Come Israele manipola la lotta contro l’antisemitismo

Ciò che interessa al governo israeliano e a molti dei suoi sostenitori non è la lotta del tutto giustificata contro l’antisemitismo. Copertina – Benyamin Netanyahu alla commemorazione della retata del Velodromo d’hivèr, 16 luglio 2017.

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Tutti i programmi elettorali israeliani promettono l’assorbimento di un milione di nuovi coloni.

di Madeeha Araj/ NBPRS/PNNNN Il National Bureau for Defending Land and Resisting Settlements ha detto, nel suo rapporto settimanale, che, secondo i dati pubblicati dall’Israeli Central Bureau of Statistics, il governo del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha stabilito, durante l’ultimo decennio, 7 nuovi insediamenti nella Cisgiordania occupata, tra cui sei “città di insediamento” e…

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PLO on the Knesset’s extension of Israeli law

PLO Executive Committee Member Dr. Hanan Ashrawi on the Knesset’s extension of Israeli law to academic institutions in the illegal settlements

“We condemn the Israeli Knesset’s vote to extend Israeli law to academic institutions in the illegal settlements and place them under the authority of the Council for Higher Education in Israel. This decision represents another dangerous step in the annexation of the occupied West Bank. These academic institutions include Ariel University which is located in the Salfit Governorate (settlement of Ariel), Orot College which is located in the Salfit Governorate (settlement of Elkana), and Herzog College which is located near Bethlehem and Jerusalem (settlement of Alon Shvut).

Such legislation is part of the Israeli government’s plans to impose its sovereignty on all of the occupied West Bank, systematically wiping out the Palestinian presence and continuity on Palestinian soil and destroying the two-state solution.

All settlements are illegal and constitute a war crime under the Rome Statute of the International Criminal Court and a direct violation of international law and conventions, including UNSC resolution 2334. Israel is thereby demonstrating its intent to prolong and consolidate its military occupation by working to “legalize” the presence of extremist Jewish settlers, institutions and settlements in the occupied Palestinian territory.

The U.S. administration’s unilateral steps on Jerusalem and refugees, as well as its unquestioning support of Israel’s lawlessness and impunity have only emboldened Israel to persist in such unlawful policies of creeping annexation with the aim of superimposing “Greater Israel” on all of historic Palestine.

We call on global and regional partners who claim to support international law, international humanitarian law and the two-state solution to step in urgently and curb this latest Israeli outrage and to hold Israel to account by employing punitive measures and sanctions.

In particular, we urge the European Union to implement its own legislation which clearly states that it will not provide funding to Israeli organizations or institutions situated in the occupied West Bank. Instead of maintaining a relationship of exceptionalism and preferential treatment with Israel, it is time to send Israel a clear message that the EU will not tolerate such behavior that not only violates international law but also subverts any global effort at bring about the two-state solution and peace.”

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La “Legge sull’Espulsione”: ecco com’è la democrazia israeliana

La Nakba continua

di Jonathan Cook

Washington Report on Middle East Affairs, ottobre 2016

E’ stato difficile conciliare le azioni e parole del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu.

Egli è stato uno dei principali promotori di una nuova legge – approvata il 19 luglio – che assegna al parlamento israeliano, la Knesset, nuovi poteri draconiani: una maggioranza di tre quarti dei suoi membri può espellere un parlamentare eletto se non ne condivide le opinioni.

Nota come la “Legge sull’Espulsione”, la misura è universalmente vista come un modo per i partiti ebraici della Knesset di espellere parlamentari che rappresentano la numerosa minoranza palestinese. Un israeliano su cinque è palestinese.

Eppure, meno di una settimana dopo Netanyahu ha postato sulle reti sociali un video in ebraico e inglese in cui chiedeva scusa ai cittadini palestinesi per i suoi commenti, molto criticati, fatti l’anno scorso durante le elezioni politiche israeliane.

Allora aveva sollecitato i suoi sostenitori ad andare a votare, mettendo in guardia che “gli arabi” – cioè il milione e settecentomila cittadini palestinesi di Israele – “stanno andando a votare in massa.”

