Come Israele manipola la lotta contro l’antisemitismo

Ciò che interessa al governo israeliano e a molti dei suoi sostenitori non è la lotta del tutto giustificata contro l’antisemitismo. Copertina – Benyamin Netanyahu alla commemorazione della retata del Velodromo d’hivèr, 16 luglio 2017.

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VIDEO. Basta sanzioni al Venezuela: in 2 minuti la sintesi di una strategia criminale

 

La CELAG ha realizzato uno studio in cui mostra che il blocco finanziario internazionale contro il Venezuela dal 2013 ha comportato una perdita di 350 miliardi nella produzione di beni e servizi tra il 2013 e il 2017. In questo video dell’AntiDiplomatico vi abbiamo riassunto tutti i passaggi di come le sanzioni – assolutamente illegali…

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Tutti i programmi elettorali israeliani promettono l’assorbimento di un milione di nuovi coloni.

di Madeeha Araj/ NBPRS/PNNNN Il National Bureau for Defending Land and Resisting Settlements ha detto, nel suo rapporto settimanale, che, secondo i dati pubblicati dall’Israeli Central Bureau of Statistics, il governo del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha stabilito, durante l’ultimo decennio, 7 nuovi insediamenti nella Cisgiordania occupata, tra cui sei “città di insediamento” e…

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Boicottare Israele è un dovere morale anche per il M5S

(Ringraziamenti per l’immagine: IMEU)

I 30 momenti principali del BDS nel 2017

GOVERNO E PARTITI POLITICI

  1. Un rapporto commissionato dall’ONU ha stabilito che Israele ha imposto un sistema di apartheid all’intero popolo palestinese ed ha fatto appello per misure BDS per porre termine a questo regime di apartheid.
  2. Il Sudafrica ha dato ancora al mondo una lezione su come concretamente resistere all’ingiustizia quando l’African National Congress (ANC) al governo ha votato all’unanimità, al suo congresso generale, per declassare i legami diplomatici del Sudafrica con Israele.
  3. I Socialisti Democratici d’America, forti di 25.000 membri, hanno dichiarato il loro pieno sostegno per la lotta dei palestinesi ed hanno deciso di appoggiare il movimento BDS.
  4. Il parlamento spagnolo ha affermato che il diritto a sostenere i diritti dei palestinesi attraverso il BDS è protetto nel quadro della libertà di parola e di associazione. Centinaia di funzionari eletti nello stato spagnolo hanno deciso di appoggiare il BDS per i diritti dei palestinesi.
  5. Il consiglio comunale di Barcellona ha deciso di sostenere i diritti dei palestinesi adottando linee-guida etiche sugli acquisti che escludono le aziende coinvolte nell’occupazione militare da parte di Israele. L’anno scorso, dozzine di consigli comunali in tutto lo stato spagnolo si sono dichiarati “Zone libere dall’apartheid israeliana”.
  6. Il governo britannico è stato sconfitto in tribunale dalla Palestine Solidarity Campaign e dai suoi alleati con una sentenza che giudica illegale la limitazione da parte del governo del diritto delle autorità locali di disinvestire da aziende complici nelle violazioni israeliane dei diritti umani dei palestinesi.
  7. Il parlamento svizzero ha bloccato i tentativi della lobby israeliana di criminalizzare il sostegno al BDS.

CULTURA, SPORT E MUSICA

  1. Sei giocatori della Lega Nazionale di Football americano (NFL) negli Stati Uniti hanno rifiutato un viaggio di propaganda, sponsorizzato e completamente pagato del governo israeliano, organizzato per ripulire l’immagine sempre più velocemente deteriorata di Israele.
  2. L’artista vincitrice del Grammy Award, Lorde ha annullato il suo concerto a Tel Aviv, così come la rapper e giovane icona femminista Princess Nokia (Destiny Nicole Frasqueri), in seguito all’appello degli attivisti BDS di rispettare i limiti stabiliti dai palestinesi. Più di 100 rinomati artisti hanno scritto a sostegno del diritto di Lorde di seguire la sua coscienza ed esercitare il suo diritto a boicottare.
  3. Un’ondata di boicottaggi ha colpito il film festival LGBT israeliano e ha dimostrato il rispetto crescente per i limiti stabiliti dal BDS palestinese.
  4. Nove performance musicali si sono ritirate dal Pop-Kultur festival a Berlino dopo che i sostenitori dei diritti dei palestinesi hanno evidenziato che il festival violava i limiti stabiliti dal BDS palestinese.
  5. Rinomati fotografi portoghesi hanno annunciato un impegno a rifiutare inviti professionali o finanziamenti da Israele e a rifiutare di collaborare con le istituzioni culturali israeliane finché Israele non “osserverà il diritto internazionale e rispetterà i diritti umani dei palestinesi”.

