Impatto storico dell’”Aiuto Umanitario” statunitense sul mondo

Negli ultimi 25 anni, gli Stati Uniti hanno giustificato il proprio intervento in altri paesi con il pretesto dell’”aiuto umanitario”.

Diversi media e fonti internazionali hanno voluto sottolineare l’importanza del presunto “aiuto umanitario” inviato dagli Stati Uniti in Venezuela, per non parlare del forte blocco economico e commerciale applicato dalla nazione americana al popolo venezuelano, che danneggia la qualità della vita dei suoi cittadini.

Recentemente, il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha avvertito che l’aiuto umanitario degli Stati Uniti è uno spettacolo per nascondere le sue intenzioni di dominio e per appropriarsi della ricchezza della nazione sudamericana.

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Gli Stati Uniti e le potenze straniere sostengono gruppi terroristici, dice Rouhani nell’incontro con Erdogan

Il presidente iraniano Hassan Rouhani (S) e il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan stringono la mano ai margini di un summit siriano nella città turistica russa di Sochi il 14 febbraio 2019. (Foto IRNA)14 febbraio 2019

Il Presidente iraniano Hassan Rouhani si è scagliato contro gli Stati occidentali, in particolare gli Stati Uniti…

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Farsa chimica

Syria Times 9 settembre 2018

Mentre l’ora zero per dichiarare la vittoria sul terrorismo in Siria e sradicare le organizzazioni terroristiche taqfire dal suolo siriano, alcuni Stati occidentali e loro agenti nella regione cercano di preparare un nuovo capitolo della farsa chimica iniziata diversi anni fa e coincisa con ogni vittoria degli eroi dell’Esercito Arabo Siriano nella battaglia contro il terrorismo. Le forze che sostengono il terrorismo in Siria hanno sempre usato le armi chimiche come pretesto per bloccare l’avanzata dell’Esercito arabo siriano, usandole come pressione politica contro lo Stato siriano per ostacolarne gli sforzi per porre fine alla crisi in Siria, ed ostacolarne la soluzione politica. L’obiettivo della propaganda attualmente condotta contro la Siria da Stati Uniti ed alleati non è solo sostenere i terroristi che usano armi chimiche, ma anche incoraggiarli ad usarle ancora. Dall’inizio dell’anno, a Suruj e Mishayrafah, nelle campagne d’Idlib, furono scoperti quattro casi di uso di armi chimiche da parte dei terroristi. Ci sono diverse prove sull’uso di armi contenenti gas mostarda da parte dei terroristi il 16 settembre 2016 a Um Hush, e di gas sarin nel 2013 a Qan al-Asal e Ghuta orientale. Le affermazioni degli Stati Uniti sui nuovi attacchi chimici presumibilmente pianificati dal governo siriano sono prive di fondamento. Tali accuse non sono supportate da nulla. Nessuno avanza fatti e l’obiettivo è aggravare le tensioni e prolungare la crisi. Ciò complica il processo negoziale, incide negativamente sugli sforzi compiuti ad Astana e Ginevra. Dichiarazioni e accuse formulate nei giorni scorsi di funzionari occidentali e rappresentanti dei loro governi fanno parte della facile guerra politica e mediatica da sempre coincidente con le vittorie dell’Esercito arabo siriano e dei suoi alleati nella lotta al terrorismo, e ai colloqui intrasiriani ad Astana e a Ginevra, per ostacolare gli sforzi del governo siriano nel raggiungere una soluzione politica tra i siriani senza interferenze estere.
