La verità dietro i Protocolli dei Savi Anziani di Sion

https://newsoftheworldnews.files.wordpress.com/2019/02/0e9fe-1-libro20dei20savi20di20sion.jpg?w=600Perchè un testo antico, scritto più di cento anni fa, che riporta eventi realmente accaduti, fa così paura alla lobby ebraica? Forse perchè racconta la verità?

Gli ebrei hanno cercato in ogni modo di denigrare il libro che descrive essenzialmente ciò che avvenne sul serio tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi del Novecento: delle riunioni segrete tra ebrei askenaziti.

Nessuno storico ha mai smentito tale verità. E nessun ebreo ha mai negato che in quel periodo in tutta Europa ci fossero cospirazioni da parte loro contro il potere costituito.

Ne sono prova gli innumerevoli testi religiosi risalenti a quell’epoca, scritti in svariate lingue, che chiunque può trovare in moltissime biblioteche di tutto il mondo, dove rabbini e rebbe incoraggiano gli adepti ad azioni contro le società che li ospitano al  fine di impedire l’integrazione degli ebrei in queste società e quindi l’assimilamento. Tanto più pericoloso in quanto avrebbe tolto agli stessi religiosi ebrei il loro potere sociale.

Perchè allora un manuale che riporta i metodi e le strategie per poter controllare le società non ebree non dovrebbe essere autentico?

Proviamo a leggerlo prima di giudicare.

Potete scaricarne una versione qui o qui.

 

 

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FINE DELL’EURO: BERLINO HA IL PIANO, NOI NO.

Me lo ricordo, ero in Grecia, l’esultanza popolare per la vittoria del No al referendum: “Abbiamo dimostrato che la democrazia non può essere ricattata”, disse Alexis Tsipras  “Non è una rottura con l’Unione Europea. Chiediamo un accordo per uscire dall’austerity. Vogliamo un’Europa della solidarietà …domani la Grecia andrà al tavolo negoziale con l’obiettivo di riportare alla normalità il sistema delle banche. Vogliamo continuare le trattative con un programma reale di riforme, ma con giustizia sociale”.

L’entusiasmo popolare crollò quando Mario Draghi fece mancare la liquidità ai Bancomat. Un atto criminale, perché se c’è un obbligo fondamentale per una banca centrale, è appunto di non far mancare la liquidità corrente. Ma Mario Draghi, e tutti gli altri membri dirigenti della BCE, non possono essere chiamati in giudizio, imputati  in alcun modo. Hanno preteso ed ottenuto dai nostri politici di essere esenti dal diritto penale e civile.  Questa è l’Europa:  dove  una istituzione non eletta, di banchieri che commettono (e l’abbiamo visto) errori enormi ed esercitano atti politici criminali e inumani per  terrorizzare l’opinione pubblica affamandola, non devono  rendere conto a  nessuno.

Ora, Draghi e il board BCE  (e i tedeschi che già studiano come uscire dall’euro, mentre a noi è vietato)  stanno sicuramente soppesando se usare il terrore del Bancomat senza soldi,  per cambiare il voto dei risparmiatori italiani, facendoli votare “giusto”.  Non c’è dubbio che il membro tedesco Weidmann lo voglia fare:  ha spesso invocato che l’Italia paghi più interessi sul debito pubblico, ossia che vada in bancarotta, che le sia tolto  l’appoggio della banca centrale  col quantitative easing  – anche sapendo che essendo l’Italia grossa, trascinerebbe con sé anche la Germania: ma per il tedesco si tratta di tenere il punto costi quel che costi. Punire i colpevoli, insolenti e mendicanti arroganti, è un fine morale che vale ogni sacrificio.

Quindi  prevedo che  l’attuale entusiasmo patriottico  possa spegnersi molto presto in Italia e tramutarsi in rivolta contro i “populisti”, che le oligarchie provvederanno (hanno tutti i media in mano) a  bollare come gli irresponsabili che hanno rovinato i nostri risparmi. Lo stanno già facendo.

Una “profezia” di Borghi (2011, golpe di Monti)

Ora,  la BCE ha il gioco facile, perché l’Italia è sotto perfusione: è la BCE, non i mercati, che comprano i  nostri Buoni del Tesoro a tassi  minimi.  Già esponenti tedeschi dalla BCE hanno indicato  come data  per cominciare ad alzarei tassi, giugno. Basta la decisione (insindacabile) di alzarli, per rovinarci.