CHIESE

  1. Il Consiglio delle Chiese Sudafricano (SACC) e il Consiglio delle Chiese Indipendenti Africane (CAIC), che rappresentano più di un milione di cristiani in Sudafrica, hanno annunciato il loro sostegno alla lotta palestinese e al movimento BDS.
  2. La Chiesa Mennonita degli USA ha votato con una maggioranza schiacciante del 98% per disinvestire dalle aziende che traggono profitto dall’occupazione israeliana, seguendo parecchie chiese principali che hanno adottato politiche simili negli ultimi anni, compreso la Chiesa Presbiteriana degli USA, la Chiesa Unita di Cristo e la Chiesa Metodista Unita.
  3. 23 chiese statunitensi si sono dichiarate “libere da HP” in seguito agli appelli dei cristiani palestinesi a boicottare l’azienda per la sua complicità nelle violazioni dei diritti umani dei palestinesi da parte di Israele.

SINDACATI E MOVIMENTI SOCIALI

  1. La più grande federazione sindacale della Norvegia, LO, che rappresenta circa un milione di lavoratori, ha approvato un boicottaggio completo di Israele per ottenere i diritti palestinesi secondo il diritto internazionale.
  2. Un sindacato nazionale degli agricoltori in India con 16 milioni di membri, il All India Kisan Sabha (AIKS), si è unito al movimento BDS.
  3. Il più grande sindacato dei lavoratori canadese nel settore privato (Unifor), che rappresenta più di 310.000 membri, ha sostenuto il diritto di utilizzare le tattiche del BDS per porre termine all’occupazione militare israeliana.
  4. Il BDS del Golfo ha tenuto la sua prima conferenza regionale di anti-normalizzazione a Kuwait City, con una vasta partecipazione di relatori, organizzazioni, attivisti e figure politiche dall’intera regione del Golfo arabo.
  5. I principali movimenti sociali, organizzazioni e sindacati colombiani si sono uniti al movimento BDS e hanno lanciato un appello per un sostegno parallelo alla loro lotta per la libertà e i diritti umani.
  6. Più di 200 organizzazioni, coalizioni, movimenti sociali e personalità dell’America Latina hanno pubblicato una lettera indirizzata al consiglio di amministrazione dell’azienda multinazionale messicana Cemex, che richiede ai suoi membri di porre termine alla complicità dell’azienda nelle violazioni di diritti umani da parte di Israele nel territorio palestinese occupato. I loro sforzi fanno parte di una campagna #StopCemex che si sta sviluppando.

AZIENDE

  1. G4S ha sofferto ulteriori perdite in tutto il mondo a causa della sua complicità costante con i crimini israeliani. UN Women è diventata la quinta agenzia dell’ONU in Giordania a interrompere i suoi contratti con G4S in seguito a una campagna locale degli attivisti BDS, e sette aziende private e pubbliche in Giordania hanno posto un termine ai loro contratti di servizio con G4S.

Il sindacato dei medici libanesi ha abbandonato G4S, in seguito a una campagna degli attivisti del boicottaggio in Libano. G4S inoltre ha subito la sua prima perdita in Ecuador, dove un istituto di ricerca ha interrotto il suo contratto con l’azienda in seguito a una campagna BDS.

Un consiglio dei trasporti in California ha interrotto il suo contratto con G4S dopo che una coalizione sui diritti umani e sul lavoro, che include attivisti BDS, ha evidenziato il ruolo dell’azienda nella violazione dei diritti umani in Palestina e negli Stati Uniti.

  1. Il terzo più grande fondo pensione della Danimarca “Sampension” ha escluso quattro banche e aziende dal suo portafoglio, menzionando i loro investimenti nelle colonie illegali israeliane.Queste sono state identificate come due banche israeliane, Hapoalim and Leumi, l’azienda di costruzioni tedesca Heidelberg Cement, e Bezeq, la più grande azienda di telecomunicazioni di Israele, che possiede attrezzature per le telecomunicazioni installate all’interno delle colonie.
  2. Il più grande operatore del trasporto pubblico di Israele “Egged” ha perso un contratto di 190 milioni di euro per la gestione del trasporto pubblico nei Paesi Bassi.
  3. Air Canada ha interrotto un contratto di manutenzione del valore di diecine di milioni di dollari con la ditta israeliana “Israel Aerospace Industries” due anni prima del termine del contratto.
  4. Una delle più grandi organizzazioni di medicina aeronautica nel mondo, la Royal Flying Doctors (RFDS) dell’Australia, ha rifiutato servizi dall’azienda militare e tecnologica Elbit Systems. Elbit Systems produce l’85% dei droni usati dai militari israeliani, compresi quelli usati per attacare i civili palestinesi a Gaza da 2009 al 2014.

