Presa Diretta fa propaganda OGM

mais ogmLa domanda se gli OGM fanno bene o fanno male posta alla trsmissione d’inchiesta Presa Diretta, è una domanda volutamente fuorviante per non affrontare i veri problemi e sostenere la tesi che c’è atteggiamento preconcetto e a scientifico verso gli OGM, da parte del mondo del biologico e gli ecologisti.

Siamo davvero rimasti allibiti guardando la puntata di Presa Diretta di ieri. Pensavamo che il programma fosse uno degli ultimi baluardi del giornalismo d’inchiesta. Quello che ascolta e da voce a tutti gli interlocutori, che sviscera, legge, approfondisce, conosce per riportare ai cittadini una visione a 360 gradi, offrendo gli strumenti per decidere al meglio da che parte stare.
Invece no, ieri sera Riccardo Iacona ha celebrato un bel funerale del giornalismo d’inchiesta. Seppellito sotto troppa superficialità, fretta, mancanza di conoscenza dei problemi reali, mancanza di contraddittorio, totale parzialità.
E ci auguriamo che i motivi siano solo questi e non altri, meno edificanti ma prassi per le lobby OGM.
Uno spot pro OGM, senza sé e senza ma. Nonostante avessimo chiesto con largo anticipo e con varie forme di essere ascoltati.
Nella puntata di ieri si è giocato inoltre molto sulla confusione. Accettando affermazioni che nulla hanno a vedere con la scienza come affermare che l’evoluzione naturale delle specie ha prodotto OGM e anche cadendo in continue contraddizioni. Ma saranno tutti matti allora i cittadini consumatori, ambientalisti e produttori, rappresentati da oltre 40 associazioni tra cui Coldiretti, CIA, slow food, Legambiente, Wwf ecc… che sono contrari agli Ogm? Sono tutti “traditori della scienza” i ricercatori che non credono negli organismi geneticamente modificati come soluzione per sfamare il mondo? Sono tutti incoscienti che vogliono affossare la ricerca i politici che hanno vietato la coltivazione di OGM? Sono tutti autolesionisti gli agricoltori che vogliono salvaguardare i loro terreni praticando metodi biologici e di tutela della biodiversità? E’ contro la scienza chi ricorda che il polline vola e contamina chi per norma non deve contenere OGM?
Come mai nessuno di loro è stato interpellato? Eppure non è difficile trovarli. Come mai l’unico agricoltore biologico intervistato era americano? Gli USA, sul biologico, si sa non hanno le nostre garanzie e le nostre tutele, anzi fanno saltare gli accordi commerciale se si osa mettere l’obbligo di dichiarazione in etichetta.
Come mai in riferimento al glifosate è stato solo molto fugacemente che lo IARC (Istituto per la ricerca su cancro dell’OMS) lo ha definito sicuro cancerogeno per animali e probabile cancerogeno per l’uomo e invece si è parlato solo del parere dell’EFSA che, con una dichiarazione a detta di molti scienziati, definita “truffaldina”, ha messo in discussione il parere dello IARC ? Perché nessuno ha fatto rilevare che l’80 degli OGM in commercio è resistente no alla siccità, no a parassiti ma al glifosate cancerogeno e inefficiente visto che molte piante infestanti sono diventate resistenti?
Lo sa Iacona che secondo uno studio americano , che ha analizzato 40 anni di ricerche scientifiche, il biologico e l’agricoltura sostenibile possono sfamare il mondo, salvaguardando l’ambiente e contrastando i cambiamenti climatici senza aggredire la salute dei consumatori? Perché non ha intervistato uno di questi scienziati? Possiamo passargli i contatti se è interessato. (link)
Insomma, i buchi di informazione e le contraddizioni sono stati davvero troppi. Fino alla fine quando si è parlato di cambiamenti climatici. Ma lo sanno Iacona e la Boschin che la maggior parte delle emissioni che incidono sui cambiamenti climatici vengono dall’agricoltura e dalla zootecnia intensiva? Hanno mai letto qualche documento serio riguardo a questo?
Lo sanno che la Pacha Mama avrebbe invece bisogno di rotazione dei terreni, di non essere avvelenata dai pesticidi che le coltivazioni OGM chiedono in forma massiccia, e che i cambiamenti climatici si contrastano soprattutto tutelando la biodiversità e abbandonando le monoculture?
Caro Iacona, ci auguriamo davvero con tutto il cuore di doverci ricredere sulla qualità del tuo programma e che quello di ieri sera sia stato solo un brutto scivolone. Può succedere purchè sia un errore e non un omaggio a qualcuno.
A questo punto però bisognerebbe interpellare tutti coloro che contro gli Ogm si battono da anni, in prima linea l’agricoltura biologica che , al contrario di tutti quelli che stanno distruggendo il pianeta per soldi, lavorano e si impegnano per salvaguardare davvero l’ambiente, le nostre eccellenze alimentari, il nostro ricco patrimonio di biodiversità e, sì certo, anche la nostra salute.
Perché anche se questo non è scientificamente dimostrato, la questione è controversa e quando c’è di mezzo la salute bisogna applicare il principio di precauzione.
Aspettiamo quindi con ansia di essere contattati quando parlerete di nuovo di questi temi
Grazie

