Quel dilettante di Goebbels… il servizio del TG5 sull’annullamento dell’amichevole Argentina-Israele

Delle dichiarazioni dei campioni del Calcio argentino e dei tifosi argentini di solidarietà ai Palestinesi e quindi, sulla inopportunità di giocare a Gerusalemme la partita “amichevole”prevista per sabato 9 giugno, lo sapete già. Del conseguente annullamento della partita anche.

Ma quello che, forse, non sapete ancora è che – per far rientrare la notizia  nel frame “Palestinesi terroristi” – l’annullamento della partita  è oggi giustificata dai media mainstream per “motivi di sicurezza,” in quanto “i giocatori erano stati minacciati dai palestinesi.

Non credete questa infamia? Guardate questo servizio del TG5

F.S.

Notizia del:

Sorgente: Quel dilettante di Goebbels… il servizio del TG5 sull’annullamento dell’amichevole Argentina-Israele

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Scacco al re

Prima di tutto: tanto di cappello a Di Maio.  Ha colto il momento in cui Mattarella, sotto accusa da giuristi ed osservatori internazionali, dal Wall Street Journal al Washington Post, ha cominciato a farsela sotto seriamente, ed ha teso la mano allo sconfitto e spaventato. DiMaio è riuscito anche  a convincere Salvini – ovviamente tentato dalle elezioni, dove avrebbe  trionfato –   a riprendere il Contratto e il progetto.  Atteggiamento nobile di Salvini. Abbiamo il governo migliore possibile,  data la situazione. Se il professor Savona, col suo caratteraccio,  ha accettato il ministero degli Affari UE, vuol dire che non si sente diminuito, e da quella posizione può sparare altrettanto bene. Quanto al ministro dell’economia, Giovanni Tria,  che dire? Era difficile pescare un personaggio di caratura paragonabile a Savona, e di idee altrettanto chiare. Ci sono riusciti. Ecco uno dei suoi articoli che circola sul web:

Vi spiego la competizione truccata in Europa che favorisce la Germania

30/12/2016

http://formiche.net/2016/12/competizione-truccata-europa-germania/#pq=3FjnfN

(i passi salienti, che copio e incollo dal tweet di “OraBasta”)

“Abbandonare i tabù e prepararsi a soluzioni alternative”:

La Germania trucca la competizione:

Il professor Tria non dice che l’Italia deve uscire dall’euro: dice che è la Germania che deve uscire dall’euro, in perfetto accordo con Savona e Giorgio La Malfa, “eminenti economisti” con cui “concorda in pieno”. .

Salvini all’Interno, e Di Maio al Lavoro, e  nello stesso tempo vicepresidenti del Consiglio a fianco del Ministro Conte, è per me un  segno incredibile di serietà e onestà politica (anche se Riotta, Giannino, Severgnini e la Gruber diranno che sono lì per controllare Conte, il loro fantoccio…) vuol dire che si espongono, mettono la faccia sul progetto.  Nell’insieme, mi sembra il governo più affollato di competenti veri (nessuna Fedeli, nessuna Lorenzin, nessuno Scalfarotto…) che abbiamo mai avuto.

Agli Esteri, Moavero Milanesi:  già ministro  di Mario Monti, servo-atlantista e NATO. Ma bisognava pur acquetare “gli americani”, che a quanto pare non hanno fatto mancare una mano  (coi dazi che colpiscono Berlino, e non solo).

Persino Zingales, l’economista liberista, proclama ormai che occorre scegliere la democrazia, non i mercati :

It’s Time to Choose Democracy Over Financial Markets

The Italian president’s decision to reject an elected government makes neither economic nor political sense.

It’s Time to Choose Democracy Over Financial Markets

Di fronte a questa compagine che si appresta a una difesa dell’Italia nella UE, in una crisi in cui necessiterebbe che tutti, anche le opposizioni, cominciassero ad adottare il  motto “Right or Wrong, My Country”,   ecco che cosa  sente il bisogno di sputare Graziano Delrio, capogruppo del PD, ex ministro:

Dopo 90 giorni e più di 200 mld di danni ai risparmiatori, alle famiglie ed alle imprese Salvini continua a fare il bullo sulla pelle degli italiani. Traditi i loro elettori, i partiti della minoranza pericolosa Lega5-Stelle tengono ancora in ostaggio il paese

Insomma hanno scelto i mercati invece della democrazia, i piddini.  No, siete voi che avete tenuto in ostaggio il paese. Per troppi anni.  Ormai lanciate fake news (200 miliardi di danni!)  dal cesso della storia. Quanto a Berlusconi e alle sue escort, ammutoliti,  non possono nemmeno capire quel che è successo. Se infine decideranno di votare contro un simile governo, firmeranno il proprio status di incapaci circonvenuti.

Juncker: “Gli italiani lavorino di più e siano meno corrotti”

Sorgente: IL GOVERNO MIGLIORE POSSIBILE. Grazie a Di Maio, e a Salvini. – Blondet & Friends

GOLPE ANTI-ITALIANO

IL COLPO DI STATO EUROPEISTA SEGNA UNO SPARTIACQUE.

DI AMBROSE EVANS PRITCHARD

telegraph.co.uk

Le élite italiane favorevoli all’euro si sono spinte troppo in avanti. Il Presidente Sergio Mattarella ha creato lo straordinario precedente che nessun movimento politico, o coalizione di partiti, potrà mai prendere il potere se sfida l’ortodossia dell’Unione Monetaria.

Senza rendersi conto, ha inquadrato gli eventi come se fossero una battaglia tra il popolo italiano e un’eterna “casta” fedele ad interessi stranieri, facendo il gioco dei ribelli Grillini e dei nazionalisti antieuro della Lega. Per giustificare il suo veto all’euroscetticismo ha incautamente invocato lo spettro dei mercati finanziari ma, nell’insieme, le sue azioni hanno reso la situazione infinitamente peggiore.

Lo spread sulle obbligazioni italiane a 10 anni è salito di quasi 30 punti base, fino al massimo di 235 (Lunedì), quando gli investitori si sono resi conto delle terribili implicazioni dello spasmo costituzionale: una crisi che durerà tutta l’estate e che potrà concludersi solo con nuove elezioni, che non risolveranno nulla.
Negli ultimi giorni si è fatto molto per ridurre il calo delle azioni bancarie, ma queste stanno ora cedendo in modo ancora più forte. Banca Generali è scesa del 7,2% e Unicredit del 5%.

Che si tratti o meno di un “ colpo di stato morbido”, il terreno resta comunque assai pericoloso. Il Presidente Mattarella ha apertamente dichiarato di non poter accettare come Ministro delle Finanze Paolo Savona, perché le sue passate critiche alla moneta unica “potrebbero provocare l’uscita dell’Italia dall’euro” e portare ad una crisi finanziaria.
In un certo senso questo veto poteva essere previsto. Anche il Governo Berlusconi fu rovesciato nel 2011 da Bruxelles e dalla Banca Centrale Europea. Qualche “informatore” ha rivelato di aver manipolato gli spread sui bond per poter esercitare la massima pressione. L’UE aveva persino provato a reclutare Washington, che però si rifiutò d’intervenire. “Non possiamo sporcare di sangue le nostre mani”, dichiarò il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Tim Geithner. La novità è che la santità dell’euro dovrebbe amaramente essere formalizzata come imperativo costituzionale italiano!

