Attivisti israeliani costruiscono altare per sacrifici di animali a Gerusalemme

Gerusalemme occupata-PIC. Alcuni attivisti ebrei, che sperano di vedere il Monte del Tempio costruito al posto della moschea al-Aqsa, hanno inaugurato un nuovo altare, questo lunedì, nella Gerusalemme occupata, il quale si dice sia destinato ad essere posto sul monte dopo la rimozione della moschea, e sarà usato per offrire sacrifici di animali.

Secondo il quotidiano Haaretz, questi attivisti, che si stanno preparando per un tempio ricostruito ricreando alcuni degli antichi strumenti usati durante rituali nei templi, hanno praticato, nell’ultimo decennio, l’offerta di sacrifici nei giorni precedenti alla Pasqua.

Lunedì, gli attivisti hanno voluto usare l’altare, ma si sono dovuti “accontentare” di realizzare soltanto una parte del rituale, perché la municipalità israeliana di Gerusalemme ha rifiutato di permettere loro di tagliare la gola ad un animale in un luogo pubblico.

“Alla fine, ci sarà un altare più grande, ma per ora abbiamo questo, e nel momento in cui verranno aperti i cancelli saremo pronti a portarlo nel Monte del Tempio”, ha dichiarato l’attivista Shimshon Elboim al quotidiano.

Finora le sessioni hanno incluso l’uccisione di animali e l’offerta dei loro cadaveri su un altare temporaneo costruito in legno, in un’area vicino al muro occidentale della moschea.

Lunedì, gli attivisti hanno voluto eseguire il rituale dopo aver ricevuto un permesso dalla polizia, ma il consulente legale del comune ha respinto la richiesta per l’uccisione di un animale in un luogo pubblico al di fuori dalle mura della Città Vecchia, quindi la pecora destinata a questo scopo è stata portate in un altro luogo per il rituale.

“Quello che dobbiamo ancora fare è risvegliare la gente”, ha affermato Elboim. “I progressi sono lenti ma sicuri, e se le autorità lo permetteranno, domani potremo fare tutto il servizio”.

 

thanks to: Agenzia stampa Infopal

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Istantanee dal vivo rivelano scavi segreti israeliani sotto la moschea al-Aqsa

Gerusalemme occupata-PIC. Il vice-capo del Movimento islamico nei Territori occupati nel 1948, Kamal al-Khatib, ha pubblicato una serie di immagini che mostrano il danno provocato dagli scavi israeliani su vasta scala, sotto la moschea al-Aqsa, a Gerusalemme.

Pubblicate sulla pagina Facebook di al-Khatib, le foto in diretta sono state inizialmente inviate da un ingegnere israeliano ai suoi amici mentre si vantava dei suoi successi negli scavi sotterranei di Al-Aqsa.

Al-Khatib ha detto che gli scavi, che sono stati tenuti segreti dalle autorità di occupazione israeliane, cercano un’estensione sotterranea al Muro di Buraq (muro occidentale di al-Aqsa).

Ha aggiunto che sono stati installati tubi moderni, dimostrando il fatto che gli scavi sono una nuova creazione.

Le autorità di occupazione israeliane hanno intrapreso scavi, sia segreti che annunciati, dal 1967 nella ricerca del presunto monte del tempio, che le cronache storiche sostengono sia un mito.

via Istantanee dal vivo rivelano scavi segreti israeliani sotto la moschea al-Aqsa — Infopal

