Risultati delle campagne contro HP nel mondo

Una rassegna dei principali risultati della campagna BDS contro l’HP

  • Il 6 giugno 2016, l’Ong “Un ponte per…” ha aderito alla campagna italiana #IoNonComproHP, specificando in un comunicato che in base al proprio “impegno per la costruzione di ponti di pace con vittime della guerra e di regimi oppressivi, non possiamo utilizzare servizi di un’azienda come HP” e impegnandosi a “a non comprare nuovi prodotti o forniture né ad utilizzare servizi HP nelle sue sedi in Italia e Medio Oriente.”
  • Il 30 maggio 2016, il Consiglio Nazionale dell’Unione Sindacale di base (USB) ha approvato all’unanimità l’adesione al movimento BDS e alla campagna italiana #IoNonComproHP, invitando “tutte le proprie strutture e tutti i propri aderenti [250,000 iscritti] a sostenere [il BDS] a partire dal boicottaggio della multinazionale Hewlett Packard”
  • Il 30 maggio 2016, il Partito Rifondazione Comunista della provincia di Firenze ha aderito a #IoNonComproHP, affermando in un comunicato: “Convinti che sia finito il tempo delle mere dichiarazioni di solidarietà da parte di un’Europa che si oppone sempre più duramente contro ciò che sono costretti a subire migliaia di persone ogni giorno in Palestina, appoggiamo di buon grado la campagna di boicottaggio dell’HP”
  • Il 19 maggio 2016, il Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati (GIGA) ha aderito alla campagna di BDS Italia per il boicottaggio della Hewlett Packard, invitando ad “aderire alla campagna BDS #IoNonComproHP in modo che l’azione dei cittadini comuni sia più efficace della realpolitik, attuata con noncuranza sino ad oggi dalle potenze mondiali, sulla pelle del popolo palestinese”.
  • Il 12 aprile 2016, il Consiglio studentesco dell’Università di Chicago ha approvato una risoluzione per il disinvestimento dei fondi universitari dall’apartheid, chiedendo che  l’università ritiri , “entro i limiti del proprio  dovere fiduciario, gli investimenti in titoli, fondazioni, fondi comuni e altri strumenti monetari con partecipazioni in società che traggono profitto da violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale in Palestina, tra cui, Hewlett-Packard“.
  • Agli inizi di aprile 2016, l’Associazione Universalista Unitaria (UUA) [associazione di movimenti religiosi negli Stati Uniti. Ndtr.] ha deciso di disinvestire da una serie di compagnie coinvolte nelle violazioni dei diritti umani e nel degrado ambientale, tra cui HP Inc e HP Enterprise.
  • Il 1° marzo 2016, l’Unione Studentesca dell’University College di Londra ha votato per il sostegno alla campagna BDS, affermando che l’unione “non avrà alcun rapporto commerciale o di investimento con le aziende che partecipano a violazioni israeliane del diritto internazionale, tra cui G4S, Veolia, HP e produttori di armi che forniscono Israele, come BAE Systems e Raytheon.”
  • Il 16 febbraio 2016, l’Assemblea del governo studentesco presso l’Università di Illinois-Chicago ha votato all’unanimità a favore di una risoluzione per disinvestire da aziende che traggono profitto dall’l’occupazione israeliana e da altre violazioni dei diritti umani, tra cui la Hewlett-Packard.
  • Il 19 gennaio 2016, il Senato degli studenti dell’Università del Sud della Florida ha votato a schiacciante maggioranza una risoluzione congiunta che prevede il disinvestimento dalle imprese, tra cui la Hewlett Packard, che traggono profitto dalla “illegale e brutale occupazione“ in Palestina. Sulla risoluzione è stato successivamente posto il veto da parte del presidente dell’organo di governo studentesco.
  • Nel novembre 2015 il governo studentesco dell’Università statale San Jose ha votato per disinvestire da “compagnie, tra cui HP, che svolgono un ruolo attivo nelle violazioni dei diritti umani commesse dal governo israeliano nei Territori Palestinesi Occupati”.
  • Nel novembre 2015, il governo studentesco dell’Università Santa Cruz della California, ha riconfermato una risoluzione per il disinvestimento da HP, che era stata originariamente approvata nel 2014, ma che era stata sospesa in attesa del processo di appello. La risoluzione chiede all’università di  interrompere  i suoi investimenti con qualsiasi compagnia che “tragga profitto dall’occupazione israeliana della Palestina.”
  • Nell’ottobre 2015 il Consiglio per i Diritti Umani della città di Portland, in Oregon, chiese che il Comitato cittadino socialmente responsabile per gli investimenti inserisse HP nella lista della città “Do Not Buy” (dove non si deve comprare) a causa della complicità di HP nelle “gravi violazioni dei diritti umani e nella continua, brutale ed illegale occupazione israeliana della terra palestinese.”
  • Nel maggio 2015 gli studenti di Princeton hanno approvato un referendum, che chiede all’università di disinvestire da compagnie come la Hewlett-Packard perché  “complice dell’occupazione israeliana della Cisgiordania e del blocco nella Striscia di Gaza.”
