Venezuela, perché non vi indignate per queste foto brutali?

Venezuela, perché non vi indignate per queste foto brutali?
di Alessandro Bianchi

Viviamo in un mondo al contrario. Chi gestisce i mezzi di comunicazione riesce a manipolare la vostra percezione al punto che quando sentite una menzogna alla terza volta fa già parte di voi, l’avete interiorizzata e siete disposti a difenderla come vostra anche nelle discussioni al bar o sui social.

Volete per un momento capire il livello di manipolazione che subite ogni giorno? Bene, vi chiediamo qualche minuto della vostra attenzione.

Guardate queste due foto:

ora questo video:

Altri pochi secondi di questo breve esercizio mentale. Prendiamo a riferimento altre due foto:

e

Le prime foto e il primo video si riferiscono all’opposizione violenta, fascista e protagonista, con finanziamenti e supporto dall’esterno (Usa), di svariati colpi di stato morbidi e pesanti in Venezuela. Per i nostri media “liberi” (quelli che leggete ogni giorno così interessati a cavalcare la guerra mediatica di Washington e Madrid contro il paese) e per le nostre trasmissione d'”informazione” si tratta di una lotta per la libertà e la democrazia. L’assalto al poliziotto in Venezuela è ricerca di democrazia. Non sapete, perché non ve lo dicono, che a Caracas da quasi due decenni si sono spezzate le catene di FMI, Banca Mondiale e Washington. Non sapete, perché non ve lo dicono, che in Venezuela ci sono oggi le maggiori risorse petrolifere del mondo e una via democratica, sovrana e indipendente non è accettata dai padroni della Terra che utilizzano tutte le tecniche illecite che conoscono, tra cui assalti violenti che i nostri media liberi trasformano in “primavere di democrazia”.

Le seconde foto rappresentano un regime, quello della Troika che ha appaltato il potere nel nostro paese, che reprime nel sangue il minimo dissenso sociale. Si tratta di due momenti di protesta contro la passerella di Renzi e il ministro Stefania Giannini presso il Cnr di Pisa dello scorso mese. Ma in Italia, come vi avevamo scritto in un articolo precedente, i titoli erano stati più o meno tutti: “Scontri tra polizia e “antagonisti”. Antagonisti, se lo meritano, e finisce tutto.

Con un titolo, con la presentazione della notizia in un certo modo cambia tutto, cambia la vostra percezione. Ma tutto questo fa parte dell’illusione di massa in cui viviamo ed è per questo che vi inducono ad indignarvi per una presunta lotta di democrazia di un paese che non conoscete, il Venezuela, e vi inducono a non interessarvi nulla delle manganellate del regime che muove le mani di Alfano e Renzi contro chi cerca di difendere dei diritti anche vostri.

La vostra indignazione, da un lato, serve gli interessi di chi si vuole riappropriare delle riserve petrolifere del mondo; la vostra non indignazione serve gli interessi di chi vuole levarvi i diritti sociali, Welfare e Costituzione. Questi interessi coincidono, sono le stesse persone, e controllano tutta la stampa libera che vi presenta le notizie ogni giorno. Domani, se di sfuggita leggerete nuovo fango sul Venezuela, pensateci. E’ il momento che spostiate il baricentro della vostra indignazione sui giusti bersagli. C’è poco tempo…. per i vostri ultimi diritti.

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