In arrivo una legge mangia-foreste?

Il decreto legislativo sulla revisione della normativa nazionale in tema di foreste e filiere forestali – in attuazione dell’articolo 5 della legge 28 luglio 2016, n. 154 – rischia di essere approvato in questi giorni dal Consiglio dei Ministri. Mondo accademico e associazioni ambientaliste chiedono al governo di ripensarci. “Il testo del decreto legge sulle foreste che si vorrebbe approvare in Consiglio dei Ministri preoccupa perché impone una visione delle foreste come mero serbatoio da cui attingere legname e disconosce il ruolo importante che esse svolgono a livello ecologico” spiega Martina Borghi, di Greenpeace.

Greenpeace valuta positivamente alcuni aspetti del testo, come l’armonizzazione di una normativa che è materia concorrente tra Stato e Regioni e che vede nel Paese una gran quantità di definizioni discordanti di “bosco”. Ma non è tuttavia accettabile fare tabula rasa dei benefici naturalistici e ambientali dei boschi pere trasformarli in oggetto di mero sfruttamento economico. Inoltre, preoccupa la nuova definizione del diboscamento, ora denominato “trasformazione”, così come preoccupa l’idea di consentire il disboscamento quando è “compensato” con rimboschimenti, eventualmente distanti o di diverso o discutibile valore ecologico. “Approvare frettolosamente una legge così importante per le nostre foreste e per migliaia di specie animali e vegetali è un atto irresponsabile. Chiediamo al Governo Gentiloni di fare un passo indietro” conclude Borghi.

Sorgente: In arrivo una legge mangia-foreste? – Salva le Foreste

Advertisements

Cambogia, la guerra sporca delle foreste

La deforestazione continua, spazzando via quel che resta delle preziose foreste della Cambogia. L’ultimo giro di vite contro la deforestazione illegale in Cambogia non è che una farsa, mentre i grandi commercianti di legname stanno vincendo la vera partita, dice Ouch Leng, un ex funzionario governativo che da venti anni aiuta gli abitanti dei villaggi a combattere il saccheggio illegale delle preziose foreste tropicali del suo paese.

Recentemente le  autorità cambogiane hanno annunciato il progetto di ampliare le aree protette di circa un terzo. L’eterno primo ministro Hun Sen, che molti considerano un sostenitore della principale compagnia del legno, la Try Pheap, ha recentemente annunciato di aver autorizzato l’impiego di  attacchi missilistici su taglialegna illegali.

Sorgente: Cambogia, la guerra sporca delle foreste – Salva le Foreste

Olio di palma: non si salva nessuno

Nessuno è al sicuro. Questa è la conclusione di un nuovo rapporto pubblicato dalla rete ambientalista indonesiana Eyes on the Forests, dimostrando come anche compagnie  di palma da olio certificate trattano olio proveniente dalla deforestazione illegale. Le piantagioni di olio di palma piantagione aperte illegalmente nelle delle aree protette continuano a rifornire i maggiori produttori. Nonostante gli impegni a fermare la deforestazione, le residue foreste dell’Indonesia, ormai sempre più piccole e sempre più preziose continuano ad essere convertite in piantagioni di palma da olio, e non le salva neppure lo status di area protetta.

La rapida crescita del consumo di olio di palma ha causato una massiccia deforestazione in Indonesia, in particolare nell’isola di Sumatra. Nel 2015, l’Indonesia e paesi vicini sono stati coperti da una cotre di fumo velenoso proveniente dagli incendi delle torbiere provenienti dalle piantagioni. Gli incendi hanno liberato in atmosfera 1,75 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente, più di tutte le emissioni di combustibili fossili della Germania. Il fuoco viene usato per preparare il terreno delle piantagioni dopo la deforestazione.

Sorgente: Olio di palma: non si salva nessuno – Salva le Foreste

Chopping down the last pristine forest of Europe!

One of to last intact forests of Europe is under threat. Białowieża is the only lowland primeval forest in Europe. It boasts Europe’s tallest trees and largest wild mammal, the bison. Only a small portion (16%) is a national park and parts are protected by the EU and as a Unesco world heritage site. The rest is gazetted as “commercial forest”. However, in the past years, environmentalist won the battle to put logging under control: local communities were permitted to harvest 48,000 cubic metres of timber each year and the government is to allow at least 180,000 cubic metres. The new environment minister, Jan Szyszk decided to open the forest to commercial logging, claiming that the forest is “rotting away” because spruce trees are being killed by the spruce bark beetle. The battle however is not about the rotting spruces, but about the ancient trees – those are not affected by the bark beetle. And the scientists exposed the “scientific” claims of the Polish government: “If we allow it to become a managed forest, its value and its biodiversity will be lost. says to The Guardianpol Rafał Kowalczyk, director of the Mammal Research Institute inside Białowieża “It will take hundreds of years to reverse this kind of destruction.”

