J. Steppling: “Hillary è più temibile di Trump perché ama la guerra. E’ una sadica sociopatica”

J. Steppling: Hillary è più temibile di Trump perché ama la guerra. E' una sadica sociopatica

L’AntiDiplomatico intervista il noto drammaturgo statunitense. “La propaganda anti russa è davvero senza respiro. Ed è iniziata, in particolare per opera dei liberal a stella e strisce, grazie alla colonizzazione dei Clintons di Hollywood”.

di Alessandro Bianchi*

John Steppling è un grande drammaturgo e sceneggiatore statunitense. Uno dei fondatori del Padua Hills Playwrights Festival e Rockefeller Fellow, ha vinto nel corso della sua carriere numerosi riconoscimenti, tra cui il PEN-West come miglior sceneggiatore. L’influenza di Steppling, attraverso le sue prime opere Close, The Shaper, and The Dream Coast, è stata enorme per tutta una generazione di commediografi californiani, tra cui Jon Robin Baitz, Marlene Mayer, Kelly Stuart e Michael Sargent. Per una delle sue ultime opere Phantom Luck ha vinto nel 2010 il prestigioso LA Award.

Nel corso della sua carriera si è molto occupato di politica con libertà e coraggio. Doti che in occidente non sono molto comuni. Sono note, in particolare, le sue critiche contro le scelte sanguinarie in politica estera degli Stati Uniti.

Dopo il grande giornalista australiano John Pilger, come AntiDiplomatico abbiamo avuto il privilegio di rivolgere anche a Steppling alcune domande sulla politica internazionale attuale.

L’Intervista.

Partirei da una domanda brutale sulle campagne presidenziali statunitensi. Ma cosa è diventato il suo Paese se come migliore candidato, in quanto meno pericoloso per la sopravvivenza del mondo, offre Donald Trump?

“Beh, la domanda è veramente centrale. Ma io direi che razza di paese è quello che offre Donald Trump e Hillary Clinton, ma anche George Bush o Ronald Reagan o Spiro Agnew o Mitt Romney?  Per non parlare di Bill Clinton, colui che tra cent’anni, se esisterà ancora il genere umano, sarà ricordato come il peggior presidente della storia degli Stati Uniti per aver introdotto il Patriot act, il NAFTA, l’espansione della NATO e aver distrutto lo stato di diritto nel paese. Ha fatto tutto questo con la presunzione di portare avanti il volere di una democrazia liberale. Rispetto a queste scelte di estrema destra intraprese da questo Presidente, Nixon passa come un socialista. Non eleggiamo mai il migliore e più intelligente. Si tratta solo di teatro elettorale”.

In un recente sondaggio oltre il 53% dei cittadini statunitensi si sono dichiarati contrari sia a Hillary Clinton che a Donald Trump. Per quanto tempo nell’immaginario collettivo continueremo a considerare gli Stati Uniti una democrazia? 
“Non credo che negli Stati Uniti ci sia una democrazia funzionante dal 1963. L’anno dove un colpo di stato è intercorso nel paese. Certo, a qualche buon pensante può dar fastidio quest’ultima definizione, chiamatelo come volete, ma l’assassinio di Kennedy non è stato chiaramente opera di Lee Harvey Oswald, ma di una manovra interna allo Stato, probabilmente ordita dai fratelli Dulles e altri neo-colonialisti anti comunisti. Kennedy odiava la CIA. Ha iniziato come un prodotto tipico del suo background, è vero, ma aveva cambiato indirizzo… o perlomeno abbastanza da giustificare la sua fine. Quindi, non penso che gli Stati Uniti siano da allora una democrazia. Alcune elezioni locali contano in modo limitato, ma è tutto qui. In questo contesto, ritengo che fino a quando le masse di cittadini non si ribellino a questo spettacolo triste, nulla cambierà.
Continuare con questa farsa è una prospettiva altamente auto-lesionista. E questo è il motivo per cui lo Stato promuove, tramite i media mainstream, l’elezione come se fosse una corsa tra cavalli o qualunque altro sport. Le persone diventano ossessionate dalle tattiche e non dal senso più profondo della politica”.
Bernie Sanders era realmente il cambiamento che in molti in Europa hanno descritto?

“No”.