Di Vincenzo Vizioli

Ogm: non confondiamo ricerca e coltivazione commerciale

Ieri sera come tanti abbiamo guardato la trasmissione Presa Diretta dal titolo «Chi ha paura degli Ogm». E abbiamoogm-presadiretta-w acceso la tv con l’augurio di stare per assistere a una bella prova di giornalismo a cui in effetti la trasmissione di Rai Tre ci aveva abituati. E invece questa volta la delusione è stata grande. Con il pretesto di chiedere più libertà per la ricerca – sacrosanto il diritto dei ricercatori di poter andare avanti– hanno impostato la trasmissione senza alcun contraddittorio e alla fine più che un’inchiesta ci è parsa uno spottone Pro Ogm a Monsanto & Co. Ci ha deluso soprattutto il fatto che invece che fare chiarezza si è fatta confusione. Tutta la puntata è stata impostata a cantare le lodi delle sementi geneticamente modificate: salveranno il pianeta dalla fame, la ricerca deve continuare (vero!), saranno più facili da coltivare, fino ad arrivare alla conclusione che «con i pomodori senza semi sarà più facile fare la passata». Chissà che bontà. Ma poi perché non utilizzare le nostre sementi tradizionali?

 

Il punto più alto della trasmissione? Riccardo Iacona che afferma: «Non ci crederete, ma proprio gli odiati Ogm sono la nuova frontiera per una agricoltura più sostenibile». No, non ci crediamo non è il modello di agricoltura che rispetta chi produce, chi mangia e l’ambienta che ci ospita. Quale sarebbe la sostenibilità? E se non sono dannosi per la salute di sicuro lo sono per tutti noi e per l’ambiente: come ogni grande monocultura, si mangiano la biodiversità, i contadini devono sottostare alle royalties delle multinazionali, e i vantaggi promessi (come la diminuzione dell’uso dei fitofarmaci) non si stanno realizzando. A oggi infatti, le ricerche su Ogm hanno messo a punto 2 tipi di “vantaggi”: la resistenza a un parassita del mais (la piralide) e la resistenza a un diserbante (il glifosate). Quindi essi consentirebbero un minore impiego di chimica di sintesi; ma la piralide del mais può essere combattuta seriamente solo con la rotazione colturale (lo dimostrano anche i nuovi parassiti resistenti al mais gm, ne abbiamo parlato qui), e la resistenza a un diserbante porta a un uso più disinvolto del medesimo nei campi, dato che non danneggerà le piante coltivate ma solo le erbe indesiderate. Quali sono i numeri della diminuzione dell’uso di fitofarmaci?

 

La sensazione durante tutta la puntata è che si sia voluto confondere, mettendo nella stessa pentola ricerca e coltivazione commerciale. Ma soprattutto come si può parlare di un argomento così delicato e soprattutto voler fare giornalismo senza sentire le diverse posizioni (e ce ne sono tanti anche in quella che viene chiamata la scienza ufficiale). Questo non si chiama giornalismo, ma propaganda.

 

Riportiamo la lettera che la coalizione Per un’Italia libera da Ogm ha inviato all’On. Roberto Fico – Presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

 

Oggetto: Trasmissione Presadiretta : puntata 28 febbraio

 

È con preoccupazione che portiamo alla Sua attenzione l’annunciata presa di posizione del conduttore e autore del programma Presadiretta, in onda ogni domenica in prima serata su Rai3 a proposito del servizio programmato per il 28 febbraio p.v. dal titolo “Chi ha paura degli Ogm?”.