Gruppo islamo-cristiano: scavi e distruzione intorno ad al-Aqsa

Gerusalemme-PIC e Quds Press. Il segretario-generale della commissione Islamo-cristiana per il sostegno a Gerusalemme e ai luoghi sacri, Hanna Issa, ha lanciato l’allarme sui danni causati dagli scavi israeliani a Gerusalemme, specialmente nel complesso della moschea di al-Aqsa. 
“Gli scavi sotteranei israeliani nella Città Vecchia si sono spostati anche verso la moschea di al-Aqsa -, ha affermato Hanna-. L’obiettivo finale degli israeliani è scoprire l’intero Muro di Buraq […] e le rovine del presunto Monte del Tempio”. 
Ha aggiunto che gli scavi porterebbero alla distruzione degli edifici e delle mura adiacenti al Muro di Buraq. 
Issa ha anche lanciato l’allarme sull’aumento del ritmo delle attività coloniali israeliane nella Gerusalemme occupata, una città che è circondata da tre blocchi di colonie, due delle quali attorno al complesso di al-Aqsa e la Città Vecchia. 
Ha affermato che tali colonie sono state costruite su terre rubate ai palestinesi e sulle rovine di villaggi e cittadine palestinesi. 
 
Hanna ha sottolineato che ciò fa parte degli sforzi israeliani per tagliare la connessione tra Gerusalemme e la Cisgiordania. Ha fatto riferimento alla costruzione di 755 km di muro dell’Apartheid, cominciata a giugno del 2002 e che inghiotte Gerusalemme, separandola, insieme alla Palestina occupata del 1948, dalla Cisgiordania.
Traduzione di Edy Meroli

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Arab League: Israel is playing with fire in Jerusalem

CAIRO, July 23, 2017 (WAFA) – Secretary-General of the League of Arab States Ahmed Aboul Gheit Sunday said that the Israeli government is playing with fire and starting a major crisis with the Arab and Muslim worlds.

Aboul Gheit said all the recent Israeli measures in al-Aqsa Mosque compound indicate that Israel is attempting to enforce new facts and change the status quo in the Old City, something that is unacceptable and is a red line that Israel should not bypass.

“Israel is pushing the region into a very dangerous curve by adopting policies and measures that are not only targeting the Palestinians, but provoking the feelings of every Arab and Muslim,” said his spokesman Mahmoud Afifi.  

Aboul Gheit said that the past days proved that security considerations are not the real motive behind the recent Israeli actions in Jerusalem’s Old City and al-Aqsa. Everyone is aware of the gravity of Israel’s plans to change the city’s Arab and Islamic identity.”

He called on the international community, primarily the United States, to intervene to compel the Israeli government to maintain the status quo at the holy compound.

Aboul Gheit also called on the international community, primarily the United States, to shoulder their responsibilities and compel the Israeli government to maintain the status quo of Jerusalem.

Israeli police closed the mosque nine days ago for Muslims following an attack that left three Palestinians and two Israeli policemen dead.

The mosque was reopened on Sunday after metal detectors were installed; a move Palestinians said they will not accept because it changes the status quo at the mosque.

Since then, Palestinian Muslims have been holding the daily prayers outside the gates, insisting they will not enter it for worship until the metal detectors are removed.

Israeli soldiers and Israeli settlers have killed a number of Palestinians, injured and arrested hundreds in East Jerusalem and the West Bank since the installation of metal detectors.

A.D/M.N/M.H

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Per non dimenticare: 47 anni fa l’incendio di al-Aqsa

Il 21 agosto del 1969 un turista estremista ebreo, Michael Denis, appiccò il fuoco nella moschea al-Aqsa, a Gerusalemme, calpestando tutte le leggi e i principi internazionali e umanitari.

Nessuno si turbò per l’immagine della moschea che bruciava, eccetto i Palestinesi che protestarono nelle proprie città: Nablus, Betlemme, Hebron e altre.

Gli abitanti della Città Vecchia di Gerusalemme parteciparono allo spegnimento del fuoco portando i secchi d’acqua a mano; tuttavia, il fuoco raggiunse l’interno della moschea e bruciò il pulpito – minbar -, di Saladino e il tetto.

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Da gennaio, quasi 9000 Israeliani hanno invaso il complesso di al-Aqsa

Gerusalemme-Quds Press. Da gennaio di quest’anno, 8.960 Israeliani, per lo più coloni, attivisti e membri di istituzioni del cosiddetto Tempio di Salomone, hanno invaso il complesso di al-Aqsa.