Sorgente: Chopping down the last pristine forest of Europe! – Salva le Foreste

La corruzione minaccia le foreste dei Mari del Sud

Le  foreste pluviali della Papua Nuova Guinea e delle Isole Salomone sono essenziali alla protezione di ecosistemi unici (in molti casi non ancora conosciuti), alla sopravvivenza dei popoli indigeni e al contenimento dei cambiamenti climatici. Il degrado di queste foreste foreste, dovuto principalmente alla crescente industria del legno, in gran parte illegale, rischia di avere impatti su tutto il pianeta.

Sorgente: La corruzione minaccia le foreste dei Mari del Sud – Salva le Foreste

Finlandia: una nuova legge per abbattere le foreste indigene

Il nuovo governo finlandese ha appena approvato una nuova legge che sancisce il furto di terre indigene. Un furto sancito dallo stato, e che minaccia le ultime foreste primarie della Lapponia e patria degli indigeni Sami. La nuova legge approvata oggi destinerà infatti queste foreste all’abbattimento per la produzione di carta e legname.

Questa legge arriva dopo che il precedente governo non è riuscito a ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni, lasciando il Sámi privi di protezione legale. Ora l’attuale governo in Finlandia sta utilizzando questa opportunità per eliminare rapidamente i diritti ottenuti dall’unico popolo indigeno dell’Unione Europea. La legge infatti consegna le aree Sami in Alta Lapponia, tra cui ampi tratti di foreste antiche boreali, a una vasta gamma di usi economici.

La nuova legge riguarda 2,2 milioni di ettari, ma ha impatti su un bacino idrografico esteso su 360.000, per lo più in zone sub-artiche e boreali della Finlandia. Si tratta delle ultime grandi aree forestali intatte d’Europa, un’area insignificante per la produzione ma essenziale per la conservazione degli habitat, oltre che per la vita delle popolazioni Sami. Ora queste aree, che erano state affidate agli indigeni, tornano nelle mani dello Stato e della sua agenzia forestale, aprendo i territori indigeni alla costruzione di ferrovie, all’espansione di miniere, allo sfruttamento forestale e ad altri progetti.

Secondo la nuova legge, l’agenzie forestale statale Metsähallitus,che controlla il 90 per cento dei terreni dei Sami, non avrà più bisogno del consenso del parlamento indigeno e dei consigli di villaggio, per i progetti che hanno impatti sulla loro vita. Inutile dire che la legge è stata approvata senza il consenso libero, preventivo e informato (previsto dalle convenzioni dell’ONU) delle popolazioni Sami.

“L’allevamento tradizionale delle renne da parte dei popoli Sami rischia di scomparire con la nuova le legge forestale. Non potremo influenzare il processo decisionale sulle nostre terre. Le nostre foreste saranno prese via dall’economia di mercato “, spiega Jouni Lukkari, presidente del Consiglio Sami Finlandesi.

“Le popolazioni artiche hanno prosperato in un ambiente difficile per millenni, grazie a una grande profonda di conoscenza del territorio e delle acque delle loro terre e delle specie che vi abitano, che forniscono cibo, vestiti e significato alle culture artiche. – spiega Tero Mustonen, scienziato dal Snowchange – Questa conoscenza ecologica tradizionale è sempre più riconosciuta come essenziale fonte di informazioni, tra le altre cose, per la comprensione della biodiversità artica e lo sviluppo di strategie efficaci per conservarne la biodiversità, che include il modo di vita indigeno”.

Sorgente: Finlandia: una nuova legge abbattere le foreste indigene – Salva le Foreste

Sensazionale: l’Indonesia punisce i responsabili degli incendi forestali

Con una mossa senza precedenti, il governo indonesiano ha deciso di punire oltre venti imprese ritenute responsabili degli terribili incendi forestali che hanno ucciso 19 persone, un funzionario del governo ha detto Martedì. Le piantagioni, per la maggior finalizzate alla produzione di carta a Sumatra e Kalimantan, hanno avuto le loro licenze commerciali sospese. Le aziende comprendono BMH e SWI, che hanno concessioni in South Sumatra: la BMH è un fornitore di Asia Pulp & Paper (APP). BMH, SWI e APP hanno la stessa casa madre, il gruppo Sinar Mas. Le sospensioni dovrebbero essere revocate se, entro i prossimi due anni, le imprese mostreranno di aver compiuto significativi progressi nella prevenzione degli incendi.