 

L’argomento è notoriamente complesso e articolato, ma la spregiudicata e menzognera anticipazione relativa al divieto di ricerca e coltivazione, senza alcuna considerazione aggiuntiva in grado di spiegare la realtà dei fatti e delle condizioni normative, alimenta un vivo rincrescimento rispetto al ruolo che il servizio pubblico è tenuto ad assicurare, cogliendo una pluralità di posizioni ed evitando pregiudizievoli scelte di campo. Infatti sono annunciati esclusivamente interventi di ospiti impegnati da tempo in esternazioni denigratorie nei confronti dell’agricoltura biologica e tradizionale.

 

Mi permetto, pertanto, di invitarLa ad assumere ogni provvedimento utile ad assicurare la più corretta e veritiera informazione anche attraverso l’ascolto delle diverse posizioni. È in gioco la qualità e la distintività del Made in Italy agroalimentare!

 

La ringrazio anticipatamente per le iniziative che vorrà assumere e con l’occasione Le formulo i migliori saluti

 

Il coordinatore della Task Force per un’Italia libera da Ogm
Stefano Masini

Su Ogm Presa diretta senza contraddittorio: vergognosa mancanza di equilibrio

 

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La puntata di Presa diretta andata in onda domenica 28 Febbraio sugli Ogm è stata una carrellata pubblicitaria in favore del transgenico, senza che fosse stato dato spazio alle tesi contrarie, che pure nel mondo scientifico hanno un peso non indifferente. Denunciamo la vergognosa mancanza di equilibrio in una trasmissione di informazione del servizio pubblico.

 

“Abbiamo ricevuto anche segnalazioni da numerose associazioni ambientaliste, di consumatori, di coltivatori – affermano le portavoce Elena Fattori e Daniela Donno. Su un argomento notoriamente complesso ed articolato come gli Ogm riteniamo siano necessarie considerazioni aggiuntive, oltre a quelle andate in onda, in grado di spiegare la realtà dei fatti e delle condizioni normative esistenti in proposito”.

 

Senza entrare nel merito delle tante inesattezze scientifiche riportate da Presa diretta, ci chiediamo come mai si sia data voce esclusivamente a scienziati ed opinionisti noti per le loro posizioni radicali pro Ogm e non alle voci critiche altrettanto autorevoli che sono contrarie. Contiamo sulla professionalità di un giornalista come Iacona e lanciamo un appello affinché si ritorni sull’argomento dando spazio alle altre voci del mondo scientifico e divulgativo ingiustamente escluse.

Attenzione, avviso ai naviganti: ricerca in agricoltura non vuol dire OGM

Ricerca in agricoltura: quello che a PresaDiretta non è stato detto. La reazione di un ricercatore e genetista alla puntata a senso unico di domenica 28 febbraio.

 

Le biotecnologie sono la scienza della vita e comprendono un’infinità di tecniche. Gli OGM sono solo una di queste tecniche, la più rozza e rischiosa.
Esistono tecniche molto più all’avanguardia ed efficaci, come ad esempio la Mas (Marker Assisted Selection – Selezione Assistita da Marcatori), che impiega la conoscenza del Dna per produrre una vasta gamma di tratti per un gran numero di colture e ha permesso di offrire agli agricoltori colture resistenti a siccità, inondazioni e funghi, così come tolleranti a suoli salini, senza i problemi e i rischi degli OGM. Che sia chiaro però, non esiste una soluzione unica per tutti i problemi.

In Italia, come in gran parte del Pianeta, serve una profonda innovazione del settore agricolo che punti diritto verso la sostenibilità. Per questo è importante investire in ricerca, ma che sia diretta a valorizzare la diversità genetica, non a ridurla ulteriormente, e fornire soluzioni reali alle specifiche esigenze, sfruttando le conoscenze degli agricoltori attraverso un processo partecipativo.

Quando si parla di ricerca, è giusto che lo facciano i ricercatori, quelli veri. Salvatore Ceccarelli* è un genetista che fa ricerca in agricoltura da oltre 30 anni, e questo il suo commento alla puntata a senso unico di Presa Diretta di domenica 28 febbraio, inviato direttamente alla redazione.

