Perché boicottare l’HP – La technologia dell’oppressione israeliana

Chi è Hewlett Packard – HP?

HP fornisce, servizi tecnologici, per elaborazione dati e per IT (Information Technology).

Le complicità con le politiche di oppressione e occupazione israeliane

Il sistema Basel

Tutti i Palestinesi, quando vogliono entrare in Israele, devono dotarsi di una “scheda biometrica” magnetica d’identificazione, presentando istanza alle autorità di occupazione israeliane. Ogni scheda elettronica d’identificazione contiene  informazioni  sia biometriche sia personali e di sicurezza raccolte nel sistema BASEL, che HP Enterprise Services, l’ex EDS Israele, ha fornito al Ministero israeliano della Difesa il Sistema Basel (garantendone sviluppo, installazione, gestione e appoggio continuo sul campo). Questo sistema di controllo biometrico è installato ai posti di controllo militari israeliani in Cisgiordania e a Gaza per controllare l’accesso dei palestinesi.

E’ inoltre installato nei checkpoint all’interno dei Territori occupati ed è utilizzato anche per la gestione del sistema stradario separato in Cisgiordania che mira a limitare gli spostamenti dei Palestinesi. Pertanto i checkpoint principali sono in realtà collocati dentro i Territori occupati e limitano gli spostamenti tra le città palestinesi. Quindi è finalizzato a reprimere e sottomettere la popolazione civile palestinese della Cisgiordania occupata, dove è installato sui seguenti posti di controllo: Gerico, Betlemme (Ma’avar Rachel), Jenin, Nablus, Tulkarem, Hebron, Abu Dis, Tarkumia oltre che sul valico di Ephraim (Sha’ar Efraim, Irtach).

E’ finanziato dal governo degli Stati Uniti a seguito della stipula del  Memorandum di Wye River.

Nel 2011, il Ministero israeliano della Difesa ha risposto a un quesito da parte “Who profits from the occupation” (Chi trae profitto dall’Occupazione) riguardante il sistema Basel, confermando che HP è stata appaltata dal Ministero per la gestione e manutenzione del Sistema Basel.

Nel 2014, il Ministero israeliano della Difesa, replicando a una richiesta per la libertà di informazione presentata da “Who profits” ha dichiarato che l’appalto con HP del sistema Basel è stato stipulato fino alla fine del 2015.

Compagnie coinvolte nel Sistema Basel:

  • L-1 Identity Solutions (del Gruppo Morpho), una compagnia americana pubblica che ha fornito la sua Facelt (R), una tecnologia di riconoscimento facciale, al Progetto Basel.
  • L’Oberthur Technologies: compagnia francese quotata in borsa del  gruppo Euronext che gestisce la borsa valori paneuropea. La divisione della compagnia, denominata “Smart Cards USA”, ha fornito microprocessori per le carte d’identità nel Progetto Basel.
  • Polimil e Gruppo DataCard: il Gruppo DataCard, una compagnia privata americana ha fornito un sottosistema al Progetto Basel, tramite il suo esclusivo distributore israeliano, Polimil.
  • Recognition Systems (sistema di riconoscimento), che fa parte del gruppo irlandese Allegion): una compagnia pubblica americana che ha fornito lettori della geometria della mano per il Progetto Basel.

Servizi e tecnologie per l’esercito e la marina israeliana

L’HP ha fornito servizi e tecnologie all’esercito israeliano, tra cui quelle per la gestione delle infrastrutture IT della marina israeliana. La marina israeliana applica il blocco navale alla Striscia di Gaza fin dal 2007. L’infrastruttura IT fornita dall’HP alla marina israeliana è stata usata dall’ esercito israeliano come sistema pilota per tutto il sistema IT dell’ esercito israeliano attraverso il contratto del progetto “virtualization project” vinto dall’HP nel 2009. Nello stesso anno, HP Global ottenne un altro contratto per fornire attrezzatura informatica alle forze armate israeliane. Il contratto è stato firmato per tre anni con l’opzione di prolungarlo per altri due.