“Abbiamo un problema di democrazia, perché gli italiani sono sovrani e non possono essere governati dallo spread”, ha detto Matteo Salvini, l’uomo forte della Lega, in forte ascesa. “È una questione molto seria il fatto che Mattarella abbia scelto i mercati e le regole dell’Unione Europea invece degli interessi del popolo italiano”.
“Perché non diciamo semplicemente che in questo paese il voto è inutile, visto che sono le agenzie di rating e le lobby finanziarie a decidere i Governi?”, ha dichiarato Luigi di Maio, leader del Movimento Cinque Stelle.

La Costituzione italiana concede al Presidente Mattarella alcuni poteri, per lo più non sperimentati e comunque posti in una zona grigia. Potrebbe anche sostenere che il blitz fiscale Lega-Grillini violi l’art. 80 della Costituzione e che comunque egli ha il dovere di salvaguardare i trattati dell’UE. Tuttavia, non ha alcun mandato diretto conferito dal popolo. Egli fu scelto come compromesso di basso profilo nell’ambito di un accordo preso dietro le quinte. Non ha l’autorità per bloccare in eterno l’Italia nell’euro.

L’onorevole Di Maio sta ora facendo richiesta d’impeachment, ai sensi dell’articolo 90. “Voglio che il Presidente sia processato, voglio che questa crisi istituzionale venga risolta dal Parlamento per evitare che il malcontento popolare sfugga di mano”, ha dichiarato. I ribelli, in effetti, hanno voti sufficienti per poterlo rimuovere.

Ciò che è degno di nota è che le élite pro-euro hanno agito in modo veramente rozzo, spingendo la situazione verso un’impasse pericolosa. Il Ministro delle Finanze proposto, Paolo Savona, non è un testa calda. E’ stato funzionario della Banca d’Italia, Ministro e Presidente di Confindustria, oltre che Direttore di un hedge-fund londinese.

Aveva fatto dichiarazioni concilianti, lasciando cadere la suggestione che l’euro sia una “gabbia tedesca”. Aveva insistito sul fatto che il suo “Piano B” per uscire dalla moneta unica (2015) non era più operativo e che il suo vero obiettivo era tornare ad un euro più equo, radicato nell’art. 3 del Trattato di Lisbona, che prevede crescita economica, creazione di posti di lavoro e solidarietà. Le sue argomentazioni legali erano impeccabili.

Con un po’ di furbizia, i “poteri forti” e i “mandarini” italiani avrebbero potuto collaborare con il Sig. Savona e trovare un modo per attenuare le posizioni della Lega e dei Grillini. La spinta ad escluderlo del tutto – per cercare di soffocare la ribellione euroscettica, come avevano già fatto con Syriza in Grecia – proveniva da Berlino, Bruxelles e dalla struttura di potere dell’UE. Il tempo dirà se hanno preso una cantonata, cadendo in una trappola.

“In un certo senso sono molto felice perché abbiamo finalmente sgombrato il tavolo dalle str…ate”, ha dichiarato Claudio Borghi, portavoce per l’economia della Lega. “Ora sappiamo che si tratta di una scelta fra democrazia e spread. Devi giurare fedeltà al dio dell’euro per poter avere una vita politica, in Italia. E’ peggio di una religione”.

“Quello che stiamo vedendo costituisce il problema fondamentale dell’eurozona: non si può avere un governo che dispiaccia ai mercati o al ‘club dello spread’, la BCE e l’Eurogruppo li utilizzerebbero per annientare la vostra economia. Siete molto fortunati, nel Regno Unito, perché vivete ancora in un paese libero “, ha continuato.

Il Presidente Mattarella ha scelto Carlo Cottarelli – veterano del FMI e simbolo d’austerità – per formare un governo tecnico. Questo tentativo disperato non ha alcuna possibilità di ottenere un voto di fiducia nel Parlamento italiano. Sopravviverà in un limbo costituzionale. “È incredibile che stiano comunque cercando di farlo. Porterà a rivolte e a proteste politiche di massa. Alla stragrande maggioranza degli italiani non gliene frega niente dello spread”, ha concluso Borghi.

Il calcolo di coloro che circondano il Presidente è che gli italiani da loro umiliati, davanti all’abisso finanziario e politico, possano cambiare idea e rinunciare all’insurrezione. La scommessa è che l’attrito politico possa ridisegnare il paesaggio entro Ottobre, considerato il mese più probabile per un nuovo voto. Questo gioco può anche riuscire, ma è in ogni caso una supposizione pericolosa.

La Lega di Matteo Salvini ha già guadagnato otto punti nei sondaggi, dopo le ultime elezioni. Si è impadronita degli eventi delle ultime 24 ore per capitalizzare l’umore nazionalista, come Gabriele d’Annunzio a Fiume nel 1919. “Non saremo mai servi e schiavi dell’Europa”, ha detto Salvini.

Ha già proclamato che il prossimo voto sarà un plebiscito sulla sovranità italiana e un atto di resistenza nazionale contro “Merkel, Macron e i mercati finanziari”.
Ma c’è un altro pericolo. La fuga di capitali ha una sua logica implacabile. È visibile nel crescente tasso di cambio con il franco svizzero. Esiste il rischio che i flussi in uscita accelerino e spingano gli squilibri interni Target2 della BCE verso il punto di rottura.

I crediti Target2 della Bundesbank tedesca sono già a 923 miliardi di euro. È probabile che arriveranno ad 1 trilione di euro in breve tempo, provocando forti richieste da parte di Berlino perché siano congelati. L’Istituto IFO, in Germania, ha già avvertito che devono esserci dei limiti. Ma qualsiasi mossa per limitare i flussi di liquidità significherebbe che la Germania è vicina a staccare la spina dell’Unione Monetaria e questo scatenerebbe un’inarrestabile reazione a catena.

Il Sig. Mattarella affronterà un’estate estenuante. Rischia di andare a sbattere, fra quattro mesi, con la stessa alleanza Lega-Grillini, ma con una maggioranza ancora più ampia e un fragoroso mandato a favore del loro “governo del cambiamento”.

Potrebbe seguire la strada del Presidente legittimista francese Patrice de MacMahon che, sotto la Terza Repubblica, tentò d’imporre il suo “ordine morale” ad un’ostile Camera dei Deputati, negli anni ‘70 dell’Ottocento, invocando i suoi teorici poteri. Il tentativo fallì. Il Parlamento lo affrontò presentandogli un ultimatum: “sottomettersi o dimettersi”.

Prevalse la democrazia.

Ambrose Evans-Pritchard

Sorgente: Il colpo di stato europeo contro l’Italia segna uno spartiacque

https://comedonchisciotte.org/il-colpo-di-stato-europeo-contro-litalia-segna-uno-spartiacque/embed/#?secret=hHFplDBozJ

Fonte: www.telegraph.co.uk

Link: https://www.telegraph.co.uk/business/2018/05/28/europes-soft-coup-detat-italy-watershed-moment/

Adesso Savona Premier

DI MARCO GIANNINI

comedonchisciotte.org

Il caos provocato dalla scelta di Mattarella di impedire la formazione del Governo ha avuto un solo risultato: la speculazione del Partito di Davos (Soros e affini) sui nostri titoli di Stato. Nonostante la scellerata dis-informazione italiana drammatizzi, questo scenario era atteso poiché nella finanza il “mercato” si muove cercando di autointerpretarsi.

