L’Esercito arabo siriano, con il sostegno russo, lancia la grande offensiva per liberare Raqqa

Alex Gorka, Strategic Culture Foundation 04/06/2016

Qualche tempo fa era opinione diffusa che Aleppo fosse l’obiettivo chiave per mutare le sorti della guerra in Siria. Ora l’Esercito arabo siriano sembra a riconsiderare i piani, decidendo di liberare la capitale de facto dello Stato islamico (SIIL), Raqqa, grande città sotto il pieno controllo dei terroristi e loro importante base operativa, Va fatto e si può fare. La recente liberazione di Palmyra delle forze siriane supportate dai russi è d’ispirazione. Il 3 giugno, l’Esercito arabo siriano sostenuto dagli attacchi aerei russi, lanciava una profonda grande offensiva per cacciare da Raqqa lo SIIL, avvicinandosi a una regione in cui le milizie appoggiate dagli USA hanno attaccato il gruppo jihadista. Migliaia dei più esperti soldati dell’Esercito arabo siriano si erano concentrati nella città di Ithriya (a sud di Aleppo). Le Forze aerospaziali russe effettuavano attacchi aerei per colpire il territorio occupato dallo SIIL zone orientali della provincia di Hama, nei pressi della provincia di Raqqa, dove l’Esercito arabo siriano avanza. La mossa s’ispira anche all’inefficienza delle forze della coalizione a guida USA, coinvolte nei combattimenti che fanno fuggire i terroristi. Il 25 maggio, le forze curde guidate dalle Forze Democratiche Siriane (SDF), sostenute dagli attacchi dell’US Air force, iniziavano un’operazione militare per riconquistare grandi territori a nord di Raqqa, facendo dichiarazioni nette sull’operazione per liberare la provincia e la sua capitale, ma senza alcun risultato di cui vantarsi ottenuto finora. I rapporti parlano di combattimenti nei pressi di Manbij, nodo cruciale del nord della Siria, a 114 chilometri da Raqqa e quasi 70 km a nord-est di Aleppo, più vicino ad Aleppo che a Raqqa, l’obiettivo finale, e nessuno sa se l’avanzata su Manbij sia rilevante. In ogni caso, non c’è un progresso tangibile. La città è ancora nelle mani dei terroristi. L’impressione è che ci sia qualcosa di molto sbagliato nel coordinamento degli sforzi e la coalizione SDF sponsorizzata dagli USA non ha alcun piano preciso in Siria. La stessa cosa vale per la coalizione guidata dagli USA in Iraq. Dopo più di una settimana di operazioni volte a riconquistare Falluja, a soli 50 km ad ovest di Baghdad, l’esercito iracheno formato da militari, polizia e unità sciite sostenuti dalle forze aeree della coalizione guidata dagli Stati Uniti, ha potuto raggiungere il centro della città. Fin dall’inizio dell’operazione, il 22-23 maggio, i comandanti iracheni hanno affermato di aver eliminato decine di terroristi dello SIIL, ma sono riluttanti a dichiarare i dati sulle proprie perdite. L’offensiva su Mosul (2016), anche chiamata Operazione Fatah, è un’operazione congiunta delle forze governative irachene e delle milizie alleate del Kurdistan iracheno, con limitate forze di terra statunitensi e il supporto aereo degli Stati Uniti, iniziata il 24 marzo con 4000 soldati di due brigate della 15.ma Divisione dell’esercito irachena addestrata dagli Stati Uniti, tra cui combattenti tribali sunniti coinvolti nell’operazione che non ha portato ad alcun risultato. Basti pensare, a tale proposito, che non c’è stata alcuna avanzata in 10 settimane! E le forze guidate dagli USA hanno il vantaggio della supremazia aerea incontrastata! Infatti, questa operazione può difficilmente essere vista come esempio di efficacia e valore militari. Quale differenza stridente se si confrontano tali offensive con le operazioni delle truppe siriane supportate dai russi per liberare Palmyra a marzo! La missione fu un grande successo realizzato in sole 2 settimane e 4 giorni! Il nocciolo del problema è che ci sono due coalizioni in combattimento che perseguono la stessa missione, la liberazione di Raqqa dai terroristi dello SIIL. Il gruppo viene attaccato dalla coalizione pro-USA, da un lato, e dall’Esercito regolare siriano supportato dall’Aeronautica russa, dall’altro. In un certo senso ricorda l’offensiva su entrambi i lati contro la Germania nazista durante la Seconda guerra mondiale. La differenza è che in quei giorni c’era un’alleanza formale tra l’Unione Sovietica e gli alleati occidentali, ma non è così oggi in Siria. E’ ridicolo che le due coalizioni non collaborino, o almeno coordinino le azioni. Suggerimenti per una cooperazione militare tra Stati Uniti e Russia contro lo Stato islamico circolarono più volte da quando i due governi decisero all’inizio di quest’anno di guidare un comitato diplomatico che portasse alla soluzione politica della guerra civile. Gli Stati Uniti hanno sempre rifiutato di unire le forze con la Russia in Siria da quando Mosca ha lanciato la campagna aerea nel settembre dello scorso anno.
Prima che l’offensiva della coalizione guidata dagli USA per liberare Raqqa iniziasse, la Russia aveva ribadito di essere pronta a coordinarsi con Stati Uniti e forze curde. “Raqqa è uno degli obiettivi della coalizione antiterrorismo, proprio come Mosul in Iraq“, aveva detto il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov. “Siamo certi che queste città avrebbero potuto essere liberate in modo più efficace e veloce se i nostri ufficiali avessero iniziato a coordinare le azioni molto prima“. Gli Stati Uniti non avranno bisogno di alcun supporto russo su Raqqa contro lo SIIL, ed opereranno solo con le forze democratiche siriane (SDF) guidate dai curdi, aveva risposto il portavoce del dipartimento di Stato degli USA alle osservazioni del Ministro degli Esteri russo. Il portavoce del Pentagono, capitano Jeff Davis, aveva detto: “Non collaboriamo né ci coordiniamo con i russi sulle operazioni in Siria. Non abbiamo relazioni militari con la Russia“. Il rifiuto degli Stati Uniti della proposta russa è un esempio di politica dai doppi standard e dell’irresponsabilità. Tutte le dichiarazioni sulla volontà di raggiungere la pace in Siria sembrano nient’altro che vuote parole. Sembra che le operazioni dell’Esercito arabo siriano supportate dalla Russia siano l’unica speranza per il Paese devastato dalla guerra. Se le forze governative vincono, il popolo siriano e il mondo potranno vedere chiaramente chi opera seriamente e aiuta nei momenti di difficoltà e che si limita solo a fare dichiarazioni altisonanti senza tradurre le parole in fatti.13320612

Sorgente: L’Esercito arabo siriano, con il sostegno russo, lancia la grande offensiva per liberare Raqqa | Aurora

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