Biafra, punto su indipendenza, IPOB e Nnamdi Kanu

Abbiamo contattato Ace Nnorom, un docente britannico di diritto pubblico e internazionale, per capire quali sono le ragioni della nuova fiamma secessionista per ripristinare la Nazione del Biafra. Il sig. Nnorom  racconta a Pressenza Italia la crisi che c’è all’interno di IPOB e parla anche di Nnamdi Kanu e il suo Business Partner Uchenna Alphonsus Okafor-Mefor.
Signor Nnorom, grazie per aver accettato il nostro invito a fare questa intervista con Pressenza Italia. Puo parlarci un po di sé in modo che i nostri lettori abbiano un’idea chiara su chi sia e del suo ruolo nel movimento secessionistico del Biafra.
Una correzione: Il movimento del Biafra non è una secessione ma è un movimento per il restauro del Biafra. Mi chiamo Ace Nnorom sono un cittadino britannico maa di origine biafrana. Non ho nessun passaporto della Nigeria. Non sono un nigeriano. I miei genitori sono del Biafra. Mio padre ha combattuto durante la guerra del Biafra e poi è immigrato in Camerun dove sono nato. Attualmente sto lavorando per aiutare a restaurare la Nazione del Biafra. Sto aiutando i popoli indigeni del Biafra perché io stesso sono un biafrano.
 
Grazie per aver chiarito la questione “secessione”. Puo dirci alcuni elementi della storia del Biafra, della sua gente e delle relazioni con la Gran Bretagna e la Nigeria?
La storia del Biafra è molto semplice. Prima dell’arrivo degli europei, l’arrivo degli Inglesi in Nigeria per essere precisi, il Biafra era una nazione indipendente. Poi Frederick Lugard mise insieme Biafra, Oduduwa (Yoruba) e Arewa (Hausa) e ha formato la Nigeria odierna. Il Biafra comprende i seguenti stati: Rivers State, Cross River, Akwa Ibom, Ebonyi, Imo, Anambra, Abia, Enugu, Bayelsa, Delta, Efik, Ibibio, Annang, Ejagham, Eket, Ibeno e Ijaw.
Con questo lei vuole dire che il Biafra non è degli Igbo? Perché in Italia, quando parliamo di Biafra, pensiamo subito alle persone di origine Igbo.
No! Il Biafra non è soltanto degli Igbo. La stessa parola ‘Biafra’ è  un nome Ijaw. Il nome è stato dato da un uomo di origine Ijaw e non Igbo. Quando si guarda la mappa del 1885 del Biafra (Nigeria orientale) si ha: Abor, Aba, Owerri, Umuahia, Olu, Ikote, Ekpene, Uyo Eket, Calabar, Ogoja oji, River, Akwa, Oka, Onitsha, Innewi, Okigwe, Anan, Abakiliki, Yenegua, Warri, Asaba and Ugheli.
 