Ha detto che i suoi commenti sono stati fraintesi. Al contrario, egli ha invitato “i cittadini arabi di Israele a far parte della nostra società – in massa. Lavorate in massa, studiate in massa, prosperate in massa…Sono orgoglioso del ruolo che gli arabi giocano nei successi di Israele. Voglio che svolgiate un ruolo ancora più importante.”

Tuttavia la “Legge sull’Espulsione” minaccia di limitare gravemente il ruolo dei palestinesi nella Knesset, l’unica istituzione pubblica di Israele di maggiore visibilità.

Secondo “Adalah”, il centro giuridico che rappresenta la minoranza palestinese, la “Legge sull’Espulsione” non ha eguali in nessuno Stato democratico. L’associazione nota che si tratta dell’ultima di una serie di leggi miranti a limitare rigidamente i diritti della minoranza palestinese in Israele e a contrastare il dissenso.

Altri temono che questa misura in sostanza svuoterà la Knesset dei suoi partiti palestinesi.

“Questa legge viola ogni norma democratica e il principio in base al quale le minoranze devono essere rappresentate, ” ha affermato Mohammed Zeidan, direttore dell’”Associazione per i Diritti Umani” di Nazareth. “Manda all’opinione pubblica il messaggio secondo cui è possibile, persino auspicabile, avere una Knesset solo ebrea.”

I quattro partiti palestinesi presenti in parlamento, in una coalizione denominata “Lista Unitaria”, il 22 luglio hanno mandato una lettera aperta mettendo in guardia che Netanyahu e il suo governo “vogliono una Knesset senza arabi.”

Zeidan ha sottolineato come ciò potrebbe rapidamente avvenire: “Basterebbe che un parlamentare palestinese venga espulso e ci sarebbero enormi pressioni sugli altri perché diano le dimissioni per protesta.”

Yousef Jabareen, un membro palestinese della Knesset per la “Lista Unitaria”, ha detto che la legge ha creato “parlamentari in libertà vigilata”, minacciati perché stiano zitti o perché “si comportino bene”. I suoi effetti, ha aggiunto, potrebbero privare decine di migliaia di votanti del diritto di essere rappresentati.

“La minaccia di espulsione servirà come una tattica per metterci a tacere,” ha detto Jabareen, “impedendo inoltre la possibilità per i membri della Knesset di adempiere fedelmente al programma che hanno promesso ai propri elettori.”

Chi ha proposto questa legge ha fatto poco per mascherare l’intenzione di utilizzare questa misura solo contro i parlamentari palestinesi. Con 13 seggi, la “Lista Unitaria” è attualmente il terzo maggior gruppo sul totale dei 120 seggi della Knesset.

Il primo bersaglio di questa legge è Haneen Zoabi, un’esponente del partito Balad [partito che sostiene che Israele dovrebbe essere uno Stato per tutti i cittadini e che i palestinesi con cittadinanza israeliana debbano essere riconosciuti come minoranza nazionale. Ndtr. ]che è stata aggredita da molti parlamentari ebrei della Knesset (vedi giugno/luglio 2015 su Washington Report, p. 13). La misura era originariamente stata chiamata “Legge Zoabi”.

Alla fine di giugno, in un drammatico preludio all’approvazione della legge, più di una dozzina di parlamentari ebrei hanno scatenato violente proteste in parlamento nei confronti di Zoabi mentre lei stava facendo un discorso riguardante il patto di riconciliazione del governo israeliano con la Turchia. Ha dovuto essere difesa dalle guardie della Knesset.

Aveva scandalizzato i parlamentari riferendosi all’ “assassinio” di 10 attivisti umanitari da parte del commando israeliano nel 2010 [la strage sulla nave turca Mavi Marmara. Ndtr.]. La marina israeliana aveva attaccato una flottiglia di solidarietà, a cui Zoabi aveva partecipato, mentre stava navigando in acque internazionali dalla Turchia verso Gaza. L’incidente aveva portato alla rottura con Ankara.

