OPAC: “Cloro usato probabilmente in Siria a febbraio”

Gli ispettori inviati dall’ONU e che indagano sull’uso di armi chimiche non hanno addossato la responsabilità ad alcuna delle parti in conflitto

17 maggio 2018 – Alessandro Marescotti

Siria

“Il gas cloro è stato “probabilmente” usato in un attacco avvenuto in Siria in febbraio nella città di Saraqeb, nella provincia nord-occidentale di Idlib. È quanto hanno stabilito gli ispettori dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac), senza addossare la responsabilità ad alcuna delle parti in conflitto”.Fonte: Il Fatto Quotidiano

Non risulta quindi corretta l’informazione di alcune testate giornalistiche che hanno attribuito al regime siriano di Assad l’uso di queste armi in quanto l’Opac non ha potuto attribuire l’uso ad una delle due parti in conflitto.

La citta di Saraqeb è lontana 290 chilomentri da Duma, il luogo in cui ad aprile vi sarebbe stato un attacco chimico, secondo quanto riferito da fonti dell’opposizione siriana.

In relazione a quest’ultimo sospetto evento, Usa, Francia e GB hanno lanciato un attacco missilistico conclusosi per fortuna senza colpire alcun deposito chimico, presunto o reale.

Note:L’uso di bombe al cloro è stato attribuito in passato anche all’ISIS: http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2015/3/12/BOMBE-AL-CLORO-Cosa-sono-le-armi-utilizzate-dall-Isis/590384/

Si legge: “Le bombe al cloro infatti, sebbene meno pericolose rispetto a quelle che usano il gas nervino, poiché non mortali, creano dei gravi problemi respiratori. Il cloro che è contenuto in esse può bruciare i polmoni, se inalato in grandi quantità. Ancora una volta la strategia dell’Isis è quella del terrore”.

thanks to: PeaceLink

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GLI SKRIPAL AVVELENATI DA FENTANYL – NON DA NOVICHOK. E adesso dove sono?

Gli Skripal, il padre e la figlia, non sono stati intossicati dal Novichok, bensì da Fentanyl  – ossia l’oppioide antidolorifico cento volte più potente della morfina che sta mietendo migliaia di vittime negli Stati Uniti.

Lo ha rivelato, senza volerlo,  un articolo apparso sul Clinical Service Journal, un importante notiziario collegato al servizio sanitario britannico che riferisce, appunto, gli eventi clinici  notevoli.

Il 5 marzo 2018, ossia un giorno dopo l’avvelenamento degli Skripal a Salisbury, il Journal ha scritto:

Salisbury District Hospital declared a “major incident” on Monday 5 March, after two patients were exposed to an opioid.

It followed an incident hours earlier in which a man and a woman were exposed to the drug Fentanyl in the city centre. The opioid is 10,000 times stronger than heroin.

 

Insomma riferiva che “un uomo e una donna” erano stati esposti a Fentanyl “nel centro della città”

https://www.clinicalservicesjournal.com/story/25262/response-unit-called-as-salisbury-hospital-declares-major-incident

Solo il 27 aprile, il testo del Journal è stato corretto:  invece che “I due pazienti esposti ad una sostanza che si ritiene oppioide”,

Salisbury District Hospital declared a “major incident” on Monday 5 March, after two patients were exposed to what is believed to be an opioid.

I due  “uomo e donna” vengono dati per “esposti a una sostanza nel centro città”.

It followed an incident hours earlier in which a man and a woman were exposed to a substance in the city centre.

Cosa è successo tra il 5 marzo e il 27  aprile? E’ successo che il 26 aprile la grande giornalista investigativa Dilyana Gaytandzhiev aveva datola notizia della nota  del Clinical Journal:

Dilyana Gaytandzhiev @dgaytandzhieva – 12:12 UTC – 27 Apr 2018

The #Skripals were exposed to #Fentanyl, not #Novichok. After I published this information yesterday (26.04.) the Clinical Services Journal redacted it today https://www.clinicalservicesjournal.com/story/25262/…  

Il Fentanil è un antidolorifico che si  trova dovunque, in libera vendita in Usa e Regno Unito, altro che un tossico nervino militare segreto. Chi abbia avvelenato con quello i due Skripal, perché su questa bufala il governo britannico – anzi tutto l’Occidente – abbia montato questo  vergognoso attacco di calunnie alla Russia,  e infine: dove sono i due Skripal e perché non vengono lasciati liberi, sono tutti interrogativi che aspettano ancora chiarimenti.

Naturalmente avete il diritto di chiedervi chi  sia Dilyana Gaytandzhiev –  il suo nome vi è del tutto sconosciuto – e se sia almeno tanto “grande” quanto le nostre grandissime giornaliste, Botteri, Berlinguer, Goracci o Lilli Gruber, strapagate (le prime tre) con denaro pubblico.

La Gaytandzhiev  è bulgara .

E’ diventata famosa nel 2017, per aver scoperto  che immensi carichi di armi fabbricate in Bulgaria venivano trasportate ai terroristi in Siria (pardon, “opposizione democratica”: Al Nusra, Daesh, salafiti vari e PKK) e ciò: con il placet del governo bulgaro;  per ordine del USSCOMM (Usa Special Operations Command), e peggio di tutto – con documenti che li facevano passare per carichi diplomatici, esenti quindi da controlli alle frontiere.  Ciò avveniva attraverso una compagnia aerea dell’Azerbaijan, la Silk Ways Airlines, che negli ultimi tre anni aveva fatto 350 voli diplomatici per trasportare decine di tonnellate di armamenti ai jihadisti siriani, per una spesa di 1 miliardo di dollari.

La giornalista ha dimostrato – pubblicando la documentazione – che la stessa compagnia azera trasportava armi da Isaele, Balcani ed Usa a varie destinazioni, Afghanistan, Irak, Pakistan, Congo;  che serviva per trasportare merci sotto copertura diplomatica alle forze della Germania e della Danimarca in Afghanistan , e che i suoi cargo facevano scali intermedi in vari aeroporti, anche europei, senza alcuna ragione tecnica (come il  rifornimento di carburante).

https://trud.bg/350-diplomatic-flights-carry-weapons-for-terrorists/

Dilyana Gaytandzhieva davanti ad uno dei carichi d’armi da lei scoperti.

Pensate che questa  eccezionale inchiesta sia valsa alla signora bulgara il Premio Pulitzer? L’assunzione alla prestigiosa CNN  o anche alla ben pagante RAI TV? No,  la Gaytandzhiev  è stata licenziata dal  suo giornale, Trud, di Sofia, come ha reso noto lei stessa l’agosto scorso:

I’ve just got fired for telling the truth about weapons supplies for #terrorists in #Syria on diplomatic flights

07:47 – 24 ago 2017

Capite quindi che Botteri, Goracci e Lilli Gruber sono immensamente più grandi,perché non rischiano di essere licenziate.

Capite anche perché  l’Unione Europea sta facendo passare norme punitive contro le “fake news” e chi le diffonde.

Adesso i veri giornalisti europei sono autorizzati a diffondere solo nel notizie vere, emanate dal  Parlamento Europeo, come questa: “Grazie ai fondi UE, quasi tutti adesso hanno accesso all’acqua pulita in Europa”.  Vedere il video:

https://twitter.com/Europarl_EN/status/990182085058072577

Infatti come sapete, prima  che la UE ci assistesse e civilizzasse,  noi europei  ci rivoltolavamo nel fango come maiali.  Queste sono le  notizie da diffondere!

Ed altre opere del regime.