In altre parole nel momento in cui l’incertezza politica è stata cristallizzata da Mattarella proponendo un Cottarelli (che non dispone di un voto nel paese e soprattutto in Parlamento), tutti gli “operatori di borsa” hanno pensato che tutti gli altri “operatori di borsa” dessero il là alle vendite ed hanno perciò venduto a loro volta (per poi ricomprare quando il TdS rende di più).

Se domani si diffondesse la voce che l’Italia è riammessa a sorpresa ai mondiali di calcio (questione che di economico/finanziario, ipotizziamo, non abbia un bel niente) probabilmente tutti gli operatori penseranno che ciò comporti euforia tra i cittadini e che l’euforia venga interpretata con “adesso sul mercato tutti gli agenti compreranno”; gli operatori quindi reagiranno di conseguenza acquistando cioè realizzando lo scenario previsto (anche se non c’entra niente a livello pratico l’euforia cittadina con azioni, obbligazioni ecc). Questo per farvi capire in base a che meccanismo si muovano gli speculatori (una interpretazione del “Concorso di Bellezza” di Keynes).

I nostri eroi (i giornalisti e gli influencer su internet) non fanno altro che parlare di scenari greci, argentini, venezuelani e chi ne ha più ne metta quando basterebbe essere un po’ “del campo”, non avere agganci coi centri di potere economici-finanziari e coi baronati universitari (che isolano gli accademici onesti) per sapere che la Grecia aveva ed ha un debito verso i paesi esteri estremamente alto rispetto al PIL (e un import di gran lunga superiore all’export visto che vivono di agricoltura e turismo).

L’Italia invece ha una bilancia commerciale molto buona nonostante l’azione nefasta germanocentrica della UE-M e un debito verso paesi esteri inferiore a quello tedesco per non parlare del costante avanzo primario.
Inoltre siamo “too big to fail”.
Il nostro sistema bancario nazionale, che è in possesso di larga parte del nostro debito, ha infatti lanciato il segnale forte e chiaro (da pochi giorni) che “alle cattive” renderanno interna anche la sua parte estera acquistandola (ecco perché è bene rigettare chi vuole “esportare in Germania” il nostro sistema bancario). Una splendida novità.
Il Default quindi non può avvenire, chi lo dice mente.
Non siamo noi italiani ad avere una Deutschbank, pericolosamente esposta in derivati per un tot che vale 5 volte il PIL dell’Europa.

A questo punto il PdR Mattarella dovrebbe fare un passo forte nella direzione dei cittadini: incaricare Paolo Savona come Presidente del Consiglio con l’appoggio già dichiarato di Steve Bannon, uomo ancora oggi vicino a Donald Trump.
Sarebbe un forte segnale di pacificazione.
A tal proposito, proprio ieri, Heather Nauert (Dipartimento di Stato USA, nonché astro nascente della politica statunitense) ha garantito pieno sostegno all’Italia definita “nazione storicamente amica”.
Paolo Savona nel frattempo ha ricevuto la solidarietà di economisti del calibro di Krugman (Nobel), di Fitoussi (il più importante economista della sinistra francese) e di Wolfang Munchau (http://www.libreidee.org/2018/05/munchau-il-piano-di-mattarella-sara-sconfitto-dalla-storia); una volta Premier potrà nominare al Ministero dell’Economia un uomo di fiducia ed agire in modo ancora più incisivo per il nostro paese (il professor Alberto Bagnai ad esempio o il Professor Claudio Borghi).

Il Governo Cottarelli o balneare (che dir si voglia) sarebbe invece umiliante per gli italiani che non vogliono un secondo di più questa gente al potere; stesso dicasi per quanto riguarda un voto ad Ottobre se Matteo Salvini si alleasse di nuovo con Berlusconi: porterebbe indietro le lancette della storia e rimescolerebbe i blocchi sociali/elettorali impostandoli sul solito modello, quello tanto caro al Partito di Davos.

Marco Giannini
Fonte: http://www.comedonchisciotte.org
30.05.2018

Sorgente: Adesso Savona Premier – Come Don Chisciotte – Controinformazione – Informazione alternativa

FINE DELL’EURO: BERLINO HA IL PIANO, NOI NO.

Me lo ricordo, ero in Grecia, l’esultanza popolare per la vittoria del No al referendum: “Abbiamo dimostrato che la democrazia non può essere ricattata”, disse Alexis Tsipras  “Non è una rottura con l’Unione Europea. Chiediamo un accordo per uscire dall’austerity. Vogliamo un’Europa della solidarietà …domani la Grecia andrà al tavolo negoziale con l’obiettivo di riportare alla normalità il sistema delle banche. Vogliamo continuare le trattative con un programma reale di riforme, ma con giustizia sociale”.

L’entusiasmo popolare crollò quando Mario Draghi fece mancare la liquidità ai Bancomat. Un atto criminale, perché se c’è un obbligo fondamentale per una banca centrale, è appunto di non far mancare la liquidità corrente. Ma Mario Draghi, e tutti gli altri membri dirigenti della BCE, non possono essere chiamati in giudizio, imputati  in alcun modo. Hanno preteso ed ottenuto dai nostri politici di essere esenti dal diritto penale e civile.  Questa è l’Europa:  dove  una istituzione non eletta, di banchieri che commettono (e l’abbiamo visto) errori enormi ed esercitano atti politici criminali e inumani per  terrorizzare l’opinione pubblica affamandola, non devono  rendere conto a  nessuno.

Ora, Draghi e il board BCE  (e i tedeschi che già studiano come uscire dall’euro, mentre a noi è vietato)  stanno sicuramente soppesando se usare il terrore del Bancomat senza soldi,  per cambiare il voto dei risparmiatori italiani, facendoli votare “giusto”.  Non c’è dubbio che il membro tedesco Weidmann lo voglia fare:  ha spesso invocato che l’Italia paghi più interessi sul debito pubblico, ossia che vada in bancarotta, che le sia tolto  l’appoggio della banca centrale  col quantitative easing  – anche sapendo che essendo l’Italia grossa, trascinerebbe con sé anche la Germania: ma per il tedesco si tratta di tenere il punto costi quel che costi. Punire i colpevoli, insolenti e mendicanti arroganti, è un fine morale che vale ogni sacrificio.

Quindi  prevedo che  l’attuale entusiasmo patriottico  possa spegnersi molto presto in Italia e tramutarsi in rivolta contro i “populisti”, che le oligarchie provvederanno (hanno tutti i media in mano) a  bollare come gli irresponsabili che hanno rovinato i nostri risparmi. Lo stanno già facendo.

Una “profezia” di Borghi (2011, golpe di Monti)

Ora,  la BCE ha il gioco facile, perché l’Italia è sotto perfusione: è la BCE, non i mercati, che comprano i  nostri Buoni del Tesoro a tassi  minimi.  Già esponenti tedeschi dalla BCE hanno indicato  come data  per cominciare ad alzarei tassi, giugno. Basta la decisione (insindacabile) di alzarli, per rovinarci.

Questo, perché le nostre banche hanno una falla  che le espone: sono strapiene di Buoni del Tesoro. Più di tutte le altre banche europee, hanno “investito”, se così si può dire, in titoli di Stato.