Invece di criticare i parlamentari ebrei, Netanyahu aveva detto che Zoabi aveva “passato ogni limite” con i suoi commenti contro i commando e che non c’era “posto per lei nella Knesset”.

Allo stesso modo il leader dell’opposizione Isaac Herzog aveva chiesto di censurare tutti i discorsi di Zoabi dal canale TV della Knesset.

Festeggiando l’approvazione della legge, Netanyahu ha postato sulle reti sociali: “Quelli che appoggiano il terrorismo contro Israele e i suoi cittadini non faranno parte della Knesset israeliana.”

Zeidan ha affermato che la nuova legge rappresenta “una pericolosa escalation” nella più generale tendenza ad eliminare il dissenso e ad incitare all’odio.” Stiamo entrando in una nuova epoca. Prima c’erano leggi e politiche razziste, ma ora siamo andando rapidamente verso il vero e proprio fascismo.”

“I continui incitamenti contro la minoranza palestinese, dal primo ministro in giù, si spingono fin nelle piazze, dove ci saranno più violenze e più attacchi contro i cittadini palestinesi da parte della popolazione israeliana.”

Secondo la polizia israeliana, in luglio Zoabi avrebbe rifiutato una guardia del corpo della Knesset, nonostante il livello di minacce contro di lei lo richiedesse.

Procedimenti contro politici possono essere intrapresi con l’appoggio di 70 parlamentari. Un’espulsione può essere portata a termine se 90 parlamentari ritengono che il politico abbia incitato al razzismo o abbia appoggiato la lotta armata contro Israele. Nella legge non c’è una definizione su cosa costituisca un “appoggio”.

“Adalah” ha sottolineato che la Knesset potrà prendere in considerazione le affermazioni del parlamentare – e l’interpretazione di queste data dalla maggioranza – e non solo azioni o obiettivi manifesti.

Finora un politico avrebbe potuto essere destituito dalla Knesset solo se coinvolto in un grave crimine.

Netanyahu ha presentato la proposta di legge in febbraio, dopo che Zoabi e due suoi colleghi di Balad alla Knesset, Jamal Zahalka e Basel Ghattas, hanno incontrato una dozzina di famiglie palestinesi di Gerusalemme est occupata i cui figli erano stati uccisi durante attacchi solitari o in scontri con le forze di sicurezza. I tre parlamentari avevano promesso di aiutare a fare pressione sul governo perché restituisse i corpi per il funerale.

Autorità israeliane hanno sostenuto che la visita equivaleva ad un appoggio al “terrorismo”. I tre sono stati sospesi dalla Knesset per parecchi mesi. In base alla nuova legge, potrebbero essere espulsi per sempre.

Zahalka, leader del partito Balad, ha detto che i parlamentari palestinesi dovrebbero affrontare un “tribunale illegale, in cui parlamentari ostili fungerebbero da giudice e giuria. “

Ha detto che la “Lista Unitaria” si stava preparando a mandare una lettera all’Unione Interparlamentare, un’ istituzione che rappresenta 170 parlamenti di tutto il mondo, sollecitandola ad espellere la Knesset.

Data l’ampia maggioranza necessaria per ottenere l’espulsione di un parlamentare, alcuni hanno sostenuto che la nuova legge sarà praticamente impossibile da mettere in pratica.

Zahalka non è d’accordo. Egli dice: “Se durante il primo atto vedi un fucile, sai che nell’ultimo verrà usato. Ed è così con questa legge. Quando ci sarà la prossima “emergenza” o la prossima guerra, i parlamentari ebrei – anche quelli che ora criticano la legge – si uniranno per espellere chi dissente.”

Zoabi si è ritrovata ripetutamente aggredita praticamente da tutti i partiti ebrei della Knesset.

Nell’estate 2014, durante un massiccio attacco israeliano contro Gaza noto come “Margine Protettivo”, la commissione etica della Knesset l’ha sospesa per un tempo record di sei mesi – il più lungo periodo allora permesso.

Durante un’intervista ad una radio israeliana, aveva criticato i palestinesi responsabili del rapimento di tre giovani israeliani nella Cisgiordania occupata, ma si era rifiutata di chiamarli “terroristi”. Gli israeliani erano in seguito stati trovati morti.