Sorgente: GLI SKRIPAL AVVELENATI DA FENTANYL – NON DA NOVICHOK. E adesso dove sono? – Blondet & Friends

After visiting Douma, western media begin to question ‘gas attack’ narrative

After visiting Douma, western media begin to question ‘gas attack’ narrative
After speaking with eyewitnesses on the ground in Syria, even mainstream media are beginning to cast doubt on the West’s narrative of an alleged gas attack in Douma, as medics tell French, German and UK media it never happened.

Agence France-Presse (AFP), the world’s third largest news agency, and the Independent, a British online newspaper, have each published stories that question whether chlorine or any other chemical was used against Syrians in Eastern Ghouta on April 7.

In a French language video report, AFP spoke with Marwan Jaber, a medical student who witnessed the aftermath of the alleged attack.

“Some of [the victims] suffered from asthma and pulmonary inflammation. They received routine treatment and some were even sent home,” Jaber told AFP. “They showed no symptoms of a chemical attack. But some foreigners entered while we were in a state of chaos and sprinkled people with water, and some of them were even filming it.”

Jaber’s testimony is consistent with claims made by a Douma doctor who spoke with veteran UK journalist Robert Fisk. Although Dr. Assim Rahaibani did not personally witness what happened in the medical clinic, he said that “all the doctors” he works with “know what happened.”

According to Rahaibani, intense shelling had created dust clouds that seeped into the basements and cellars where people lived. “People began to arrive here suffering from hypoxia, oxygen loss. Then someone at the door, a ‘White Helmet’, shouted ‘Gas!’, and a panic began. People started throwing water over each other. Yes, the video was filmed here, it is genuine, but what you see are people suffering from hypoxia – not gas poisoning.”

Writing in the Independent, Fisk noted that locals he spoke with “never believed in” the gas attack stories – and that tales of President Bashar Assad’s chemical atrocities had been spread by armed Islamist groups who had imprisoned and enslaved thousands of people in Ghouta before the town was liberated by Syrian forces in April.

Meanwhile, a report aired by the German RTL Group-owned channel n-tv says it’s unclear whether the attack took place at all, given that most of the locals told them on camera they didn’t smell any chemicals at all, one local told them he remembers a “weird smell” and was fine after a glass of water, and one man, who didn’t want to show his face, insisted there was a “smell of chlorine.”

However, a local doctor told the channel: “Saturday, a week ago, we treated people with breathing problems, but chlorine or gas poisoning – no, those are different symptoms.”

All of these stories published by different outlets corroborate testimony from two men who appeared in the “gas attack” footage spread far and wide by western media and governments. Interviewed by the Russian military, the two men said they were unknowing accomplices in the gas attack ruse. “We were working and did not pay attention to who was filming us,” the first eyewitness said. “They were filming us, and then a man came in and started screaming that this was a chemical attack…People got scared and started spraying each other with water and using inhalers. Doctors told us that there was no chemical poisoning.”

Doctors and medical workers questioned by the Russian Center for Reconciliation confirmed that there had been no reports of patients suffering from chemical poisoning in Douma during the timeframe of the alleged gas attack.

The French and British media reports seem to contradict statements made by Paris and London, which have both stated unequivocally that the chemical attack did take place – and that Assad was responsible.

French President Emmanuel Macron said before Saturday’s missile strike against Syria that he had proof that Syrian President Bashar al-Assad had used chlorine to attack civilians in a militant-held enclave of Eastern Ghouta.

For her part, British Prime Minister Theresa May insisted that a “significant body of information including intelligence indicates the Syrian Regime is responsible for this latest attack.”

 

Sorgente: After visiting Douma, western media begin to question ‘gas attack’ narrative — RT World News

ISRAELE: “MISSIONE INCOMPIUTA. RIFARE”

L’ostinazione con cui il giornale israeliano di Torino La  Stampa insiste a  pubblicare   storie di  fanciulli – tutti  fotogenici –  “sfuggiti alle bombe chimiche di Assad”, e tutta la narrativa di propaganda ormai screditatissima   e dimostrata falsa, può  rivelare due cose: o imperturbabile chutzpah, o estremo disappunto.   Perché il tentativo di Netanyahu di trascinare USA ed Europa nella guerra decisiva in Siria appare fallimentare. Il gratuito e limitato attacco dei tre aggressori, USA, Francia, Gran Bretagna, sembra essersi risolto in un danno: politico, militare, d’immagine e psicologico.

Narrativa” made in Israel.

La stessa ridda di informazioni contraddittorie  sui fatti  che  esce dalle tre capitali dimostra la confusione che regna i  quel campo.  Il generale Mattis, capo del Pentagono, che annuncia “il nostro è un colpo isolato”;  Nikki Haley, l’ambasciatrice all’Onu, che  decreta nuove e durissime sanzioni contro la Russia, evidentemente   a nome della lobby, scontenta dei  troppo simbolici lanci di missili; Macron che dichiara che ha  convinto Trump a lasciare  soldati americani in  Siria (ossia ciò che vuole  Netanyahu), e viene subito smentito dalla Casa Bianca. Si aggiunga che  prima esce l’indiscrezione che Trump voleva bombardare siti iraniani e russi ma Mattis s’è fermamente opposto, seguita poi dal dettaglio  contraddittorio  che  Trump,  posto di fronte a tre opzioni di attacco in Siria, ha scelto la meno dispendiosa, limitare l’attacco ai tre siti che la fantasia  occidentale ha definito “fabbriche e depositi clandestini”  di armi chimiche  di Assad – e di cui il  principale, la palazzina di Berzah, era un laboratorio farmaceutico  visitato regolarmente  dagli osservatori  dell’OPWC (Organisation for the Prohibition of chemical weapons) .

La “fabbrica clandestina” era regolarmente ispezionata dalll’OPCW

“Trump sta abbandonando Israele?”

Netanyahu. Lo stato d’animo del governo sionista dopo l’attacco, è rivelato dal titolo del Jerusalem Post: “Trump sta abbandonando Israele?”.  Ci limitiamo a due frasi. “Senza una presenza americana in Siria per aiutarci a contenere il regime di Assad, Israele può sentirsi obbligata ad aumentare il livello e la letalità delle sue azioni unilaterali  per proteggere i suoi confini”. “E’ un grave smacco strategico per la leadership americana e la sicurezza israeliana. I governanti dello stato ebraico  non possono  fare a meno di chiedersi se Washington gli parerà il didietro se decide un colpo preventivo contro la minaccia dell’Iran basata in Siria”.  La sola speranza è John Bolton, “che ha molti amici in Israele”, da cui l’ordine  alla  lobby di far pressioni sul baffuto consigliere.

http://www.jpost.com/Opinion/Washington-Watch-Is-Trump-abandoning-Israel-549817

Macron è diventato il Piccolo

Emmanuel Macron, partecipando all’attacco, ha danneggiato la sua posizione internazionale che credeva di migliorare.  Il suo governo ha emanato un documento (Evaluation Nationale) che pretende di  portare le “prove” delle violazioni siriane (attacco chimico) onde giustificare “giuridicamente”  l’attacco bellico  al regime di Damasco.  Senza il mandato ONU.   Ossia, come ha riconosciuto persino una tv francese, TV5 Monde, “violare il diritto internazionale per farlo rispettare”.  Ovviamente, le opposizioni, da Marine Le Pen a Melenchon passando per Les Republicains, gli sono saltate alla gola: è la prima volta dal 1945 che la Francia esce dalla legalità internazionale.  Ora, già questo fatto indica che  il giovanotto ha subito una pressione “talmudica”:  non riconoscere i trattati internazionali, lo jus publicum aeroropaeum che riconosce anche nello stato  nemico un justus hostis, è proprio del diritto  talmudico. La superpotenza americana lo fa dall’11 settembre, dichiarandosi (con la dottrina Bush) pronta ad aggredire ogni Stato che a suo giudizio disturbi il proprio interesse nazionale, ossia senza riconoscere allo stato aggredito la legittimità di esistere.  Che possa farlo Parigi, è dubbio.  Macron rischia di finire come Sarkozy, che è sotto processo  in relazione alla sua aggressione  alla Libia per far uccidere Gheddafi, il pagatore della sua campagna elettorale. In ogni caso,  Macron si è isolato dalla UE  e la “relazione speciale” che sperava di approfondire con la Germania per guidare a due l’Unione, si allontana.   Anche la posizione di Parigi come onesto mediatore in questione internazionali, dal Medio Oriente  all’Iran,  è intaccata, e così nell’Africa Francofona. 