Scarica la lettera

* Salvatore Ceccarelli è stato professore ordinario di Genetica Agraria presso la Facoltà di Agraria di Perugia, posizione dalla quale si è dimesso nel 1987, perché nel frattempo, dal 1980, aveva iniziato a condurre ricerche presso l’ICARDA (Il Centro Internazionale per la Ricerca Agricola in Zone Aride) ad Aleppo, in Siria. Ad Aleppo è rimasto fino al 2006, come responsabile del programma di miglioramento dell’orzo e poi fino al 2011 come consulente. Li ha cominciato ad introdurre la ricerca partecipativa che ha poi esteso ad altri paesi. Oggi vive in India ed è impegnato in progetti, in Etiopia, Giordania, Uganda, Iran e in Italia per conto di Rete Semi Rurali, che coinvolgono direttamente gli agricoltori promuovendo la coltivazione di miscugli che rappresentano una soluzione non brevettabile e nelle mani degli agricoltori ai cambiamenti climatici.

UNA PRESA DI PARTE PIU’ CHE DIRETTA: Alcuni commenti:
Il cuore della trasmissione più che gli OGM è stata la libertà della ricerca – ma questo lo lascio per ultimo
La trasmissione è stata secondo me la risposta ad una certa campagna NO-OGM tutta impostata sulla
sicurezza alimentare che, come ho avuto occasione di dire e scrivere più volte, è un’arma spuntata quando
si discute con i ricercatori perché loro citano lavori, che ovviamente non sono stati esaminati dalla Cattaneo
con la lente di ingrandimento ma che comunque sono lì e non possono essere ignorati, che dimostrano che
gli OGM non fanno male alla salute.
Mi sembra che ci sia un’ostinazione a non usare quello che considero un argomento inoppugnabile e che
pure tutti gli intervistati avrebbero dovuto conoscere (credo che la teoria della selezione naturale si studi
anche alla facoltà di Farmacia); quando l’ambiente che circonda un organismo vivente cambia, l’organismo
vivente o si estingue (se il cambiamento è troppo rapido o troppo grande) o si evolve – e questo è quello
che finora (guardare l’elenco di lavori – non ritrattati – su http://www.miscugli.it sotto pubblicazioni/ogmfree)
hanno fatto le erbe infestanti nei confronti del Roundup, e gli insetti nei confronti del gene Bt. Questo non
è un difetto dei soli OGM, ma anche quello delle varietà prodotte dal miglioramento genetico e che
debbono la loro resistenza ai parassiti ad un solo gene; lo stesso è successo con gli antibiotici e con gli
antiparassitari. Questo perché queste soluzioni, tecnologicamente semplici, rappresentano ostacoli
sormontabili da parte dei parassiti, sono cioè alla portata delle loro capacità evolutive. E la storia ha
dimostrato in passato che questo è vero per le varietà prodotte dal miglioramento genetico, e lo sta
dimostrando ora sia per gli OGM che per la resistenza dei batteri agli antibiotici (un problema che sta
allarmando tutti a livello internazionale e che è stato accuratamente evitato – secondo me c’entrava
benissimo se si voleva dare alla trasmissione un taglio più ampio).
La Giovannetti è stata l’unica che ha toccato l’argomento di cui sopra ma ha perso l’occasione (ma forse le
hanno tolto la parola) per dire che non solo nel caso della diabrotica, ma anche nel caso di altri insetti, delle
infestanti e delle malattie, prima o poi gli OGM perdono la resistenza e allora ci sarà bisogno di un altro
OGM.
Il giornalista ha evitato accuratamente di chiedere alcune cose importanti:
1. Non ha chiesto se la soluzione OGM ad un certo problema (per cui occorrono tutti questi anni di
ricerche) sia una soluzione stabile oppure se prima o poi insetti, funghi e erbe infestanti si evolvono
e bisogna ricominciare da capo – questa domanda avrebbe potuto avere un grosso effetto sugli
ascoltatori;
2. Con tutto il rispetto per la ticchiolatura del melo, ma i problemi del mondo sono veramente che le
fragole e l’uva sono troppo piccole, e che i pomodori hanno i semi? Perché il giornalista non ha
chiesto quale è il contributo che gli OGM possono dare all’adattamento delle colture al
cambiamento climatico, o alla fame e alla povertà, perché sono queste le promesse con cui gli OGM