Zahalka ha detto che i parlamentari palestinesi ora affrontano una situazione “straordinaria”. “In ogni Paese, l’immunità parlamentare conferisce agli eletti diritti più ampi di quelli dei comuni cittadini per permettere loro di svolgere i propri compiti in parlamento,” ha affermato. “Solo in Israele i rappresentanti eletti avranno maggiori restrizioni alla libertà di parola e di azione dei comuni cittadini.”

La “Lista Unitaria” ha detto che intende presentare appello alla Corte Suprema contro la legge.

La “Legge sull’Espulsione” fa seguito alla messa fuorilegge lo scorso anno del Movimento Islamico del nord, il movimento extra-parlamentare più seguito tra la minoranza palestinese in Israele (vedi Washington Report, Gen/febbr. 2016, p.24). Il suo capo, lo sceicco Raed Salah, è considerato un leader spirituale per una grande parte della comunità.

All’epoca, Netanyahu ha insinuato che il Movimento Islamico fosse legato ad attività “terroristiche”. Tuttavia indiscrezioni al giornale Haaretz provenienti da ambienti ministeriali hanno rivelato che i servizi di sicurezza israeliani non avevano trovato tali legami.

Zeinad aveva osservato che da qualche tempo la destra israeliana stava conducendo una battaglia per liberare la Knesset dei partiti palestinesi.

Negli ultimi 15 anni la Commissione Elettorale Centrale, che è dominata dai partiti ebrei, ha ripetutamente tentato di escludere parlamentari palestinesi dalla partecipazione alle elezioni. Tuttavia la Corte Suprema israeliana ha ribaltato queste decisioni in appello.

Nel 2014 il governo ha tentato una strada diversa. Ha approvato una “Legge Soglia”, alzando il quorum necessario per ottenere un seggio alla Knesset. Il quorum è stato fissato troppo in alto per i quattro piccoli partiti palestinesi.

Tuttavia la mossa ha avuto l’effetto contrario. I partiti hanno risposto formando la “Lista Unitaria”, ed è diventata una delle maggiori formazioni alla Knesset dopo le elezioni politiche dello scorso anno.

E’ stato in quel contesto, ha affermato Zeidan, che, alla vigilia delle elezioni, Netanyahu ha fatto il suo commento molto criticato, mettendo in guardia sul fatto che “gli arabi stanno andando a votare in massa.”

Asad Ghanem, un professore di politica dell’università di Haifa, ha sostenuto che la “Legge sull’Espulsione” può realizzare l’ obiettivo dichiarato di Netanyahu di scoraggiare la partecipazione dell’elettorato palestinese. L’astensionismo dei votanti della minoranza è sceso a poco meno della metà dopo la creazione della “Lista Unitaria” in tempo utile per le elezioni del 2015.

“Se si vede che questi attacchi alla rappresentanza politica degli arabi alla Knesset continuano,” ha detto Ghanem, “allora i votanti potrebbero concluderne che quando è troppo è troppo e che è arrivato il momento di rinunciare alla partecipazione politica.”

Jonathan Cook è un giornalista che vive a Nazareth e vincitore del premio speciale di giornalismo Martha Gellhorn. E’ autore di “Sangue e religione” e di “Israele e lo scontro di civiltà”.

(Traduzione di Amedeo Rossi)

Sorgente: La “Legge sull’Espulsione”: ecco com’è la democrazia israeliana – Zeitun

Arab Knesset Member to Obama: Are Gaza Children Allowed to Dream like Your Daughters, Malia and Sasha?

NAZARETH, August 6, 2014 (WAFA) – Ahmad al-Tibi, an Arab member of the Israeli Parliament, Knesset, sent on Wednesday a letter to the U.S. President Barack Obama listing the names and ages of the Palestinian fatalities in Gaza, including children.

 

Al-Tibi underscored the U.S. double standards in its policy towards the barbaric aggression on Gaza, including the arms supplies and financial support to Israel.

 

“I am writing this to express our resentment over your position, and the position of the U.S. administration, towards the Israeli aggression on Gaza.”