Inoltre, nel maggio 2011, l’HP ricevette un’offerta di quattro anni per implementare e integrare i sistemi ERP SAP per l’esercito israeliano in centinaia di migliaia di NIS (Shekel). Nel dicembre 2011 l’HP ottenne un’offerta di 500 milioni di NIS per fornire, implementare e fare la manutenzione di tutti i server delle forze di sicurezza israeliane. L’offerta è stata di tre anni con l’opzione di estensione di due anni. Nel contratto è prevista anche la fornitura di server e relativa attrezzatura.

Servizi e tecnologie per i servizi carcerari israeliani

Il Servizio carcerario israeliano (IPS – Israel Prison Service), rispondendo nel dicembre 2013 a una richiesta formulata da Who Profits, ha dichiarato che HP ha un contratto per fornire stampanti e manutenzione dei sistemi HP e dei server centrali fino al 2016 per un ammontare di diecine di milioni di shekel.

Nell’agosto 2012, l’autorità carceraria israeliana ha annunciato la firma di un contratto con l’HP, senza bando di gara, per la fornitura dei server centrali del sistema operativo dell’IPS, denominato “Tzohar”. HP fornirà anche i servizi di manutenzione per questi server. Inoltre, HP ha fornito un progetto per l’immagazzinamento e l’archiviazione di e-mail nel sistema IPS.

Secondo un rapporto di un organo di controllo statale, nell’agosto2006 l’IPS pubblicò un bando per stabilire un nuovo sistema di elaborazione dati, il sistema “Kidma”, che si ipotizzava avrebbe sostituito il sistema di informazioni dell’IPS. Nell’ottobre 2007 l’IPS firmò un contratto con l’HP per sviluppare il sistema che si ipotizzava avrebbe incluso in sistema per le risorse umane, il sistema di gestione dei prigionieri, il sistema di gestione delle carceri e un sottosistema di intelligence. Inizialmente lo stanziamento del progetto era di 43,2 milioni di NIS. Nel 2004 fu aumentato a 62,5 milioni di NIS. Il Budget non comprendeva la manutenzione del sistema e fino al 2012 lo stanziamento aumentò fino 144 milioni di NIS, più del triplo del bilancio iniziale. Si supponeva che il progetto sarebbe stato realizzato in 23 mesi ed era stimato in 43 milioni di NIS, ma per il progetto ci sono voluti 5 anni ed è costato 144 milioni di NIS. Il Capo dell’IPS ha dichiarato che dal 2010 l’IPS aveva congelato i pagamenti ad HP, per cui il 28 febbraio 2013, l’IPS ha firmato la fine del contratto con HP.  Alla fine, la  somma pagata ad HP è stata di 126 milioni di NIS: la compagnia aveva completato 3 dei quattro sistemi che erano stati richiesti.

Ad una nuova richiesta presentata da Who Profits nel 2014, l’IPS ha ribadito che HP ha contratti per fornire stampanti e per fare la manutenzione di sistemi HP e server centrali, nelle prigioni israeliane fino a tutto il 2016.

Servizi per gli insediamenti illegali

HP gestisce un centro di sviluppo che assume donne ultra ortodosse a Beitar Illit, insediamento illegale nella Cisgiordania occupata. Questo centro era stato attivato da EDS (Electronic Data System) nel 2006 e nel 2008 è subentrata HP. Il centro inizialmente si trovava in una struttura fornita dalla municipalità di Beitar Illit, ma nel gennaio 2012 HP si è ulteriormente espansa e ha costruito una nuova struttura per il centro, con una concessione di tre anni dal Ministero del Commercio e dell’Industria, per centinaia di migliaia di NIS all’anno.

HP fornisce servizi e tecnologie a due dei più grossi insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata: Modi’in Ilit e Ariel. Matrix IT e il suo sussidiario Tact Testware che forniscono servizi tecnologici all’HP, sono ubicati nell’insediamento illegale di Modi’in Ilit. Matrix IT distribuisce computer HP, server e soluzioni. Il personale di Matrix IT è stato addestrato dall’HP nel fornire software e servizi. Tact Testware fornisce licenze e servizi all’HP nel campo dell’automatizzazione.

