Impatto storico dell’”Aiuto Umanitario” statunitense sul mondo

Negli ultimi 25 anni, gli Stati Uniti hanno giustificato il proprio intervento in altri paesi con il pretesto dell’”aiuto umanitario”.

Diversi media e fonti internazionali hanno voluto sottolineare l’importanza del presunto “aiuto umanitario” inviato dagli Stati Uniti in Venezuela, per non parlare del forte blocco economico e commerciale applicato dalla nazione americana al popolo venezuelano, che danneggia la qualità della vita dei suoi cittadini.

Recentemente, il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, ha avvertito che l’aiuto umanitario degli Stati Uniti è uno spettacolo per nascondere le sue intenzioni di dominio e per appropriarsi della ricchezza della nazione sudamericana.

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L’inchiesta: il 97% dell’acqua a Gaza non è compatibile con gli standard

get_imgRamallah-PIC. Un’inchiesta palestinese mostra che la porzione individuale dell’acqua a Gaza è scesa da 91,3 litri nel 2013 a 79,7 litri nel 2014. Più del 97% dell’acqua della Striscia non è conforme agli standard dell’Organizzazione mondiale della Sanità per quanto riguarda l’acqua potabile.

L’inchiesta è stata effettuata sia dal dipartimento di statistica centrale palestinese sia dall’Autorità per l’acqua palestinese e diffusa il 22 marzo, Giornata mondiale dell’Acqua. Si rivela che la popolazione di Gaza riceve il livello minimo raccomandato dalla stessa organizzazione che è di 100 litri di acqua al giorno per persona.

L’esercito israeliano controlla le fonti principali di acqua nella zona e impedisce ai palestinesi l’accesso a tali risorse. Le pratiche israeliane impediscono anche la creazione di stazioni per il trattamento delle acque reflue, afferma il rapporto.

Viene anche sottolineato che i palestinesi devono comprare l’acqua dalla Mekorot, compagnia idrica israeliana. L’acqua acquistata ha raggiunto i 63,5 milioni di metri cubi nel 2014, con una percentuale del 18,5% dell’acqua disponibile.

Traduzione di Marta Bettenzoli

thanks to: Infopal

FIRMA per l’acqua di Gaza Thirsting for Justice

La popolazione di Gaza, 1,6 milioni di persone, non hanno a disposizione acqua potabile pulita. L’unica fonte d’acqua a cui possono accedere – la falda acquifera sotterranea – è sovrautilizzata ed è altamente inquinata dall’acqua del mare e da quella delle fognature. Le Nazioni Unite hanno avvertito che, senza una soluzione che fornisca a Gaza acqua potabile e sicura, la falda della Striscia non sarà più utilizzabile dal 2016 e sarà irreversibilmente danneggiata dal 2020.

Oggi, solo il 5% dell’acqua che i gazawi estraggono dalla falda costiera è potabile. La maggior parte delle famiglie della Striscia sono costrette a comprare l’acqua da compagnie private a costi elevati – alcuni di loro arrivano a spendere un terzo delle entrate per l’acqua.

La porzione di falda acquifera costiera che corre a Gaza rappresenta solo una piccola percentuale delle risorse idriche a disposizione di israeliani e palestinesi. Israele continua a sfruttare il 90% delle risorse idriche per il proprio uso esclusivo – in particolare la falda montana in Cisgiordania – mentre i palestinesi hanno accesso a meno del 10%. Ciò viola il diritto internazionale, che impone che tali risorse siano divise “ragionevolmente ed ugualmente” tra palestinesi e israeliani.

C’è una soluzione che comincia con l’implementazione del diritto palestinese all’acqua. Se i palestinesi avessero accesso alla loro quota di risorse idriche e se Israele terminasse il blocco contro la Striscia di Gaza, che impedisce l’importazione di acqua e l’ingresso di materiali e beni necessari a migliorare e riparare le infrastrutture idriche, molti dei problemi della Striscia sarebbero risolti.

La campagna “Thirsting for Justice” ha bisogno di te. Se la petizione raggiungerà le 100mila firme, gli ambasciatori della campagna faranno pressioni sui governi europei e consegneranno loro le firme, chiedendo di prendere misure concrete. Non aspettiamo che la falda acquifera di Gaza muoia: firma ora e aiutaci a garantire il diritto all’acqua al popolo di Gaza.

Firma la petizione!