#StopGlifosato

I rappresentanti degli stati membri si riuniscono per decidere se prorogare l’autorizzazione all’uso del controverso erbicida in Ue

Glifosato

Accusato di essere ‘potenzialmente carcerogeno’ dall’Organizzazione mondiale della sanità e difeso dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, il glifosato è oggi sul tavolo dei rappresenti dei 28 stati Ue riuniti nel comitato competente in materia. In vista della decisione sul rinnovo dell’autorizzazione all’uso del controverso diserbante, la Commissione europea si dice pronta a proporre un compromesso.

Le preoccupazioni sul diserbante più venduto al mondo

Il diserbante, lanciato dalla Monsanto dal 1974 e ammesso in Europa dal 2002, è il più utilizzato al mondo per liberare i terreni agricoli dalle erbacce. Il prodotto è diffuso soprattutto nei paesi che permettono la coltivazione degli organismi geneticamente modificati, dal momento che le piante Ogm sono resistenti al glifosato e ne permettono l’utilizzo anche dopo la semina senza danni. Almeno apparentemente.

In realtà, nel marzo del 2015 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Organizzazione mondiale della sanità ha stabilito che il glifosato è “probabilmente cancerogeno”. Un parere che ha spinto gli eurodeputati a chiedere alla Commissione europea di bloccare l’autorizzazione di alcune varietà Ogm resistenti al glifosato, in attesa di maggiori conoscenza sul tema.

 

Il parere della Iarc è stato però contraddetto dall’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, secondo cui l’erbicida è ‘probabilmente non cancerogeno‘. E ora, sulla base del via libera dell’Efsa, l’Ue sembra pronta a rinnovare l’autorizzazione per l’uso del glifosato nel territorio comunitario.

I dubbi sull’adeguatezza del giudizio dell’Efsa

A gettare un’ombra sulla posizione di Bruxelles è però il processo con cui l’Efsa è giunta alla conclusione che il glifosato non rappresenti una minaccia per la salute. Come spiegato da Die Zeit in un articolo pubblicato in Italia da Internazionale, c’è poca trasparenza sugli studi che sono alla base del parere dell’Autorità Ue. Da una parte, spiega Die Zeit, c’è la Iarc, che ha passato in rassegna tutti gli studi pubblicati sul glifosato, tra cui le ricerche condotte in Colombia che hanno rivelato alterazioni genetiche delle cellule ematiche tra gli abitanti delle zone in cui si è fatto un uso massiccio dell’erbicida per distruggere le piantagioni di coca. Dall’altra, c’è l’Efsa che basa le sue conclusioni su un rapporto dell’Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (Bundesinstitut für Risikobewertung – Bfr). Rapporto che, però, non è stato scritto dall’istituto stesso, ma dalla Glyphosate task force, un gruppo a cui collaborano proprio le imprese che commercializzano il diserbante.

La preoccupazione è quindi che pressioni lobbistiche spingano l’Ue a ignorare il principio di precauzione autorizzando un prodotto potenzialmente pericoloso per la salute umana e animale o in ogni caso su cui sarebbero necessarie ulteriori approfondimenti.

Queste preoccupazioni sono alla base della lettera con cui parlamentari ed europarlamentari M5S hanno chiesto al governo italiano di opporsi al rinnovo dell’autorizzazione Ue per il glifosato. Tra l’altro, si legge nella lettera inviata ai ministri delle Politiche Agricole, della Salute e dell’Ambiente, Maurizio Martina, Beatrice Lorenzin e Gian Luca Galletti, l’Ue ha recentemente subito un richiamo dal Mediatore europeo a causa della prassi di approvare l’uso di fitofarmaci anche in assenza di certezze scientifiche sui potenziali effetti.

Sotto lo slogan ‘Stop glifosato‘, inoltre, contro il serbante si sono mobilitate anche 32 associazioni ambientaliste e dell’agricoltura bio italiane, che hanno chiesto al governo di bocciare il rinnovo dell’autorizzazione e agli eurodeputati di chiedere una verifica dell’operato dell’Efsa.

Commissione Ue, possibile compromesso su durata autorizzazione

Anche sulla Commissione non mancano pressioni da parte di realtà contrarie all’utilizzo del glifosato. A dicembre un gruppo di scienziati ha infatti scritto al commissario alla Salute e alla Sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis, denunciando la scarsa trasparenza nel processo di valutazione del diserbante da parte dell’Efsa.

Tra gli stati membri, invece, si è subito schierata contro il glifosato la Francia, cui ora fa seguito anche l’Italia, che inizialmente sembrava intenzionata a chiedere un rinvio della decisione in attesa di nuovi studi. Nei giorni scorsi, però, i ministri Martina e Lorenzin si sono pronunciati contro l’uso del diserbante, seguiti su Twitter dal titolare dell’Ambiente Galletti.

La crescente attenzione dei confronti del tema ha spinto l’Esecutivo comunitario a concedere qualche apertura. In vista della riunione in programma oggi e martedì tra i rappresentanti dei 28, il commissario Andriukaitis ha ammesso che la questione è delicata e che spetta innanzitutto agli Stati membri esprimersi sull’erbicida. In ogni caso, ha aggiunto Andriukaitis, la Commissione sarebbe pronta a proporre un compromesso sulla durata della proroga, riducendo la validità dell’autorizzazione dai 15 anni previsti a 8-10 anni.

Author: Scot Nelson / photo on flickr

thanks to: Euractiv

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s