Questo, perché le nostre banche hanno una falla  che le espone: sono strapiene di Buoni del Tesoro. Più di tutte le altre banche europee, hanno “investito”, se così si può dire, in titoli di Stato.

Non l’hanno  fatto per patriottismo. L’hanno fatto perché la recessione gravissima in corso da 10 anni, ha fatto perdere loro l’abitudine di fare prestiti e fidi alle attività produttive, cosa per cui “hanno perso la tecnica, il saper  fare, il gusto”. Oltretutto, sono titoli che la BCE compra, e loro ci fanno un guadagno.

Ma soprattutto perché  – per le regole sovrannazionali stilate dalla BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali)  “i debiti sovrani sono ritenuti assolutamente senza rischi” –  e quindi nella ponderazione della loro sicurezza,  le banche commerciali possono detenere “qualunque quantità di debito sovrano senza  aver bisogno di  disporre la minima riserva a fronte di questo attivo di bilancio”. Anzi sono gli stessi BTP in qualche modo la  preziosa riserva, il capitale “più sicuro” (Tier-1, nel gergo)  che detengono  le banche.

Quasi tutte le  nostre banche hanno BTP  oltre il 100%  del loro Tier-1. E questo, ci dicono, non va. Le  rende esposte.

Ma chiedetevi: come mai la BRI e tutti gli altri regolatori mondiali, ritengono i “titoli sovrani assolutamente senza rischi” tanto da non aver bisogno di accantonare riserve per il rischio d’insolvenza? Perché questa è la condizione di un paese sovrano che la  sua banca centrale: non può fallire. La sua banca centrale può sempre stampare i soldi per “onorare” il suo debito, trasformando il rischio in inflazione. Certo, può fare troppa inflazione; deve  stare attento a non finire nell’iper-inflazione, ma formalmente uno Stato sovrano non fallisce mai.

Ma questa non è più la condizione  da quando siamo entrati nell’euro, e abbiamo perso la nostra sovranità; soprattutto dal momento in cui il banchiere centrale tedesco sfida ogni giorno i mercati a chiedere per in nostri BTP molti più interessi, propagandando che l’Italia è insolvente. Ed è anche vero, dato che non possiamo stampare moneta.

L’errore – o la furba equivocità   –  però è della regolamentazione vigente: che ritiene ancora i titoli europei  rivestiti della sicurezza “sovrana”, come in passato, mentre adesso  i titoli pubblici, in Unione Europea,  sono diventati  obbligazioni private, come quelle di una qualunque ditta. Che deve “rientrare  dal debito”, mentre  uno stato non ha questo obbligo, ma può rinnovarlo  indefinitamente.

Dunque le banche italiane sono strapiene di attivi che la BRI ritiene  senza rischi, tanto da considerarli come oro sonante  o quasi (Tier-1)  senza obbligo di accantonare riserve, mentre la stessa  BRi esorta le banche a liberarsi di questi titoli, perché ne hanno più del 100 per cento del Tier-1, ossia li mette a rischio; e la Bundesbank invoca su essi la punizione dei “mercati”.  Capite l’assurdità? Una assurdità intellettuale, anzitutto. Scientifica. L’Unione Europea è piena di queste assurdità intellettuali. La zona euro, è l’assurdità  per definizione.  Ma i nostri poltiici hanno accettato a nome nostro tutte queste assurdità e ambiguità, legandoci mani e piedi, senza discuterle.

A  questo punto, è chiara la situazione in  cui ci hanno messi i nostri politici da trent’anni in qua: nelle mani di un’istituzione bancaria insindacabile e impunibile, che ci tiene sotto perfusione perché possiamo “servire” il debito.

Ferber rivela il progetto: loro sono già pronti all’uscita dall’euro.

