Razzi lanciati da Gaza atterrano a Tel Aviv dopo aver eluso il sistema missilistico Iron Dome di Israele

Almeno due razzi lanciati dalla Striscia di Gaza assediata sono atterrati nella capitale israeliana Tel Aviv, eludendo il sistema missilistico Iron Dome per segnare l’ennesima imbarazzante sconfitta di una delle forze militari più costose del mondo. L’attacco di giovedì sera ha fatto scattare l’allarme missilistico in tutto il centro di Israele, hanno riferito i media…

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Le case farmaceutiche israeliane testano farmaci sui prigionieri palestinesi.

La professoressa israeliana Nadera Shalhoub-Kevorkian ha rivelato ieri che le autorità di occupazione israeliane rilasciano permessi a grandi aziende farmaceutiche per effettuare test su prigionieri palestinesi e arabi, ha riferito Felesteen.ps.

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L’UNICEF condanna l’esercito israeliano per l’omicidio di bambini palestinesi

IMEMC. L’UNICEF è “profondamente rattristato” per la morte di due ragazzini di 13 e 17 anni, uccisi venerdì dall’esercito israeliano di occupazione, vicino alla barriera di confine nella Striscia di Gaza sotto assedio. “Le circostanze esatte della loro morte sono sotto indagine”, ha spiegato sabato l’UNICEF in una dichiarazione. “Dall’inizio dell’anno sono 4 i bambini…

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Tutti i programmi elettorali israeliani promettono l’assorbimento di un milione di nuovi coloni.

di Madeeha Araj/ NBPRS/PNNNN Il National Bureau for Defending Land and Resisting Settlements ha detto, nel suo rapporto settimanale, che, secondo i dati pubblicati dall’Israeli Central Bureau of Statistics, il governo del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha stabilito, durante l’ultimo decennio, 7 nuovi insediamenti nella Cisgiordania occupata, tra cui sei “città di insediamento” e…

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Le incursioni israeliane a Gaza sono la regola, non l’eccezione

Secondo le Nazioni Unite, le truppe israeliane  sono entrate a Gaza oltre 70 volte quest’anno. E quelle sono solo le incursioni che si conoscono.

Henriette Chacar  – 13 novembre 2018

Foto di copertina: Soldati israeliani schierati lungo il confine di Gaza. (Miriam Alster / Flash90)

Da quando a Gaza domenica notte le forze speciali israeliane si sono  impegnate in un micidiale conflitto a fuoco con i commando di Hamas, Israele ha lanciato dozzine di bombe e missili sulla Striscia e Hamas ha lanciato centinaia di missili contro Israele.

Il New York Times ha definito il raid delle forze speciali come “la prima incursione israeliana a Gaza dai tempi dell’Operazione Margine Protettivo , nel luglio 2014”.

Ciò  non potrebbe essere più lontano dalla verità.

Dall’inizio del 2015 fino alla fine dell’ottobre 2018, l’esercito israeliano ha compiuto 262 tra incursioni e operazioni di terra all’interno della Striscia di Gaza, di cui oltre 70 solo quest’anno. Questi numeri non includono le operazioni segrete come quella andata male domenica.

Come un generale israeliano in pensione ha spiegato alla televisione nazionale, tali incursioni segrete attraverso le linee nemiche sono in realtà di routine. “Attività di cui la maggior parte dei civili non è a conoscenza si svolgono ogni notte e in ogni regione”, ha detto Tal Russo al canale israeliano Channel 10 mentre si discuteva degli eventi di Gaza.

Secondo i dati ottenuti da +972 dall’Ufficio di Coordinamento degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite (OCHA) nei Territori Palestinesi occupati, nel 2014 Israele ha effettuato 21 incursioni a Gaza (esclusa la guerra di sette settimane). L’anno successivo, nel 2015, quel numero è più che raddoppiato, salendo a 56. Nel 2016 e nel 2017 si sono svolte rispettivamente 68 e 65 incursioni. Secondo i dati delle Nazioni Unite, alla fine dell’ottobre 2018, erano stati registrati 73 incidenti del genere.

Ciò che è eccezionale nell’azione di domenica non è che i soldati israeliani siano entrati a Gaza, ma che l’operazione militare sia stata scoperta-

Ibtisam Zaqout, responsabile del lavoro sul campo  del Centro Palestinese per i Diritti Umani ha spiegato a +972 che  il più delle volte, quando  le forze israeliane si infiltrano nell’enclave costiera, rimangono tra i 200 e i 300 metri dalla barriera di confine.

Solitamente i soldati non attraversano la barriera a piedi, ma con i bulldozer militari, principalmente per radere al suolo edifici e livellare la terra, così da mantenere sgombra la visuale nella “zona cuscinetto” mantenuta da Israele lungo il confine, ha aggiunto.

Israele non ha determinato il perimetro di questa area riservata agli accessi lungo la barriera con Gaza, e ha spesso impiegato una violenza letale per allontanare gli abitanti di Gaza. Secondo il rapporto Gisha pubblicato ad agosto, tra il 2010 e il 2017 le forze di sicurezza israeliane hanno ucciso lungo la recinzione di Gaza-Israele almeno 161 Palestinesi e ne hanno feriti più di 3.000

Queste continue restrizioni di movimento vicino alla barriera, che il rapporto descrive come “arbitrarie” e “incoerenti”, non solo mettono in pericolo la vita delle persone, ma danneggiano anche gravemente i mezzi di sostentamento di decine di migliaia di agricoltori e di pastori di Gaza, soffocando lo sviluppo economico della Striscia.