 

Altre tre imprese sono state chiuse definitivamente dopo avere visto le loro licenze revocate, a causa del loro ruolo negli incendi che hanno soffocato l’intera regione del sud-est asiatico e che sono costati all’Indonesia $ 16 miliardi. Tra queste, Mega Alam Sentosa (MAS), un’altra impresa controllata dal gruppo Sinar Mas (di cui la APP fa parte).

E ‘la prima volta che il governo ha revocato le licenze aziendali su incendi boschivi, un evento annuale causata da debbio disboscamento.

Molte altre imprese hanno ricevuto un forte allarme e saranno tenute sotto stretta osservazione sotto stretto controllo. “Abbiamo sanzionato 23 aziende in totale, che vanno dalle sanzioni amministrative a revoca della licenza, mentre altri 33 sono ancora in osservazione, potrebbero avere le loro licenze revocate anche se saranno ritenute colpevoli” spiega il funzionario del ministero dell’ambiente Kemal Amas. Il ministero ha indagato su un in totale 276 imprese da quando gli incendi scoppiati nel mese di settembre. “Dobbiamo applicare la legge, in modo che questa catastrofe non si ripeta, dura da 18 anni ma nessuno ha ancora imparato la lezione”, ha aggiunto Amas.

Gli ambientalisti hanno accolto nuovo impegno del governo di punire le imprese. Il Forum indonesiano dell’Ambiente (Walhi) ha detto che era inaudito per il governo al ritiro delle licenze, dato che queste imprese sono sempre riuscite a evitare i processi. “Il ministro ha avuto il coraggio di bloccare non solo il funzionamento delle imprese, ma anche di perseguire i proprietari in una causa civile, questo è grande e questo è un passo molto importante”, ha commentato Kurniawan, di Walhi Riau. “In passato alcuni individui sono stati investigati, ma questa è la prima volta che le imprese responsabili perdono la licenza”.

Oltre mezzo milione di persone ha sofferto di infezioni respiratorie acute a causa del fumo degli incendi in Indonesia, ma anche nei paesi vicino come Singapore e in Malesia numerose persone si sono ammalate.

Sorgente: Sensazionale: l’Indonesia punisce i responsabili degli incendi forestali – Salva le Foreste

La guerra ambientale di Edrogan: fuoco alle foreste per stanare i curdi

Sarebbero frutto di una strategia di guerra dell’esercito turco, gli incendi estesi alla zona montana del Kurdistan settentrionale. E’ quanto sostiene l’associazione ambientalista Movimento ecologico della Mesopotamia. Il governo turco ha infatti unilateralmente interrotto l’armistizio con la guerriglia curda, sferrando un attacco in forze alle basi del PKK (Partîya Karkerén Kurdîstan)

Sorgente: La guerra ambientale di Edrogan: fuoco alle foreste per stanare i curdi – Salva le Foreste

Ayoreo Indians protest at government inaction over illegal deforestation

26 September 2014

Ayoreo Indians protest against Yaguareté Porã S.A. which is rapidly destroying their forest home for beef production.

Ayoreo Indians protest against Yaguareté Porã S.A. which is rapidly destroying their forest home for beef production.
© GAT

Relatives of the last uncontacted Indians outside Amazonia held a protest on Wednesday to demand the urgent protection of their land, which is being destroyed by cattle ranchers.

Brazilian firm Yaguareté Porã S.A. is destroying the last refuge of the Ayoreo-Totobiegosode Indians in Paraguay to make way for cattle that is sold for beef to European and Russian markets.

Uncontacted members of the tribe have been living on the run as their homes are bulldozed by the ranchers.

Many Ayoreo have already been forced out of the forest, and are now being wiped out by diseases like flu and measles to which they have no resistance.

Members of the tribe arrived outside the Attorney General’s office in Filadelfia in northern Paraguay to demand official intervention to stop Yaguarete from continuing its destructive work.

Satellite images have caught the company red-handed illegally clearing the Ayoreo’s forest home in the Chaco. The area now has the fastest rate of deforestation in the world.

The Ayoreo handed in a document to the Attorney General urging it to uphold Paraguay’s constitution that guarantees the Ayoreo ownership of their ancestral land.

Yaguarete owner Marcelo Bastos Ferraz has refused to return the land to its indigenous owners, or to stop his rapid deforestation.

Survival has launched an advertising campaign warning Paraguay’s biggest beef market, Russia, of the dangers its imports pose to the lives of the vulnerable uncontacted Indians.

 

thanks to: Survival