Questa perfusione sta per finire? Così premono i tedeschi, desiderosi di vederci fallire e di espellerci dalla  zona monetaria con atto di autorità. Basta molto meno, basta che Draghi  aumenti i tassi, e le banche italiane cadono in crisi: e allora, grazie al  fatto che i nostri politici hanno ratificato il  “bail in” per il loro salvataggio,  le normative europee  consentono alle banche di saccheggiare i depositi dei risparmiatori. Vi saccheggeranno. Volete ribellarvi? E come? Con quali forze? Possono agire manu militari. E dove è l’esercito italiano che ci potrebbe difendere? Dove lo Stato che si oppone  nelle sedi europee, se la Germania ha già deciso e preparato il piano di uscita (per noi), mentre noi semplicemente ne parliamo – all’italiana – nelle risse dei talk show?

Attenzione a quel che ha detto il deputato europeo CSU Markus Ferber:   “Lo scenario peggiore sarebbe quello dell’insolvenza dell’Italia. Poi la troika dovrebbe invadere Roma e prendere in mano il ministero delle Finanze”, perché “”Il debito italiano è aldilà delle nostre capacità europee”.

Queste non sono parole a vanvera, come quelle dei nostri talk shows. Questo è il progetto che hanno evidentemente messo a punto. Siccome l’Italia ha innescato lo scollamento dell’euro, che sarà inevitabile, i tedeschi hanno pensato a come uscirne compensando i danni loro con il saccheggio nostro.

Noi  – noi come popolo – litighiamo sull’uscire o no dall’euro; siamo pronti ad avventarci l’uno contro l’altro, in una guerra civile (la sola in cui diventiamo volentieri guerrieri feroci); per adesso, ci  battiamo a parole:  i servi dell’oligarchia si rallegrano di aver sbarrato il passo all’uomo che “di nascosto aveva il piano B” che “avrebbe distrutto i nostri risparmi”; i vari “sovranisti” e populisti rivendicano di aver riconquistato la democrazia, di avere il mandato del popolo; al tedesco che dice “i mercati vi insegneranno per chi votare”, rispondono a testa alta che non osino, loro i barbari,  insultare noi che siamo i nipoti di Giulio Cesare, dell’Impero Romano….parole. Solo parole e nessuna preparazione al peggio. Pensando che l’euro ci sarà ancora domani. Invece i tedeschi si sono già preparati.

L’Otto Settembre 2.0

E’ esattamente la situazione dell’8 Settembre. “La guerra continua”, diceva il disco lasciato a Roma del governo fuggiasco: parole, ma i tedeschi, silenziosamente, avevano già occupato le posizioni e cominciato a neutralizzare, disarmare, internare (o fucilare) le nostre patetiche truppe mal calzate e malvestite, rimaste senza ordini, senza capi, senza capire chi è l’amico e chi è il nemico.

Le parole dell’eurodeputato Ferber dicono esattamente qual è il loro  progetto, già messo a punto.  Con l’uscita dall’euro, la Germania si troverà una valuta nazionale (non escludo che l’abbia già stampata) rivalutata del 20-30 per  cento: un trauma mortale per il suo export.  Il loro progetto èd  di compensare la perdita, enorme, mettendo le mani sul nostro Tesoro.

Vogliono, a farla breve, recuperare a nostre spese il loro Target-2. Quel “debito” contabile che noi idioti parolai, guidati da idioti parolai, abbiamo accumulato verso la Germania.

Per chi sa di più, consiglio l’articolo di M. Minenna  (Consob)  sul Target 2:

https://www.glistatigenerali.com/euro-e-bce_germania/i-saldi-target2-euro-non-e-piu-irreversibile/https://www.glistatigenerali.com/euro-e-bce_germania/i-saldi-target2-euro-non-e-piu-irreversibile/

Per semplificare: ogni volta che un italiano ha comprato una Mercedes o una Polo, ha pagato coi soldi suoi, ma questo viene contabilizzato come un deflusso di capitale dall’Italia alla Germania, i soldi partiti dall’Italia sono accreditati al sistema bancario tedesco. Per i tedeschi, ciò indica che ci hanno fatto credito perché comprassimo le loro Mercedes. Finché c’è l’euro, il  credito non viene reclamato: ma adesso, spaccandosi l’euro, lo reclameranno  manu militari. Il Target-2 non  è dovuto solo alle Mercedes che i nostri ricchi hanno acquistato; rappresenta anche una fuga di capitali dal Sud al Nord  verso investimenti “sicuri”; è un segno dell’imperfezione della  zona monetaria. Ammonta  900 miliardi,  e per l’Italia, a 440. di passivo.