La limitazione di movimento lungo la recinzione, oltre alle incursioni diurne e palesi che colpiscono gli agricoltori e i raccoglitori di rottami, sono solo due esempi dei modi in cui Israele continua a esercitare il controllo sui Palestinesi a Gaza nonostante il “disimpegno” del 2005. Da quando Hamas ha preso il controllo della striscia nel giugno 2007, Israele ha anche mantenuto un rigoroso blocco di terra, aria e mare.

L’incursione segreta di domenica sera dimostra qualcosa di ancora più ampio. Il raid è stato compiuto al culmine dei più seri colloqui di cessate il fuoco che  ci siano mai stati tra Israele e Hamas dal 2014. Inoltre si è verificato poche ore dopo che il primo ministro israeliano Netanyahu aveva dichiarato che stava facendo di tutto per evitare un’altra guerra, dichiarazione che suggerirebbe che Israele non avrebbe intenzione di innescare un’escalation. In altre parole, non c’era nulla di speciale nell’incursione transfrontaliera se non il fatto di aver lasciato sette persone morte.

Interrogato lunedì sulla frequenza delle incursioni a Gaza negli ultimi anni, un portavoce dell’esercito israeliano ha affermato che l’esercito “non discute tali questioni”.

[Nota dell’editore: in conformità con i nostri obblighi legali, questo articolo è stato inviato al Censor IDF per la revisione prima della pubblicazione. Non ci è consentito indicare se e dove l’articolo è stato censurato.]

thanks to:  972mag

Traduzione di Grazia Parolari “contro ogni specismo, contro ogni schiavitù” Invictapalestina.org

 

Un appello da firmare per Mohammad Bakri

https://i2.wp.com/www.infopal.it/wp-content/uploads/2018/10/IMG-20181023-WA0035.jpg

APPELLO

“Io sto con Mohammad Bakri”

Il regista di Jenin Jenin è di nuovo sotto processo in Israele

per aver documentato il massacro del 2002

 

Tra i primi firmatari del mondo del cinema, hanno aderito:

Bertolucci, Martone, Maselli, Montaldo, Taviani, Giordana

e i direttori dei festival di Venezia e Berlino

 

Noi, sottoscritti, esprimiamo pieno appoggio e solidarietà a Mohammad Bakri. Chiediamo che si ponga fine alla sua persecuzione e invitiamo i mezzi di comunicazione a offrire un’informazione basata sui fatti in difesa della libertà di espressione.

Il regista e attore palestinese di cittadinanza israeliana, Mohammad Bakri, è di nuovo al centro di una campagna di diffamazione e persecuzione giudiziaria in Israele per aver raccontato in un docu-film la distruzione da parte dell’esercito israeliano del campo profughi di Jenin.

Jenin Jenin è un documentario realizzato da Bakri pochi giorni dopo la fine dell’offensiva militare israeliana contro il campo profughi di Jenin, nel nord della Cisgiordania. Documenta il punto di vista palestinese su una delle pagine più tragiche dell’operazione “Scudo difensivo”, lanciata tra marzo e aprile del 2002 dall’esercito israeliano, che ha comportato oltre 500 morti, migliaia di feriti, invasioni nelle diverse città palestinesi, blocchi stradali e coprifuoco. A Jenin vennero uccisi oltre 50 palestinesi e il campo fu raso al suolo. Come disse un soldato israeliano, grande tifoso di calcio, intervistato dal quotidiano Yediot Ahronot il 31 maggio “Gli abbiamo lasciato un enorme campo da calcio”.

Jenin Jenin è uscito a giugno del 2002 e Bakri è diventato subito oggetto di campagne diffamatorie da parte di parlamentari israeliani ed estremisti. La proiezione del film è stata vietata per due anni e il regista ha dovuto subire un processo per vilipendio e diffamazione, istruito sulla base delle denunce di alcuni militari israeliani che chiedevano centinaia di migliaia di euro di risarcimento. Nel 2006 Bakri è stato assolto, ma la sua odissea non è finita. Nel 2016 è stato denunciato di nuovo, da un capitano dell’esercito israeliano, e il 3 gennaio del 2019 dovrà affrontare una nuova udienza.

“Questo incubo è nato perché ho osato raccontare la mia storia. Una storia diversa dalla loro” ha spiegato Mohammad Bakri. La storia di Jenin deve poter essere raccontata da ogni punto di vista, senza preclusioni o censure.

Una dichiarazione di Mohammad Bakri è disponibile in video: https://youtu.be/3rposPnJjTQ

Tutti sono invitati ad aggiungere la loro firma a quelle che sono arrivate dal mondo del cinema.

Per sottoscrivere l’appello inviare una mail all’indirizzo: conbakri@gmail.com

Potete inviare e condividere anche un vostro video o foto con l’hashtag #IoStoConBakri

 

Prime adesioni:

Alberto Barbera,

Bernardo Bertolucci,

Barbora Bobulova,

Carlo Chatrian,

Davide Ferrario,

Tonino De Bernardi,

Guido De Monticelli,

Gianni Di Luigi,

Elio Germano,

Marco Tullio Giordana,

Wilma Labate,

Mario Martone,

Citto Maselli,

Valerio Mastandrea,

Antonio Medici,

Giuliano Montaldo

Moni Ovadia,

Ottavia Piccolo,

Roberto Perpignani,

Silvano Piccardo,

Isabella Ragonese,

Michele Riondino,

Gianfranco Rosi,

Giovanna Taviani,

Paolo Taviani,

Roberta Torre,

Sandro Veronesi,

Daniele Vicari

thanks to: AssopacePalestina