Come Israele manipola la lotta contro l’antisemitismo

Ciò che interessa al governo israeliano e a molti dei suoi sostenitori non è la lotta del tutto giustificata contro l’antisemitismo. Copertina – Benyamin Netanyahu alla commemorazione della retata del Velodromo d’hivèr, 16 luglio 2017.

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Latinoamerica oggi

Congreso de los Pueblos Le minacce contro il Venezuela da parte del governo di Trump, accompagnato dai suoi leccapiedi Duque e Bolsonaro, e dal “Cartello di Lima”, stanno aprendo nella regione un possibile scenario di guerra, che deve essere prevenuta dalle organizzazioni sociali e dai partiti politici di sinistra, progressisti e democratici della regione…

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Fermiamo il cancro CETA

La protesta contro l’accordo di libero scambio tra Europa e Canada ha portata continentale

stop-ttip-italia.net
Il 21 settembre il CETA ha compiuto un anno dalla sua entrata in vigore provvisoria, che ha fatto cadere oltre il 90% dei dazi in vigore e, a fronte di una crescita delle poche imprese esportatrici verso il Canada in linea con quanto ottenuto negli anni precedenti senza il CETA, ha messo al lavoro la ventina di Comitati riservati che stanno lavorando ai fianchi regole e standard importanti per la nostra salute e sicurezza. Per questo in Germania, Francia e anche in Italia, a Milano e Udine, oggi sabato 29 settembre migliaia di cittadini europei torneranno a farsi vedere e sentire per chiedere lo stop definitivo a questo e a tutti  i brutti fratelli del CETA.
In un’impeto promozionale, rispetto a un trattato che non vince a livello commerciale, e non convince a livello di diritti, la commissaria europea al commercio Cecilia Malmstrom è volata dal ministro al Commercio canadese Jim Carr per lanciare insieme, come grande passo avanti, l’inserimento nel testo del CETA di un passaggio in cui le parti si impegnano “Promuovere il sostegno reciproco delle politiche commerciali e climatiche”, in riferimento al loro impegno nei confronti dell’accordo di Parigi. Peccato che, come rilevato anche da autorevoli esperti, questi impegni come quelli già presenti nel capitolo del trattato dedicato allo Sviluppo sostenibile, sono pure parole senza impegni numerici ne’ meccanismi di controllo e sanzione nel caso non venissero rispettate.
Nel frattempo, invece, come abbiamo avuto modo anche di denunciare con questo Documento consegnato al Governo italiano nella seconda riunione della Task Force istituita presso il Mise per valutare opportunità e problemi dei negoziati commerciali in corso, i Comitati istituiti dal CETA attaccano standard e regole su temi importanti come pesticidi, Ogm e glifosate.
Come si può leggere nell’appunto, infatti, il 18 gennaio 2018 il Comitato sulla Cooperazione regolatoria (RCF) costituito dal trattato ha pubblicato una Call to action in cui chiunque poteva presentare una lista di proposte su regole diverse tra Europa e Canada da avvicinare nel futuro non in parlamento ma nell’ambito del Comitato stesso .
Il 27-28 Marzo nel primo Comitato sulla sicurezza sanitaria e fitosanitaria il Canada ha chiesto all’Europa di motivare formalmente il differente trattamento del glifosato in alcuni Paesi UE  come l’Italia, in cui ne è parzialmente vietato l’uso, poi il mancato rinnovo da parte dell’UE della commercializzazione per i prodotti contenenti Picoxystrobin, un fungicida considerato altamente rischioso per animali terrestri e acquatici, oltre all’annosa questione dei MRL (livelli residui dei pesticidi) tra i livelli tollerati in Eu, nei diversi Paesi e quelli (più di larga manica) protetti dal Codex Alimentarius.