Noi siamo sotto. Loro sopra.

E’ una odiosa anomalia, che una banca centrale vera avrebbe dovuto correggere, e non l’ha fatto perché alla Germania conveniva accumulare un “credito” su quelli che riempiva del suo “export”, un export parimenti mostruoso e destabilizzante.

E’ quello il Tesoro  a cui Farber dice che la Germania dovrà riprendersi, scatenando la Troika perché “invada  Roma”, “prendere in mano il ministero delle Finanze” e svuotare i depositi delle nostre banche. Senza dimenticare la grande riserva d’oro italiana: che non è in proprietà del Tesoro ossia dello Stato, perché i nostri politici idioti e criminali, l’hanno data a Bankitalia – dopo averla privatizzata, ovvio. E’ Bankitalia – privata, posseduta dalle banche –  che ne è padrona legale. Essa obbedisce alla BCE, mica allo Stato italiano (Anche ammesso che avremo uno Stato).  Assoggettati come vogliono gli “anti-sovranisti” alle “normative europee”, i tedeschi avranno tutto il “diritto” europeo di compensarsi riscuotendo il loro “credito” di 440 miliardi, appena decidono (loro) di farci uscire dall’euro per espulsione.

E noi? Possiamo difenderci. Lottare.  Prendere le armi. Con quale esercito? E poi, saremo troppo occupati a spararci addosso nella nostra cara guerra civile  (e i media italiani ci diranno: vedete cosa  succede a voler uscire dall’euro).

Sorgente: FINE DELL’EURO: BERLINO HA IL PIANO, NOI NO. – Blondet & Friends

Il colpo di Stato invisibile e indicibile dei banchieri

Damiano Mazzotti
Il colpo di Stato invisibile e indicibile dei banchieri
(Foto di web.rifondazione.it)

 

 

Il sociologo Luciano Gallino ha approfondito lo studio dello strapotere finanziario e nel mese di ottobre 2013 ha pubblicato “Il colpo di Stato di banche e governi” (Einaudi, 345 pagine, euro 19).

Gallino ripercorre le varie tappe della crisi economica e finanziaria e propone una lunga serie di riflessioni molto significative. In estrema sintesi si può affermare che i tracolli finanziari dipendono dalla creazione di massa monetaria “cattiva” legata al sistema bancario ombra e a titoli più o meno fantasiosi basati su formule matematiche troppo astratte che pretendono di trasformare il piombo in oro, cioè i debiti in guadagni assicurati (i derivati sono titoli bancari che vengono scambiati con moneta reale). I tracolli bancari privati hanno poi aggravato i deficit statali di molti paesi europei.

Quindi tutte le principali istituzioni politiche e finanziarie sono corresponsabili di un pericoloso accentramento del capitale finanziario in titoli virtuali, che impedisce di fare i giusti investimenti nelle varie economie nazionali. Quasi tutte le istituzioni dovrebbero essere incentivate a cambiare le direttive politiche: i governi dei grandi Stati, la Commissione Europea, la Banca d’Inghilterra, la Bce e la Fed (Federal Reserve System, cioè la banca centrale privatizzata degli Stati Uniti) .

Comunque l’astuta operazione bancaria che consente di creare denaro dal nulla, come avviene nell’attivazioni dei muti e dei fidi potrebbe complicarsi in tutta Europa. In Germania “Ad agosto 2012 un’associazione di imprenditori, assistita da un gruppo di giuristi, ha presentato al Bundestag [il Parlamento] una petizione con cui si richiede che gli articoli del codice penale i quali stabiliscono che un debito non ripagato costituisce sempre un reato, in quanto comporta un danno al patrimonio del prestatore, siano rivisti perché non tengono conto che in molti casi il denaro è stato creato da una banca dal nulla” (p. 149). In questi casi si potrebbe essere condannati solo per le spese amministrative sostenute e non per la perdita di denaro virtuale che prima del mutuo non esisteva, dato che il denaro prestato nasce insieme al mutuo (è il gemello siamese del mutuo).

Inoltre secondo Gallino uno dei principali obiettivi della casta finanziaria è quello “di privatizzare i sistemi europei di protezione sociale al fine di dirottare verso le imprese e le banche il loro colossale bilancio”, smantellando così la gestione degli enti pubblici per finanziare i vari sistemi pensionistici privati (p. 204).