Cosa accadrebbe al mondo con una presidenza di Hillary Clinton?
“Beh Hillary mi spaventa molto di più di Trump. E penso di aver già risposto alla domanda. La paura all’interno degli Stati Uniti con Trump è che quest’ultimo seguirà e darà potere al pensiero dei suoi seguaci. Si temono, quindi, aumenti in crimini basati sull’odio e attacchi contro le comunità di immigrati. Non può Trump logicamente deportare 10 milioni di persone o costruire un muro ridicolo, ma dovrà comunque fare qualcosa per soddisfare la rabbia dei suoi seguaci. In politica estera Trump è completamente imprevedibile, probabilmente preferisce e predilige alcune tendenze isolazioniste. Detto questo, la verità è che Trump di politica estera conosce davvero poco e dovrà affidarsi a collaboratori e consiglieri che saranno gli stessi che utilizzerebbe Hillary, che sono gli stessi che ha utilizzato Bush, Bill Clinton… Nulla cambia. I joint chiefs, i ricchi donatori, i falchi intorno al Pentagono e i guerrieri di vecchia data come Kissinger, sono tutti loro che decidono la politica estera statunitense.
Ma io temo di più Hillary perché lei ama la guerra. E’ una sadica sociopatica. E’ così, non sto esagerando. Molto dipenderà poi da chi sceglierà per guidare il Dipartimento di Stato, io ho previsto qualcuno alla Wesley Clark. La Clinton provocherà la Russia e la Cina il più possibile. E, con il fedele alleato Israele, perseguirà con violenza i suoi obiettivi bellici in Medio Oriente”.
Cosa ha provato quando ha visto Obama parlare recentemente ad Hiroshima e non chiedere scusa per quanto fatto dal suo paese, dichiarando poi quasi sarcasticamente – in quanto alla guida della prima potenza atomica del mondo – di auspicare un pianeta senza armi nucleare?
“Nessuna sorpresa. Ma ho provato vergogna per il mio paese”.
L’espansionismo sempre maggiore degli Stati Uniti arriverà ad un punto di rottura e collisione con la Cina? 
“Per rispondere a questa domanda dobbiamo considerare che gli Stati Uniti sono una grande potenza militare ma sono anche un paese in una delicata fase economica. Riescono ad imporre il loro volere al resto del mondo dal punto di vista militare, ma sempre meno dal punto di vista economico. Come gli Usa si comportano con la Cina, è esattamente lo stesso che li ha portati a devastare l’Iraq e la Libia. Sono stupidi e provinciali in molti aspetti. E questo è il motivo per cui sin dai tempi di Dulles hanno pensato di inviare spie da infiltrare nel governo di Mao. Dal tempo del colpo di stato in Iran, gli Stati Uniti non hanno mai dato peso alla storia o alla cultura”.
Anche se è la Nato che sta portando le sue installazioni sempre più a est, in Europa la nostra informazione alimenta un pericolo di una Russia aggressiva. A chi giova alimentare questo sentimento di russofobia?
“La propaganda anti russa è davvero senza respiro. Ed è iniziata, in particolare per opera dei liberal a stella e strisce, grazie alla colonizzazione dei Clintons di Hollywood. Guardate, ad esempio, la serie TV House of Cards: è pura propaganda Clintoniana. Spacey conosce Bill, naturalmente, e lo show runner era un ex operaio nella “mafia” di Hillary. Poi guardate Madam Secretary … un altro esempio di intrattenimento ad uso promozionale dell’agenda Clinton. E Obama è, naturalmente, un boiardo di partito, un funzionario che è stato elevato a Presidente per ragioni di forza maggiore. E ‘stata una mossa brillante. Pensate che, anche dopo la sua misera presidenza, immorale e orribile, è molto amato da molti liberal. I professionisti bianchi adorano Obama e ora accoglieranno Hillary. Il baraccone di Bernie Sanders era, come ha scritto Bruce Dixon, il cane del pastore che doveva portare i liberal di sinistra (pecore) a bordo con Hillary. A quasi nessuno piace Hillary. E’ un terribile candidato”.
Dall’avvento delle cosiddette primavere arabe, iniziate con il noto discorso di Obama all’Università del Cairo del 2009, il Mediterraneo orientale è divenuto una polveriera. Si è trattato di un piano esterno di distruzione pianificata di stati sovrani ostili a Washington, Libia e Siria in particolare, o reale ricerca di democrazia e libertà?
“Penso che sia stato così. Voglio dire, questo è esattamente quello che la classe dominante negli Stati Uniti, stupida, culturalmente ignorante, ha voluto. Ma l’origine di questo metodo che ha portato alla distruzione di paesi sovrani in quell’aerea ha una data precisa: il bombardamento della ex Jugoslavia per l’espansione della Nato e la creazione di un sacco di piccoli stati dipendenti. Hanno distrutto l’ultimo paese nominalmente socialista in Europa con la demonizzazione di Milosevic e i serbi, sostenendo i croati fascisti e il KLA. E poi hanno creato questo feudo protettorato gangster in Kosovo. Perfetto.
