Boicottare Israele non è anti-semita!

Quanti gruppi per i diritti umani dovranno condannare questa accusa?

di Ben White

Il movimento BDS sta prendendo di mira esclusivamente Israele? No – ma il governo britannico lo sta proteggendo con singolare impunità.

Il governo conservatore sta progettando un pesante attacco alle libertà politiche in nome della protezione di chi si avvantaggia dalle violazioni dei diritti umani. In particolare, sta cercando di proteggere Israele dalla crescente pressione della campagna per il Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni (BDS).

Il governo sta apposta falsamente rappresentando il movimento BDS come antisemita, nonostante il fatto che molti ebrei in questo paese e in tutto il mondo sostengano il boicottaggio in solidarietà con i palestinesi.

La campagna è molto semplice, e rigorosamente in opposizione alle politiche illegali di Israele. Proprio come il boicottaggio del Sudafrica durante l’apartheid, si tratta di applicare una pressione non violenta e popolare per attuare un cambiamento e sfidare l’impunità.

Il caso per il boicottaggio di Israele si basa su tre elementi – nessuno dei quali ha nulla a che fare con l’antisemitismo.

Il primo è la realtà del colonialismo d’insediamento israeliano e l’occupazione. Gli insediamenti di Israele in Cisgiordania sono stati dichiarati un crimine di guerra da Amnesty International, e successivi governi israeliani di tutte le tendenze politiche hanno promosso e ampliato un regime di apartheid applicato con tribunali militari, torture, detenzioni senza processo, e inutile violenza.

Nella Striscia di Gaza i palestinesi sono sottoposti a offensive israeliane devastanti; in luglio-agosto 2014, più di 500 bambini sono stati uccisi nelle loro case, per strada, o mentre giocavano a calcio sulla spiaggia. I cittadini palestinesi di Israele, nel frattempo, devono far fronte a provocazioni costanti e legalizzate e a leggi razziste.

Questa realtà è attestata e ben documentata da gruppi palestinesi e israeliani per i diritti umani, organismi internazionali come Amnesty e Human Rights Watch, così come da risoluzioni delle Nazioni Unite, e da parte delle agenzie delle Nazioni Unite.

In secondo luogo, gli appelli al boicottaggio sono basati sulle mobilitazioni alla solidarietà da parte degli stessi palestinesi. La campagna BDS, lanciata nel 2005 da ONG, sindacati e altri gruppi della società civile palestinesi, ha tre “richieste” di base: la fine dell’occupazione, l’uguaglianza e il riconoscimento del diritto dei rifugiati palestinesi, espulsi da Israele, di tornare.

In terzo luogo, il movimento BDS è una tattica efficace e “capacitante”. Come ogni paese, Israele è vulnerabile alla pressione. Come ha detto Nelson Mandela nel 1958, il boicottaggio non è “una questione di principio”, ma “un’arma tattica”, la cui applicazione è basata su “condizioni concrete prevalenti in un dato momento”. Non mancano elementi per provare che Israele sta praticando l’apartheid: questo è attestato da numerose organizzazioni per i diritti umani. Pertanto, la nostra risposta deve consistere nelle stesse tattiche che hanno contribuito a liberare il Sudafrica.

Negli ultimi anni, la campagna BDS è cresciuta notevolmente, con le aziende complici di occupazione di Israele piantate in asso da tutti, dalle principali chiese a importanti fondi pensione. Il boicottaggio culturale è stato sostenuto da artisti del calibro di Henning Mankell, Roger Waters, Ken Loach, Judith Butler, Elvis Costello, e Mira Nair.

Tuttavia la domanda rimane: il movimento BDS sta prendendo di mira esclusivamente Israele? No – in questo momento ci sono decine di campagne di boicottaggio di consumatori attivi mirate a una varietà di abusi di uno Stato o del settore privato in tutto il mondo, così come numerose sanzioni e embarghi sulle armi imposti dall’Unione Europea o dal Regno Unito.

In realtà, è Israele che è fatto oggetto di attenzione esclusiva dal governo del Regno Unito per godere di impunità e protezione – e questo è un altro esempio. Questa non sarebbe la prima volta che il governo legifera al fine di proteggere Israele. Nel 2011, sono stati attuati cambiamenti nella legislazione al fine di cercare di rimuovere la possibilità di arresto per israeliani sospettati di crimini di guerra in visita nel Regno Unito.

Anche in questo caso, tali proposte hanno implicazioni molto più ampie, dal momento che il divieto riguarda anche l’azione contro le aziende coinvolte nel commercio delle armi, combustibili fossili e tabacco.

In risposta ad un periodo di consultazione pubblica che terminerà a breve, si è raccolto un certo numero di gruppi a sostegno di una campagna “Proteggiamo la democrazia locale” e di una e-action. Secondo War on Want, circa 14.000 persone hanno espresso opposizione a questo “attacco alla democrazia locale”.

Come portavoce del Comitato Nazionale Palestinese BDS, ha fatto notare Rafeef Ziadah, le nuove misure hanno scarsa probabilità di successo nel “contrastare il crescente sostegno pubblico per la lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza.”

Questo nuovo attacco al BDS evidenzia, da un lato, il contrasto tra il crescente sostegno dalla base per i diritti palestinesi e, dall’altro, il supporto governativo per l’occupazione. Quest’ultimo può fare la differenza per un po’, ma alla fine rischia di rivelarsi vulnerabile alla pressione di un movimento anti-apartheid.

( Fonte: bdsitalia.org )

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