Ha perso l’appoggio della UE. I 28 ministri degli esteri, riunitisi due giorni dopo l’attacco,  hanno invocato il dialogo con la Russia in Siria. Altrimenti, la UE si spaccava, ha detto un anonimo presente alla riunione: “Bisogna evitare che ogni paese faccia la sua politica autonoma di fronte a Mosca.  E’ importante perché  la UE esista”.  Mettete in conto a Salvini anche questo successo.

«Deux jours après les frappes, les pays européens appellent au dialogue avec la Russie en Syrie ». 

Anche l’opinione pubblica francese –  mentre i media inneggiavano a Macron “chef de guerre” –  è rimasta fra l’irritazione, l’ironica incredulità (“Abbiamo convinto Trump a restare in Siria-  chi, lui?”)  e la derisione:  specie quando dopo tutte le accuse “la  Russia è colpevole”, si è saputo che la Francia ha preavvisato la Russia dei luoghi e delle ore in cui avrebbe voluto colpire.  Macron torna ai problemi interni (scioperi, opposizione di massa alle sue “riforme”  liberiste)  molto rimpicciolito. Le Monde, a nome dei  Rotschild, titola: “Missione Incompiuta”.

Militarmente, l’attacco è stato un clamoroso insuccesso. Su questo sono d’accordo gli esperti militari francesi come quelli americani. Sull’autorevole sito Sic Semper Tyrannis,  un “Publius Tacitus” (pseudonimo sotto cui si nasconde un generale o un ammiraglio in servizio, obbligato all’anonimato) giudica che “il generale Mattis e il generale Dunford [il capo degli stati maggiori riuniti] si sono disonorati a prestarsi a questa mascherata”.

Il generale Dominique Delawarde è sarcastico. Riporta la versione russa  – 103 missili su sei obiettivi  (di cui quattro aeroporti militari siriani) dei quali 71 sono stati intercettati dalla contraerea siriana, senza che quella russa sia intervenuta.

E la versione americana: 105 missili su 3 “installazioni clandestine di armi chimiche”. Tutti andati a segno.

Il generale Delawarde commenta con ricordi personali: “Gli americani hanno fornito foto satellitari   «Battle Damage Assessment»  (stima dei danni inflitti dopo un bombardamento).  Anche nel dicembre 98, al tempo dell’Operazione DeseertFox, gli americani avevano colpito e fornito questo tipo di foto satellitari.  Il nostro satellite francese, molto preciso, dava dei  risultati molto diversi dai loro. Erano rimasti sorpresi di come li avevamo colti in flagrante menzogna” .  E “mi ricordo personalmente delle menzogne quotidiane del portavoce della NATO sulle false perdite dei serbi in Kossovo da marzo a maggio 1990. La NATO dichiarava più di 800 materiali importanti distrutti al 78 mo giorno di bombardamento. Il conteggio reale effettuato dopo il cessate il fuoco,  risultò di una trentina. Tutti i MiG distrutti a Pristina il primo giorno di guerra, una ventina, al momento del cessate il fuoco sono usciti dai sotterranei ed hanno decollato tranquillamente  per Belgrado. Questa coalizione ha troppo mentito negli anni passati per essere  credibile oggi”.

https://reseauinternational.net/frappes-sur-la-syrie-resultats-consequences/

Dunque il generale francese tende a credere  alle stime russe. Anche se, onde fosse vero che il 70% dei missili sono stati intercettati, “i risultati sarebbero semplicemente catastrofici per i tre aggressori. Significa che se fosse intervenuti i S-400 russi, nessun missile di Usa, Regno Unito e Francia avrebbe raggiunto nemmeno il territorio siriano”.

Con un caveat e un’eccezione: tutti i 19 missili  JASSM-ER a bassa tracciabilità, lanciati dai bombardieri B-1B e usati per la prima volta in un conflitto, non sono stati nè intercettati né visti dai radar russi.  Ed hanno raggiunto il bersaglio. I russi dovranno lavorarci.

Erdogan s’è rimesso nei guai. Tradendo di nuovo.

Prima dell’attacco, il suo ministro degli Esteri ha applaudito ai lanci di missili e lui, applaudendo gli attacchi occidentali, ha di nuovo  dichiarato che Assad deve essere cacciato.

https://www.reuters.com/article/us-mideast-crisis-syria-turkey/turkeys-erdogan-welcomes-western-attack-on-syria-says-operation-a-message-to-assad-idUSKBN1HL0W9

Erdogan insomma ha scelto di tornare “con la NATO” senza essere informato della natura limitata dell’attacco; insomma  la NATO  continua a non parlargli.  In quste ore, tace. Come chi s’è messo unpiede in bocca. Infatti adesso ha perso anche la fiducia di Mosca e Teheran, che lo avevano accettato  nella nuova  coalizione per la sistemazione della Siria e l’integrità territoriale siriana; i due alleati gli hanno lasciato occupare Afrin, chiudendo un occhio sulla sua avidità. Adesso la posizione del turco presso Mosca e Teheran è scaduta – può dare addio agli S-300 – mentre l’Alleanza non lo ha recuperato e non gli perdonerà il suo flirt con la Russia.

Il saudita Mohamed Bin Salman ha commesso lo stesso errore: si aspettava che i missili contro Assad  fossero il preludio   automatico a una guerra contro l’Iran (deve averglielo assicurato  Netanyau).  Ora, il suo appoggio all’attacco alla Siria gli sarà ripagato in Yemen  dall’Iran;   le buone relazioni con Mosca, che ha tanto cercato, sono di nuovo al gelo. Adesso il regno wahabita è il solo alleato di Sion nell’area: posizione imbarazzante. Del resto, anche Netanyahu s’è giocato la  buona relazione  personale con Putin: “S’è dimostrato come il vero istigatore della guerra contro la Russia. Mosca ha preso nota”, scrive il sito Geopolitka. Ru

L’Egitto non si è unito al coro anti-Assad, né ha commesso l’errore di farsi nemica Mosca. Ciò mette Il Cairo in una posizione futura di guida del mondo sunnita, specie dopo che Erdogan, con le sue oscillazioni, è scaduto.

Nell’insieme, il risultato dell’attacco agli occhi delle capitali del  Medio Oriente (ma non solo Teheran,  e gli emirati di Golfo  filo-americani, ed anche di Cina, India, Pakistan) è interpretato come una dimostrazione di debolezza, inconcludenza, inaffidabilità e confusione mentale del dominio delle potenze globaliste occidentali.

Naturalmente, Israele ritenterà.  Intraprenderà le sue aggressioni unilaterali  e sempre più letali in Siria.   Ma oggi è più scoperta e i suoi alleati, da Macron alla May a Bin Salman, hanno perso e dimostrato la loro inefficacia anche militare.

