiziale antifascista e anticoloniale è pertanto per noi centrale.

Vi chiediamo di farci pervenire nel tempo più breve possibile le vostre intenzioni di partecipare – attraverso la scheda qui allegata – per consentirci di organizzare al meglio la visita. Nelle prossime settimane vi faremo sapere regole date e costi della missione.

Bassam Saleh, Ismail Fawzi, Nabil Kheir, Sami Hallac, Yousef Salman, Ahmed Dawud, Ma’moun Al Barghouti, Hakeem Abu Jaleela, Mohammed Hamdan, Mariagiulia Agnoletto (Salaam ragazzi dell’Olivo – Milano), Enzo Apicella (cartoonist), Goretta Bonacorsi, Enzo Brandi, Sergio Cararo (direttore di Contropiano), Andrea Catone (direttore di Marx XXI), Antonietta Chiarini, Tullia Chiarini, Blanca Clemente, Mimmo Colaninno, Geraldina Colotti (Monde Diplomatique), Comitato Fasano per la Palestina (Fasano, BR), Marinella Correggia (giornalista, attivista per la pace), Tonia De Guido (Comitato Palestina – Bologna), Eliana Ferrari, Mirca Garuti (laboratorio multimediale Alkemia – Modena), Rodolfo Greco (www.palestinarossa.it – Milano), Luciano Ianni (attivista pro-Palestina – Roma), Enzo Infantino (attivista pro-Palestina – Calabria), Kalamu (gruppo musicale calabrese), Tonio Leone (attivista per la Palestina – Fasano), Alessia Leonello, Stefania Limiti (giornalista, Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila – Roma), Pati Luceri (docente e attivista pro-Palestina – Lecce), Francesco Maringiò (presidenza internazionale Centro Studi Correspondances Internacionales), Miriam Marino, Marcella Masperi, Mariano Mingarelli (Associazione Italo Palestinese – Firenze), Nicol? Monti (direttore Labaro TV), Maurizio Musolino (giornalista, Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila – Roma), Loretta Mussi (attivista pro-Palestina – Roma), Flavio Novara (Laboratorio multimediale Alkemia – Modena), Gustavo Pasquali (Comitato per non dimenticare il diritto al ritorno – Roma), Ivano Poppi, Laura Pugnaghi (Rete 1° marzo), Roberta Ravoni, Carmen Ricci, Dominique Sbiroli (Comitato con la Palestina nel cuore – Roma), Massimo Sgarzi, Elio Teresi (direttore Radio Aut per l’antimafia sociale – Palermo), Ornella Terracini, Marta Turilli (Comitato con la Palestina nel cuore – Roma), Jacopo Venier (direttore Libera TV), Maria Raffaella Violano (Presidente Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese), Lucio Vitale.

QUI LA SCHEDA DI PREADESIONE

thanks to: Forum Palestina