Il 26 Aprile 2018 nel primo Dialogo sull’Accesso al mercato del biotech, reso obbligatorio dal CETA, il Canada ha espresso preoccupazioni sulle presunte “lungaggini burocratiche” che non permettevano una rapida autorizzazione dei loro Ogm in Europa. E sono solo pochi tra le decine di esempi che potremmo fare nel merito dell’impatto del CETA e dei suoi brutti fratelli sulla capacità dei nostri Paesi e dell’Europa stessa di difendere, di fronte
Per questo oggi 29 settembre in Germania, Francia, Madrid e per l’Italia a Milano e Udine  si terranno oltre 100 iniziative di protesta e sensibilizzazione contro il CETA e gli altri trattati.
A Milano il Comitato Stop TTIP/Stop CETA darà vita a una “Ruota della sfiga” in diretta Facebook dalla fabbrica recuperata RiMaflow. Qui il link con tutte le informazioni sull’evento di Milano: Link Qui il link per la diretta alla pagina Fb del Comitato di Milano: Link
A Udine il Comitato Stop TTIP/StopCETA organizza una conferenza stampa insieme a Coldiretti e Banca Etica per denunciare che c’è anche un formaggio friulano tra i falsi made in Italy causati dal CETA.
Ma l’autunno caldo dei Trattati tossici è appena cominciato: la ex relatrice delle Nazioni Unite per il diritto all’acqua, la canadese Maude Barlow, premio Nobel alternativo nel 2005 e co-fondatrice della più antica organizzazione ambientalista canadese Council of Canadians sarà in Italia il 15 e 16 ottobre nostra ospite a Roma per incontrare istituzioni e associazioni e unirsi alla nostra richiesta al Governo italiano e al Parlamento Europeo di fermare al più presto il CETA.

Notizia del:

Martina Lauer: un’attivista tedesca per la Palestina in Canada

Qui di seguito la mia intervista con l’attivista e traduttrice pro-palestinese Martina Lauer. Martina Lauer è nata in Germania meridionale e vive in Canada da 20 anni. In Germania ha studiato germanistica e storia presso l’Università di Friburgo in Germania e ha lavorato come insegnante e lettrice in Germania, Inghilterra e Peru. Dal 2008-09, all’indomani dei violenti bombardamenti israeliani contro Gaza, ha iniziato ad impegnarsi nel movimento pro-palestinese. Ha scritto per il sito Itisapartheid, ora Adsfor Apartheid e traduce articoli e testi sulla resistenza palestinese per i siti pro-palestinesi ProMosaik e Palästina Portal. Vorrei ringraziare Martina per le sue risposte così dettagliate ed importanti alle nostre domande. Spero che grazie alle sue parole molte lettrici e molti lettori comprenderanno l’importanza di un impegno attivo e “creativo” a favore del popolo palestinese. Ognuno di noi può e deve impegnarsi a favore della Palestina e dei diritti umani. La critica nei confronti di Israele e l’antisionismo in questo contesto significano un posizionamento chiaro a favore dei diritti umani e a favore dei popoli oppressi e colonizzati anche al di fuori della Palestina occupata.

Sorgente: Pressenza – Martina Lauer: un’attivista tedesca per la Palestina in Canada

Finalmente il Canada riconosce la dichiarazione delle Nazioni Unite sui popoli indigeni

Con ben nove anni di ritardo, Canada finalmente riconosciuto dichiarazione ONU per lo sui popoli indigeni. Nel 2007 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una mozione che riconosce i diritti umani fondamentali dei popoli indigeni tra cui i diritti all’autodeterminazione, la lingua, l’uguaglianza e la terra e richiede che sia richiesto il consenso preventivo, libero e informato (free, prior and informed consent – “FPIC”) prima di approvare progetti che hanno impatto sui loro territori ancestrali o sulle loro risorse. Solo quattro paesi si sono rifiutati di firmare la dichiarazione: Australia, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Canada. Nel 2010 il Canada è rimasto da solo a rifiutarsi di riconoscere i diritti indigeni.

 

La scorsa settimana, il ministro degli indigeni Carolyn Bennett ha annunciato che il Canada riconoscerà  documento. L’annuncio arriva proprio mentre il governo viene aspramente criticato per a pessima gestione delle riserve aborigene, molte delle quali non hanno neppure accesso adeguato all’acqua potabile, e in cui le condizioni di vita sono scadenti, e i tassi di suicidio dei giovani sono alle stelle. Il governo liberale di Justin Trudeau ha annunciato di voler ricostruire i rapporti con le popolazioni indigene del Canada.

Sorgente: Finalmente: il Canada riconosce la dichiarazione delle Nazioni Unite sui popoli indigeni – Salva le Foreste

Bruciano le foreste nel cuore petrolifero del Canada

L’Alberta brucia. Le foreste canadesi sono colpite da uno dei più terribili incendi della storia. Iniziato in un’area ricca di bacini bituminosi, dilaga ora su circa mille chilometri quadrati, nelle ultime 48 ore il rogo si è propagato per oltre 200mila ettari. L’incendio è talmente intenso che perfino alberi verdi come i pioppo bruciano all’improvviso, in una sorta di rumorosa esplosione.

