I SIONISTI SONO RAZZISTI E I VERI NEGAZIONISTI

I sionisti riscrivono la storia a loro uso e consumo. Questo lo si sapeva già, ma anche nella guerra della propaganda i sionisti si rivelano come veri nemici dei semiti, arabi o ebrei che siano. Sempre più simili alle escrescenze nazistoidi che si diffondono nel centro imperialista, soprattutto europeo, indugiano sul cosiddetto “negazionismo” antisemita.

Proprio nello stesso giorno in cui la Procura francese ha chiesto il proscioglimento per Marine Le Pen riguardo alle dichiarazioni fatte durante un comizio, dove aveva paragonato le preghiere musulmane nelle strade, all’occupazione nazista della Francia durante la II° Guerra Mondiale, il primo ministro di Israele ha scagionato Hitler dalle sue responsabilità di sterminio delle comunità ebraiche europee. Addossandole ai palestinesi, nella figura del gran Muftì di Gerusalemme.

Adolf Hitler non aveva alcuna intenzione di sterminare gli ebrei, voleva solo espellerli, ma fu convinto dal gran muftì Haj Amin al-Husseini” ha affermato Nethanyau, aggiungendo che “Hitler non voleva sterminare gli ebrei, solo espellerli”. Ma in un incontro avvenuto nel 1941 a Berlino, il muftì disse al leader nazista: “Se tu li espelli, verranno tutti qui (in Palestina)”. Allora, secondo Netanyahu, Hitler gli chiese: “Cosa dovrei fare con loro?”. E la risposta del muftì sarebbe stata: “Bruciali”. Tutti i maggiori mass media hanno riportato tali farneticazioni, ma nessuna figura istituzionale le ha stigmatizzate; a dimostrazione del livello di integrazione di un sistema politico borghese, ormai sionistizzato.

Con la “Intifada dei coltelli” che sta montando in tutta la Palestina, sbarazzandosi, nel fuoco della lotta, delle differenze localiste, faziose, religiose e di genere, che per troppo tempo hanno mantenuto frammentato e impotente il fronte della Resistenza contro l’Occupazione e il colonialismo; nell’Entità sionista, occupanti e colonizzatori stanno perdendo quel poco di lume rimastogli.

Presi dal panico provocatogli dalla rivolta palestinese, questi (sionisti) non esitano a linciare brutalmente persone inermi e indifese, non “ariane” come il loro razzismo viscerale gli suggerisce e come accaduto, appena due giorni fa, all’eritreo Haftom Zarhum (29 anni), colpevole di avere il colore di pelle “sbagliata”, quindi prima abbattuto con un colpo di fucile dai militari israeliani, poi da questi lasciato ferito nelle mani di una folla delirante, che lo ha fatto letteralmente a pezzi.

Non sorprende, quindi, che la sedicente “unica democrazia mediorientale”, si spinga, disperata, verso la riscrittura della Storia, tentando di falsificarla contro la sua stessa “natura” e titillando i suoi compari europei, provando a prendere i classici due piccioni con una fava: deresponsabilizzare i carnefici di ieri (nazisti), criminalizzare le vittime di oggi (palestinesi).

In questo quadro infame, ancora “sorprendente” risulta l’ostinazione dei collaborazionisti dell’ANP che, in piena rivolta popolare, invece di troncare le famigerate collaborazioni di sicurezza con l’Occupazione, si ostinano a mantenerle contro l’Intifada, per paura di essere spazzati via anch’essi dall’emergere di una nuova generazione di partigiani palestinesi.

Limitandosi a balbettare, tramite l’esponente dell’ANP Saeb Erekat, che queste affermazioni “hanno l’effetto di approfondire le divisioni in un momento in cui una pace giusta e durature è più necessaria che mai…”.

Una ignavia e una sudditanza all’Occupazione che grida vendetta per le vittime ebraiche di ieri e quelle palestinesi di oggi, così come la grida contro i carnefici nazisti di ieri e quelli sionisti attuali.

CONTRO IL NAZI-SIONISMO E IL COLLABORAZIONISMO!
AL FIANCO DELL’INTIFADA PER LA LIBERAZIONE DELLA PALESTINA!

thanks to: Fronte Palestina

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