Carte d’identità biometriche

Nel 2008, HP ha firmato un contratto con il Ministero degli Interni israeliano per la produzione e la fabbricazione di carte d’identità (ID) biometriche per i cittadini israeliani, compresi i residenti palestinesi di Israele e di Gerusalemme Est Occupata. La compagnia fa funzionare e provvede alla manutenzione del sistema Aviv per il censimento della popolazione, per l’immigrazione e il controllo dei confini.

Essendo il sistema di identificazione organizzato su basi etniche e religiose, la nuova banca dati biometrica e il nuovo metodo di schede di identificazione sono divenute parte fondamentale del controllo delle minoranze etniche e nazionali.

In questo sistema di identificazione, le carte di identità blu indicano “i cittadini israeliani”, quelle arancioni e verdi sono date ai Palestinesi dei Territori occupati in possesso di un permesso per entrare in Israele. L’assegnazione della cittadinanza solo ad un piccolo numero di Palestinesi, quelli che erano fisicamente presenti nelle loro case nel corso del censimento che si svolse dopo la guerra del 1948, ha permesso a Israele di rifiutarla ad altri Palestinesi che erano fuggiti o che erano stati espulsi con la forza durante la creazione dello stato di Israele.

Un rapporto dell’ ONU del 2007 riporta  che la cittadinanza è stata negata anche ad oltre 250.000 Palestinesi che vivono a Gerusalemme Est, annessa arbitrariamente dallo Stato di Israele, cosi come ad altre migliaia di Palestinesi che vivono dentro i confini statali, per via di limitazioni tecniche che si applicano soltanto ai residenti non-Ebrei. Questo sistema di identificazione, oltre a stratificare le varie etnie,  rafforza le diseguaglianze politiche ed economiche fra i cittadini Ebrei e quelli non-Ebrei, Arabi e non-Arabi, Israeliani e Palestinesi,  limitando la mobilità dei vari gruppi.

HP è presente con questo sistema fin dal 1997, senza bando di gara. La scadenza del contratto sarebbe stata prevista per la fine del 2013. Il sistema Aviv comprende il “database Yesha” che contiene informazioni sui cittadini israeliani che vivono negli insediamenti.

Nel 2014, l’autorità per la popolazione e l’immigrazione ha stipulato un contratto di oltre 2 milioni di NIS con HP per lo sviluppo e la gestione del sistema di controllo dei lavoratori stranieri (sistema Maoz) e per integrarlo nel sistema Aviv.

Nel 2011 HP ha avuto un contratto, senza bando, per installare un punto di osservazione del registro della popolazione collegato al sistema dell’archivio della popolazione. L’unità Arbel dell’autorità della popolazione gestisce la sostituzione dei passaporti con carte d’identità biometriche. Il progetto Arbel comprende la raccolta e l’archiviazione di tutte le informazioni riguardanti i cittadini israeliani. Nel 2013, i dipendenti statali del progetto sono stati sostituiti da dipendenti di HP. Nel 2013, HP ha avuto un altro contratto, senza gara, per fornire l’hardware alle macchine diverso dal software e dalle macchine stesse.

Progetto Smart City

HP partecipa anche al progetto “Smart City” nell’insediamento illegale di Ariel, in Cisgiordania, dove fornisce un sistema di archiviazione per la municipalità dell’insediamento. L’insediamento illegale di Ariel è stato scelto dal governo israeliano come città pilota per questo programma.

La divisione dell’HP in due società cambia qualcosa per la campagna?

Dal novembre 2015, la Compagnia HP si è divisa in due società: la Hewlett-Packard Enterprise e la HP Inc. Le due compagnie hanno in comune gli uffici, l’amministrazione, i processi di distribuzione, il marchio e continueranno a procedere insieme negli acquisti e nell’offerta di contratti per almeno i primi due anni. Sarà da seguire il rispettivo coinvolgimento delle due società in ciascuno dei servizi sotto descritti.

Fonti: WhoProfitsGlobal ExchangeInvestigate

Traduzione di BDS Italia

Sorgente: Perché boicottare l’HP – La technologia dell’oppressione israeliana – BDS Italia – Boicotta Israele

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