Non l’hanno  fatto per patriottismo. L’hanno fatto perché la recessione gravissima in corso da 10 anni, ha fatto perdere loro l’abitudine di fare prestiti e fidi alle attività produttive, cosa per cui “hanno perso la tecnica, il saper  fare, il gusto”. Oltretutto, sono titoli che la BCE compra, e loro ci fanno un guadagno.

Ma soprattutto perché  – per le regole sovrannazionali stilate dalla BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali)  “i debiti sovrani sono ritenuti assolutamente senza rischi” –  e quindi nella ponderazione della loro sicurezza,  le banche commerciali possono detenere “qualunque quantità di debito sovrano senza  aver bisogno di  disporre la minima riserva a fronte di questo attivo di bilancio”. Anzi sono gli stessi BTP in qualche modo la  preziosa riserva, il capitale “più sicuro” (Tier-1, nel gergo)  che detengono  le banche.

Quasi tutte le  nostre banche hanno BTP  oltre il 100%  del loro Tier-1. E questo, ci dicono, non va. Le  rende esposte.

Ma chiedetevi: come mai la BRI e tutti gli altri regolatori mondiali, ritengono i “titoli sovrani assolutamente senza rischi” tanto da non aver bisogno di accantonare riserve per il rischio d’insolvenza? Perché questa è la condizione di un paese sovrano che la  sua banca centrale: non può fallire. La sua banca centrale può sempre stampare i soldi per “onorare” il suo debito, trasformando il rischio in inflazione. Certo, può fare troppa inflazione; deve  stare attento a non finire nell’iper-inflazione, ma formalmente uno Stato sovrano non fallisce mai.

Ma questa non è più la condizione  da quando siamo entrati nell’euro, e abbiamo perso la nostra sovranità; soprattutto dal momento in cui il banchiere centrale tedesco sfida ogni giorno i mercati a chiedere per in nostri BTP molti più interessi, propagandando che l’Italia è insolvente. Ed è anche vero, dato che non possiamo stampare moneta.

L’errore – o la furba equivocità   –  però è della regolamentazione vigente: che ritiene ancora i titoli europei  rivestiti della sicurezza “sovrana”, come in passato, mentre adesso  i titoli pubblici, in Unione Europea,  sono diventati  obbligazioni private, come quelle di una qualunque ditta. Che deve “rientrare  dal debito”, mentre  uno stato non ha questo obbligo, ma può rinnovarlo  indefinitamente.

Dunque le banche italiane sono strapiene di attivi che la BRI ritiene  senza rischi, tanto da considerarli come oro sonante  o quasi (Tier-1)  senza obbligo di accantonare riserve, mentre la stessa  BRi esorta le banche a liberarsi di questi titoli, perché ne hanno più del 100 per cento del Tier-1, ossia li mette a rischio; e la Bundesbank invoca su essi la punizione dei “mercati”.  Capite l’assurdità? Una assurdità intellettuale, anzitutto. Scientifica. L’Unione Europea è piena di queste assurdità intellettuali. La zona euro, è l’assurdità  per definizione.  Ma i nostri poltiici hanno accettato a nome nostro tutte queste assurdità e ambiguità, legandoci mani e piedi, senza discuterle.

A  questo punto, è chiara la situazione in  cui ci hanno messi i nostri politici da trent’anni in qua: nelle mani di un’istituzione bancaria insindacabile e impunibile, che ci tiene sotto perfusione perché possiamo “servire” il debito.

Ferber rivela il progetto: loro sono già pronti all’uscita dall’euro.

Questa perfusione sta per finire? Così premono i tedeschi, desiderosi di vederci fallire e di espellerci dalla  zona monetaria con atto di autorità. Basta molto meno, basta che Draghi  aumenti i tassi, e le banche italiane cadono in crisi: e allora, grazie al  fatto che i nostri politici hanno ratificato il  “bail in” per il loro salvataggio,  le normative europee  consentono alle banche di saccheggiare i depositi dei risparmiatori. Vi saccheggeranno. Volete ribellarvi? E come? Con quali forze? Possono agire manu militari. E dove è l’esercito italiano che ci potrebbe difendere? Dove lo Stato che si oppone  nelle sedi europee, se la Germania ha già deciso e preparato il piano di uscita (per noi), mentre noi semplicemente ne parliamo – all’italiana – nelle risse dei talk show?

Attenzione a quel che ha detto il deputato europeo CSU Markus Ferber:   “Lo scenario peggiore sarebbe quello dell’insolvenza dell’Italia. Poi la troika dovrebbe invadere Roma e prendere in mano il ministero delle Finanze”, perché “”Il debito italiano è aldilà delle nostre capacità europee”.

Queste non sono parole a vanvera, come quelle dei nostri talk shows. Questo è il progetto che hanno evidentemente messo a punto. Siccome l’Italia ha innescato lo scollamento dell’euro, che sarà inevitabile, i tedeschi hanno pensato a come uscirne compensando i danni loro con il saccheggio nostro.

Noi  – noi come popolo – litighiamo sull’uscire o no dall’euro; siamo pronti ad avventarci l’uno contro l’altro, in una guerra civile (la sola in cui diventiamo volentieri guerrieri feroci); per adesso, ci  battiamo a parole:  i servi dell’oligarchia si rallegrano di aver sbarrato il passo all’uomo che “di nascosto aveva il piano B” che “avrebbe distrutto i nostri risparmi”; i vari “sovranisti” e populisti rivendicano di aver riconquistato la democrazia, di avere il mandato del popolo; al tedesco che dice “i mercati vi insegneranno per chi votare”, rispondono a testa alta che non osino, loro i barbari,  insultare noi che siamo i nipoti di Giulio Cesare, dell’Impero Romano….parole. Solo parole e nessuna preparazione al peggio. Pensando che l’euro ci sarà ancora domani. Invece i tedeschi si sono già preparati.

L’Otto Settembre 2.0

E’ esattamente la situazione dell’8 Settembre. “La guerra continua”, diceva il disco lasciato a Roma del governo fuggiasco: parole, ma i tedeschi, silenziosamente, avevano già occupato le posizioni e cominciato a neutralizzare, disarmare, internare (o fucilare) le nostre patetiche truppe mal calzate e malvestite, rimaste senza ordini, senza capi, senza capire chi è l’amico e chi è il nemico.

Le parole dell’eurodeputato Ferber dicono esattamente qual è il loro  progetto, già messo a punto.  Con l’uscita dall’euro, la Germania si troverà una valuta nazionale (non escludo che l’abbia già stampata) rivalutata del 20-30 per  cento: un trauma mortale per il suo export.  Il loro progetto èd  di compensare la perdita, enorme, mettendo le mani sul nostro Tesoro.

Vogliono, a farla breve, recuperare a nostre spese il loro Target-2. Quel “debito” contabile che noi idioti parolai, guidati da idioti parolai, abbiamo accumulato verso la Germania.

Per chi sa di più, consiglio l’articolo di M. Minenna  (Consob)  sul Target 2:

https://www.glistatigenerali.com/euro-e-bce_germania/i-saldi-target2-euro-non-e-piu-irreversibile/https://www.glistatigenerali.com/euro-e-bce_germania/i-saldi-target2-euro-non-e-piu-irreversibile/

Per semplificare: ogni volta che un italiano ha comprato una Mercedes o una Polo, ha pagato coi soldi suoi, ma questo viene contabilizzato come un deflusso di capitale dall’Italia alla Germania, i soldi partiti dall’Italia sono accreditati al sistema bancario tedesco. Per i tedeschi, ciò indica che ci hanno fatto credito perché comprassimo le loro Mercedes. Finché c’è l’euro, il  credito non viene reclamato: ma adesso, spaccandosi l’euro, lo reclameranno  manu militari. Il Target-2 non  è dovuto solo alle Mercedes che i nostri ricchi hanno acquistato; rappresenta anche una fuga di capitali dal Sud al Nord  verso investimenti “sicuri”; è un segno dell’imperfezione della  zona monetaria. Ammonta  900 miliardi,  e per l’Italia, a 440. di passivo.

