Venezuela: la catena di comando è chiara e Guaidó ha paura di passare da eroe a martire voluto

Álvaro Verzi Rangel, CLAE, 30/01/2019

La catena di comando è chiara: i falchi al comando di Washington, Juan Guaidó e i complici del gruppo di Lima si conformano, pronti a spartirsi il bottino venezuelano. Tutto questo con un attacco mortale dai social network e media egemonici per creare l’immaginario collettivo da dare un popolo sottomesso. Questo è il motivo per cui è necessario montare le violenze di strada ed avere “patrioti” disposti a qualsiasi cosa per sbarazzarsi del “tiranno”, costruire un’epopea in modo che Unione europea e Gran Bretagna decidano di sostenere l’usurpatore Guaidó, che il 4 febbraio potrebbe raggiungere concreti accordi coll’incontro dei complici del Grupo de Lima. Nonostante i prevedibili fallimenti diplomatici, gli Stati Uniti dovevano articolare i diversi attori in ogni spazio regionale e internazionale. Ora avanzano coi fatti compiuti e necessitano di maggiore consenso per intraprendere i prossimi passi economici, politici e militari. Andare contro Russia e Cina? Andare contro la Citgo e la compagnia dello Stato venezuelano PDVSA dove la Russia ha quasi la metà delle azioni? “Li stiamo aspettando, stiamo aspettando i violenti, i mercenari e chi vuole entrare in Venezuela”, aveva dichiarato Vladimir Padrino López, Ministro della Difesa. “Questo è un assedio, una sceneggiatura, osserviamo il modello applicato in Libia e vediamo generare gli stessi atti”, aggiungeva. “La situazione è pronta e quando gli USA vorranno, inizierà la guerra in Venezuela”, prediceva l’analista francese Thierry Meyssan in un video nel maggio 2017. Luis Almagro, segretario generale dell’Organizzazione degli Stati americani (OAS), rivolgeva un messaggio ai venezuelani assicurando “Non siete soli; la democrazia tornerà nel Paese. Non siamo mai stati così vicini come adesso”. Mercenari, paramilitari, “consiglieri” israeliani per l’occupazione dei territori e la destabilizzazione interna. Ed “aiuti umanitari” che l’opposizione dice farà entrare nel Paese sicuramente uno scenario creato da diplomatici e ONG per le telecamere, forse al confine con la Colombia, con la protezione di paramilitari e bande criminali con cui il governo di Bogotà è affettuoso.

Testo integrale su Aurorasito.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.