  • Nel maggio 2015 il senato studentesco dell’Università di Olgethorpe ha approvato una risoluzione che chiede di disinvestire dalla Hewlett-Packard “per il ruolo attivo e comprovato nella violazioni dei diritti umani in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza.”
  • Nell’aprile 2015 il senato studentesco del College di Earham ha approvato una risoluzione a sostegno del disinvestimento “da compagnie direttamente coinvolte nell’occupazione israeliana della Palestina”, compresa la Hewlett-Packard.
  • Nel febbraio 2015 gli studenti della Nortwestern University hanno votato per disinvestire dall’HP per il  suo coinvolgimento nel sistema israeliano delle Carte di identità e nelle carcerazioni di massa.
  • Nel febbraio 2015 l’Associazione studentesca dell’Università della California, che è l’assemblea che ufficialmente governa gli studenti  di tutte le università della California, ha approvato una risoluzione che chiede che l’università disinvesta dalla compagnie che “violano i diritti umani palestinesi”, citando specificamente l’HP.
  • Nel novembre 2014, gli studenti della sede dell’università di California a Los Angeles, hanno approvato una risoluzione per il disinvestimento da HP perché “fornisce sistemi per l’identificazione biometrica ai posti di controllo israeliani, che riducono  la libertà di movimento dei palestinesi, facilitano la discriminazione contro di essi e rafforzano la separazione tra i cittadini.”
  • Nel 2014, l’Unione nazionale degli Studenti del Regno Unito ha invitato i suoi membri a boicottare HP perché “complice del finanziamento e dell’aiuto alle forze armate israeliane”.
  • Nel 2014, l’Associazione dei Dottorandi dell’Università del Nuovo Messico ha chiesto di disinvestire da HP perché “limita la libertà di movimento dei palestinesi e rafforza la separazione della cittadinanza, attraverso i sistemi di identificazione biometrica usati ai posti di controllo israeliani.
  • Nella sede dell’Università della California di Santa Cruz nel 2014, il senato studentesco ha approvato una risoluzione di disinvestimento contro l’HP, dichiarando che “i sistemi HP sono installati ai posti di controllo israeliani, con lo scopo specifico di controllare e monitorare il movimento dei civili palestinesi e nelle prigioni militari.”
  • Nel giugno 2014, l’Assemblea generale della Chiesa Presbiteriana,  ha votato per disinvestire dall’HP,  dopo “dieci anni di  impegno senza successo con questa azienda per il suo coinvolgimento nelle demolizioni di case.
  • Il governo studentesco dell’Università di California Riverside, nella primavera del 2014, ha approvato una risoluzione in cui si dichiara che l’HP limita la libertà di movimento dei palestinesi in Cisgiordania, fornendo sistemi per l’identificazione biometrica, nei  posti di controllo militari.”
  • L’Università Loyola di Chicago nel 2014 ha approvato una risoluzione per il disinvestimento da HP in quanto si dichiara che essa “fornisce sistemi discriminatori  di identificazione nei posti di controllo israeliani  e trae profitto dalla carcerazione di massa”.
  • Un referendum del 2014 approvato dagli studenti all’Università De Paul ha decretato che “i profitti dell’HP  provengono dalla violazione di Israele nei confronti dei diritti umani dei palestinesi e delle minoranze all’interno di Israele.”
  • La Nordea Bank si è entrata in dialogo (sulle sue complicità con violazione dei diritti umani) con HP nel 2014.
  • Quattro conferenze regionali della Chiesa Metodista Unita (USA) hanno votato per disinvestire dall’HP nel 2013. La chiesa era entrata in dialogo con l’HP nel 2008, citando la preoccupazione per “le politiche e le pratiche di Israele  riguardanti i diritti umani.
  • Nell’aprile 2013 gli studenti della sede dell’università di California di Berkley hanno approvato una risoluzione contro l’HP dichiarando che questa “fornisce  attrezzature, materiali e tecnologie per le forze armate israeliane , compresi bulldozer e sistemi biometrici di identificazione.
  • Nel 2013 il senato studentesco del Oberlin College ha votato per disinvestire da HP a causa delle “ingiustizie perpetrate da Israele nei confronti del popolo palestinese.”
  • L’Associazione degli studenti dell’Università di York in Canada ha votato nel 2012 per disinvestire da HP, citando il ruolo che essa ha avuto nelle “violazioni dei diritti umani, nei crimini di guerra e nell’oppressione compiuti da Israele.”
  • La Friends Fiduciary Corporation ha disinvestito da HP citandone il ruolo “nel fornire servizi di consulenza IT alla Marina israeliana.”
  • Nel novembre 2012 gli Studenti Associati dell’Università della California a Irvine hanno votato all’unanimità per disinvestire da HP citando la sua “limitazione di libertà di movimento poiché fornisce sistemi biometrici di identificazione usati ai posti di controllo militari israeliani.”

Fonte: Investigate

Traduzione di BDS Italia

Sorgente: Risultati delle campagne contro HP nel mondo – BDS Italia – Boicotta Israele

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