Razzi lanciati da Gaza atterrano a Tel Aviv dopo aver eluso il sistema missilistico Iron Dome di Israele

Almeno due razzi lanciati dalla Striscia di Gaza assediata sono atterrati nella capitale israeliana Tel Aviv, eludendo il sistema missilistico Iron Dome per segnare l’ennesima imbarazzante sconfitta di una delle forze militari più costose del mondo. L’attacco di giovedì sera ha fatto scattare l’allarme missilistico in tutto il centro di Israele, hanno riferito i media…

via Razzi lanciati da Gaza atterrano a Tel Aviv dopo aver eluso il sistema missilistico Iron Dome di Israele — Notizie dal Mondo

Annunci

Le case farmaceutiche israeliane testano farmaci sui prigionieri palestinesi.

La professoressa israeliana Nadera Shalhoub-Kevorkian ha rivelato ieri che le autorità di occupazione israeliane rilasciano permessi a grandi aziende farmaceutiche per effettuare test su prigionieri palestinesi e arabi, ha riferito Felesteen.ps.

continua Le case farmaceutiche israeliane testano farmaci sui prigionieri palestinesi. — Notizie dal Mondo

Gli Stati Uniti e le potenze straniere sostengono gruppi terroristici, dice Rouhani nell’incontro con Erdogan

Il presidente iraniano Hassan Rouhani (S) e il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan stringono la mano ai margini di un summit siriano nella città turistica russa di Sochi il 14 febbraio 2019. (Foto IRNA)14 febbraio 2019

Il Presidente iraniano Hassan Rouhani si è scagliato contro gli Stati occidentali, in particolare gli Stati Uniti…

via Gli Stati Uniti e le potenze straniere sostengono gruppi terroristici, dice Rouhani nell’incontro con Erdogan — Notizie dal Mondo

L’UNICEF condanna l’esercito israeliano per l’omicidio di bambini palestinesi

IMEMC. L’UNICEF è “profondamente rattristato” per la morte di due ragazzini di 13 e 17 anni, uccisi venerdì dall’esercito israeliano di occupazione, vicino alla barriera di confine nella Striscia di Gaza sotto assedio. “Le circostanze esatte della loro morte sono sotto indagine”, ha spiegato sabato l’UNICEF in una dichiarazione. “Dall’inizio dell’anno sono 4 i bambini…

via L’UNICEF condanna l’esercito israeliano per l’omicidio di bambini palestinesi — Notizie dal Mondo

Tutti i programmi elettorali israeliani promettono l’assorbimento di un milione di nuovi coloni.

di Madeeha Araj/ NBPRS/PNNNN Il National Bureau for Defending Land and Resisting Settlements ha detto, nel suo rapporto settimanale, che, secondo i dati pubblicati dall’Israeli Central Bureau of Statistics, il governo del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha stabilito, durante l’ultimo decennio, 7 nuovi insediamenti nella Cisgiordania occupata, tra cui sei “città di insediamento” e…

via Tutti i programmi elettorali israeliani promettono l’assorbimento di un milione di nuovi coloni. — Notizie dal Mondo

Latinoamerica oggi

Congreso de los Pueblos Le minacce contro il Venezuela da parte del governo di Trump, accompagnato dai suoi leccapiedi Duque e Bolsonaro, e dal “Cartello di Lima”, stanno aprendo nella regione un possibile scenario di guerra, che deve essere prevenuta dalle organizzazioni sociali e dai partiti politici di sinistra, progressisti e democratici della regione…

via Latinoamerica oggi — Notizie dal Mondo

Vietato criticare la scuola militarizzata! Mazzeo colpito da provvedimento disciplinare

Antonio Mazzeo, giornalista noto per la sua battaglia antimilitarista e per le sue indagine sulla borghesia mafiosa del messinese, è anche un docente dell’ICS “Cannizzaro-Galatti”. La scuola dove insegna – come molte altre nel territorio italiano – aveva organizzato un evento con la presenza di corpi militari, in questo caso quelli della Brigata Aosta. Il giornalista, in una sua ricostruzione pubblicata nel suo blog, scrive: «Con una lettera ai dirigenti di tutte le scuole statali e paritarie della Sicilia, l’Ufficio Scolastico Regionale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha invitato ad aderire e partecipare alle “Celebrazioni del centenario della Grande Guerra” organizzate dal Comando della Brigata Meccanizzata “Aosta” in sinergia con il Comando Militare dell’Esercito “Sicilia”. Si tratta nello specifico di “un insieme di eventi con lo scopo di coinvolgere gli studenti delle scuole secondarie di I e II grado della Regione Sicilia per rievocare i fatti salienti del Primo conflitto mondiale».