Le accuse formulate da Stati Uniti e loro alleati sull’uso di armi chimiche venivano smascherate all’opinione pubblica mondiale e il loro scopo è giustificare qualsiasi aggressione alla Siria. La migliore prova di ciò si vide ad aprile a Duma, dove Washington deliberatamente bloccato l’arrivo della squadra investigativa e si affrettò a lanciare l’aggressione tripartita in Siria dimostrando che le accuse erano solo una scusa per giustificare l’aggressione e che non erano interessati ad alcuna indagine incoerente con le sue politiche. L’aggressione tripartita lanciata da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia era il disperato tentativo di aiutare i terroristi sconfitti mentre venivano sradicati dal Ghuta orientale da ‘Esercito arabo siriano e forze alleate. L’aggressione alla Siria era una vendetta per la sconfitta degli agenti terroristici di questi tre Paesi nel Ghuta. Stati Uniti e sionisti attaccano la Siria ogni volta che i terroristi subiscono una sconfitta. Stati Uniti ed entità sionista hanno sempre interferito per sollevare il morale dei terroristi in Siria mentre attraversavano momenti difficili. Tutto ciò che viene promosso dagli Stati Uniti non influirà sul morale del popolo siriano e sui piani dell’Esercito arabo siriano per liberare Idlib ed eliminare i terroristi in Siria. L’obiettivo principale di Washington era prolungare la crisi in Siria nell’interesse d’Israele. L’occidente dovrebbe finirla con tali campagne fuorvianti e fermare il sostegno diretto ai gruppi terroristici in Siria, inclusi i caschi bianchi. I governi di certi Stati membri permanenti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite rinunciano alle proprie responsabilità diventando politicamente e giuridicamente inammissibili nella difesa di pace e sicurezza, internazionali in quanto pronti a sfruttare il Consiglio di sicurezza dell’ONU, l’ONU e altri organismi internazionali per avere vantaggi politici a spese della pace e della sicurezza internazionali. La fazione che copre e protegge l’arsenale nucleare, biologico e chimico israeliano e inventa falsi pretesti per mantenerne l’arsenale chimico, e che in precedenza distrusse l’Iraq per le Armi di distruzione di massa, si è ritirata dall’accordo internazionale con l’Iran, ha tagliato i fondi all’UNRWA, ritirato dall’UNESCO e continua a fare pressione sulle Nazioni Unite e minaccia di ritirarsi dall’Organizzazione mondiale del commercio, non ha il diritto di accusare la Siria di usare armi chimiche, in particolare quando la storia di tale fazione ne dimostra l’uso di armi nucleari, biologiche e chimiche contro i civili nel mondo.
Le organizzazioni terroristiche d’Idlib preparano nuovi attacchi chimici. La Russia forniva all’OPCW informazioni sull’invio di prodotti chimici e attrezzature necessarie per attuare tali attacchi nelle aree dei terroristi. I cosiddetti caschi bianchi aiutano i terroristi ad inscenare messinscene simili a quelli di Duma. La continuità di tali provocazioni aumenterà ulteriormente la tensione in Medio Oriente e ostacolerà il processo politico in Siria. I siriani non si piegheranno al ricatto politico o alle minacce di un attacco militare diretto da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia e continueranno la battaglia contro il terrorismo fino a sradicarlo dal suolo siriano.

thanks to: Aurorasito

Traduzione di Alessandro Lattanzio

DI COLPO, L’UOMO DI DAESH IN USA MINACCIA L’ITALIA

Il tweet  (grazie all’amico Umberto che me l’ha segnalato)  è un atto d’accusa inequivocabile: “L’Italia è stato il più  grosso ostacolo  nell’Unione Europea  al far pagare Russia, Iran ed Assad per i crimini passati e presenti in Siria. L’Europa deve fare  molto di più  su questo. Mai più momenti di vergogna”.   L’autore  accusa in particolare il nostro paese di aver ricevuto il capo dei servizio di Damasco, Ali Mamlouk, “che è nella lista nera in Europa. Inoltre hanno di loro iniziativa  le sanzioni contro Iran e Russia per quello che   hanno fatto in Siria. E posso continuare”.

Effettivamente, Mamlouk è stato in segreto a Roma a gennaio, a parlare col capo dei nostri servizi, ASI. L’incontro segreto è stato poi spifferato da Le Monde due mesi dopo.

Mouaz Moustafa
@SoccerMouaz
Italy has been the biggest obstacle to holding Russia and Iran and Assad accountable for past and ongoing crimes in #Syria in the European Union. Europe should be doing much more about this #NeverAgain moment shame…

Il tweet  è firmato Mouaz Moustafa. Chi sarà  mai?, avete il diritto di  domandarvi. Vi chiarisce tutto la foto  del  2013  in cui appare.   E’ quello a destra:

“unidentified” è Moufaz Moustafa, l’agente d i collegamento fra McCain e i terroristi.

E’ quella in cui il senatore McCain si è fatto fotografare  con i caporioni di Al Qaeda in procinto di trasformarsi  i caporioni dell’ISIS (Daesh)  e della “opposizione democratica” ad Assad.  Mouaz Moustafa è quello a  destra, nella foto indicato come “non identificato”.

Insomma è l’uomo che ha fatto incontrare McCain con i capi terroristi. L’agente di collegamento tra i centri di sovversione Usa e la guerriglia anti-Assad. L’uomo che conosce tutte   le  personalità della guerriglia e della sovversione clandestina in Siria.

Siriano, nato a Damasco, abitante in USA, formalmente si dice “direttore esecutivo del SETF, Syrian Emergency Task Force, più dell  UFS (United For a Free Syria),   membro direttivo della Coalition for a Democratic Syria (CDS)”.  Ha lavorato al Congresso nello staff di due senatori,  ma è molto più che un portaborse. Infatti ha lasciato brevemente l’incarico “per lavorare con l’opposizione in Egitto” (insomma come mestatore ed agente Usa per la “primavera” che portò al potere  al Cairo i Fratelli Musulmani), e poi “per la rivoluzione della Libia”, insomma fu uno degli agenti statunitensi che hanno rovesciato Gheddafi creando  e armando i gruppi jihadisti.

Washington DC Staff

http://www.syriantaskforce.org/washington-dc-staff/embed/#?secret=HjIz4JCN64

(Vedi https://www.theislamicmonthly.com/the-man-who-took-john-mccain-into-syria/)

Moufaz  ha accompagnato McCain nei numerosi viaggi  semi-segreti che il senatore ha fatto in Siria per incontrare i terroristi armati dagli Usa e – secondo la sua portavoce – “valutare le condizioni dinamiche sul terreno”.

Il fatto è che, come ha  documentato il giornalista Alex Christoforou (The Duran), “ogni volta che McCain fa un viaggio segreto in Siria, seguono attacchi con armi chimiche” ovviamente addebitati ad Assad.

Il senatore ha fatto il primo viaggio, dove ha incontrato  il futuro  Al Baghdadli, il 27 maggio  2013. Il 21 agosto si verificò il  preteso attacco  chimico a Goutha.

Il 20 febbraio 2017 McCain è tornato in Siria del Nord passando per la Turchia, e il 4 aprile dello stesso anno ci fu il  molto reclamizzato dai Caschi Bianchi attacco al gas ad Idlib; quel  false flag che spinse Trump a lanciare la  prima volata di missili Tomahawk  nel nulla, un anno fa.

Adesso, il 9 aprile 2018, McCain ha accusato Trump di aver “imbaldanzito Assad” annunciando di voler ritirare le truppe americane dal Nord Siria, per cui è seguito  l’attacco chimico che ha indotto Trump,Macron, May ad attaccare ancora una volta con missili la Siria.

 

Dati i precedenti, quando un personaggio come Mouaz Moustafa comincia ad  alzare la voce contro l’Italia, c’è da preoccuparsi. Il nostro Paese finora è stato risparmiato dal terrorismo “islamico” stragista.

Adesso che  il successo elettorale dell’ala “sovranista” può portare ad un governo meno servile,  magari Daesh (sconfitto in Siria e Irak) si farà vivo in Italia?  C’è da chiederselo perché abbiamo avuto altre minacce  “di gravi conseguenze”  da note fonti nei giorni scorsi. Dal giornale israeliano di Torino  La Stampa,

La Casa Bianca al futuro governo: “Non togliete le sanzioni a Mosca”

Parla Volker, inviato dell’amministrazione Trump in Ucraina. “La Lega sbaglia, le misure europee vanno casomai rafforzate”
«L’Italia non può togliere le sanzioni alla Russia senza subire gravi conseguenze».

Si aggiunga il discorso appena tenuto da Macron davanti al Parlamento Europeo, dove, a nome dell’ideologia sovrannazionale  e dei suoi banchieri, ha annunciato iniziative di ostilità  contro ogni populismo e sovranismo che vede crescere. “è un dubbio sull’Europa che attraversa i nostri Paesi, sta emergendo una sorta di guerra civile europea ma non dobbiamo cedere al fascino dei sistemi illiberali e degli egoismi nazionali».   E’ chiaro che  si sta organizzando  la repressione, anzi una vera guerra,contro la volontà popolare dovunque si esprima in termini sgraditi ai poteri transnazionali. Moufaz , l’uomo di collegamento con l’ISIS, di colpo si accorge di noi. E’ meglio saperlo.

Sorgente: DI COLPO, L’UOMO DI DAESH IN USA MINACCIA L’ITALIA – Blondet & Friends

La Difesa Aerea siriana respinge l’ultima aggressione israelo-statunitense

Il 10 febbraio, aerei israeliani attaccavano diverse aree in Siria, ma la difesa aerea siriana abbatteva 2 aviogetti dell’IAF (1 F-16I Sufa e 1 F-15I Baaz), sul nord d’Israele, impiegando missili del sistema di difesa aereo S-125 Pechora-2M. I piloti si eiettavano, ma uno decedeva in seguito alle ferite. Gli israeliani avevano tentato di attaccare le postazioni dell’EAS utilizzando missili da crociera, senza avvicinarsi allo spazio aereo siriano. Le difese aeree siriane (SyAAD) abbattevano i missili più pericolosi, lasciando andare quelli che non avrebbero causato danni in territorio siriano. L’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv veniva chiuso e le sirene antiaeree suonavano nelle alture del Golan e nella Galilea. Subito dopo gli israeliani, per “rappresaglia”, attaccavano le postazioni dell’EAS nella regione meridionale della Siria, mentre le difese aeree siriane sventavano il nuovo attacco. “Il nemico israeliano all’alba aveva attaccato una postazione militare nella regione centrale, e le difese aeree siriane respingevano l’attacco colpendo più di un aereo”. In seguito gli israeliani attaccavano alcune postazioni nella regione meridionale, che le difese aeree respingevano ancora una volta. In seguito, le autorità israeliane facevano appello alla Russia per contribuire a ridurre le tensioni al confine con la Siria; questo a seguito di un incontro urgente tra il Primo ministro, il ministro della Difesa e altri alti funzionari israeliani. Il disinformatore Magnyer tentava di spacciare la tesi che gli aviogetti israeliani siano stati abbattuti da missili iraniani Shaheen, cercando di giustificare a livello mediatico la propaganda sionista. Ma il sistema di difesa Shaheen è la copia iraniana del sistema statunitense Hawk, ed è quindi incompatibile con la rete dei sistemi di difesa aerea siriana d’impronta sovietica-russa.
Tutto questo avveniva poche ore dopo che l’Esercito arabo siriano spazzava via ogni residua presenza di al-Qaida e Stato Islamico dai governatorati di Hama ed Aleppo, liquidando in poche settimane una sacca di 1100 kmq con 500 terroristi intrappolati dentro. Il Comando Generale dell’Esercito e delle Forze Armate siriane dichiarava lo sradicamento dei terroristi dello SIIL e dei gruppi affiliati nelle aree tra Qanasir, Aleppo, Sinjar e Sinah. Inoltre, la bufala della strage di soldati siriani nel bombardamento statunitense su Tabiyah e Qasham, presso Dayr al-Zur, svanisce con l’ammissione dello stesso Mattis che le forze d’occupazione statunitensi avevano colpito solo 2 carri armati delle milizie tribali governative siriane; probabilmente si trattava di due autoveicoli civili, dato che le autorità siriane riferivano di 40 civili uccisi o feriti. I timori negli USA riguardo a un coinvolgimento in Siria sono sempre più acuti; il senatore degli Stati Uniti Tim Kaine, membro del comitato per le relazioni estere e i servizi armati del Senato, criticava l’attacco degli Stati Uniti, “Anche se sono grato che nessun membro degli Stati Uniti o della coalizione sia stato ferito nell’attacco, sono gravemente preoccupato dall’amministrazione Trump che volutamente s’infila in un grande conflitto, senza il voto del Congresso ed obiettivi chiari“. Mattis stesso mostrava dei dubbi sugli eventi a Dayr al-Zur, definendola “situazione di perplessità“, non potendo dare “alcuna spiegazione sul perché” forze filogovernative avrebbero attaccato una base delle SDF. Come affermano chiaramente le fonti governative siriane, non c’è mai stata alcuna operazione siriana contro il territorio occupato dalle SDF, ma un’operazione di ricognizione contro le infiltrazioni dello SIIL nel governatorato di Dayr al-Zur.
Va notato che almeno un paio di presunti ‘giornalisti freelence’ in Siria, un presunto corrispondente russo e un noto mercenario statunitense, hanno amplificato e spacciato tale operazione da guerra psicologica e di disinformazione. Il falso corrispondente russo arrivava a dire che nell’azione statunitense erano morti “130 mercenari russi” della compagnia Wagner (!?), mentre il mercenario statunitense, due ore prima dell’attacco statunitense, aveva tweettato che forze siriane stavano per attaccare obiettivi detenuti dalle SDF nella regione, lanciando alle forze militari del proprio Paese un preallarme. Le autorità siriane dovrebbero mostrare estrema attenzione verso coloro che si presentano come amici, solo per poi monitorare con metodi, modalità e scopi poco chiari, le aree del territorio siriano sottoposte a maggior conflitto.

Nel frattempo, un capo di Jabhat al-Nusra, Abu Yaman, e cinque sue guardie del corpo, venivano uccisi presso Jisr al-Shughur, a sud d’Idlib, da disertori della stessa organizzazione terroristica, mentre un elicottero d’attacco turco Agusta/TAI T-129B ATAK veniva abbattuto dalle YPG ad al-Qudah, presso Raju, a nord-ovest d’Ifrin. I due piloti restavano uccisi. Un’unità dell’Esercito arabo siriano respingeva l’attacco del gruppo terroristico Jabhat al-Nusra su Tal Hadada, ad est di Qinsiba, a nord di Lataqia, eliminando l’intero gruppo. Ad est di Damasco, tra Irbin e Harasta, la 4.ta Divisione dell’Esercito arabo siriano liberava diversi edifici, numerose trincee e cinque tunnel occupati dai terroristi dell’Hayat Tahrir al-Sham. Inoltre, un distaccamento delle Forze di Difesa Nazionali (NDF) liquidava 12 terroristi dello SIIL, e ne sequestrava l’autocarro che trasportava missili anticarro AGM-114 Hellfire e dispositivi per il controllo dei missili.
Note
Anàlisis Militares
Global Security
al-Masdar
Moon of Alabama
Muraselon
Muraselon
Muraselon
Muraselon
RIAFAN
RIAFAN
RIAFAN
RIAFAN
SANA

via La Difesa Aerea siriana respinge l’ultima aggressione israelo-statunitense — Aurora

US State Department admits Al-Nusra affiliate using chemical weapons in Syria

US State Department has acknowledged that a terrorist group affiliated with Al-Nusra Front is using chemical weapons in Syria.

The US Department of State admitted that militants linked to Al-Nusra Front are carrying out terrorist attacks using chemical weapons in Syria. Russia’s defense ministry says it’s the first admission of its kind.

The assertion was made in the latest Syria travel warning issued by the State Department on Wednesday. It also mentions Islamic State [IS, formerly ISIS/ISIL].

“Terrorist and other violent extremist groups including ISIS and Al-Qaeda linked Hayat Tahrir Al-Sham [dominated by Al-Qaeda affiliate Jabhat Al-Nusra, a designated Foreign Terrorist Organization], operate in Syria,” the travel warning reads.

“Tactics of ISIS, Hayat Tahrir al-Sham, and other violent extremist groups include the use of suicide bombers, kidnapping, small and heavy arms, improvised explosive devices, and chemical weapons,” it said.

Terror groups have targeted roadblocks, border crossings, government buildings and other public areas in major Syrian cities of Damascus, Aleppo, Hama, Daraa, Homs, Idlib, and Deir-ez-Zor, the State Department acknowledged.

Meanwhile, Russia’s Defense Ministry said a precedent had been set by Washington acknowledging that Al-Nusra linked terrorists use chemical weapons in Syria.

“This is the first official recognition by the State Department not only of the presence, but the very use of chemical weapons by Al-Nusra terrorists to carry out terrorist attacks, which we repeatedly warned about,” General Igor Konashenkov, spokesman for the ministry, commented on Friday.

Previously, the US military reported chemical attacks in Syria.  Last November, Colonel John Dorrian, a spokesman for the US-led coalition in Iraq, said it is “concerned about Islamic State’s use of chemical weapons.”

“[Islamic State] has used them in Iraq and Syria in the past, and we expect them to continue employing these types of weapons,” Dorrian said in an emailed statement to the New York Times.

The military official said the terrorist group’s ability to stage chemical attacks is “rudimentary,” adding that US, Iraqi and other coalition forces are capable of dealing with the impact of these attacks, namely “rockets, mortar shells or artillery shells filled with chemical agents.”

Earlier in April, the US launched 59 Tomahawk missiles at the Syrian military’s airbase Shayrat in response to an alleged chemical attack in Syria’s Idlib Province, where dozens of civilians including children died from suspected gas poisoning in the rebel-occupied territory. Washington was prompt to point the finger at the Syrian government for the incident.

Moscow said international efforts to investigate the alleged chemical attack did not help to establish hard facts.

“There is a Joint Investigative Mechanism [JIM], established in 2015 by the UN and the Organization for Prohibition of Chemical Weapons, to find those behind [the use of chemical weapons in Syria],” Mikhail Ulyanov, director of Russian Foreign Ministry’s Non-Proliferation and Arms Control Department, told TASS.

He said the Joint Mechanism’s experts have visited Shayrat airfield on October 8 and 9, but did not collect ground samples at the site.

“The JIM are categorically refusing to carry out this important function,” the diplomat said, adding, “we can’t say this investigation is of any quality… this is an unprofessional approach that raises huge questions.”

Sorgente: US State Department admits Al-Nusra affiliate using chemical weapons in Syria — RT America

Syria discovers Israeli arms at Daesh hideout: Video

Syrian military forces have discovered a large cache of Israeli-made weapons in the strategic city of Mayadin in Dayr al-Zawr province, days after retaking the eastern city from Daesh terrorists.

The weapons included several types of heavy, medium and light firearms that beside Israel, came from some European countries as well as members of the NATO military alliance, Syria’s state news agency SANA reported Thursday, citing a field commander.

The commander said they had also found mortars, artillery equipment, large quantities of anti-armor munitions and a NATO- made 155mm cannon with a range of up to 40km (about 25 miles).

This was not the first time that the Syrian government forces made such discoveries from terrorist hideouts across the country.

According to SANA, only a few days back they captured an Israeli cannon along with large amounts of weapons, ammunition and communication equipment from Takfiri terrorists in the area of ​​Jib al-Jarrah in the eastern Homs countryside.

Syria has been gripped by foreign-backed militancy since March 2011. The Syrian government says the Israeli regime and its Western and regional allies are aiding Takfiri terrorist groups wreaking havoc in the country.

Israeli violations of Syria’s sovereignty

Although Israel has sought to avoid direct involvement in the six-year conflict, it has acknowledged conducting frequent attacks against military targets in Syria, in what is considered by experts as an attempt to prop up terrorist groups among their many losses.

The latest of such attacks occurred on Thursday, when Israeli tanks fired shells into Syrian territories from the occupied Golan Heights.

The office of Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu confirmed the attack, calling it a response to a “projectile” that was allegedly fired from Syria earlier in the day and landed on “open ground” without causing any casualties.

The attack followed an Israeli aerial violation of Syria’s airspace near the Lebanese border on Monday.

Syrian military forces responded to the intrusion by opening fire on the aircraft, hitting one and forcing them all to flee.

According to a statement by the Syrian army, the Israeli jets then fired multiple missiles from inside the occupied Palestinian territories, causing material damage to a Syrian army position in the countryside of the capital Damascus.

Sorgente: PressTV-Syria discovers Israeli arms at Daesh hideout: Video

L’Esercito siriano nella capitale ‘de facto’ dell’ISIS in Siria scopre armi prodotte in USA e Israele

Le forze siriane, dopo aver liberato la città di Al-Mayadeen, nella provincia orientale di Deir Ezzor, capitale de facto dell’ISIS in Siria, hanno scoperto una grande quantità di armi di produzione statunitense e israeliana.

Le Tiger Forces, unità speciali delle forze armate siriane, come riferito dai dai media russi, indicano che ad Al-Mayadeen, divenuta capitale de facto dell’ISIS in Siria ci sono enormi magazzini di armi abbandonati dai terroristi dopo l’arrivo delle forze siriane.

“I depositi di armi sono enormi. Sono scioccato da quanti armi ho visto. Ci sono centinaia e anche migliaia di armi e munizioni di vari tipi “, ha dichiarato Rahmi Mauwas, colonnello siriano.

Allo stesso modo, l’esercito siriano afferma che alcune delle armi sono di produzione statunitense  e israeliana e ci sono molti altri da paesi del Medio Oriente.

Inoltre, il tenente colonnelloMauwas ha riferito che le forze siriane hanno trovato un gran numero di veicoli militari carichi di esplosivi e persino un carro armato attrezzato per un futuro attacco.

Fonte: RT

Notizia del:

Sorgente: VIDEO. L’Esercito siriano nella capitale ‘de facto’ dell’ISIS in Siria scopre armi prodotte in USA e Israele – World Affairs – L’Antidiplomatico

C’è un accordo tra ISIS e Stati Uniti?

 

Valentin Vasilescu, Reseau International 28 settembre 2017Il Ministero della Difesa russo ha pubblicato le immagini riprese dai droni dall’8 al 12 settembre 2017, che mostrano il dispiegamento dei terroristi dello SIIL a nord di Dayr al-Zur in Siria. La sorpresa è la presenza di blindati Humvee-Hummer (HMMWV) delle forze speciali statunitensi nelle basi difensive dello SIIL presso Dayr al-Zur. Sulla mappa del Ministero della Difesa russo, appaiono sei schieramenti difensivi dello SIIL (per un totale di 1500 terroristi) in cui erano posizionati dei blindati statunitensi Humvee diretti verso la periferia di Dayr al-Zur. Il Ministro della Difesa russo affermava che i reggimenti curdi controllati dalle Forze Speciali degli Stati Uniti (SOF) e dalle Forze democratiche siriane (SDF) avanzavano senza ostacoli tra le posizioni dello SIIL sulla sponda orientale l’Eufrate, in direzione di Dayr al-Zur. Ad esempio, un’immagine aerea dell’8 settembre mostra una postazione di controllo fortificata dello SIIL situata a 23 km a sud-ovest di Jisr al-Shadadi, sulla strada per Dayr al-Zur. 3 autocarri statunitensi con 2 blindati e 5 Toyota dello SIIL erano fermi nella postazione di controllo. Allo stesso tempo, sulla strada, vi erano 4 tecniche delle SDF curde accompagnate da 1 Hummer statunitense.
Ciò che è incomprensibile è l’assenza di tracce di combattimenti tra SIIL e Forze democratiche siriane (SDF) e SOF. Le SOF non avevano creato pattuglie mobili come avanguardia delle colonne SDF per difenderle da un possibile attacco dello SIIL. Non ci sono crateri di proiettili di artiglieria e bombe della coalizione anti-SIIL guidata dagli Stati Uniti presso le fortificazioni dello SIIL in cui i veicoli di SDF e SOF stazionavano. Va inoltre osservato che tutte le fortificazioni dello SIIL erano circondate da campi minati. Alcun concentramento di mezzi di SDF e SOF aveva adottato un sistema di sorveglianza militare e di sicurezza, anche se erano nelle zone difensive dello SIIL. La conclusione del Ministero della Difesa russa è che “i soldati statunitensi si sentono al sicuro nelle aree controllate dai terroristi in Siria“.
Gli ufficiali russi riferivano che quando l’Esercito arabo siriano arrivò a Dayr al-Zur tra il 26 e il 28 agosto, molti elicotteri dell’esercito statunitense evacuarono 22 capi dello SIIL di origine europea con le loro famiglie da diverse aree a nord-ovest di Dayr al-Zur. Va osservato che al momento in cui le SDF scortate dalle forze speciali dell’esercito degli Stati Uniti (SOF) avanzavano per 100 km attraversando senza combattere le linee dello SIIL, nella zona industriale di Dayr al-Zur, i 600 terroristi dello SIIL presenti nelle nuove posizioni occupate dalle SDF, avviarono forti contrattacchi contro le truppe siriane sbarcate sulla sponda orientale dell’Eufrate. Non è una coincidenza che lo SIIL non si preoccupi dell’occupazione del suo territorio dalle SDF, concentrandosi nella lotta all’Esercito arabo siriano per impedirgli di liberare la provincia di Dayr al-Zur fino al confine con l’Iraq. Una provincia che gli Stati Uniti vogliono occupare con i loro alleati curdi delle SDF.
La stampa occidentale e rumena evita di riportare queste informazioni, suggerendo che sia una falsificazione o che, se vera, disturberebbe la percezione pubblica della lotta degli USA contro lo SIIL, infastidendo Casa Bianca e cancellerie europee.

 

thanks to: Alessandro Lattanzio

 

Siria, capo terrorista conferma ‘la cooperazione diretta’ con Israele

 Siria, capo terrorista conferma 'la cooperazione diretta' con Israele
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Il capo di un gruppo armato siriano ha rivelato i “contatti e la cooperazione diretta” della sua fazione con le forze armate del regime di Tel Aviv (IDF).

Secondo il ‘Time of Israel’, Abu Hamad capo di un gruppo armato, ha ammesso che i suoi uomini “hanno avuto contatti diretti con Israele per ricevere il sostegno” da questo regime.

Abu Hamad ha quindi rigettato le affermazioni dell’esercito israeliano, il quale ha sempre sostenuto di inviare aiuti solo ai civili e alle organizzazioni non governative situate sul confine siriano con i territori palestinesi occupati.

In dichiarazioni rese in una videoconferenza con i giornalisti tramite Skype, e da una casa ben arredata che si trova nella parte non occupata del Golan nella provincia meridionale siriana di Quneitra, Abu Hamad, incappucciato per evitare di essere identificato, ha riconosciuto che il regime di Tel Aviv ha anche offerto aiuto ad altre bande armate nella zona.

Tuttavia, il leader terrorista ha rifiutato di specificare i nomi dei gruppi, tanto meno il proprio, temendo di perdere l’assistenza israeliana, aggiunge il sito web israeliano.

Questa testimonianza è l’ennesima conferma dell’appoggio di Israele ai gruppi armati che combattono contro il legittimo governo siriano. Anche l’ONU, lo scorso 15 giugno, rivelò l’esistenza di contatti diretti tra Israele e i gruppi terroristici come Al Nusra, braccio di al Qaeda in Siria.

Fonte: Timesofisrael
Notizia del: 25/08/2017