Noi siamo sotto. Loro sopra.

E’ una odiosa anomalia, che una banca centrale vera avrebbe dovuto correggere, e non l’ha fatto perché alla Germania conveniva accumulare un “credito” su quelli che riempiva del suo “export”, un export parimenti mostruoso e destabilizzante.

E’ quello il Tesoro  a cui Farber dice che la Germania dovrà riprendersi, scatenando la Troika perché “invada  Roma”, “prendere in mano il ministero delle Finanze” e svuotare i depositi delle nostre banche. Senza dimenticare la grande riserva d’oro italiana: che non è in proprietà del Tesoro ossia dello Stato, perché i nostri politici idioti e criminali, l’hanno data a Bankitalia – dopo averla privatizzata, ovvio. E’ Bankitalia – privata, posseduta dalle banche –  che ne è padrona legale. Essa obbedisce alla BCE, mica allo Stato italiano (Anche ammesso che avremo uno Stato).  Assoggettati come vogliono gli “anti-sovranisti” alle “normative europee”, i tedeschi avranno tutto il “diritto” europeo di compensarsi riscuotendo il loro “credito” di 440 miliardi, appena decidono (loro) di farci uscire dall’euro per espulsione.

E noi? Possiamo difenderci. Lottare.  Prendere le armi. Con quale esercito? E poi, saremo troppo occupati a spararci addosso nella nostra cara guerra civile  (e i media italiani ci diranno: vedete cosa  succede a voler uscire dall’euro).

Sorgente: FINE DELL’EURO: BERLINO HA IL PIANO, NOI NO. – Blondet & Friends

LA BCE HA ABBASSATO LO SPREAD (perché metteva nei guai Mattarella)

Spread in calo, Borsa in recupero”.  E’ tornata la calma sui “mercati”. Ieri, i “mercati” hanno fatto salire lo spread a 300 e passa, ritenevano l’Italia prossima alla bancarotta; oggi tranquillizzati. Rasserenati. Nonostante “l’incertezza” prosegua anzi si aggravi, non sapendo se avremo un governo”neutrale”  (Cottarelli) o “politico” (5S).

Giusto per completezza di informazione: i mercati liberi e selvaggi che immaginano i media per terrorizzarci, non c’entrano niente.

E’ stata la BCE, naturalmente. Lo testimoniano due tweet di due operatori finanziari attivi. Due testimoni oculari, diciamo:

Andrea Mazzalai (@icebergfinanza) ha twittato alle 11:24 PM on mar, mag 29, 2018:
Oggi la BCE si è tirata indietro posso testimoniare che molti book dei titoli di Stato erano vuoti, assenza totale e deliberata. Le minacce di Constancio sono state messe in pratica. Ecco l’importanza di avere una banca centrale sovrana come USA e UK
(https://twitter.com/icebergfinanza/status/1001575136145928193?s=03)

Marco Mazzucchelli (@MMazzucchell) ha twittato alle 9:09 PM on mar, mag 29, 2018:
Sarebbero bastate poche centinaia di milioni di Euro di acquisti per stabilizzare i mercati oggi. Le mani venditrici erano deboli. Non so perché BCE non l’abbia fatto. Ai miei tempi lo avremmo fatto noi traders delle grandi banche.
(https://twitter.com/MMazzucchell/status/1001540980238151680?s=03)

Tralascio altri, sarebbe ripetitivo.  Al di là del gergo tecnico, il senso spero sia chiaro: è stata la BCE  a mettere sottosopra “i mercati”, essenzialmente per omissione, per darci una punizione e un avvertimento.  E’ stata la BCE ad  avverare la profezia di Victor Constancio, il vice-governatore della BCE, che un giorno fa aveva minacciato: “Il clima  dei mercati può mutare di colpo”, eccetera.

http://www.askanews.it/economia/2018/05/29/bce-constancio-a-italia-clima-dei-mercati-pu%C3%B2-mutare-di-colpo-pn_20180529_00202/

Dopodiché, si sono accorti che la  salita a  razzo dello spread e le svendite di titoli italiani, ormai, veniva attribuita dal pubblico non più a Di Maio, Salvini e al professor Savona, ma all’atto irresponsabile di Mattarella; che era lui quello a cui “i mercati”  dichiaravano la loro “sfiducia” . Quindi i “mercati” si sono calmati, la Borsa  è risalita, è tornato il sereno.

E’ anche possibile che tra le “mani deboli”  (ossia svenditori di nostri titoli con poco denaro da sbattere via) ci sia stata la Deutsche Bank. Lo sappiamo perché l’ha  già fatto: nel 2011, svendette 7 miliardi di titoli italiani (su 8 che ne deteneva) e contemporaneamente  acquistò circa 1,4 miliardi di Credit Default Swap (Cds) di copertura sull’esposizione al rischio Italia, azione con cui faceva vedere che il rischio Italia era grosso, grossissimo. Così fu fatto cadere Berlusconi, e soprattutto il suo capace ministro Tremonti.  Sulla svendita massiccia, la procura di Trai aprì un’indagine per manipolazione del mercato. A cui la Deutsche Bank rispose, sprezzante, di “aver chiarito tutto con la  Consob”. La finanza, si sa, è sopra le leggi. Oggi che Deutsche Bank, la prima banca europea tedesca, in sei mesi ha perso più del40% in Borsa, ha le mani alquanto  più “deboli”.

Adesso i nostri 25 lettori sanno che non sono stati “i mercati” a destabilizzarci. Il  punto è che milioni di italiani non lo sanno, perché tutti i media sono impegnati nella più grande campagna per  terrorizzarli e indurli a cambiare il voto, a cui personalmente abbia mai assistito. Con la più forsennata e delirante profluvie di fake news.

Come quella di quel tale Floris dalle bella dentatura:  “Se usciamo dall’€ la rata del mutuo variabile sale subito del 70%”. O Lucreazia Reichlin:  ritorno alla lira = 30/40% di svalutazione. Ricchezza ridotta del 30/40%. Inflazione, risparmi azzerati…

La professoressa Reichlin avrebbe dovuto spiegare  che anche con l’euro i risparmi degli italiani si sono  svalutati di oltre il 30 per cento dal 2008.

Per la professoressa Reichlin

Lascio a voi la lettura dell’articolo del Sole: puro Edgard Allan Poe, “I racconti del Terrore”.

http://amp.ilsole24ore.com/pagina/AExLxGxE

Il Corriere è ancora peggio  perché al terrorismo unisce l’infantilismo (sapendo che i lettori da terrorizzare sono come bambini, quanto a conoscenze monetarie), ma ve lo risparmio.

https://www.corriere.it/economia/cards/cosa-succede-italiani-se-lasciano-l-euro/i-passaggi-tecnici_principale.shtml

Il problema è che  Salvini andrà ad elezioni dopo quattro mesi di questo martellamento terroristico,  di fake news  non smentite, perché senza contraddittorio. Non si può fare una campagna elettorale onesta e leale se non si possiede almeno qualche medium maggiore.

Sorgente: LA BCE HA ABBASSATO LO SPREAD (perché metteva nei guai Mattarella) – Blondet & Friends

E’ Lo Spread di Mattarella, Si Deve Dimettere. Lo chiede l’Europa. Lo chiedono i mercati.

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“Lo spread a 260…è evidente che nessuno vuole che andiamo al governo”, afferma il leader della Lega, Matteo Salvini, a Radio Anch’io, su Radio Rai 1. “Chiedete a Mattarella”, ha poi aggiunto Salvini al termine della riunione con i gruppi della Lega a Montecitorio risponde a chi gli chiede di commentare lo sfondamento dello spread oltre quota 300. “Fosse per me – dice – ci sarebbe un governo in carica. Hanno scelto altrimenti per rassicurare i mercati, non mi sembra ci stiano riuscendo…”.

“Lo spread oggi è schizzato oltre i 300 punti: non accadeva da 4 anni. Il problema non eravamo noi, non era la nostra squadra di ministri, ma l’incertezza che oggi regna sovrana. Se il Governo del Cambiamento fosse partito, oggi avremmo un governo politico”, ha detto il leader M5s Luigi Di Maio in un post.

Sorgente: E’ Lo Spread di Matttarella, Si Deve Dimettere – Blondet & Friends

Thanks to: ANSA

COTTARELLI FARA’ LA PATRIMONIALE. E COS’ALTRO?

Dispiace  ricordare le scoperte dell’acqua calda ma può esserci chi ancora non ha capito.

Cottarelli, vecchio apparatchik del Fondo Monetario,  al governo non avrà la maggioranza in parlamento? A lorsignori non importa nulla.

Si governa per decreto, come del resto ha già fatto abbondantemente Renzi. Cottarelli emana un decreto e Mattarella lo firma.

Quel che conta è che un governo golpista andrà ai vertici internazionali e agli eurogruppi europei, a prendere gli ordini ed applicarli.  Sarà questo governo a “portare il paese alle elezioni”, che forse non verranno mai.

Conta ancora di più, il governo “farà le nomine” in scadenza, mettendoci suoi scherani e servi di obbedienza piddina. Sono 350 nuove nomine in 79 enti di sottogoverno: sono qui i veri vasi della marmellata di partito e di potere, i serbatoi dei miliardi che stanno fuori dalla vista del grande pubblico, i distributori di potere, poltrone, gettoni di presenza, clientele.  Il Deep State italiota.

La Cassa Depositi e Prestiti, che gestisce i risparmi postali degli italiani ed è controllata per l’83% dal Ministero Economia e Finanze e per il restante 17% da una pluralità di fondazioni bancarie, è un condominio Massoneria-Partito Democratico da sempre. Ciò perché non solo ha un patrimonio consolidato  35,7 miliardi,  ma è  capace di mobilitare attività totali per 410 miliardi di euro. Il PD l’ha usata per “salvare” imprese  cui teneva, per le sue clientele, come finanziatore-tappabuchi.

Le  mani del PD sul Deep State  (e i soldi pubblici)

Adesso a maggio, in Cassa scadono  banchieri Claudio Costamagna (presidente) e Fabio Gallia (amministratore delegato), nominati entrambi da Matteo Renzi.

Cottarelli, governo senza maggioranza, farà le nomine del nuovo consiglio d’amministrazione della RAI, la cui importanza come strumento di potere e diffusore del Verbo totalitario non sfuggirà a nessuno: un altro gire per le Goracci e Berlinguer a 200 mila l’anno;  a Leonardo-Finmeccanica (12 miliardi di euro), Sogei (la grossa informatica dello Stato), Arexpo SpA ed altre entità meno note  (ma piene di soldi e posti da distribuire) direttamente controllate dal Ministero. Poi ci sono le controllate indirettamente:

Ferrovie dello Stato (tra cui l’amministratore unico di Anas Concessioni Autostradali S.p.A.), Poste Italiane (specificamente, il consiglio d’amministrazione i Poste Welfare Servizi S.r.l. e i collegi sindacali di: Consorzio Logistica Pacchi S.c.p.a., Europa Gestioni Immobiliari S.p.A. e Postel S.p.A), Sogin. Tutti i vertici dell’ENEL, gruppo con sei società, dell’Eni ( 10 consigli d’amministrazione  e 5 collegi sindacali a Eni Fuel, Eni Progetti, Servizi Aerei Spa, eccetera). Questo solo per elencare le più importanti.

Questo è il Deep State italiano, che Cottarellia affiderà al partito che ha perso le elezioni.

Ma soprattutto, Cottarelli  è lì per fare la patrimoniale, il prelievo straordinario sui patrimoni degli italiani. Weidmann (Bundesbank) non fa che ripeterlo in tutte le sedi: voi italiani siete più ricchi di noi, avete risparmi e patrimoni per centinaia di miliardi – usateli per ridurre il vostro debito pubblico.

Il Parlamento lo boccerà? Ma mai, mai in Italia è occorso un voto parlamentare, mai una discussione in aula,per taglieggiarvi veramente. Quando Giuliano Amato operò il prelievo forzoso sui conti correnti lo fece “nella notte tra il 9 ed il 10 luglio 1992 operò un prelievo forzoso ed improvviso del 6 per mille su tutti depositi bancari. Un decreto legge di emergenza l’autorizzava a farlo: in quel provvedimento, varato mentre i mercati si accanivano sulla Lira  (l’attacco di Soros, che costrinse poi Amato a farci uscire dal serpente monetario) erano state inzeppate alla rinfusa misure le più svariate. Dall’aumento dell’età pensionabile alla patrimoniale sulle imprese, dalla minimum tax all’introduzione dei ticket sanitari, dalla tassa sul medico di famiglia all’imposta straordinaria sugli immobili pari al 3 per mille della rendita catastale rivalutata. Prelievo sui conti correnti e Isi fruttarono insieme 11.500 miliardi di lire. L’imposta straordinaria sugli immobili, nella migliore delle tradizioni italiane, perse subito il prefisso “stra”  per diventare una gabella ordinaria: l’imposta comunale sugli immobili, ovvero  l’Ici”.

http://www.wallstreetitalia.com/nella-notte-tra-il-9-e-il-10-luglio-1992-giuliano-amato/

Il divorzio Tesoro-Bankitalia non fu discusso alle Camere

Del resto anche la più fatale e grave decisione di politica economica   nella storia dell’Italia repubblicana, il “divorzio” fra Tesoro e Banca d’Italia, avvenne scavalcando totalmente le Camere. Mai fu discusso e dibattuto. Semplicemente, il ministro del Tesoro (Beniamino Andreatta) e il governatore della banca centrale (Carlo Azeglio Ciampi) si scambiarono fra loro due la lettera con cui liberarono la Banca d’Italia dall’acquisto dei titoli  invenduti di debito pubblico italiano. Naturalmente tutto ciò era perfettamente “legale”, come   lo è l’ultimo atto di Mattarella. Persino il ministro delle Finanze, che era Rino Formica, non era d’accordo e alzò la voce: Andreatta lo  descrisse come “ossessionato dall’ideologia della crescita ad ogni costo e del pieno impiego, grazie a bassi interessi e cambio debole”, ossia svalutazione. Di questo cruciale scontro fra due ministri, tutto quel che passò sui media fu  “la lite delle comari”, il Parlamento non se ne occupò. Poi Rino Formica è stato perseguito per tangenti, da cui è stato assolto 17 anni dopo con formula piena. Si può sempre affidarsi alla magistratura, nei passi decisivi della demokràzia.