In passato erano i re, che arrivano alla bancarotta statale, a causa delle guerre e dell’eccessivo ingrandimento dei territori da governare, che alla fine diventavano troppo costosi da mantenere (i soldati si chiamano così perché vanno pagati). Con l’evoluzione sociale si è arrivati ai re che arrivavano alla bancarotta a causa delle spese eccessive nei lussi e della monetazione incontrollata (prima in metallo svalutato e poi in banconote inflazionate). Oggi i banchieri hanno monopolizzato il potere monetario statale. Del resto nel 1830 Laffitte affermò: “D’ora in avanti comanderanno i banchieri” (banchiere e deputato liberale, dopo il fallimento della Rivoluzione di luglio).

Per approfondimenti:

thanks to: Pressenza

Fermiamo gli investimenti esplosivi!

UNA PETIZIONE PER CHIEDERE DI SBLOCCARE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE PER VIETARE GLI INVESTIMENTI SU ORDIGNI PROIBITI DA CONVENZIONI INTERNAZIONALI
Fonte: Campagna Italiana contro le Mine – 02 marzo 2015

Disinvestment banconota cluster

Ieri, nella giornata in cui si celebrava il XV anniversario dell’entrata in vigore della Convenzione Internazionale sulla Messa al Bando delle mine antipersona la Campagna Italiana (CICM), ha lanciato una petizione per chiedere al Parlamento di riprendere, nel più breve tempo possibile, l’iter di discussione del DDL per vietare investimenti finanziari su ordigni proibiti da convenzioni internazionali sottoscritte e ratificate dal nostro Paese.

Fermo da 2 anni presso le Commissioni Finanze di Camera e Senato, il disegno di legge è indirizzato ad impedire il finanziamento ed il sostegno delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e sub-munizioni cluster da parte delle banche, delle SIM, delle società di gestione del risparmio, delle SICAV, dei fondi pensione, delle Fondazioni bancarie e, comunque, di tutti gli intermediari finanziari. La Campagna Italiana Contro le Mine ne chiede l’immediata ripresa dell’iter.

Il DDL aveva già superato definitivamente l’esame della Commissione Finanze nella precedente legislatura (XVI) Ripresentato nell’ attuale legislatura nel marzo 2013 (S.57 al Senato e C. 119 alla Camera),  anziché beneficiare della precedente deliberazione positiva che si basava anche sui pareri positivi di 6 commissioni (Affari Costituzionali, Esteri , Difesa Bilancio, Giustizia ed attività Produttive) per ottenere una calendarizzazione più rapida, è oggi impantanato tra l’indifferenza totale in tutti e due i rami del Parlamento.

“Coerente agli obblighi sottoscritti con l’adesione a delle Convenzioni internazionali di disarmo umanitario– dichiara Giuseppe Schiavello direttore della Campagna Italiana contro le mine – questa proposta di legge sancisce che l’incoraggiamento ed il supporto a produzioni di armi messe al bando non può dipendere dalle singole policy sulla responsabilità delle banche (…) Crediamo – continua Schiavello – che la vera e gravissima anomalia sia considerare lecito finanziare, direttamente od indirettamente, la produzione di ordigni banditi dal proprio Paese con un atto di impegno internazionale, questo è in maggior misura vero ed inspiegabile dal momento che, il nostro Paese ha ritenuto di indicare anche il supporto finanziario come comportamento da sanzionare penalmente nella sua legge di ratifica (95/2011) art. 7 comma 1.”

“L’obiettivo della petizione, lanciata simbolicamente, nel giorno in cui si celebra l’entrata in vigore della Convenzione di Ottawa è quella di raccogliere nel più breve tempo possibile 10.000 adesioni da presentare al Presidente del Senato Sen. Pietro Grasso ed alla Presidente della Camera On. Le Laura Boldrini proprio per chiedere che questo DDL non venga abbandonato” – aggiunge Santina Bianchini Presidente della Campagna Italiana – “il mondo dell’associazionismo impegnato nella difesa dei diritti umani, del disarmo umanitario e della cooperazione sostiene la bontà di questa iniziativa e crediamo che lo faranno anche i nostri parlamentari, conclude Bianchini”