Il 30 maggio 2017 è stato il giorno della commemorazione del cinquantesimo anniversario dalla guerra e genocidio del Biafra. Perché dopo 50 anni dalla guerra civile stiamo ancora parlando di Biafra?
Come vi ho detto fin dall’inizio, Biafra è una Nazione che esiste all’ombra della Nigeria. In Nigeria ce la stessa situazone e motivi che hanno causato la guerra, cioè ingiustizie, discriminazioni, persecuzione e uccisioni brutali dei biafrani; io la chiamo pulizia e sterminio etnico. Ora abbiamo anche i pastori Fulani che uccidono i biafrani in Biafra. Uccidono anche i non-biafrani come nel Benue State. I biafrani sono discriminati sul lavoro, vengono continuamente uccisi dagli Hausa-Fulani e la polizia nigeriana e il governo non possono fare nulla. Le ingiustizie in Nigeria contro i popoli del Biafra sono così gravi che i biafrani non vedono alcun modo di sopravvivere e vogliono che il Biafra sia restaurato. Ecco perché dopo 50 anni stiamo ancora parlando del Biafra. Non siamo contenti sotto la Nigeria e chiediamo alla comunità internazionale di aiutarci. Nel 1914, quando ci fu l’unificazione della Nigeria, Frederick Lugard disse che dopo 100 anni dal 1914 la “fusione” della Nigeria poteva essere sciolta. Il contratto di unione di 100 anni è scaduto a gennaio 2014. Ora vogliamo la nostra libertà e il nostro paese, il Biafra.
Nnorom, molti analisti internazionali e organizzazioni per i diritti umani temono una nuova guerra civile. Hanno ragione di preoccuparsi?
Non devono preoccuparsi di una nuova guerra perché non ci sarà nessuna guerra. La guerra si è verificata solo perché la comunità internazionale ha consigliato la Nigeria in quel senso. La Nigeria sta ricevendo consigli da parte delle Nazioni Unite e del Regno Unito perché la Gran Bretagna appoggia la Nigeria come paese unico e indivisibile e questo è sbagliato. I biafriani stanno continuando in modo molto pacifico di cercare di stabilire una nazione e questa volta stanno lavorando con una “road map” che li porterà alle Nazioni Unite e verso un Referendum monitorato dall’ONU e altre nazioni. Non ci è stata data la possibilità di scegliere di stare in Nigeria nel 1914. Ora è il momento di darci quella scelta attraverso un referendum monitorato dalle Nazioni Unite. Se ci sarà qualche guerra sarà una guerra forzata contro i biafrani. I biafrani sono persone che amano la pace.
Che relazioni c’e tra il popolo del Biafra e i nigeriani?
 
I biafrani continuano a fare affari in Nigeria, ma quello che bisogna capire è che la gente nigeriana è un po strana in questa loro aggressività verso i biafrani. I biafrani dicono solo che non vogliono far parte di questo paese chiamato Nigeria. Abbiamo avuto la nostra nazione. Abbiamo dichiarato la nostra indipendenza nel 1960.
La Nigeria è uno Stato multietnico, come molti stati africani,  questa multietnicità viene riconosciuta politicamente? Ci sono leggi che proteggono le minoranze in Nigeria?
 
Secondo la tua prospettiva esterna Nigeria dovrebbe essere uno Stato multietnico. In Nigeria la multietnicità non può funzionare proprio come il modo in cui non si possono mescolare acqua e olio insieme. A causa delle discriminazioni e del razzismo contro i biafrani da parte dei nigeriani, specialmente nel nord, non c’è modo che la Nigeria possa essere un felice stato multietnico.  I Nigeriani non credono nella comunità multietnica. La Nigeria è un oggetto, una giungla. Ecco perché Nnamdi Kanu ed i suoi seguaci hanno deciso di chiamare la Nigeria uno Zoo. E con l’elezione di Muhammado Buhari tutto è peggiorato.
Voglio chiederti qualcosa visto hai citato Buhari, l’attuale Presidente della Nigeria. Quando Goodluck Jonathan era presidente della Nigeria, lui ha ignorato completamente la lotta per restaurare Biafra, ma perché con Buhari tutto è diverso? Pensi che Buhari ha contribuito a rendere più popolare la lotta del Biafra?
 
Bisogna capire che Jonathan non ha ignorato la lotta del Biafra. Nella vita la gente ha il proprio interesse e le proprie ambizioni. Penso che Jonathan non sapesse cosa fare perciò ha deciso di rimanere come ipresidente della Nigeria invece di aiutare il suo popolo, i biafrani; perché lui è  biafrano.
 