Sorgente: ISRAELE: “MISSIONE INCOMPIUTA. RIFARE” – Blondet & Friends

Dichiarazione di Putin sugli attacchi statunitensi, francesi e inglesi

Il Ministero della Difesa russo trovava i partecipanti al video del presunto attacco chimico a Duma e ne raccoglieva la testimonianza, dichiarava Igor Konachenkov, portavoce del Ministero della Difesa russo, secondo cui vi sono due medici che lavorano nell’ospedale locale, nel pronto soccorso. Igor Konashenkov inoltre riferiva che il video del presunto attacco chimico a Duma fu girato in un ospedale locale. Secondo il portavoce del Ministero della Difesa russo, le “vittime” del presunto attacco a Duma non avevano tracce di sostanze chimiche tossiche ed dissero come fu girato il video. “Siamo riusciti a trovare i partecipanti alle riprese di tale video e ad interrogarli. Oggi vi presentiamo l’intervista a costoro. La gente di Duma ha raccontato in dettaglio come si svolse la messinscena e in quali episodi prese parte“. Halil Ajij, studente che lavora nell’ospedale centrale di Duma, ha detto che quando un edificio fu bombardato l’8 aprile e un incendio vi scoppiò, andò al pronto soccorso. Fu allora che un uomo che non conosceva si presentò e disse che era un “attacco con sostanze tossiche”: “Avevamo paura, i parenti dei feriti cominciarono a versarsi acqua l’uno sull’altro. Chi non aveva formazione medica iniziò a spruzzare nella bocca dei bambini le cure per l’asma. Non abbiamo visto pazienti con sintomi da intossicazione chimica“. “Fummo filmati e c’era un uomo che era venuto urlando che si trattava di un attacco chimico. Costui, estraneo, disse che la gente era vittima di armi chimiche. La gente spaventata iniziò a versarsi acqua l’una sull’altra, ad inalare“, aveva detto un altro partecipante alla messinscena.
Negli ultimi giorni, la situazione in Siria diveniva seriamente tesa. I Paesi occidentali sostengono che un attacco chimico è avvenuto il 7 aprile a Duma, vicino la capitale siriana. La Russia smentiva le notizie su una bomba al cloro presumibilmente sganciata dalle forze governative siriane. I militari russi definivano false le foto di vittime del presunto attacco chimico a Duma pubblicate dai “White Helmets” sui social network. Mosca ritiene che lo scopo di tale disinformazione fosse proteggere i terroristi e giustificare qualsiasi azione esterna. Damasco definiva le accuse all’Esercito arabo siriano non convincenti. La Siria ripetutamente sottolineava che il proprio arsenale chimico fu rimosso nel 2014 dall’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW).Traduzione di Alessandro Lattanzio

thanks to: Aurora

Siria, e se Trump colpisce un deposito di armi chimiche che succede?

Le armi chimiche sono armi di distruzione di massa. Se un solo deposito chimico fosse colpito l’effetto sarebbe devastante. Dato che ciò non sembra essere avvenuto questa notte, è lecito pensare che gli obiettivi colpiti siano solo ad uso di propaganda.

E’ molto chiaro che questo attacco sia illegittimo. E’ infatti un atto compiuto in violazione dell’articolo 2 della Carta dell’ONU che recita: “I Membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, sia in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite”.

Ma si potrebbe pensare che il fine giusto può giustificare mezzi illegali.

Vediamo allora qual è lo scopo dichiarato dell’attacco: eliminare le armi chimiche. Ma se davvero vi fossero depositi di armi chimiche nascoste dal governo siriano (infatti l’arsenale di Assad è stato già eliminato ufficialmente da un precedente accordo internazionale) cosa accadrebbe? Si sprigionerebbe una enorme nube chimica letale che causerebbe migliaia di morti, per lo più civili.

Se Usa, GB e Francia fossero sicure della localizzazione di queste armi avrebbero già chiesto ispezioni e fornito prove.

Quanto all’effettivo uso di armi chimiche è interessante leggere quanto scritto su un sito specializzato, Analisi Difesa, da Gianandrea Gaiani: “Notizie e immagini di attacchi chimici vengono subito diffuse dalle tv arabe appartenenti alle monarchie del Golfo, cioè agli sponsor dei ribelli, per poi rimbalzare quasi sempre in modo acritico in Occidente. Basti pensare che in sette anni di guerra la fonte da cui tutti i media occidentali attingono è quell’Osservatorio siriano per i diritti umani che ha sede a Londra, vanta una vasta rete di contatti in tutto il paese di cui nessuno ha mai verificato l’attendibilità, è schierato con i ribelli cosiddetti “moderati” ed è sospettato di godere del supporto dei servizi segreti anglo-americani”.

Ma scendiamo nell’aspetto militare: la armi chimiche non vengono usate in un conflitto per uccidere qualche decina di persone. Per fare una strage di cento persone basta un bombardamento spietato con aerei, e Assad li ha e ha anche l’appoggio di quelli russi. Per cui è assolutamente idiota usare armi chimiche che invece sono usate per produrre effetti devastanti su decine di migliaia di persone (e infatti sono classeificate fra le “armi di distruzione di massa”).

Questo fatto lo ha sottolineato Gaiani su Analisi Difesa con chiarezza:

“Il presidente siriano è certo uomo senza scrupoli ma non ha alcun interesse a usare armi chimiche che sono, giova ricordarlo, armi di distruzione di massa idonee a eliminare migliaia di persone in pochi minuti non a ucciderne qualche decina: per stragi così “limitate” bastano proiettili d’artiglieria e bombe d’aereo convenzionali”.

Gaiani (che non è un pacifista ma un esperto di cose militari) suggerisce prudenza nell’avvalorare tesi prove di sufficienti prove o basate sul sospetto: “La cautela – scrive infatti – dovrebbe quindi essere d’obbligo, specie dopo la figuraccia rimediata dal ministro degli Esteri britannico Boris Johnson che sulla responsabilità russa nel “caso Skripal” è stato smentito dal direttore dei laboratori militari di Sua Maestà”.

Ma in questo momento la ricerca della verità non interessa. Interessa lanciare una prova di forza militare. Chi si vuole arruolare in questa manovra lo faccia, ben sapendo però che se un solo deposito chimico fosse colpito l’effetto sarebbe devastante. Dato che ciò non sembra essere avvenuto questa notte, è lecito pensare che gli obiettivi colpiti siano solo ad uso di propaganda.

14 aprile 2018 – Alessandro Marescotti

thanks to: Peacelink

Come si dice gas in russo?

DI ISRAEL SHAMIR

Il Presidente Trump è tanto incazzato per come sta andando lo Stormy affair che quasi preferirebbe una buona vecchia guerra, piuttosto che subire un’altra umiliazione. Cosa che andrebbe bene sia ai suoi nemici che ai suoi amici (anche se non ai suoi elettori). Si trova di fronte ad una scelta difficile che ha bisogno di tutto il suo coraggio, ma che deve scegliere? Mettere a rischio il benessere del suo paese e sfidare i missili russi, o rischiare di dare  un dispiacere alle élite e cacciare Mueller?  Sarebbe tentato di fare la cosa facile. Così è stato spinto verso acque profonde da una potente coalizione di inglesi ed ebrei, le stesse persone che ci hanno regalato le ultime due guerre mondiali.