Nessuno oggi è più ossessionato dall’ideologia della crescita e del pieno impiego.  Il rapporto debito-pil è  così aumentato, dal 60% al 120.

Cottarelli farà  patrimoniale, tagli,  austerità di ogni genere.  Come chiede l’Europa. Ovviamente, con il risultato –  già comprovato dalle austerità di Monti e Renzi – di avvitare l’Italia, e poi l’Eurozona, in una “spirale recessiva senza uscita”

Il motivo lo ha spiegato Alberto Bagnai in un dotto articolo del 2011.

https://goofynomics.blogspot.it/2011/11/i-salvataggi-che-non-ci-salveranno.html

Ne diamo qui il passo essenziale:

Del resto, supponiamo che i paesi periferici adottino le strategie di rigore proposte: combattendo questa battaglia perderebbero in ogni caso la guerra. Infatti, se le politiche di “tagli” non riuscissero a incidere sul differenziale di inflazione  [l’ìinflazione interna alla zona euro, dove la Germania ha la più bassa. I paesi che l’hanno più alta vedono la loro competitività diminuire,ndr.] , i sacrifici sarebbero vani, perché persistendo lo squilibrio esterno proseguirebbe l’accumulazione di debito privato (a fronte di riduzioni del debito pubblico rese modeste dal rallentamento della crescita, e vanificate periodicamente dalla necessità di salvare la finanza privata). Ma anche se i tagli avessero successo, riportando l’inflazione dei paesi periferici in linea o leggermente al di sotto di quella della Germania, la risposta tedesca non si farebbe attendere: ulteriori ribassi competitivi dell’inflazione, come sperimentato anche nel passato recente (vedi sempre il lavoro di Cesaratto), e così via. L’eurozona si avviterebbe in una spirale recessiva senza uscita. E questo i mercati lo intuiscono benissimo: ecco perché sono così nervosi. 

Attenzione: sono tutte cose che Cottarelli sa benissimo. Non si illude affatto che applicando le regole di Berlino, stia aiutando il Paese.  Qui  c’è un video in cui Cottarelli dice  “con strategia €xit, conviene antagonizzare UE, fare più deficit e farci spingere fuori” – insomma le stesse idee di Paolo Savona.

In un altro video, dice: “siamo entrati nell’Euro pensando di (…) avere più inflazione che in Germania e questo ci ha fatto perdere competitività. Siamo entrati troppo presto, forse non avremmo dovuto entrare….”

Allora perché accetta di raschiare il fondo del barile italiano per ridurci alla più completa rovina? Per il potere, è una risposta possibile: il Pd non può stare lontano dalla Cassa Depositi e Prestiti, dalle decine di milioni a disposizione insindacabile dalla presidenza del  consiglio  (ricordate, l’UNAR a difesa degli lgbt  è finanziato  con  quei milioni), non può ovviamente rinunciare al possesso della Rai.

Un’altra risposta è  la punizione che pende sui disobbedienti. “Abbiamo qualche strumento di tortura”; come ha ridacchiato Juncker.  Una minaccia abbiamo intravisto, rivolta al possibile governo Salvini-Di Maio: “L’intelligence tedesco –  diceva il dispaccio da Berlino – non collaborerà per la sicurezza con un governo anti-UE”, non condividerà con esso le informazioni di intelligence. Sul terrorismo islamico, ad esempio.

Se serve a lorsignori, avremo il nostro Bataclàn.

Frattanto, le ONG hanno ripreso a sacricarci 1500 africani al giorno dalle loro navi.

Frattanto, la Mogherini, residuo tossico di un governo caduto e comunque illegittimo, ha firmato l’estensione delle sanzioni alla Siria e al suo popolo.

Nell’attuale contesto internazionale, un altro atto di guerra contro la Russia.

Il rinnovo arriva nonostante le urgenti richieste da parte della società civile siriana di revocare le sanzioni per consentire al paese di ricostruire. Così, i leader delle chiese cristiane hanno sottolineato che le sanzioni stavano guidando i siriani a fuggire a causa della mancanza di prospettive economiche. Il presidente russo Vladimir Putin ha anche invitato la visita del cancelliere Merkel a Sochi per chiedere all’UE di porre fine alle sue sanzioni al fine di rafforzare la popolazione civile.

Una dichiarazione del Consiglio dell’UE afferma: “Di fronte alla continua repressione della popolazione civile, l’UE ha deciso di mantenere le sue misure restrittive nei confronti del regime siriano e dei suoi sostenitori, in linea con la strategia dell’UE per la Siria

Sorgente: COTTARELLI FARA’ LA PATRIMONIALE. E COS’ALTRO? – Blondet & Friends

Mille volte “Grazie” Presidente!

DI ALESSANDRO GUARDAMAGNA

comedonchisciotte.org

La vita è buffa e talvolta ingiusta, ma se sei credente va sempre bene perché poi tutto “s’aggiusta”. Per questo, Presidente Mattarella, la ringrazio perché Lei ieri sera, nonostante le terribili pressioni e minacce ricevute negli ultimi giorni da quelli del M5S e della Lega, “ha aggiustato tutto” ed io, come milioni di Italiani che hanno votato il 4 Marzo scorso, ho ritrovato la fede che stavo per perdere.

E lo ha fatto dando ragioni sacrosante, citando lo spread, la cui impennata ha aumentato “il nostro debito pubblico  e riduce la possibilità dello Stato per nuovi interventi sociali” – proprio quelli che il programma di M5S e Lega voleva realizzare e che l’Italia non vede da decenni – per incoraggiare e salvaguardare quei risparmi dei cittadini che non ci sono più ormai da anni perché tutto quello che si percepisce va giustamente a pagare tasse per far quadrare conti imposti dall’EU, ma che sulla carta lei deve garantire.

Se difendendo il popolo Italiano poi Lei ha difeso anche gli amici, tanto meglio. Quegli amici che l’Italia ha in Europa, che volevano impedire un governo in cui la Germania avrebbe preso meno soldi nostri, che, da ingrati, volevamo intascarci come Der Spiegel ci ha ricordato pochi giorni fa con la vignetta “dell’Italia Scroccona”, quella che in Apecar si lancia a 200 km all’ora nel burrone mentre il guidatore fa il gesto dell’ombrello. Rimaniamo ridicoli come vuole lo stereotipo, altro che barbari che si tolgono di dosso il servaggio imposto da pavidi burocrati!

Anche, perché dopo aver tentato di cambiare le cose, per l’immaginario collettivo la Sua scelta ha confermato che noi siamo davvero sempre e comunque dentro l’Apecar, ma almeno Lei ci ha evitato lo schianto, quindi di nuovo “Grazie”. Ci ha anche risparmiato la tiritera di chi, se fosse andato al governo, avrebbe messo la parola stop ai conflitti di interesse del nano di Arcore, che per 18 anni ha fatto patti con la mafia, quella stessa che nel 1980 uccise suo fratello, Presidente Mattarella. Ora il nano, condannato da una sentenza della magistratura Italiana, quella stessa dello stato di cui Lei è garante Presidente, potrà continuare a tirare a campare per qualche anno sicuro dell’impunità, e magari riuscirà a fare rieleggere un suo clone.