Gli Israeliani che hanno invaso il complesso islamico includono 7.183 coloni, 482 membri dell’intelligence, 241 soldati e poliziotti in uniforme, 1.054 studenti, guide e esperti israeliani di antichità.

Le incursioni israeliane aumentano durante le festività nazionali e religiose ebraiche.
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Gerusalemme, la distruzione della moschea di al-Aqsa è il fine ultimo dei gruppi israeliani

whharamAli Abunimah. The Electronic Intifada. Negli ultimi tre giorni, i palestinesi sono stati attaccati ferocemente mentre cercavano, a mani nude, con bastoni e pietre, di scoraggiare e prevenire i ripetuti assalti violenti da parte delle forze di occupazione israeliane nella Spianata della moschea di al-Aqsa a Gerusalemme.

La violenza è rappresentata da gruppi supportati da israele, che determinati a sostituire la Moschea con un tempio ebraico, stanno affermando la loro presenza sempre più aggressiva.

Ma’an News Agency ha riferito che decine di palestinesi sono stati feriti dalle forze israeliane che hanno sparato granate assordanti, gas lacrimogeni e proiettili di gomma sui fedeli.

L’attivista Khadija Khuwais ha riferito all’agenzia di stampa locale Q Press che lunedì le forze israeliane hanno espulso con violenza i palestinesi dall’ingresso Bab al-Silsila della Spianata, a Gerusalemme Est occupata.

Il video  prodotto da Q Press, mostra i violenti attacchi da parte delle forze israeliane contro i giornalisti e gli altri civili, nonché il lancio di granate stordenti all’interno degli spazi della Moschea.

Mercoledì, gli scontri tra giovani palestinesi e le forze israeliane si sono diffusi in altre zone di Gerusalemme occupata.

I palestinesi hanno pubblicato molte immagini e video delle violenze sui social media.

I Piani del tempio ebraico
Le incursioni israeliane sempre più violente in uno dei luoghi santi più venerati per i musulmani, hanno accompagnato l’aumento negli ultimi anni dei gruppi del cosiddetto “attivismo del Tempio”.

Si tratta di organizzazioni il cui obiettivo finale chiaramente è la costruzione di un “Terzo Tempio” ebraico in sostituzione delle strutture attualmente esistenti e che costituiscono al-Aqsa.

Un rapporto 2013 dall’istituto di ricerca israeliana Ir Amin ha osservato che “la Municipalità di Gerusalemme e di altri ministeri finanziano e sostengono diverse organizzazioni di attivisti guidati dalla missione di ricostruire il tempio”.

L’Istituto del Tempio, l’organizzazione estremista leader del suo genere, ha già formulato progetti dettagliati per il nuovo tempio ebraico.

Una figura di spicco del “Movimento del Tempio” è Yehuda Glick, un colono americano che è stato colpito e ferito da un uomo armato non identificato dopo che lo scorso ottobre aveva partecipato alla conferenza “Il ritorno del popolo ebraico al Monte del Tempio.” Dopo la sparatoria, le forze israeliane, senza nessuna prova, hanno arrestato Mutaz Hijazi, un palestinese di 32 anni.

L’ultima violenza è stata provocata Domenica dall’ingresso di estremisti ebrei nella spianata, tra i quali il ministro dell’agricoltura israeliano Uri Ariel.

Ariel è una figura di spicco tra i coloni israeliani, nel 2013 ha lanciato un appello per la costruzione di un tempio ebraico nella spianata di al-Aqsa, nota agli ebrei come “Monte del Tempio”.

“Abbiamo costruito molti piccoli, tempietti”, ha detto Ariel, “ma abbiamo bisogno di costruire un vero e proprio tempio sul Monte del Tempio”.

