Natale Apartheid Free – Boycott Israel – una lista di prodotti aggiornata

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Il boicottaggio di Israele è un mezzo concreto per contrastare il regime di oppressione vigente in terra di Palestina, sull’esempio della vittoriosa campagna avvenuta tempo fa nel Sudafrica di Nelson Mandela per porre fine all’apartheid tra bianchi e neri. Si tratta di un percorso lungo ma che potrà davvero portare a una pace giusta in Palestina, fondata sul ritorno dei profughi palestinesi cacciati dalle loro terre sin dal 1948 e sulla costituzione in Palestina di uno stato unico, in cui ebrei ed arabi abbiano uguali diritti.

 

In questi ultimi tempi la lotta di liberazione del popolo palestinese assume un’importanza particolare in quanto essa è parte fondamentale della lotta contro la guerra globale permanente in corso, generata innanzitutto dalle potenze NATO e da Israele, principali produttori di armi del globo, che hanno distrutto l’Afghanistan, l’Iraq, la Libia, la Siria etc. provocando genocidi, disastri ecologici, esodi di massa di intere popolazioni.

 

Come ha sottolineato lo storico israeliano anti-sionista Ilan Pappe in un’attualissima intervista dello scorso febbraio http://ilmanifesto.info/se-si-risolve-la-questione-palestinese-il-medio-oriente-cambiera-faccia/, l’oppressione dei palestinesi è uno dei principali motivi di ribellione dei popoli islamici. Risolvendo la questione palestinese si porranno le condizioni per un allentamento su vasta scala delle tensioni di guerra create in Medioriente dalla politica neo-coloniale delle grandi potenze e di Israele.

PER UNA PACE GIUSTA IN MEDIORIENTE

 

BOICOTTA ISRAELE!

 

 

La campagna internazionale di boicottaggio di Israele è un mezzo per contrastare il regime di oppressione vigente in terra di Palestina, sull’esempio della vittoriosa campagna avvenuta tempo fa nel Sudafrica di Nelson Mandela per porre fine all’apartheid tra bianchi e neri. Oggi la campagna prosegue incessantemente in tutto il mondo a vari livelli e in alcuni casi ha raggiunto buoni risultati. Si tratta di un percorso lungo ma che può davvero portare all’abolizione del regime israeliano di apartheid, al ritorno dei profughi palestinesi cacciati dalle loro terre sin dal 1948 e alla costituzione in Palestina di uno stato unico, in cui ebrei ed arabi abbiano uguali diritti, mentre attualmente questi ultimi devono subire continue umiliazioni, sofferenze, uccisioni.

 

Anche un piccolo gesto, come la rinuncia all’acquisto di un prodotto la cui vendita favorisce l’economia di guerra israeliana, può servire ad avvicinare questa prospettiva.

 

 

NON COMPRARE I PRODOTTI DELLE AZIENDE

 

CHE FANNO I MAGGIORI AFFARI CON ISRAELE:

 

 

ABBIGLIAMENTO. Armani, Caterpillar (CAT), Levi-Strauss, Timberland, Versace.

 

 

ALIMENTARI. Barilla, Coca-Cola, Danone, Illy, Lavazza, Manzotin, Nestlè (con i suoi numerosissimi marchi, tra cui: Buitoni, Levissima, Maggi, Motta, Perugina, San Bernardo, San Pellegrino, Vismara), Palmera, Pepsi-Cola, Rio Mare, Segafredo, Simmenthal.

 

 

FRUTTA E VERDURA ISRAELIANA: Carmel-Agrexco, Galilee, Hadiklaim, Jaffa, Jordan River, King Solomon, Mehadrin.

 

 

COSMETICI – IGIENE. Ahava (israeliana), Estée-Lauder, L’Oreal-Garnier, Sabon (israeliana).

 

 

ELETTRODOMESTICI. Delonghi, Merloni, Philips, Scavolini, Sodastream (israeliana).

 

 

ELETTRONICA. Hewlett-Packard, Intel.

 

 

MEDICINALI. Teva (israeliana).

 

 

RISTORAZIONE. Mc Donald’s.

 

 

SIGARETTE. Marlboro, Philip Morris.

 

 

TELEFONIA. Motorola, Nokia, Telecom-Tim.

 

 

NB Il codice a barre sulla maggior parte dei prodotti israeliani comincia con 729: ma è bene controllare sempre la provenienza perché alcuni prodotti israeliani sono confezionati altrove e dunque hanno un altro codice. Inoltre per essere sicuri boicottiamo i prodotti sui quali non è indicato il paese di provenienza.

 

 

Collettivo Boycott Israel – per uno stato unico in Palestina (boycottisrael2012@libero.it)

 

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