Sono 151 gli istituti finanziari nel mondo che hanno investito dal 2011 al 2014 circa 27 miliardi di dollari in compagnie produttrici di Munizioni Cluster. La notizia è presente nel report “Worldwide Investments in Cluster Munitions: a shared responsibility,” redatto oggi dall’Associazione PAX membro della Cluster Munition Coalition (CMC) . Il report, dettaglia la portata degli investimenti nelle compagnie produttrici di Munizioni Cluster da parte non solo di banche, ma anche di fondi pensionistici ed altri istituti finanziari a livello mondiale >  http://www.stopexplosiveinvestments.org/report


Per sottoscrivere la petizione: http://lnx.campagnamine.org/campagne/petizione/

oppure www.campagnamine.org

Note:

MAGGIORI INFORMAZIONI SULLA LEGGE PROPOSTA:

L’ITALIA NELLA SUA LEGGE DI RATIFICA DEL 2011 INDICA L’ASSISTENZA FINANZARIA COME REATO PENALE MA NON NE DEFINISCE I CONFINI:

L’Italia ha firmato la Convenzione sulle munizioni a grappolo , il 3 dicembre 2008 e ratificato la Convenzione il 21 settembre 2011. Il 16 marzo 2011 il Senato italiano ha approvato all’unanimità la legislazione per ratificare e applicare la Convenzione sulle munizioni a grappolo. La Camera dei Deputati ha seguito l’esempio, il 18 maggio 2011. Il 4 luglio 2011 è stato pubblicata, la legge sulla Ratifica ed esecuzione della Convenzione di Oslo sul divieto delle munizioni a grappolo (Legge n. 95/2011 )

La legge 95/2011 tra le varie indicazioni all’art 7, comma 1 – prevede che:

Art. 7 Sanzioni 1. Chiunque impiega, fatte salve le disposizioni di cui all’articolo 3, comma 3, sviluppa, produce, acquisisce in qualsiasi modo, stocca, conserva o trasferisce, direttamente o indirettamente, munizioni a grappolo o parti di esse, ovvero assiste anche finanziariamente, incoraggia o induce altri ad impegnarsi in tali attività, é punito con la reclusione da tre a dodici anni e con la multa da euro 258.228 a euro 516.456.

PER SAPERNE DI PIU’ SU QUESTO PROGETTO LEGGE

La Campagna Italiana Contro le Mine ha sostenuto la promozione di una legge separata, più dettagliata e che meglio specificasse i vari canali attraverso i quali i finanziamenti possono – attraverso banche o istituzioni finanziarie italiane – giungere ad aziende che continuano a produrre ordigni con effetti indiscriminati banditi dal nostro Paese. Il 26 aprile 2010 il progetto di legge è stato presentato in Senato dalla Senatrice Silvana Amati con l’intento di meglio definire i confini di tutte le istituzioni finanziarie italiane che direttamente o indirettamente offrano forme di sostegno alle imprese italiane o estere che svolgono una serie di attività – in altri Paesi- tra cui la produzione , l’uso , la vendita , l’importazione , l’esportazione , lo stoccaggio o il trasporto di mine antiuomo e munizioni a grappolo e le sub-munizioni esplosive. Successivamente, al blocco di questo disegno di legge nella Commissione Finanze del Senato il progetto di legge è stato presentato alla commissione Finanze della Camera dall’ On.le Federica Mogherini ed approvato in via definitiva il 18 dicembre 2012. Con la successiva caduta del Governo l’iter è ricominciato nell’attuale Legislatura (XVII) le elezioni nazionali si sono svolte in Italia in febbraio 2013 e ci si aspettava che l’approvazione precedente della Camera dei Deputati avrebbe facilitato la discussione della nuova amministrazione del progetto di legge che, pur ripresentato in tutte e due i rami del Parlamento nel marzo 2013 (S.57 al Senato e C 119 alla Camera) , è attualmente, fermo in Commissione Finanze del Senato, in attesa dei pareri della Commissioni Affari Costituzionali, Affari Esteri, Difesa , Bilancio Attività ed Industria ed alla Camera non ha iniziato l’iter.

TESTO DEL SENATO
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00481081.pdf

TESTO DELLA CAMERA
http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0001450.pdf