La distruzione dell’Ex Jugoslavia è anche il momento in cui la nuova sinistra di marca e flaccida, la sinistra di carriera negli Stati Uniti e nel Regno Unito ha iniziato ad essere complice. Zizek è il peggiore, naturalmente. Mi spiegate perché qualcuno pensa ancora che sia di sinistra? E ‘un razzista dichiarato e cripto-fascista. Ma altri, come Richard Seymour e Zunes, ma, in generale, tutti i pseudo liberal hypster a vita bassa della stampa come VICE sono coloro che hanno servito in blocco il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e lo si può vedere anche in pubblicazioni come Jacobin. C’è da rabbrividire. La loro copertura culturale è imbarazzante. Questo populismo falso che ha infettato la sinistra liberal bianca è dannosa”.
E’ giusto definire oggi Aleppo come la “Stalingrado della Siria” e “il cimitero dei sogni del fascista Erdogan” come ha dichiarato il presidente siriano Assad?
“Beh, non è lontano dal dire il vero. Assad è certamente oggi il principale obiettivo occidentale”.
Che ruolo giocano, secondo lei, le ONG dei diritti umani nel contesto internazionale attuale? 
“Penso che Arundhati Roy abbia espresso la critica più efficace sulle ONG un decennio fa. Sono lì per impedire che movimenti di massa si formino. Ecco a cosa servono. Le “bande degli aiuti” servono a limitare il potenziale per la rivoluzione nei vari paesi. Guardate chi sono le persone che gestiscono Amnesty oggi, persone legate a doppio filo con i raccapriccianti think tank con sede a Washington e gruppi statali di facciata del Dipartimento come Freedom House e simili”.
14 anni fa, falliva il colpo di stato in Venezuela contro il presidente democraticamente eletto Hugo Chavez e iniziava l’uscita degli Stati Uniti dall’America Latina. Poco dopo, gli Usa invasero l’Iraq. Oggi che nel Mediterraneo orientale l’egemonia traballa, Washington utilizza tutte le sue armi note per tornare in America Latina. Ha ragione secondo Lei il Presidente Rafael Correa quando dice che siamo di fronte ad un nuovo Piano Condor nella regione? 
“Ha assolutamente ragione. Gli sforzi di destabilizzazione in Venezuela sono stati tremendi. Ma anche in Ecuador, come in Brasile. La mano di Hillary l’abbiamo vista in Honduras. E abbiamo visto i Clintons ad Haiti. Il disegno è chiaro”.
E se si, considerando anche quanto avvenuto in Brasile, Ecuador e Bolivia, quali tecniche vengono utilizzate oggi?
“Oscar Schemel ha scritto a proposito: “Una delle variabili su cui si basano queste campagne è l’aggravamento dei problemi, l’esagerazione degli stessi,  attraverso una campagna mediatica crescente per generare un clima di ansia. Dopo appena una settimana di code, le persone stavano comprando le candele, oltre al cibo, perché hanno sentito dell’avvicinarsi di un colpo di stato, di saccheggi e di esplosione sociale”.
Questa è la guerra psicologica totale. Il Dipartimento di Stato Usa si infiltra e mistifica la situazione reale. Propaganda al lavoro. E i famosi Op Ed (Editoriali) dei principali quotidiani, la maggior parte dei quali sono di proprietà dell’elite al potere, fanno il resto. Gli Stati Uniti sono i principali responsabili. Ma, secondo voi, come sono diventate ricche le famiglie del Sud America che vogliono un ritorno al feudalesimo? E, che tristezza, vedere servi del neo-colonialismo statunitense come Leopoldo Lopez presi a modello dalla finta sinistra negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Europa. E’ stupefacente. Ma vedete, è così profondo il timore di questi nuovi personaggi in cerca di carriera a sinistra di essere chiamati stalinisti, o essere legati al comunismo reale … che preferiscono essere associati a stridenti reazionari”.
Il futuro del mondo offre al momento due possibili binari: un unilateralismo statunitense, soprattutto in caso di presidenza Clinton, fatto di aree di “libero” scambio imposte in giro per il mondo sul Modello Nafta (il TTIP in Europa ad esempio), con milioni di poveri disperati prodotti e profitti per le multinazionali, e la distruzione pianificata con il caos di tutti i paesi che si ribellano a questa visione stile Libia e Siria; oppure un periodo di multilateralismo, rispetto della sovranità, autodeterminazione dei popoli e di pace se si dovesse rafforzare il progetto alternativo al Washington Consensus dei Brics e l’integrazione regionale dell’America Latina ideata e voluta da Chavez, Castro, Lula e Kirchner. Siamo lontani dalla realtà? E quale delle due visioni prevarrà?
“Non posso fare previsioni, chiaramente. Ma so che quello che l’elite degli Stati Uniti vuole è il dominio globale. Questa è l’idea di fondo che muove operazioni sotto falsa bandiera, la propaganda mediatica e la costante infiltrazione di movimenti di opposizione al fine di neutralizzare ogni possibile reazione. Utilizzano pura propaganda per abbattere chi si oppone. E la guerra economica, chiaramente. Se tutto fallisce, alla fine, bombardano”.

*Si ringrazia per la realizzazione dell’intervista Andre Vltchek

thanks to: l‘Antidiplomatico

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