A questo livello di intensità delle fiamme, al di sopra dei 10.000 kilowatt per metro, le convenzionali misure antincendio sono inutili, perché il fuoco divora tutto, anche l’acqua, e i 145 elicotteri e 22 canadair risultano poco efficaci.

Sorgente: Bruciano le foreste nel cuore petrolifero del Canada – Salva le Foreste

Tra pasta e acqua, erbicida glifosato finisce a tavola

– ROMA – Il discusso pesticida glifosato, che la Iarc (Agenzia dell’Organizzazione mondiale della Sanità) ha classificato come probabile cancerogeno e l’Efsa, authority europea per la sicurezza alimentare, invece assolve, finisce anche sulle tavole degli italiani. Analisi condotte da due laboratori, su iniziativa del mensile dei consumatori ‘Il Test-Salvagente’, hanno infatti rilevato in alcuni casi residui di glifosato, pur se inferiori ai limiti di legge, in corn flakes, fette biscottate, farine e paste. Il ‘Test-Salvagente’ ha svolto analisi anche su campioni di acque e in questo caso i risultati sono stati più allarmanti, perché su 26 campioni provenienti da diverse città italiane, in due casi l’Ampa, un derivato del glifosato dagli effetti tossici, è risultato superiore ai limiti di legge. Aidepi, Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane, replica affermando che la pasta e i prodotti da forno italiani sono sicuri. Difatti la presenza di minime tracce di glifosato riscontrata dalle analisi de ‘Il Test-Salvagente’ non rappresenta alcun rischio per la salute. Con le quantità rilevate – osserva Aidepi – non sarebbe possibile superare i limiti di sicurezza stabiliti dalle autorità sanitarie neppure mangiando 200 kg di cibo al giorno”. Sul fronte dei controlli sull’acqua – ha denunciato il mensile dei consumatori – c’è negligenza da parte delle regioni, difatti nessuna analizza la presenza di glifosato e del suo metabolita Ampa nelle acque potabili. A puntare l’indice contro le regioni, anche Vincenzo Vizioli, presidente dell’Aiab-Associazione italiana per l’agricoltura biologica e promotore del coordinamento ‘Stop Glifosato’, che comprende 38 soggetti non solo del mondo bio, ma consumatori, ambientalisti e associazionismo agricolo. “Abbiamo chiesto alle regioni di togliere il glifosato dai disciplinari di produzione a cui vengono assicurati finanziamenti europei attraverso i piani di sviluppo rurale, ma finora abbiamo trovato un muro di gomma”.
“Il buon senso vorrebbe che in primis la Ue, nella sua decisione del mese prossimo sul rinnovo dell’autorizzazione alla vendita del glifosato, si basasse sul principio di cautela che figura peraltro nel suo statuto – sottolinea Carlo Maurizio Modonesi, docente dell’Università di Parma e membro del Gruppo Pesticidi dei Medici per l’Ambiente -, perché ancora non sappiamo i veri rischi delle continue esposizioni a tracce di residui di pesticidi”.

Sorgente: Tra pasta e acqua, erbicida glifosato finisce a tavola – Cibo & Salute – ANSA.it

50 paesi preparano in segreto un trattato ancora peggiore del TTIP

50 paesi preparano in segreto un trattato ancora peggiore del TTIP

Pressenza – 50 paesi preparano in segreto un trattato ancora peggiore del TTIP.

Canadian students vote to join boycott of Israel

August 21, 2014

Canadian students vote to join boycott of Israel

Canada may be Israel’s closest lickspittle state – more than even the United States – but it would seem that Canada’s youth don’t share their government’s slavish attitude towards the world’s only surviving apartheid state.

According to the Ottawa Citizen, the Ontario branch of the Canadian Federation of Students, representing more than 300,000 university students in the province, has unanimously passed a resolution to boycott Israel.

The website quoted a union executive member, Anna Goldfinch, as saying that the resolution to join the Boycott, Divestment and Sanctions (or BDS) Movement in support of Palestine received no opposition at its annual general meeting last weekend.

The resolution, which was submitted by the Ryerson Students’ Union (RSU),“endorses a number of solidarity tactics that have been called for by Palestinian civil society”, she added.

RSU’s president, Rajean Hoilett, was quoted by the Ottawa Citizen as saying that he was calling for the university and colleges in Ontario not to “remain complicit” through investments and ties with academic institutions that support or profit from “Israeli war crimes”.

Everywhere, from Ottawa to Santiago and from Oakland, California, to London, the people are shouting loud and clear, often in defiance of their corrupt governments: no to Israeli crimes and yes to justice for the Palestinian people.

ENDS

thanks to: © Scoop Media