Ma soprattutto “Grazie” per averci fatto capire in modo inequivocabile cosa sia realmente il popolo Italiano, per Lei e per gli amici suoi di cui sopra: una massa indistinta di MQM senza nemmeno il diritto di votare e scegliersi il proprio governo – a meno che non vada bene a Lorsignori amici suoi, s’intende – una massa dannata le cui vite e fatiche servono solo a versare soldi per far quadrare conti che il suo nuovo prescelto in pectore Cottarelli – ma chi l’ha mai visto e votato questo? – saprà rincarare. Si sa, i “milioni di profughi e rifugiati di guerra”, amici inconsapevoli del magnate e speculatore mondiale neoliberista George Soros che sbarcano a frotte in Italia e che il trattato di Dublino ci ha imposto, qualcuno li deve pur tenere e mantenere.

E chi se non il popolo di cui sopra può assolvere al meglio tale compito?! Quel popolo che può anche festeggiare i risultati sorprendenti di elezioni e nuovi eletti come i bifolchi festeggiavano il carnevale nei tempi bui del medioevo, ma poi, insegnava Eco ne Il Nome della Rosa, arriva la Quaresima al termine del carnevale, e il bifolco che credeva di poter mettere il mondo sottosopra tornava a spalare letame e a versare decime al clero, al giusto posto dove altri più saggi di lui avevano deciso che dovesse stare in sæcula sæculorum.

E Luigi di Maio chi si credeva di essere? Voleva forse fare la rivoluzione? Per quella dovrà aspettare e fare attenzione che se anche un domani dovesse cambiare legge elettorale e il M5S avere la maggioranza sbalorditiva del 70%, potrebbero esservi altri “legittimi” dubbi di incostituzionalità, oppure i Lorsignori neoliberisti ed euroinomani potrebbero mettere temporaneamente a disposizione aiuti speciali per il campo profughi su cui sventola il tricolore per far credere che la crisi è superata, o magari arrivare a tirare qualche petardo se dovesse servire a ristabilire l’ordine in piazza.

E mentre ora su web e stampa spuntano le prime accuse su doppiogiochisti e traditori ed impazzano consigli su “cosa si doveva fare”, e come andavano applicate strategie “del salto della rana” di MacArthur per bypassare l’opposizione a Savona al ministero dell’Economia senza impuntarsi, come gli americani aggiravano le roccaforti nipponiche nel Pacifico nel ’43-‘44 per poi prenderle per fame, Lorsignori, in un contesto da tregenda, dicono che lei ci ha salvato dal chaos! Nel mentre Cottarelli è già arrivato al Quirinale, quatto-quatto e con precisione teutonica. Uno che opera in un sistema organizzato insomma, altro che bifolchi solo pronti a prendere le cose di petto, o buoni tutt’al più come carne da cannone da massacrare in trincea per poi scordarsene! Bifolchi, da dimenticare appunto.

La ringrazio quindi a nome di tutti gli Italiani onesti, per averci fatto capire tutto questo Presidente Mattarella, e non si preoccupi ora, che tanto nessuno la metterà in stato d’accusa. E non per paura degli impenetrabili quadrati che il PD innalzerebbe pronto ad immolarsi in sua difesa, come quelli Inglesi a Waterloo. No, non per  questo, perché in quei quadrati sterminatori qualche corazziere Francese riuscì comunque a far breccia e non si sa mai come potrebbe andare a finire con il coraggio e lealtà del PD.

Non si deve invece preoccupare perché è ovvio che chi non vuole il governo dei “Populisti”, ma in passato ha accettato che a governare fosse una costituzionalistica accozzaglia di mafiosi, soubrette, escort e venduti – i nomi li scelga Lei se vuole – preferisce per l’Italia un governo di “Frodisti”, ladri in doppiopetto e fabbricatori di frodi, appunto. Ora se questi galantuomini non hanno permesso al popolo Italiano di avere il proprio governo con maggioranza democraticamente eletta, chi può arrivare a credere che permetterebbero di condannare chi, come Lei, con sagge motivazioni di difesa costituzionale quel governo ha negato?

Infine un “Grazie” personale, molto sentito. Alcuni amici miei, con masters e dottorati che in Italia non trovavano lavoro neppure come parcheggiatori abusivi e che, per questo, da anni vivevano all’estero dove i loro titoli di studio ed esperienza valgono qualcosa indipendentemente dal cognome che portano o dagli amici che hanno, alla notizia dell’accordo di governo mi hanno chiamato nei giorni scorsi dicendomi che se era tutto vero sarebbero tornati subito, per dare il loro contributo a far ricrescere l’Italia.

Era tanto minacciosa ed incostituzionale la piattaforma stilata da M5S e Lega da spaziare dalla sicurezza alle pensioni,  dallo stop al business dell’immigrazione al lavoro, dalla legittima difesa alla flat tax, dal superamento della  legge Fornero, che ha danneggiato tutti, sia pensionati che giovani, al reddito di cittadinanza che doveva aiutare le persone in povertà assoluta e relativa ad arrivare a fine mese e a trovarsi un’occupazione… e poi ancora l’eliminazione delle pensioni d’oro, una tassazione più bassa per le imprese, il codice etico per i membri del governo, la tutela del territorio. Di fronte a tali minacce e idee strampalate che li avevano galvanizzati io, un po’ furbescamente lo confesso, ho scommesso con loro consigliandogli di lasciar perdere, che prima o poi sarebbe sfumato tutto. E avevo ragione perché alla fine Lei mi ha fatto vincere con rapidità imprevista la posta in gioco della scommessa: 1 euro! Mille volte “Grazie” Presidente per questo!!!

Sa io vivo in un piccolo centro alle porte di Parma ed una settimana fa, alla notizia che il Parma era tornato in serie A, il paese di sera è esploso in un urlo collettivo e in festeggiamenti durati ore; i festoni e le bandiere in certe case sono visibili ancora oggi. Ieri sera invece, quando a reti unificate Lei faceva una scelta incostituzionale garantendo costituzionalmente lo spread, a parte le urla di uno che da un giardino vicino bestemmiava e che per rispetto Suo non riferisco – sarà stato il solito esaltato del M5S o della Lega – dai balconi e dalle finestre aperte si spandeva nell’aria un silenzio assordante, rotto solo, oltre che dalle imprecazioni a cui accennavo, dal rumore di forchette sui piatti e di notizie sportive. E dire che anche qui il 4 Marzo scorso hanno votato in massa M5S e Lega, anche se in percentuale un po’ inferiore a quelle di altre regioni.

Che dire? Questa è l’Italia che lei ha difeso per impedire che un facinoroso come Savona diventasse Ministro dell’Economia e delle Finanze nel governo di Conte. Il governo meglio farlo fare ad un ragioniere che rassicuri i mercati, in particolare quelli stranieri che affamano quel popolo che si è lasciato svendere dai suoi governanti e la cui costituzione Lei difende. Anche per questo Presidente a Lei va ancora il nostro “Grazie”, e a noi un “Grazie al ca…” per averci creduto. A ciascuno il suo.

Alessandro Guardamagna

Fonte: http://www.comedonchisciotte.org

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