Molti palestinesi temono che le incursioni siano finalizzate, in via preliminare, a cambiare lo status quo permanente della moschea. Già in passato, le forze di occupazione israeliane hanno precluso l’ingresso  alla moschea ai fedeli musulmani durante le festività ebraiche – Israele sta caratterizzando l’inizio del nuovo anno ebraico.

Gli ultimi assalti sono in atto mentre musulmani di tutto il mondo si preparano per il pellegrinaggio annuale alla Mecca.

Una tattica che Israele ha utilizzato frequentemente per agevolare le incursioni è quella di emettere ordini di allontanamento contro volontari palestinesi, conosciuti come murabitoun, il cui obiettivo è quello di mantenere una presenza costante nella Spianata.

In molti temono che il prossimo passo potrebbe essere una partizione fisica della Spianata tra ebrei e musulmani, seguendo il modello che  Israele ha imposto alla moschea Ibrahimi a Hebron dopo il massacro del 1994, a opera di un colono ebreo nato negli Usa, di 29 uomini e ragazzi palestinesi che stavano effettuando le preghiere del Ramadan.

Pericoloso precedente

Following the demolition, nationwide riots between Hindu and the Muslim communities ensued which left more than 2,000 people dead. Riots had also broken out in major Indian cities like Mumbai and New Delhi as well. (AFP Photo)

C’è un precedente recente della distruzione di un luogo sacro da parte di gruppi religiosi  sostenuti da altri, con conseguenze geopolitiche catastrofiche.

Nel 1992 in India, i nazionalisti indù distrussero la moschea Babri Masjid di 400 anni nella città settentrionale di Ayodhya, perché a loro avviso era stata costruita sulle rovine di un tempio che segnava il luogo di nascita del loro Dio Lord Ram.

La violenza provocò la morte di migliaia di persone, aggravando il settarismo e il comunitarismo in India.

La distruzione della moschea di Babri offre un avvertimento inquietante su ciò che potrebbe accadere se i nazionalisti ebrei-israeliani protetti dal governo cercassero di esaudire il loro desiderio di sostituire al-Aqsa con un tempio ebraico.

La violenza che provocherebbe avrebbe conseguenze globali e probabilmente un bagno di sangue che in confronto quello indiano potrebbe sembrare pallido.

Inazione internazionale
Vista la posta in gioco, il disinteresse internazionale di quello che Israele sta facendo a Gerusalemme è allarmante.

Israele sta testando i limiti di ciò che può fare impunemente.

L’anno scorso, per esempio, durante il suo assalto di 51 giorni, Israele ha distrutto la moschea Omari di Gaza, una delle più antiche in Palestina, senza alcuna reazione internazionale.

Jordan, che mantiene un ruolo nominale nella gestione di al-Aqsa dal trattato di pace del1994 con Israele, ha avvertito che le azioni di Israele, se non si fermato, influenzeranno i legami tra i due paesi.

Ma tali avvertimenti in passato non hanno dato luogo a azioni significative da parte del regno, che mantiene stretti legami con lo stato ebraico auto-dichiarato.

L’UE ha rilasciato una delle sue tipiche dichiarazioni deboli, vacillante nell’indicare come causa della crisi  la responsabilità primaria di Israele come potenza occupante.

Maja Kocijancic, portavoce della Commissione europea, martedì ha riferito ai media che “la violenza e l’escalation [nel sito] costituiscono una provocazione e una istigazione” a pochi giorni di importanti feste ebraiche e musulmane.”E’ fondamentale che tutte le parti dimostrino calma e moderazione e il pieno rispetto per lo status quo dei luoghi santi”, ha concluso.

Il coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente Nickolay Mladenov martedì ha messo in guardia il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, spiegando che gli eventi recenti hanno “il potenziale per innescare la violenza ben oltre le mura della Città Vecchia di Gerusalemme”.

Tuttavia anche lui ha sottolineato che “tutte le parti hanno la responsabilità di astenersi da azioni provocatorie e retoriche”, non riuscendo a richiamare la potenza occupante alle proprie responsabilità.