Il suo tentativo di buonsenso, quando voleva liberarsi della patata bollente siriana (“Desidero fortemente il ritiro delle nostre forze dalla Siria“, aveva tweettato) è stato respinto dall’indomito Netanyahu. Non ci pensare nemmeno, ha tuonato l’omone di Tel Aviv durante la sua tesa conversazione telefonica con Donny . Non puoi andartene dalla Siria, c’è ancora da combattere iraniani e russi. E non ti scordare dei bambini siriani, ha aggiunto l’omone ancora bagnato del sangue dei 2.500 palestinesi feriti o ammazzati, la scorsa settimana, come da suoi ordini . Il Pentagono e le agenzie di intelligence americane prendono i loro ordini direttamente da Tel Aviv, o sono li ricevono dall’AIPAC, così si stanno già preparando tutti per un lungo soggiorno in Siria, malgrado quello che aveva detto Donny.

Gli ebrei sono andati in pallone nel sentire che  Trump voleva lasciare la Siria. Gli scrivani del WaPo e del NY Times hanno detto che quelle erano parole suggerite dai russi. “L’editorialista del Washington Post e la commentatrice della CNN Catherine Rampell hanno detto che “Putin deve essere andato in estasi” nel sentire che Trump vuole iniziare a pianificare un ritiro dalla regione. Si dimenticano che sarebbe strano che tutte le decisioni di politica estera prese da un presidente si non si possono basare su ciò che infastidisce o non infastidisce la Russia.   – Perché la Rampell non  pensa piuttosto a quanto piacerebbe a tanti soldati americani tornare finalmente dalle loro famiglie, o come si possono spendere a livello nazionale, tutte le risorse finora spese all’estero? ” – ha osservato – un giornalista dei media. Questo è stato il motivo dell’entrata a gamba tesa di Mueller negli affari di Cohen. Bisogna dare una spinta al vecchio pazzo, se non lo capisce da solo, hanno deciso.

L’America con il suo background puritano è l’unico paese in cui i costumi sessuali sono così severi da portare alla guerra. Clinton fece guerra alla Jugoslavia per un pompino, mentre Trump forse distruggerà il mondo per la scappatella di una notte.

Non sarebbe strano che un attacco alla Siria provocherebbe una risposta russa. Per lo meno, ci sarebbe una deflagrazione locale, un teatrino, una prova di forza e di caparbietà. Chi sa come andrà a finire? La stessa manfrina nel 2013 fu rinviata, quando l’armata USA salpò verso le coste della Siria per vendicare un altro presunto attacco chimico. Scrissi  su quel fatidico incontro, forse troppo ottimisticamente, un pezzo intitolato The Cape of Good Hope.

“Fu una toccata e fuga, rischiosa quanto la crisi dei missili cubani del 1962. Le possibilità di una guerra mondiale erano tanto alte, quanto le dure intenzioni dell’America e dell’ Eurasia che avevano attraversato il Mediterraneo orientale. L’evento più drammatico del settembre 2013 fu la situazione di attesa di mezzogiorno vicino alle spiagge di Levante, con cinque cacciatorpediniere USA con i loro Tomahawk puntati verso Damasco e di fronte la flottiglia russa di undici navi guidate dalla Cruiser-porta-Missili-killer, Moskva e le navi da guerra cinesi. Sembra che un paio di missili furono lanciati verso la costa siriana, ed entrambi non riuscirono a raggiungere la loro destinazione. (Ritorneremo su questi due missili in seguito).

Dopo questo strano incidente, non cominciò nessuno scontro, dal momento che il Presidente Obama si tirò indietro e rinfoderò le pistole. Questo fatto fu preceduto da un voto inaspettato del Parlamento britannico: questa venerabile istituzione declinò l’onore di unirsi all’attacco proposto dagli Stati Uniti. E’ stata la prima volta in duecento anni che il parlamento britannico ha votato una proposta sensata prima di cominciare una guerra; di solito gli inglesi non possono resistere alla tentazione. Questa disavventura fu pagata con l’egemonia americana, la supremazia e l’eccezionalità.  “Il Destino Manifesto era finito. ”

Come vediamo ora, il mezzogiorno-di-fuoco è stato posticipato di cinque anni, e ora sta per arrivare. Il Primo ministro inglese Theresa May ha deciso di non aver bisogno dell’approvazione del parlamento, il presidente Trump ha deciso che non ha bisogno di un’approvazione del Congresso. Quindi questi freni non ci sono più.

E ora torniamo a quei due missili del 2013.  Li spararono gli israeliani, sia che stessero tentando di dar fuoco alla miccia, sia che stessero semplicemente guardando le nuvole, come dicono loro. I missili non arrivarono mai a destinazione, abbattuti dal sistema di difesa terra-aria russo a bordo delle navi, o forse resi inoffensivi dai disturbatori-GPS russi.

Avanti veloce fino al 2018: La notte del 10 aprile, prima dell’alba, il campo aereo siriano T-4 è stato attaccato da otto missili aria-terra; cinque sono stati abbattuti dalla difesa siriana, tre (o due) hanno raggiunto il loro obiettivo e hanno ucciso alcune persone che vi lavoravano. Per un po’ si è pensato ad un attacco americano, ma poco dopo  “la Russia ha bloccato Israele”, come riporta Haaretz. Israele ha cercato di dissimulare, in un primo momento affermando di aver informato Putin e di aver avuto il suo okay. Quando il portavoce di Putin l’ha negato, Israele ha detto di aver agito su richiesta USA. Facile che abbiamo solo provato a far salire di più la tensione.

Ora, con la US Navy sul posto, con l’appoggio di Inghilterra e Francia, sembra che il conto alla rovescia per un confronto sia cominciato. I russi si stanno preparando seriamente per la battaglia, sia essa locale o globale, e si aspettano che cominci da un momento all’altro.

La strada per questo Mezzogiorno-di-Fuoco è passata dall’ Affair Scripale, dall’espulsione dei diplomatici e dalla battaglia in Siria per Ghouta-est, mentre si teneva un importante spettacolo di prestigiatori israeliani.

L’espulsione dei diplomatici ha sbalordito i russi. Per giorni sono andati in giro grattandosi la testa e cercando una risposta: cosa vogliono da noi? Dove vogliono arrivare? Troppi cose senza senso e non collegate tra loro. Perché l’amministrazione USA ha espulso 60 diplomatici russi? Vogliono rompere le relazioni diplomatiche, o è un primo passo verso un tentativo di far uscire la Russia dal Consiglio di Sicurezza, per cancellare il suo diritto di veto? Significa che gli USA stanno rinunciando alla diplomazia? (in quei momenti, la risposta “è la guerra” non era ancora passata per la loro mente).

I russi confusi hanno risposto bene. Hanno espulso anche loro 60 diplomatici, e ci hanno messo un carico sopra: tutti i diplomatici USA del dipartimento politico dell’ambasciata di Mosca erano nella lista dei non-grati. Il dipartimento politico era formato da tre sezioni, che si occupano di politica estera, politica interna russa e analisi militare; il centro più importante di raccolta di dati, di collegamento con i politici russi, di conseguenze militari, di Siria e Ucraina, di Corea del Nord e Cina: tutti gli ufficiali dell’intelligence, gente di prim’ordine e con le mani in pasta – sono tutti rientrati, compreso il loro ufficiale politico Christopher Robinson (POL ). I russi hanno espulso Maria Olson, nota portavoce dell’ambasciata, e l’interprete dell’Ambasciatore. Hanno chiuso il consolato di San Pietroburgo, un importante centro di collegamento, di influenza ed interazione con l’opposizione in questa “seconda capitale” della Russia. Gli Stati Uniti hanno perso molte persone che tenevano in mano Mosca, che conoscevano la Russia e che avevano sviluppato relazioni personali con gente importante. Ci vorrà un sacco di tempo e di sforzi per il Dipartimento di Stato e per le agenzie di intelligence per riprendersi le posizioni perse. Anche gli inglesi che hanno avviato le deportazioni hanno perso una cinquantina di persone dell’ambasciata di Mosca.