UNIVERSITÀ

  1. La più grande università residenziale del Sudafrica, la Tshwane University of Technology (TUT), con oltre 60.000 studenti, ha approvato il boicottaggio accademico di Israele.
  2. Due università cilene hanno annullato eventi sponsorizzati dall’ambasciata israeliana. Inoltre, gli studenti di medicina della più grande università del Cile hanno votato per interrompere i legami istituzionali con le università israeliane.
  3. 7 consigli studenteschi di università statunitensi hanno votato per disinvestire dalle aziende che traggono profitto dall’occupazione israeliana. Questi includono la Tufts University, la University of Michigan, la California State University di Long Beach, il De Anza College, il Pitzer College, la University of South Florida, la University of Wisconsin-Madison.
  4. La prestigiosa Università Cattolica di Lovanio in Belgio ha annunciato il suo ritiro dal LAW TRAIN, un progetto complice di cooperazione per la ricerca finanziato dall’UE con la polizia israeliana ed il ministero israeliano di sicurezza pubblica. Questo ritiro segue un precedente ritiro di sostegno di alto profilo da parte del ministero della giustizia portoghese.

thanks to: Traduzione BDS Italia

Fonte https://bdsmovement.net/news/top-30-bds-moments-2017

 

A Gabriele Boccaccini e a Stalker Teatro

A Gabriele Boccaccini e a Stalker Teatro

Buongiorno, ci risulta che il 29 e 30 maggio alle 21 presso le Officine Caos di piazza Montale a Torino è in programma l’esibizione di una compagnia teatrale israeliana, Clipa Theater.

Come saprete in tutto il mondo è in atto una campagna di Boicottaggio Disinvestimenti e Sanzioni (BDS) verso Israele, stato illegale e razzista, che include anche il campo artistico e culturale.

Prendendo esempio dalla vittoria del movimento anti-apartheid sudafricano nel secolo scorso, varie associazioni promuovono il boicottaggio degli artisti israeliani che non si schierano apertamente contro l’occupazione delle terre palestinesi, contro l’apartheid e per il diritto al ritorno per i profughi, sancito da un diritto internazionale che riconosce anche il diritto alla resistenza di un popolo occupato.

Da una breve ricerca su internet non risulta che Clipa Theater si sia mai distinta per un particolare attivismo anti-apartheid!

Esprimiamo quindi perplessità per la vostra scelta di ospitare la compagnia nelle sere del 29 e 30 maggio.

Preghiamo di inoltrare agli artisti la lettera aperta allegata

Grazie e cordiali saluti

Collettivo Boycott Israel – per uno stato unico in Palestina

Lettera aperta agli artisti israeliani di Clipa Theater

Scriviamo a proposito della vostra esibizione del prossimo 29 e 30 maggio a Torino.

Pensiamo che ogni artista israeliano, così come ogni artista di tutto il mondo, non possa accettare in silenzio la perdurante occupazione da parte di Israele di terre palestinesi, inclusi gli insediamenti e avamposti per soli ebrei costruiti in violazione della legge internazionale; il Muro dell’Apartheid nella West Bank, costruito espropriando altre terre palestinesi, anche in violazione del diritto internazionale; la demolizione da parte di Israele di case palestinesi (oltre 24.000 dal 1967); le terribili aggressioni israeliane contro la popolazione della Striscia di Gaza (Piombo Fuso, 2008 – 2009; Colonna di Fumo, novembre 2012; Margine Protettivo, 2014).

Prendendo esempio dalla vittoria del movimento anti-apartheid sudafricano nel secolo scorso, promuoviamo il boicottaggio degli artisti israeliani che non si schierano apertamente contro l’occupazione delle terre palestinesi, contro l’apartheid e per il diritto al ritorno per i profughi, sancito da un diritto internazionale che riconosce anche il diritto alla resistenza di un popolo occupato.

Come ha affermato l’arcivescovo sudafricano anti-apartheid Desmond Tutu, “Se sei neutrale in situazioni di ingiustizia ti sei schierato dalla parte dell’oppressore.”

Confidiamo che voi non siate “neutrali in una situazione di ingiustizia” e che risponderete a questa lettera esprimendo appoggio alla campagna di boicottaggio di Israele, per la fine dell’occupazione e dell’apartheid e per il Diritto al Ritorno dei profughi nelle terre da cui furono scacciati nel 1948.

Grazie per l’attenzione

27 maggio 2015

Collettivo Boycott Israel – per uno stato unico in Palestina

Open letter to israeli artists of Clipa Theater

We are writing to you because of your exhibition in Torino scheduled for next May 29th and 30 th.