I media italiani e le ONG erano molto pro con la lotta del Biafra. Ci sono molti articoli provenienti dall’Italia e hanno aiutato con la consapevolezza del Biafra agli italiani. Ora però alcuni giornalisti e ONG in Italia non si fidano piu di IPOB sotto la guida di Nnamdi Kanu perché dopo diverse indagini hanno scoperto cose sul movimento, hanno detto che c’è troppo fanatismo malato e culto della personalità.  Quali sono le tue opinioni in merito?
Beh, quello che devi sapere è che IPOB non è sotto una leadership. Ci sono molti gruppi che combattono e lavorano per il restauro del Biafra. Nnamdi Kanu ha pilotato il nome IPOB. IPOB sta per popoli indigeni del Biafra. IPOB appartiene a tutti i cittadini del Biafra. Tutti dalla regione inferiore del Niger sono persone indigene. Ma ci sono persone che hanno ascoltato ciò che Nnamdi Kanu stava dicendo sulla Radio Biafra London (RBL) e credono che Nnamdi Kanu sta parlando per loro e dice le cose che loro non sono in grado di dire. E quando lo ascoltano alcuni di loro diventano pazzi, eccentrici e talmente felici da credere che lui sia loro. Nnamdi Kanu è solo una persona e per lui stesso definirsi leader “supremo” non va bene. Non esiste nessuno come il leader supremo nella nostra terra Biafra e cultura. I biafrani sono repubblicani. Nnamdi Kanu è di origine Igbo e anche in Igboland non c’è niente come il leader supremo. Magari Nnamdi Kanu uscendo dalla prigione di recente è forse stato toccato nel senso che il suo stato mentale in realtà non può essere conosciuto poiché lui consente alle persone di inchinarsi davanti a lui e chiamarlo “Re, Dio, Salvatore e Supremo”. All’interno di IPOB nessuno riconosce Kanu come un leader supremo. Abbiamo molti capi in IPOB. Il gruppo che coordina IPOB ora è conosciuto come DOS (Direzione dello Stato) e il capo del DOS è sig Uchenna Asiegbu. DOS è come il parlamento del Biafra. Poi abbiamo  Radio Biafra International (RBi) che è diversa da Radio Biafra London (RBL) di Nnamdi Kanu. Radio Biafra Londra (RBL) dove Nnamdi Kanu propagava è di proprietà di Nnamdi Kanu e Uchenna Alphonsus Okafor-Mefor. Radio Biafra Londra (RBL) è un’attività privata il quale il 75% della quota di RBL appartiene a Nnamdi Kanu e il 35% appartiene al suo partner e vice Uchenna Alphonsus Okafor-Mefor. Quella radio è un’attività privata di  Nnamdi Kanu e Uchenna Alphonsus Okafor-Mefor. Nnamdi Kanu e Mefor e la loro Radio Biafra London (RBL) propagano bugie, notizie false, discorsi di odio e assassinio di personaggi anche su Facebook. L’unica radio dei biafrani che lavora per il restauro del Biafra ora è Radio Biafra International (RBi) perché i biafrani sono sparsi in tutto il mondo e per questo RBi li rappresenta tutti. In IPOB/DOS e RBi nessuno è un leader. I cittadini del Biafra sono uguali agli occhi di Dio, quindi non c’è niente come il leader supremo nella nostra lotta e in IPOB.
 
La ringrazio per aver messo un po di luci e chiarimenti sulla crisi in IPOB. Infine lo scopo del movimento pan-africano era quello di stabilire l’indipendenza tra le nazioni africane e promuovere l’unità tra tutti i popoli neri del mondo. Il movimento  è iniziato nel XIX secolo ma è stato rafforzato da diverse conferenze tenutesi a Londra tra il 1900 e il 1923. Cosa ne pensa del movimento pan-africano? Possono aiutare il vostro movimento?
Il pan-Africanismo non è mai stato forte ed ha sempre favorito e allargato i confini coloniali. Il Pan-fricanismo non ha mai combattuto per l’autodeterminazione dei popoli indigeni, quindi non vedo come possa aiutare a restaurare Biafra. A mio parere il movimento Pan-Africano è spesso controllato da maestri coloniali.
 

Sorgente: Pressenza – Biafra: Ace Nnorom fa il punto su indipendenza, IPOB e Nnamdi Kanu

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