Sorprendentemente, la deportazione di massa di così tanti diplomatici russi ha fatto poca presa sul popolo russo, perché questa botta è stata neutralizzata da un altro evento doloroso, dal fuoco al Kemerovo Mall che ha ucciso 64 persone tra cui oltre 40 bambini. L’incendio, anche se non fosse stato un incendio doloso (non è stato ancora dimostrato) ha scatenato un folle assalto di notizie false e di troll su Internet contro il popolo della Russia. Un milione di ucraini sottosviluppati sono stati schierati dalla parte della guerra psicologica dell’occidente combattuta sul web, per dire ai russi che erano centinaia i bambini che erano rimasti bruciati e che le loro autorità mentivano. Questa operazione ha fatto comprendere quanto sia alto il livello di influenza e di integrazione delle agenzie di spionaggio occidentali in Russia.

Kemerovo è stata una buona scelta per questa operazione: si trova nell’unica regione di etnia-russa governata da un vecchio eroe locale sopravvissuto al passato, l’unica regione dove si è registrato un indecente (e irrealistico) sostegno a Putin nelle recenti elezioni, una zona deprimente con miniere e minatori ed un grande potenziale di problemi.

Putin ha gestito l’incidente piuttosto bene, venendo di persona e affrontando la situazione, prendendola di petto. Ha imparato le lezione nel 2000, quando, all’alba del suo primo mandato presidenziale, il sottomarino Kursk affondò con tutto il suo equipaggio. Putin restò lontano dalle famiglie dei marinai e fu insensibile, come disse la gente. “E’ affondato”, fu la risposta di Putin alla domanda “Cosa è successo al Kursk?” (Si dice che la USS Memphis abbia sparato un siluro al sottomarino, causando il disastro, ma il neo-presidente fu riluttante e non volle appesantire i rapporti con l’amministrazione Clinton) . Ora, nel 2018, è diventato molto bravo, pieno di empatia e di considerazione nel trasmettere forza e decisione.

Qualunque agenzia americana abbia realizzato la psyop  su Kemerovo, l’operazione ha avuto molto successo, ma questo successo ha minato un’altra operazione, quella dell’espulsione dei diplomatici russi. I russi si erano distratti pensando ai bambini bruciati.

La presunta ragione per le espulsioni, l’avvelenamento di Sergey Skripal e di sua figlia, non aveva molto senso. Anche se la vecchia spia avesse ancora dei sospesi con i suoi ex datori di lavoro, una reazione del genere sarebbe stata eccessiva in ogni caso. Non si tratto di un Napoleone (avvelenato dagli inglesi 200 anni fa), non è un principe di sangue nobile, non è un grande inventore e nemmeno una spia di successo. E’ una ex-spia in pensione, una spia sbiadita. Comunque lui non è morto, è solo malato, per un po’. Forse ha mangiato qualcosa che gli ha fatto male al pub. Questa è l’opinione di sua nipote, Victoria, che è l’unica persona viva che è stata in contatto con gli Skripal dopo il presunto ricovero in ospedale.

Questo affare è più oscuro della trama di un vecchio film di avventura. I giornalisti russi sono andati in giro per Salisbury e hanno notato molte incongruenze. Non è sicuro se gli Skripal siano stati avvelenati e dove si trovino. I loro animali domestici sono sopravvissuti al veleno mortale e poi sono stati distrutti.

Questo pezzo di umorismo nero  ha girato molto sulla rete russa :  Skripal è stato avvelenato da un veleno molto potente, 2 grammi ucciderebbero mezzo paese all’istante!     I russi:

– L’ hanno avvelenato al ristorante

– No, sulla panchina

– No, in macchina

– No, la maniglia della porta era avvelenata

– No, la valigia era avvelenata

– No, in casa tutto era avvelenato.

– Oh, era il grano che era avvelenato,

– Ma non sono morti all’istante, ma sono andati in giro da qualche parte per quattro ore,

– Ma il poliziotto che li ha scoperti è quasi morto sul colpo,

– Ma il veleno è stato identificato immediatamente,

– Ma hanno trovato subito un antidoto e Skripals e il poliziotto si sono salvati;

– Il poliziotto è stato dimesso il giorno dopo!

– Ma sono in coma e non si riprenderanno mai!

– Ma no, la figlia si è ripresa subito!

– Oh, e anche papà si è rianimato … un miracolo!

– e tutti e due si stanno riprendendo rapidamente, il veleno più potente non serve a niente.

– Il ristorante è stato circondato dalla polizia in tuta spaziale

– Il parco è stato circondato dalla polizia in tuta spaziale

– La casa è stata circondata dalla polizia in tuta spaziale

– Sono in tuta spaziale, perché il veleno è pericolosamente mortale, ma altri poliziotti, accanto a loro, sono senza nessuna tuta spaziale …

– La panchina è stata tagliata e rimossa: è un veleno così terribile che la panchina sarebbe rimasta tossica per due settimane;

– Ma il gatto è sopravvissuto nella casa avvelenata … mentre il poliziotto che aveva toccato Skripal è quasi era morto, e il gatto è sopravvissuto … e le cavie sono sopravvissute, ma se ne sono dimenticati tutti, e sono morte di fame in casa;

– e i loro resti sono stati immediatamente bruciati, perché avvelenati da un veleno fortissimo;

– Per due settimane le cavie sono state avvelenate da un veleno fortissimo e sono sopravvissute, e allora dovevano essere urgentemente cremate;

– Solo i porcellini d’India sono morti, il gatto è sopravvissuto a tutto questo veleno. Era stressato ed affamato, per questo lo hanno ucciso e cremato per star tranquilli che nessuno scoprirà il segreto ecc. ecc.

Il vero eroe della saga di Skripal è l’ex ambasciatore britannico  Craig Murray , che ha seguito gli sviluppi ed ha svelato molte incongruenze e menzogne. Si possono leggere i suoi articoli e i suoi tweet per i dettagli.

Julia Skripal ha fatto un passo ardito: ha chiamato sua cugina Viktoria a Mosca. La loro conversazione è un documento straordinario. Julia dice che lei e suo padre sono in buona salute; dubita che a Viktoria sia permesso andare a vederla. In effetti, il governo inglese ha rifiutato di concederle il visto. La sensazione è che Julia sia stata imprigionata.

Ho parlato con un ufficiale del controspionaggio russo in pensione che conosce l’argomento e mi ha detto che la Russia non ha mai avuto una sostanza tossica Novichok: questo è un nome, dato dal controspionaggio, all’A-232 per tracciare le fughe di quella sostanza. Ha funzionato: un uomo di nome Vil Mirzayanov,  amministratore dei laboratori chimici, ha fatto trapelare la storia del Novichok, e poi è stato preso e arrestato. L’A-232 fu prodotto in piccole quantità negli anni ’90, e qualche dose può essere stata rubata e venduta in quegli orribili anni, quando un colonnello dell’intelligence russa era costretto a fare il tassista di notte per integrare il suo misero salario mensile di $ 46. In quegli anni, effettivamente il veleno si poteva trovare e in qualche caso poteva essere usato da criminali. In teoria non è impossibile che parte di questo veleno possa essere stato conservato e riprodotto da qualche criminale; in alternativa si può dire che era a portata di mano per gli americani che smantellarono i laboratori nel 1992. Comunque non abbiamo prove non faziose che gli Skripals siano stati avvelenati da qualcosa. Se sopravvivono, se i servizi segreti inglesi e americani non li uccidono, forse ne sapremo di più. Possiamo sicuramente escludere la possibilità che agenti di stato russi se ne vadano in Gran Bretagna per avvelenare una vecchia spia che è già stata perdonata, anni fa,  dal presidente russo.