Il Dipartimento di Stato americano ha detto che è “profondamente preoccupato per le recenti violenze e crescenti tensioni”.

“Condanniamo con forza tutti gli atti di violenza”, ha detto il governo degli Stati Uniti. “E’assolutamente fondamentale che tutte le parti diano prova di moderazione, che si astengano da azioni provocatorie e retorica, e lascino inalterato lo status quo storico di Haram Al-Sharif / Monte del Tempio nelle parole e nella pratica”.

La frase “profondamente preoccupato” è una formula gli Stati Uniti utilizzano di routine per criticare le azioni di Israele, come l’espansione delle colonie sui territori palestinesi occupati. In ogni caso passato ha significato, in pratica, che gli Stati Uniti non fanno assolutamente nulla per trattenere le aggressioni israeliane che condannano.

Traduzione di Invictapalestina e InfoPal

thanks to: Infopal

GERUSALEMME. La spartizione della Spianata delle Moschee

Proseguono gli scontri tra palestinesi e polizia. Intanto nell’ombra il governo israeliano attua una prima divisione del sito religioso tra musulmani ed ebrei. Il modello di riferimento è quello della Tomba dei Patriarchi di Hebron, imposto nel 1994 dopo la strage di 29 palestinesi compiuta dal colono Baruch Goldstein.

Sorgente: GERUSALEMME. La spartizione della Spianata delle Moschee

PLO Urges International Media to Refrain from Using Term ‘Temple Mount’ to Refer to Al-Aqsa Mosque

RAMALLAH, November 8, 2014 (WAFA) – The Palestinian Liberation organization PLO expressed concern over the use of the inaccurate term “Temple Mount” to refer to Al-Aqsa Mosque Compound in Jerusalem, urging all international media representatives to adhere to international law and correct any other existing terminology used.

“The Al-Aqsa Mosque compound is not a disputed territory and all other terms, therefore, are null and void,” stated the statement.

Al-Aqsa Mosque Compound, sometimes referred to as the Noble Sanctuary (“Haram al-Sharif” in Arabic), is the compound that contains Al Aqsa building itself, ablution fountains, open spaces for prayer, monuments and the Dome of the Rock building. This entire area enclosed by the walls which spans 144 dunums (almost 36 acres), forms the Mosque.

Sacred to approximately 1.6 billion Muslims around the world, and a symbol for all Palestinians, the Mosque has been under exclusive Muslim sovereignty and control since the construction of the Dome of the Rock in 692 CE. As such, any entrance to the Al Aqsa Mosque must be agreed and coordinated by the Muslim Waqf.

Al-Aqsa Mosque Compound is located in East-Jerusalem, an internationally recognized part of the Occupied State of Palestine, stressed the statement.

Since Israel’s military occupation of East Jerusalem in the June 1967 War, several plots by Settler organizations and other Zionist extremists to blow up the Mosque were uncovered by the Israeli authorities, it said.

“In 1980, Israel adopted the “Basic Law” on Jerusalem, which ratified the annexation of Occupied East Jerusalem to Israel; which the international community ‘does not recognize’, in line with UN Security Council Resolution 478.

This Resolution rejected the Israeli measure as a violation of the Fourth Geneva Convention and determined that, “all legislative and administrative measures and actions taken by Israel, the occupying Power, which have altered or purport to alter the character and the status of the Holy City of Jerusalem, and in particular, the recent ‘basic law’ on Jerusalem, are null and void.”

Today, many settler leaders, with the support of the Israeli government, continue to incite against this sacred site, and consequently provoke Palestinian fears and anger.

The statement stressed that Israel, the occupying power, has failed at stopping settler extremists from entering the Mosque and this constitutes a violation of the Waqf’s custodianship and its obligation as an occupying power to maintain public order and civil life in the occupied territory.

T.R.

thanks to: WAFA