sono stati prodotti, e non l’altro ieri, ma trent’anni fa, e i grossi problemi del mondo sono tutti
ancora lì;
3. Non ha fatto cenno alla biodiversità e al fatto che già il miglioramento genetico moderno l’ha
ridotta, e che uno degli effetti collaterali degli OGM è di ridurla ancora di più; e uniformità di ciò
che si coltiva significa uniformità di cibo con le conseguenze di cui sotto;
4. Il servizio è partito parlando della relazione tra sistema immunitario e malattie, tra cui il cancro. Ma
poi ha dimenticato di dire degli effetti che la dieta (soprattutto l’uniformità del cibo) ha sulle difese
immunitarie. Un lavoro su questo argomento è stato pubblicato pochi mesi fa.
http://www.nature.com/nm/journal/v21/n7/full/nm.3906.html
5. Il cotone bt, che sembra conservi bene la resistenza (ma in Cina ha causato l’aumento di altri insetti
ugualmente dannosi) non ha più la stessa qualità: il giornalista avrebbe potuto chiedere, in unatrasmissione più equilibrata, se è vero che proprio la scadente qualità è diventata, a causa del
cotone Bt, il problema più importante del cotone in Burkina Faso, per esempio.
Alcune perle:
1. Le radici più grandi lasciano meno acqua nel terreno per cui in una rotazione poi il prezzo lo paga la
coltura successiva;
2. Per parlare del miglioramento genetico per la resistenza alla siccità avrei scelto un esempio diverso
dalla California dove tutto è irrigato e infatti hanno finito l’acqua;
3. L’uso degli OGM in agricoltura biologica: per quanto detto prima, se un OGM perde la sua
resistenza cosa fa l’agricoltore bio? O perde la coltura o perde la certificazione!
4. Non c’è grano OGM, anzi c’è ma la Monsanto non avuto ancora il permesso di metterlo in campo, a
meno che le cose siano cambiate recentemente;
5. L’uso dei pesticidi, in particolare degli erbicidi (i 2/3 degli OGM coltivati solo resistenti agli erbicidi)
non è diminuito – leggete Fuglie (USDA, non Vandana Shiva)
http://www.ers.usda.gov/publications/err-economic-research-report/err130.aspx
e Benbrook http://link.springer.com/article/10.1186/2190-4715-24-24/fulltext.html
Ma la perla delle perle è stata quella della moglie del genetista dell’agricoltore bio che sta introducendo il
gene per la vitamina A (che poi in realtà è per la pro-vitamina A) nel riso per fare il Golden Rice. Il Golden
Rice è stato già fatto agli inizi del 2000, è stato in giro per 16 anni ed è stato un flop gigantesco: ha un
saporaccio, e bisogna mangiarne una quantità enorme (mi sembra un chilo e mezzo al giorno) per
soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina A. Parliamo di posti dove c’è tantissima frutta ricca di
vitamina A.
Tornando alla libertà della ricerca: qui secondo me sarebbe stato più opportuno parlare di priorità, un
termine che mi sembra di non aver sentito pronunciare. Che senso ha investire in una ricerca di cui si
possono già anticipare i risultati perché sono lì da 30 anni, su una tecnologia che, nel caso dell’agricoltura,
non ha mantenuto una sola delle promesse che aveva fatto, creando problemi non solo di natura biologica
(insetti e erbe infestanti resistenti) ma di dipendenza sempre più accentuata degli agricoltori da chi gli OGM
li produce. Un altro articolo che vale la pena leggere è quello che parla del mais e della soia OGM negli Stati
Uniti
http://www.miscugli.it/public/componenti/966/files/Yield%20of%20GE%20maize%20and%20soybean%20i
n%20the%20US%20(SC%202717).pdf: da questo lavoro mi sembra si possa concludere che in quel caso la
libertà di ricerca sugli OGM concessa ai ricercatori americani si è di fatto tradotta in una pressoché
completa mancanza di libertà da parte degli agricoltori su ciò che possono seminare.
La risposta è, per dirla con il Ministro Martina, la biodiversità. Per cui quello che il Ministro fa non è
oscurantismo ma preveggenza, non è far diventare l’Italia ultima, ma è dare un esempio. Poi magari i 21
milioni di euro li avrei investiti diversamente !!!!!!!!!!!!!!!

thanks to: AIAB

Slowfood

Beppe Grillo

Greenpeace

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