Anche se lavorasse nella produzione del file di Trump (“Golden Rain”) di Christopher Steele, i russi non avrebbero nessun motivo convincente per ucciderlo, e in aggiunta in un modo così strano. “Se dovessimo ucciderlo, lui resterebbe ucciso”, ha concluso il mio interlocutore.     

I dettagli del caso Skripal sono molto divertenti, ma non è necessario conoscerli bene. Il caso è stato usato per mettere nel cervello della gente una connessione tra avvelenamento chimico e Russia e questo non è giusto, perché i russi hanno distrutto tutti i loro veleni chimici sotto gli occhi degli ispettori dell’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW), ma la vita spesso è ingiusta.

La connessione tra avvelenamento chimico e Russia era stata preparata per il prossimo evento: Ghouta-Est era una posizione importante e ben radicata dei ribelli siriani. Essendo facilmente raggiungibile dal centro di Damasco, ha fornito ai ribelli la possibilità di prendere il potere nella capitale siriana. Mentre l’esercito siriano con l’appoggio iraniano e russo avanzava verso Ghouta-Ovest, hanno scoperto i piani dei ribelli per mettere in scena un attacco con  false armi chimiche, come avevano già fatto altre volte in passato. Il presidente Putin ha parlato di questa possibilità nella sua conferenza stampa congiunta (con il presidente Erdogan e il presidente Rouhani) ad Ankara la scorsa settimana, pochi giorni prima del presunto attacco.

L’attacco non c’è mai stato, ma è stato debitamente segnalato dai media filo-occidentali. Così il cerchio si è chiuso. Lo Skripal Affair ha stabilito il collegamento tra Russia e armi chimiche e Ghouta-ovest ha permesso di usare questa connessione per attaccare la Russia.

Non dobbiamo ignorare l’importanza di questi eventi mediatici. Le principali potenze occidentali e i loro media si sono rifiutati di prendere in considerazione qualsiasi altra spiegazione, hanno rifiutato di aprire un’ inchiesta, hanno mirato alla giugulare. La Russia è stata demonizzata nel 2018, come la Germania fu demonizzata nel 1940. È stato un lavoro lungo e attento. Date un’occhiata a questo sito theday.co.uk – è un sito per i bambini delle scuole e per i loro insegnanti. Sarete sorpresi nello scoprire un fervente odio, contro la Russia e contro Putin, che viene pompato nei cuori e nelle teste delle giovani generazioni. Una pianificazione così a lungo termine non può dipendere solo da un evento come l’avvelenamento di una ex-spia e nemmeno dalla caduta di una fortezza sotterranea in Siria.

Chi pianifica una guerra contro la Russia ha usato la paura dell’antisemitismo per scopi propri. Ho chiamato questo metodo Anti-semitism Weaponised . Jeremy Corbyn, il leader laburista, è stato fermato con l’accusa di antisemitismo. Era l’unico leader in grado di fermare la discesa della Gran Bretagna in guerra contro la Russia. Altri parlamentari laburisti e attivisti sono stati attaccati per presunto antisemitismo e – che coincidenza! – praticamente tutti erano contro la demonizzazione della Russia; mentre gli amici di Israele – conservatori o laburisti – erano fanatici-anti-russi.

Questa è una correlazione di cui parleremo in un altro momento, ma è tutt’altro che ovvia. In Russia non c’è antisemitismo; il presidente russo è amico di Israele e del potente movimento ebraico Chabad . La Russia non ha nazionalismo bianco, e c’è poco estremismo-di-destra. Tuttavia, questa correlazione esiste. Potremmo spiegarlo con l’odio per gli ebrei della Chiesa ortodossa, perché questa Chiesa (attiva in Russia, Grecia, Palestina e Siria) non è stata giudeizzata. Oppure potremmo preferire una spiegazione più semplice: gli ebrei sono ben integrati nelle élite occidentali e promuovono e sostengono gli obiettivi di queste élite.

Comunque, le persone che possono resistere alle accuse di antisemitismo sono i nemici più forti del potere costituito; sono contro la guerra contro la Russia e contro l’attacco alla Siria, come ha spiegato il quotidiano Haaretz in un articolo intitolato I Suprematisti Bianchi Difendono Assad, e Diffidano Trump: Non lasciare che Israele ci obblighi alla guerra con la Siria. Poi l’articolo continua: “L’estrema-destra definisce l’attacco chimico di sabato nel sobborgo di Damasco un’operazione False-Flag, e afferma che questo è un tentativo di Israele e dei ‘globalisti’ per mantenere truppe USA in Medio Oriente” e  cita David Duke e altri intoccabili come le uniche persone che obiettano su quello che racconta Israele.

Non essendo un suprematista bianco (probabilmente non ne ho i requisiti), apprezzo ancora questi uomini coraggiosi quando dicono e fanno la cosa giusta. Essere sensibili all’accusa di antisemitismo è una forte vulnerabilità del carattere. Benché persone come Corbyn abbiano il cuore al posto giusto, sono deboli su questo punto, e il nemico usa questa debolezza per neutralizzarle. Ci sono persone a sinistra che non hanno paura di nessuna accusa, ma non ci sono molti che resistono al metum Judaeorum.

Speriamo e preghiamo che sopravvivremo al cataclisma che verrà.

Israel Shamir 
[email protected]
Prima pubblicazione di questo articole su  The Unz Review.

Fonte: http://www.thetruthseeker.co.uk

Link_ http://www.thetruthseeker.co.uk/?p=168606

11 apr. 2018

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org  e l’autore della traduzione Bosque Primario

 

Sorgente: I russi restano sbalorditi – Come Don Chisciotte – Controinformazione – Informazione alternativa

Siria, il capo del Pentagono Mattis ammette che non ci sono prove di un attacco chimico

Smentito anche il presidente francese Macron

Il capo del Pentagono James Mattis ha riconosciuto che gli Stati Uniti non possiedono prove dell’uso di cloro o sarin nel presunto attacco chimico nella città siriana di Duma. Secondo Mattis, le uniche prove del Pentagono secondo cui questo incidente è avvenuto provengono da resoconti dei media.

 

“Ci sono stati diversi attacchi di questo tipo, in molti casi, voi sapete che non abbiamo truppe, non siamo coinvolti nel terreno lì, quindi non posso dire che abbiamo avuto prove, anche se abbiamo raccolto molte indicazioni sui social media e sulle reti che il cloro o il sarin sono stati usati”, ha ammesso Mattis quando gli è stato chiesto in seno al Congresso del presunto attacco nella città siriana di Duma.

 

“Credo che l’attacco chimico abbia avuto luogo e stiamo aspettando prove basate su fatti”, ha detto il funzionario militare, riferendosi alla missione OPCW, che prevede di iniziare a lavorare sul terreno questo sabato.


La Domanda della senatrice democratica Niki Tsongas e la risposta di Mattis dal minuto 25;00 al minuto 30:32

Nonostante l’ammissione di Mattis c’è chi come il presidente francese Macron che soffia sul fuoco della guerra affermano di avere le prove dell’attacco chimico.