 

Al-Tibi said 1881 Palestinians have been killed, of whom 80% are civilians, including 315 children, since the beginning of the Israeli aerial, ground and naval aggression.

 

 “All Palestinian children killed in Gaza had names, faces, and families, as well as hopes and dreams just like your daughters, Malia and Sasha.”

 

“Your echoing of the Israeli propaganda that the Palestinians hide behind their children is not acceptable. A number of human rights organizations confirmed that the Palestinians do not use their children as human shields. It is quite the exact opposite; the Israeli army always uses Palestinians as human shields during its military operations,” he added.

 

He stressed that the Palestinian people love their children and cry over their death just like any other parents.”

 

He said that the death of children should torture anyone with a conscience, addressing Obama and asking him, “don’t the children of Gaza deserve life, liberty and empathy on your part for their suffering?”

 

Tibi also accused the Obama administration “of hypocrisy, after they called the alleged kidnapping of Lieutenant Hadar Goldin ‘barbaric’, while the IDF was bombing hospitals, schools, homes, mosques, UN facilities, ambulances, and even the only power source in Gaza,” reported Jerusalem online.

M.N./T.R.

thanks to: Wafa

Membro del Knesset: “Devono essere uccise le madri di tutti i Palestinesi”

17/7/2014

Israeli lawmaker Ayelet ShakedPressTvUn assai noto politico israeliano e membro del parlamento ha marchiato i Palestinesi come terroristi, dicendo, inoltre, che le madri di tutti i Palestinesi dovrebbero essere uccise nell’attacco israeliano in corso sulla Striscia di Gaza assediata. 

Ayelet Shaked del partito ultra nazionalista “Cas ebraica” ha richiesto il massacro delle madri palestinesi che partoriscono “piccolo” serpenti”. 

“Devono morire e le loro case dovrebbero essere demolite cosicché non possano generare altri terroristi”, ha detto, aggiungendo, “Sono tutti nostri nemici e il loro sangue dovrebbe essere sulle nostre mani. Questo vale anche per le madri dei terroristi morti”.

I commenti sono considerati come un appello al genocidio, poiché ha dichiarato che i Palestinesi sono i nemici di Israele e devono essere uccisi.

Lunedì 7 luglio, Shaked ha postato questo commento sulla sua pagina Facebook:

“Dietro a ogni terrorista stanno decine di uomini e donne, senza dei quali egli non si coinvolgerebbe nel terrorismo. Sono tutti nemici combattenti e il loro sangue dovrebbe essere versato sulle loro teste. Ciò include le madri dei martiri, che li hanno mandati all’inferno con fiori e baci. Esse dovrebbero seguire i loro figli, niente sarebbe più giusto. Dovrebbero andarci, in quanto dimora fisica in cui hanno allevato i serpenti. Altrimenti, altri serpenti saranno allevati”.

Tali sviluppi sorprendono molti funzionari di vari paesi che hanno condannato severamente gli attacchi aerei di Israele sulla Striscia di Gaza. Il primo ministro turco è solo l’ultimo che ha condannato l’offensiva, accusando Israele di star massacrando i Palestinesi.
Recep Tayyip Erdogan ha attaccato Israele, dicendo che sta commettendo terrorismo di stato contro i Palestinesi. Parlando al parlamento, ha anche contestato il silenzio del mondo verso le continue atrocità di Tel Aviv. 

Reagendo ai comenti della Shaked, il premier turco ha affermato che il modo di agire di Israele a Gaza non è diverso dalla mentalità di Hitler.

“Una donna israeliana dice che le madri palestinesi dovrebbero essere uccise. Ed è un membro del parlamento di Israele. Quale è la differenza tra questo modo di pensare e quello di Hitler?”, ha chiesto Erdogan.

Tali sviluppi giungono mentre l’agenzia ONU per i rifugiati che di recente ha affermato che le donne e I bambini costituiscono un numero consistente di vittime palestinesi causato dagli attacchi israeliani nella regione assediata. 

Traduzione di Lucilla Calabria

thanks to: Lucilla Calabria

Infopal

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