La “finalità formativa”, espressa dall’Ufficio scolastico regionale, è quella di «favorire, attraverso la partecipazione all’evento commemorativo, una conoscenza più approfondita della grande Guerra e la valorizzazione del contributo di una generazione di giovani italiani al conflitto bellico».

A queste parole dell’USR Mazzeo affianca il suo duro commento: «Ovviamente nessun accenno agli immani massacri di quella orribile guerra o ai comportamenti di tanti generali dell’esercito che mandarono a morire inutilmente i propri uomini in impossibili attacchi lanciati contro le trincee nemiche o, peggio, che decretarono la condanna a morte di chi ebbe l’ardire di dire signor no.

La “celebrazione” di fine maggio segue di qualche settimana gli eventi di occupazione da parte della brigata “Aosta” di alcune scuole di Messina per l’ennesima operazione di manipolazione storica sulla Grande Guerra con il progetto “Esercito e studenti uniti nel Tricolore”, realizzato in sinergia con i dirigenti scolastici “per promuovere tra i giovani il valore dell’identità nazionale”». Evidentemente, questa capacità di critica non può essere ammessa nella “buona scuola” che non brilla certo per il peso che dà allo sviluppo del senso critico non solo negli allievi, ma nemmeno nei suoi dirigenti e spesso nei suoi insegnanti, passivi ricettori di ordini dall’alto, resi “professionali” dall’essere dei passacarte ministeriali.

Iniziative come quelle denunciate da Mazzeo si ripetono ormai a centinaia nelle scuole italiane e vengono spacciate come iniziative “formative”. Iniziative in cui vengono coinvolti non solo i corpi militari e di polizia italiani, ma anche quelli dei contingenti USA.

Forse qualcuno lo ricorderà, ma circa 5 anni fa fu proprio in occasione di un’iniziativa simile in cui l’arma dei Carabinieri del luogo si era presentata in una scuola della Val Susa per tenere un corso su cyberbullismo e i pericoli di internet. Peccato che i ragazzi a un certo punto si videro propinare un video di 20 minuti sulla storia dei Carabinieri (“Nei secoli fedeli”, anche al governo che varò le leggi razziali). Fu in quella occasione che una studentessa di 11 anni sollevò qualche dubbio sulla correttezza morale di chi andava a sparare lacrimogeni ai manifestanti No Tav. Scoppiò un caso locale che divenne nazionale e finì sulle pagine di “Repubblica” e “Il fatto quotidiano”.

Al carabiniere che contestava la legalità dei cortei notturni dei No Tav, la ragazza rispose “Ma a me sembra che i primi ad essere illegali siete voi. Sparate dei gas lacrimogeni che sono vietati da tutto il mondo, proprio voi che dovreste essere legali”…

La lotta antimilitarista di Mazzeo, che ha da sempre documentato tutti i rapporti tra scuola e corpi militari e i rapporti tra università, centri di ricerca, industrie militari e apparati militari, non è unica nel suo genere.

Dal suo versante, quell’organizzazione estremistica che è Paxchristi da cinque anni porta avanti la campagna “Scuole Smilitarizzate”. Anche il movimento No Muos ha assunto tra i suoi temi pure questo tema e il prossimo campeggio di agosto lo affronterà in una platea di centinaia di studenti proveniente un po’ da tutta Italia.

Si tratta di un problema sentito tra la società civile e nei movimenti. Mazzeo è noto per la sua produzione e per le sue posizioni. Sembra che a voler essere colpita sia la posizione politica, più che un atteggiamento dannoso verso l’istituzione…

Immediate sono arrivate le manifestazioni di solidarietà dei sindacati di base, in particolare dei COBAS, che ha lanciato una campagna in sostegno dell’insegnante. Solidarietà sta piano piano arrivando da altri sindacati, movimenti e organizzazioni politiche.

– © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Sorgente: Vietato criticare la scuola militarizzata! Mazzeo colpito da provvedimento disciplinare | Contropiano

Intitolazione sezione ANPI di Aprilia a Vittorio Arrigoni

All’unanimità gli iscritti all’ ANPI di Aprilia (LT), costituitasi esattamente un anno fa, hanno deciso di intitolare la sezione a Vittorio Arrigoni, a cui hanno voluto dedicare il 13 Aprile scorso (giorno del suo barbaro assassinio) un convegno nel Liceo “A. Meucci” con la partecipazione, tra gli altri, della regista e documentarista Anna Selini e di un gruppo di alunni che hanno meravigliosamente raccontato, attraverso le stesse parole di Vittorio, lo straordinario e intensissimo percorso di una vita interamente spesa fino al sacrificio di sé per affermare il diritto dei più deboli (il popolo palestinese ma non solo) ad essere riconosciuti nel mondo portatori di cultura e di storia e quindi meritevoli di rispetto e di attenzione anche nelle sedi internazionali.
L’impegno di Vittorio Arrigoni con l’organizzazione ISM (International Solidarity Movement) a favore dei popoli oppressi e soprattutto del popolo palestinese contro le violenze dei governi e dell’esercito israeliano che continuano a martoriare quei territori anche, ma non solo, con lo strumento degli insediamenti e della sopraffazione, costituisce, secondo noi, un altissimo insegnamento morale per i giovani di oggi, un preciso atto di accusa nei confronti dei governi occidentali e delle organizzazioni sovranazionali che continuano attraverso l’indifferenza e la disinformazione a tollerare i crimini del governo israeliano nonostante le svariate condanne, censure e risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dellONU mai rispettate dallo Stato d’Israele. Per noi dell’ANPI il sacrificio di Vittorio costituisce un motivo in più per essere vigili e attivi sul territorio, perché l’esempio del suo coraggio e della responsabilità della scelta, rinnova oggi più che mai in noi il desiderio di coltivare insieme la memoria della lotta partigiana, ma non in una battaglia di retroguardia o in una mera difesa dei valori fissati nella Carta che pure è la naturale conseguenza di quella lotta, ma in un impegno costante affinchè, tutte le volte che nei nostri confini e in qualunque parte del mondo il diritto e il rispetto della persona vengono calpestati, riprenda vigore e ispiri sentimenti di giustizia e solidarietà.
Ecco perché noi sentiamo così vicino ai nostri ideali un giovane come Vittorio, partigiano oggi, nella sua più pura ed efficace declinazione. Un eroe disarmato, di quelli veri, che ha semplicemente ritenuto di dover scegliere da che parte stare fin da giovanissimo, come ci racconta la madre Egidia Beretta nel suo bellissimo libro “I viaggi di Vittorio” . Tutta la sua breve vita (muore a 36 anni), fu dedicata ad alleviare le altrui sofferenze, in un viaggio che lo portò in Africa, nell’Est Europa, in America Latina, prima di giungere nel tormentato Medio Oriente, fermandosi infine in quel fazzoletto di terra intriso di sangue, la striscia di Gaza, il più martoriato dei Territori palestinesi, sottoposti al pugno di ferro israeliano. Vik si è speso, in ogni modo, sempre pacificamente, sempre con uno sforzo volto non soltanto a testimoniare ma a operare concretamente: Vik Utopia, come si faceva chiamare su internet con un pizzico di ironia, perfettamente consapevole di essere un testimone scomodo sia per il governo israeliano che per gli integralisti di Hamas, non volle essere “semplicemente” un giornalista neutrale e obbiettivo, un pacifista che guarda e si indigna. Volle condividere pienamente la vita e le sofferenze dei palestinesi offrendosi, quando era necessario, come pescatore, scaricatore, infermiere, cuoco…in modo radicale, senza sconti e privilegi. ” Rallegratevi del fatto che sono pronto a qualsiasi destino, perché vivere con le ali recise non fa per me”, scriveva ai suoi.
Il ricordo di Vittorio merita dunque di non essere disperso nelle strade buie della storia del XXI secolo, nella smemoratezza dei nostri tempi o, peggio, nella confusa e assordante cultura della denigrazione. Vittorio ha mostrato ai giovani di oggi l’unica strada possibile da percorrere, scritta nei principi della nostra Costituzione, nella Dichiarazione dei Diritti dell’uomo ma soprattutto nella ragione e nel cuore: la dignità e l’uguaglianza di tutti gli uomini.
“Restiamo umani” è la semplice e ripetuta preghiera di Vittorio. L’ANPI di Aprilia vuole scommetterci, anche a nome dei giovani.
ANPI – Sezione di Aprilia

thanks to: