La verità su Cristoforo Colombo

La verità su Cristoforo Colombo

Oggi Cristoforo Colombo è celebrato come un mitico eroe – con tanto di canzoni, poesie, e fictions – sulla sua grande avventura attraverso l’Atlantico per esplorare la terra maestosa che sarebbe stata poi chiamata America. Negli USA ci sono cinquantaquattro comunità che prendono il nome dall’esploratore, incluso il distretto della Columbia. “Salve, Colombia” è stato l’inno nazionale non ufficiale degli Stati Uniti fino al 1931. Una festa federale, il “Columbus Day”, si celebra ogni anno il secondo lunedì di ottobre.

Nonostante tutto ciò, gli storici hanno iniziato a demolire il mito di Colombo:
– che abbia scoperto l’America;
– che abbia dimostrato che il mondo non era piatto (cosa ben nota per più di un millennio prima di Colombo. In effetti, gli studiosi avevano una buona stima della circonferenza della Terra, e ciò motivava parte del dissenso contro la proposta di viaggio di Colombo – egli pensava che l’Asia fosse più estesa di quello che è, e il mondo molto più piccolo, così uno degli studiosi commissionati dalla monarchia a indagare sulla plausibilità del viaggio di Colombo, disse che era “improponibile per qualsiasi persona istruita”);
– che fosse venuto in America in nome dell’esplorazione;
– infine, che fosse venuto in pace.

Molto semplicemente, la maggior parte di questi “fatti” sono inequivocabilmente falsi o mezze verità. Colombo solcò l’oceano blu per cercare ricchezze e, ufficialmente, in nome della Cristianità. Però, per lo più schiavizzò e violentò gli indigeni che incontrò, vendette ragazze per essere prostituite (perfino bambine di nove anni per sua stessa ammissione), e compì numerose azioni tanto atroci da farlo forzatamente esautorare e rimandare in Spagna in catene. Cristoforo Colombo era brutale, anche relativamente agli standard del suo tempo, il che spinse Bartolomeo de las Casas, che aveva accompagnato Colombo in uno dei suoi viaggi, a scrivere nella sua Storia delle Indie: “Sono state commesse sotto i miei occhi azioni tanto inumane e barbare da non trovare uguali in nessuna epoca… I miei occhi hanno visto atti così estranei alla natura umana che tremo anche ora a scriverne”.

Nell’agosto del 1492, Colombo lasciò la Spagna con tre navi: Santa Maria, Pinta e Santa Clara (soprannominata “Nina”). Dopo due mesi in alto mare, la terra fu avvistata. Ora, prima che partissero, il re Ferdinando e la regina Isabella avevano promesso che chi avesse avvistato terra per primo sarebbe stato ricompensato con una giacca di seta e una rendita di diecimila maravedi. Rodrigo de Triana stava di vedetta sulla Pinta e fu il primo ad avvistare la terra. Egli gridò al resto dell’equipaggio in basso, e il capitano della Pinta annunciò l’avvistamento con un colpo di cannone. Ma quando giunse il momento di ricevere il premio, Colombo disse di aver visto una luce in lontananza molte ore prima del grido di Triana, “ma era così indistinto che non ebbi il coraggio di affermare che fosse terra”.
Risulta che il premio andò a Colombo.

Sbarcato sull’isola, che avrebbe chiamato San Salvador (l’attuale Bahamas), Colombo si mise subito a cercare oro e a schiavizzare le popolazioni indigene. In particolare Colombo, dopo aver visto gli Arawak (i popoli della regione) uscire dalle foreste spaventati dalle spade dei visitatori, ma con doni, scrisse nel suo diario:
Non portavano armi e non le conoscevano, perché mostrai loro una spada e la prendevano per la lama e si tagliavano tanto erano ignoranti. Sarebbero stati buoni servitori… con cinquanta uomini avremmo potuto soggiogarli tutti e fargli fare tutto ciò che volevamo.

Come altri osservatori europei avrebbero osservato, gli Arawak erano leggendari per la loro ospitalità e il loro desiderio di condividere. Di nuovo Colombo a proposito degli Arawak:
“sono così ingenui e così liberi con i loro beni che nessuno che non li abbia conosciuti potrebbe crederci. Quando chiedi qualcosa che possiedono, non dicono mai di no. Al contrario, offrono di condividerlo con chiunque”.

Colombo ne approfittò rapidamente. Vedendo che portavano borchie d’oro agli orecchi, radunò un certo numero di Arawak e si fece condurre dove si trovava l’oro. Il viaggio li portò alle attuali Cuba e Haiti (ma Colombo credeva che fosse Asia) dove trovarono granelli d’oro nei fiumi, ma non gli enormi “campi” che Colombo si aspettava. Ciò nonostante, scrisse un rapporto in Spagna secondo cui “Ci sono molte spezie e grandi miniere d’oro e altri metalli”. Questo rapporto gli procurò il finanziamento per un secondo viaggio, questa volta con 13 navi e milleduecento uomini. Mentre non riuscì mai a riempire quelle navi d’oro, le riempì con un’altra “valuta”, una valuta che avrebbe avuto un effetto orrendo sull’evoluzione della società: schiavi.

Nel 1495, Colombo ritornò nel Nuovo Mondo e immediatamente fece prigionieri 1500 Arawaks. Di quei 1500, ne scelse 500 per essere rispediti in Spagna come schiavi (circa duecento morirono nel tragitto), dando il via al commercio transatlantico di schiavi. Gli altri mille furono forzati a cercare quel po’ di oro che c’era nella regione. Secondo il noto storico Howard Zinn, chiunque avesse più di 14 anni doveva procacciare una quota d’oro. Se non avesse trovato abbastanza oro, gli avrebbero mozzato le mani.

Alla fine, quando capirono che non c’era molto oro nella regione, Colombo e i suoi uomini presero il resto come schiavi e li misero al lavoro nelle loro fattorie appena stabilite nella regione. Molti nativi morirono e il loro numero diminuì. Gli storici moderni stimano che nel XV secolo ci fossero circa 300.000 Arawak. Nel 1515 ne erano rimasti solo 50.000. Nel 1531, 600; e nel 1650 sulle isole non erano più rimasti Arawaks purosangue.

Il modo in cui Colombo e i suoi uomini trattavano le donne e i bambini di quelle popolazioni era anche peggiore. Colombo usava abitualmente lo stupro delle donne come “ricompensa” per i suoi luogotenenti. Ad esempio, ecco il resoconto di un amico e compatriota di Colombo, Michele da Cuneo, che accompagnò Colombo nel suo secondo viaggio nel Nuovo Mondo, su ciò che Michele fece con una ‘donna Carib’ indigena. Michele scrisse:
Quando stavo nella nave catturai una bellissima donna caraibica, che il Signor Ammiraglio [Colombo] mi concesse e, dopo averla portata nella mia cabina, essendo nuda secondo la loro usanza, concepii il desiderio di provare piacere.Volevo attuare il mio desiderio, ma lei non voleva e mi graffiò con le sue unghie in modo tale da farmi desiderare di non aver mai cominciato. Ma visto ciò (per dirti la fine di tutto), presi una corda e la picchiai per bene, facendola urlare tanto che non avresti creduto alle tue orecchie. Finalmente arrivò a più miti consigli al punto che, posso dirti, sembrava fosse stata istruita in una scuola di puttane…

Andando oltre, Colombo scrisse in una lettera del 1500:

Si possono facilmente ricavare cento castellani per una donna come per una fattoria, è un affare molto diffuso e ci sono molti commercianti che vanno in cerca di ragazze; quelle dai nove ai dieci anni sono ora le più richieste.

Come illustrato in un rapporto di 48 pagine recentemente scoperto negli archivi spagnoli, scritto da Francisco De Bobadilla (incaricato di indagare sul governo di Colombo per volere della regina Isabella e del re Ferdinando, che erano turbati dalle accuse circa alcune azioni di Colombo), una donna che aveva insultato la famiglia di Colombo fu spogliata nuda e costretta a cavalcare su un mulo attorno alla colonia. Ultimato il giro, la sua lingua fu tagliata per ordine del fratello di Colombo, Bartolomeo, con cui Colombo poi si congratulò per aver difeso con successo l’onore della famiglia. Inutile dire che questi e numerosi altri atti simili indussero infine De Bobadilla a esautorare Colombo e a rimandato in Spagna in catene.

Dopo che Colombo fu cacciato, gli spagnoli replicarono la sua politica di schiavitù e violenza. Nel 1552, lo storico e frate spagnolo Bartolomeo de las Casas pubblicò vari volumi con il titolo Storia delle Indie. Qui egli descrisse il collasso della popolazione non europea. Egli scrive che, poiché gli uomini venivano catturati e costretti a lavorare nelle miniere in cerca d’oro, raramente o mai tornavano a casa, e ciò ebbe un impatto significativo sul tasso di natalità. Se una donna partoriva, essendo oberata di lavoro e malnutrita, spesso non riusciva a produrre abbastanza latte per il bambino. De Las Casas riferisce anche che alcune donne “affogarono i loro bambini per pura disperazione”.

Ci sono molti altri esempi, scritti, e ricerche che indicano un fatto: Cristoforo Colombo era un individuo deplorevole. Nessuno è perfetto – se ci limitassimo a coloro che non avevano difetti importanti, avremmo pochi uomini da celebrare – ed è estremamente importante vedere le cose nel contesto del tempo in cui gli individui vivevano. Ma anche nella sua epoca, molti dei suoi atti erano considerati deplorevoli dai suoi pari, il che costituisce buona parte dei motivi per cui Colombo fu arrestato per la sua condotta nel Nuovo Mondo. Se si aggiunge che il suo reale impatto storico e generale fu incidentale rispetto a quello che egli stava effettivamente cercando di fare (rendendo un po’ arduo celebrarlo anche per quel lato della sua vita), forse è ora che lasciamo perdere i miti su Cristoforo Colombo appresi alle elementari e smettiamo di celebrare l’uomo Colombo.

L’articolo originale è pubblicato su Today I found out

Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese

Traduzione dall’Inglese di Leopoldo Salmaso

thanks to: Pressenza

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8 Myths and Atrocities About Christopher Columbus and Columbus Day

On the second Monday of October each year, Native Americans cringe at the thought of honoring a man who committed atrocities against Indigenous Peoples.

Columbus Day was conceived by the Knights of Columbus, a Catholic Fraternal organization, in the 1930s because they wanted a Catholic hero. After President Franklin D. Roosevelt signed the day into law as a federal holiday in 1937, the rest has been history.

In an attempt to further thwart the celebration of this “holiday,” we at ICTMN have outlined eight misnomers and bloody, greedy, sexually perverse and horrendous atrocities committed by Columbus and his men.

FULL BIBLIOGRAPHY AND SOURCES  USED FOR THIS ARTICLE HERE – Christopher Columbus’s Top Atrocities: The Annotated List 

On the Way—Columbus Stole a Sailor’s Reward

After obtaining funding for his explorations to reach Asia from the seizure and sale of properties from Spanish Jews and Muslims by order of King Ferdinand and Queen Isabella, Columbus headed out to explore a new world with money and ships.

Brimming with the excitement of discovering new land, Columbus offered a reward of 10,000 maravedis or about $540 (a sailor’s yearly salary) for the first person to discover such land. Though another sailor saw the land in October 1492, Columbus retracted the reward he had previously offered because he claimed he had seen a dim light in the west.

Replicas of the Niña, Pinta and Santa Maria in the North River, New York. They crossed from Spain to be present at the World's Fair at Chicago. (Andrews, E. Benjamin. History of the United States, volume V. Charles Scribner’s Sons, New York. 1912/Wikimedia)
Replicas of the Niña, Pinta and Santa Maria in the North River, New York. They crossed from Spain to be present at the World’s Fair at Chicago. (Andrews, E. Benjamin. History of the United States, volume V. Charles Scribner’s Sons, New York. 1912/Wikimedia)

Columbus Never Landed on American Soil—Not in 1492, Not Ever

We’re not talking about the Leif Ericson Viking explorer story.  We mean Columbus didn’t land on the higher 48—ever. Columbus quite literally landed in what is now known as the Bahamas and later Hispaniola, present-day Haiti and the Dominican Republic.

Upon arrival, Columbus and his expedition of weapon laden Spaniards met the Arawaks, Tainos and Lucayans—all friendly, according to Columbus’ writings. Soon after arriving, Columbus wrecked the Santa Maria and the Arawaks worked for hours to save the crew and cargo.

Impressed with the friendliness of the native people, Columbus seized control of the land in the name of Spain. He also helped himself to some locals. In his journal he wrote:

“As soon as I arrived in the Indies, on the first Island which I found, I took some of the natives by force in order that they might learn and might give me information of whatever there is in these parts.”

RELATED: American History Myths Debunked: Columbus Discovered America

The four voyages of Columbus are shown here. (Wikimedia Commons)
The four voyages of Columbus are shown here. (Wikimedia Commons)

Columbus Painted a Horrible Picture of Peaceful Natives

When Columbus first saw the Native Arawaks that came to greet him and his crew he spoke with a peaceful and admiring tone.

“They … brought us parrots and balls of cotton and spears and many other things… They willingly traded everything they owned…  They were well-built, with good bodies and handsome features…. They do not bear arms, and do not know them, for I showed them a sword, they took it by the edge and cut themselves out of ignorance. They have no iron. Their spears are made of cane… . They would make fine servants…. With fifty men we could subjugate them all and make them do whatever we want.”

After several months in the Caribbean, on January 13, 1493 two Natives were murdered during trading. Columbus, who had otherwise described the Natives as gentle people wrote “(they are) evil and I believe they are from the island of Caribe, and that they eat men.” He also described them as “savage cannibals, with dog-like noses that drink the blood of their victims.”

The cannibal story is taught as fact in some of today’s schools.

Columbus’ Men Were Rapists and Murderers

On Columbus’s first trip to the Caribbean, he later returned to Spain and left behind 39 men who went ahead and helped themselves to Native women. Upon his return the men were all dead.With 1,200 more soldiers at his disposal, rape and pillaging became rampant as well as tolerated by Columbus.

This is supported by a reported close friend of Columbus, Michele de Cuneo who wrote the first disturbing account of a relation between himself and a Native female gift given to him by Columbus.

“While I was in the boat I captured a very beautiful Carib woman, whom the said Lord Admiral gave to me, and with whom, having taken her into my cabin, she being naked according to their custom, I conceived desire to take pleasure. I wanted to put my desire into execution but she did not want it and treated me with her finger nails in such a manner that I wished I had never begun. But seeing that (to tell you the end of it all), I took a rope and thrashed her well, for which she raised such unheard of screams that you would not have believed your ears. Finally we came to an agreement in such manner that I can tell you that she seemed to have been brought up in a school of harlots.”

Several accounts of cruelty and murder include Spaniards testing the sharpness of blades on Native people by cutting them in half, beheading them in contests and throwing Natives into vats of boiling soap. There are also accounts of suckling infants being lifted from their mother’s breasts by Spaniards, only to be dashed headfirst into large rocks.

Bartolome De Las Casas, a former slave owner who became Bishop of Chiapas, described these exploits. “Such inhumanities and barbarisms were committed in my sight as no age can parallel,” he wrote. “My eyes have seen these acts so foreign to human nature that now I tremble as I write.”

Columbus Enslaved the Native People for Gold

Because Columbus reported a plethora of Natives for slaves, rivers of gold and fertile pastures to Queen Isabella and King Ferdinand, Columbus was given 17 ships and more than 1,200 men on his next expedition. However, Columbus had to deliver. In the next few years, Columbus was desperate to fulfill those promises—hundreds of Native slaves died on their way back to Spain and gold was not as bountiful as expected.

Christopher Columbus presents Native Americans to Queen Isabella.
Christopher Columbus presents Native Americans to Queen Isabella.

Columbus forced the Natives to work in gold mines until exhaustion. Those who opposed were beheaded or had their ears cut off.

In the provinces of Cicao all persons over 14 had to supply at least a thimble of gold dust every three months and were given copper necklaces as proof of their compliance. Those who did not fulfill their obligation had their hands cut off, which were tied around their necks while they bled to death—some 10,000 died handless.

In two years’ time, approximately 250,000 Indians on Haiti were dead. Many deaths included mass suicides or intentional poisonings or mothers killing their babies to avoid persecution.

According to Columbus, in a few years before his death, “Gold is the most precious of all commodities; gold constitutes treasure, and he who possesses it has all he needs in the world, as also the means of rescuing souls from purgatory, and restoring them to the enjoyment of paradise.”

Columbus Provided Native Sex Slaves to His Men

In addition to putting the Natives to work as slaves in his gold mines, Columbus also sold sex slaves to his men—some as young as 9. Columbus and his men also raided villages for sex and sport.

In the year 1500, Columbus wrote: “A hundred castellanoes are as easily obtained for a woman as for a farm, and it is very general and there are plenty of dealers who go about looking for girls; those from nine to ten are now in demand.”

Columbus’ Men Used Native People as Dog Food

In the early years of Columbus’ conquests there were butcher shops throughout the Caribbean where Indian bodies were sold as dog food. There was also a practice known as the montería infernal, the infernal chase, or manhunt, in which Indians were hunted by war-dogs.

These dogs—who also wore armor and had been fed human flesh, were a fierce match for the Indians. Live babies were also fed to these war dogs as sport, sometimes in front of horrified parents.

Columbus Returned to Spain in Shackles—But Was Pardoned

After a multitude of complaints against Columbus about his mismanagement of the island of Hispaniola, a royal commissioner arrested Columbus in 1500 and brought him back to Spain in chains.

Though he was stripped of his governor title, he was pardoned by King Ferdinand, who then subsidized a fourth voyage.

RELATED: Christopher Columbus, The Myths Behind the Man

Sorgente: 8 Myths and Atrocities About Christopher Columbus and Columbus Day – ICTMN.com