Peccato che queste prove al momento non siano state mostrate ma solo annunciate. 

Poi c’è anche chi come Andrea Romano del Partito Democratico che in diretta tv fa sfoggio di arroganza e ignoranza, arrivando a definire morto l’ex agente doppiogiochista Sergei Skripal, quando invece sarebbe stato vittima di un presunto avvelenamento. Il condizionale è d’obbligo visto che sulla sorte dell’ex spia russa al soldo dei britannici e di sua figlia Yulia è calato il silenzio più totale.

 

L’esponente del PD alla luce di non si sa quali evidenze in suo possesso afferma che il “macellaio” Assad ha compiuto una strage a Douma e quindi la Siria va sanzionata. In pratica chiede il bombardamento. Una posizione guerrafondaia che indigna a tal punto Carlo Freccero tanto da spingerlo a lasciare lo studio in aperta polemica con il dirigente dell’ex partito di maggioranza.

Notizia del:

Sorgente: Siria, il capo del Pentagono Mattis ammette che non ci sono prove di un attacco chimico

Siria, il fact checking dei video dell’ennesimo presunto “attacco chimico di Assad”. Stesse identiche incongruenze delle bufale precedenti

“Attenzione le immagini che seguono potrebbero urtare la vostra intelligenza”

“ATTENZIONE. LE IMMAGINI CHE SEGUONO POTREBBERO URTARE LA VOSTRA SENSIBILITA’” Forse, sarebbe stato più logico per Repubblica (che, come moltissimi altri siti mainstream, ha diffuso i due video) sostituire i termini “ la vostra sensibilità” con “la vostra intelligenza”, considerando che solo i gonzi potrebbero considerare reale questa messinscena (già preannunciata dalle autorità russe) finalizzata a spianare un ancora più sanguinario attacco da parte dell’Occidente per difendere i suoi “ribelli”, finalmente stanati da Douma come dal resto della Siria.

Ci riferiamo alla ennesima bufala dei “bombardamenti con il cloro” che sarebbero stati sferrati (non si sa perché) dall’aviazione siriana e russa contro “inermi civili” a Douma e che, secondo il farlocchissimo Osservatorio siriano per i diritti umani (prima sbugiardato da Repubblica, poi rivalutato d’imperio) avrebbe ucciso “nelle loro case” più di 100 civili.

Ma vediamo da vicino il primo di questi due video che ripropone le identiche incongruenze dei tanti altri video, inerenti attacchi chimici, prodotti dai “ribelli siriani” e presi come Vangelo dai media occidentali. (per una analisi di questi si veda la linkografia in calce all’articolo)

 

Mostra dei bambini, irrorati d’acqua, nessuno dei quali mostra i tipici segni di esposizione al cloro: tosse, bava alla bocca, occhi arrossati, convulsioni…; per di più, nessun bambino risulta svestito degli indumenti che presumibilmente indossava al momento dell’esposizione al” cloro” che, così, ha la possibilità di diffondersi nel locale chiuso. Pretende di rendere la scena credibile una massa di uomini che si agitano e urlano senza fare praticamente nulla (tranne un tizio che, chissà perché, passa uno straccio per terra) mentre delle madri (o dei genitori), che ci si aspetterebbe vedere accanto ai loro figli intossicati, non se ne vede traccia. Un ultimo appunto. Su chi possano essere questi bambini utilizzati (e spesso uccisi di proposito) per realizzare i video dei “ribelli” date una occhiata a questo video che analizza l’ormai famosa strage con il gas ad Idlib

 

E passiamo al secondo video postato da Repubblica.

 

Mostra, nella prima parte, dei tizi che corrono immersi in una nube di polvere (presumibilmente, proveniente da qualche palazzo colpito e crollato) che, secondo il giornalista che commenta, “rende evidente l’attacco chimico”. Nella seconda parte viene riproposto il primo video.

Vista la miseria di questa documentazione, i TG ora stanno rimpolpando i loro servizi sui “bombardamenti con il cloro a Douma” con una valanga di altri video, foto, “testimonianze” dichiarazioni di “esperti”… Spazzatura che sarà il caso analizzare insieme.

 

Continuate a seguirci

 

Francesco Santoianni

 

– – – –

Breve linkografia sulle analisi di presunti “bombardamenti con il gas” attuati in Siria

 

Cloro, si. Cloro no. I dilemmi di una Commissione di indagine ONU in Siria.

Goutha. Rapporto di ISTEAMS (International Support Team for Mussalaha in Syria)

I gas di Assad: ancora bufale per distruggere la Siria

Il cloro di Assad

Il video che smaschera la bufala di Idlib

L’ecumenica bufala del “Cloro di Assad”: da “Il Foglio” a “Il Fatto Quotidiano”

L’ennesima bufala dei “bombardamenti con il Cloro”

La nuova bufala del mainstream contro la Siria si chiama “bombardamenti al cloro”

Lo scandalo del Rapporto bufala dell’ONU sul “bombardamento con Sarin” a Khan Sheikhun.

Sarin in Siria. Complimenti, Médecins Sans Frontières!

Siria, armi chimiche e il doppio standard delle “indagini” Onu

Siria: il veleno nella coda. Il Rapporto degli ispettori ONU sui gas a Ghouta

 

Notizia del:

Sorgente: Siria, il fact checking dei video dell’ennesimo presunto “attacco chimico di Assad”. Stesse identiche incongruenze delle bufale precedenti

Siria, a Douma una messinscena dei White Elmets?

La Russia accusa l’ONG finanziata dagli Stati Uniti di aver organizzato una messinscena come già accaduto in passato

La Russia sostiene che l’attacco chimico segnalato in Siria domenica scorsa, in quel di Douma, sarebbe stato organizzato dai cosiddetti “white elmets“, una ONG finanziata dagli Stati Uniti e lodata dai media mainstream per il loro lavoro umanitario, mentre è sospettata di compiere dietro le quinte un certo tipo di lavoro tutt’altro che umanitario.

 

Ai microfoni di EuroNews, l’ambasciatore della Russia presso l’UE Vladimir Chizov, ha dichiarato: “Gli specialisti militari russi hanno visitato la regione, hanno camminato su quelle strade, sono entrati nelle case, hanno parlato con medici locali e visitato l’unico ospedale funzionante di Douma, compreso il suo seminterrato dove si è riferito che montagne di cadaveri si accumulano. Non c’era un solo cadavere e nemmeno una singola persona è entrata in terapia dopo l’attacco”.

A questo punto interviene il corrispondente di EuroNews Andrei Beketov che ribatte: “Ma li abbiamo visti sul video!”.

 

“Non c’è stato nessun attacco chimico a Douma, puro e semplice”, risponde Chizov. “Abbiamo visto un altro evento in messo in scena. Ci sono persone, appositamente addestrate – e puoi indovinare da chi – tra i cosiddetti White Helmets, che sono stati già colti in flagrante con video e messinscena”.

 

Sulla inaffidabilità dei White Elmets, a cui qualcuno in Italia ha addirittura dedicato il premio ‘persone dell’anno’, è intervenuto anche il Centro russo per la Riconciliazione Siriana: “Tutte le accuse portate dai White Helmets, così come le loro foto … che presumibilmente mostrano le vittime dell’attacco chimico, non sono altro che un ennesimo pezzo di notizie false e un tentativo di interrompere il cessate il fuoco”.

 

La stessa identica strategia già vista quando il governo siriano di concerto con i suoi alleati ha liberato la città di Aleppo.

Sorgente: Siria, a Douma una messinscena dei White Elmets?