We think that Israeli artists, as well as artists all over the world, cannot accept silently Israel’s ongoing occupation of Palestinian lands, including Israel’s Jewish-only settlements and “outposts” built on Palestinian land in violation of international law, Israel’s apartheid wall in the West Bank that further expropriates Palestinian land, also in violation of international law, Israel’s demolition of over 24,000 Palestinian homes since 1967, Israel’s terrible massacres against the population of Gaza Strip (Cast Lead, 2008-2009; Pillar of Clouds, november 2012; Protective Edge, 2014).

Taking an example from the success of the anti-apartheid movement in South Africa last century, we call to boycott Israeli artists who don’t take a stand against the occupation of Palestinian lands, against Apartheid and for the Right to Return of the Palestinian refugees, a right stated by international law, which also recognizes to an oppressed population the right to resistance.

As South-African anti-apartheid Archbishop Desmond Tutu said: “If you are neutral in situations of injustice, you are on the side of the oppressor”.

We trust that you won’t be “neutral in a situation of injustice” and will reply to this letter expressing solidarity to the Boycott Israel Campaign, for the end of the occupation and apartheid and the Right to Return of Palestinians in the lands stolen since 1948.

Thank you for your attention

27/05/2015

Boycott Israel Group – for One Democratic State in Palestine

thanks to: Indymedia Piemonte

MANIFESTAZIONE NAZIONALE contro gli accordi bilaterali Italia-Israele

APPELLO: no agli accordi bilaterali tra Italia e Israele
CON LA RESISTENZA PALESTINESE

Il 2 dicembre si svolgerà a Torino l’incontro intergovernativo Italia-Israele: un’occasione per consolidare l’alleanza tra il nostro governo e quello sionista, complici nell’occultare i crimini perpetrati contro i palestinesi, calpestandone interrottamente i diritti. Negli ultimi anni i rapporti tra le reciproche dirigenze ed istituzioni si sono rafforzati, tutti i governi che si sono succeduti in Italia hanno dovuto “far tappa” a Tel Aviv per l’approvazione.

NOI NON CI STIAMO

Se la leadership palestinese insegue trattative vane e dannose per il suo stesso popolo, se tace e non si pronuncia contro gli accordi intergovernativi tra gli occupanti ed i paesi imperialisti conniventi con le politiche coloniali e di apartheid israeliane.

NOI NON CI STIAMO

Le “trattative” sono una resa incondizionata: oltre a non arrestare il furto di terra palestinese e la conseguente pulizia etnica a favore della creazione di uno Stato “ebraico” di stampo razziale, rappresentano per l’occupazione gli strumenti per mascherare la sua vera natura, come nel caso dei prigionieri palestinesi “rilasciati” (in un perenne clima di arresti) e incarcerati nuovamente poco dopo, se non addirittura assassinati.

NOI NON CI STIAMO

Perché abbiamo scelto di stare dalla parte della Resistenza palestinese che continua a lottare per la dignità, per l’autodeterminazione, per la liberazione della sua terra e per i diritti del suo popolo. Senza piegarsi a dinamiche di corruzione e di “scambio”. Salda nel proteggere il Diritto al Ritorno e nel sostenere le battaglie dei prigionieri.

NOI CI SIAMO

ed invitiamo tutta la solidarietà con la Palestina e chiunque si riconosca nei valori partigiani e di difesa del territorio a dire forte e chiaro che non ci deve essere nessun accordo con gli stati criminali che violano impunemente il Diritto Internazionale. Per denunciare la complicità del governo Letta e per ribadire il nostro NO alle trattative con lo Stato sionista, insieme al coordinamento “Mai complici di Israele”, parteciperemo alla

MANIFESTAZIONE NAZIONALE
30 novembre 2013 – Torino

Riportiamo di seguito la piattaforma su cui si baserà la tre giorni di dissenso ed il link all’appello del coordinamento cittadino torinese “Mai complici di Israele”: https://www.facebook.com/events/724053264275056

  • No al progetto sionista di pulizia etnica della Palestina
  • Sostegno alla lotta del popolo palestinese per il suo Diritto al Ritorno e all’Autodeterminazione
  • Rigetto degli Accordi di Oslo
  • Campagna BDS come alternativa alla cooperazione Italia-Israele
  • Sostegno alla resistenza ed alle lotte dei prigionieri
  • Interruzione dei rapporti commerciali ed economici, politici, militari e culturali tra l’Italia e Israele

L’assemblea nazionale
“Dalla solidarietà alla lotta internazionalista – a fianco della Resistenza palestinese”

info e adesioni: coordinamento [dot] palestina [dot] milano [at] gmail [dot] com www.palestinarossa.it

Allegato Dimensione
appello manifestazione nazionale 30 novembre 2013 torino.pdf 59.86 KB