L’intervento russo in Siria: i dettagli

Il mondo diplomatico è in fermento parlando dell’audace colpo di Vladimir Putin in Crimea, Ucraina e ora in Siria. Nonostante le chiacchiere anti-russe della stampa occidentale, un’istituzione sempre più ignorata e disprezzata dalla gente comune, i passi russi sono prevedibili e coerenti con l’insistenza palesemente giustificata della Russia a un mondo senza il monopolio unipolare degli Stati Uniti. Dall’inizio della guerra siriana, pianificata da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia come rivelano Wikileaks e l’ex-ministro degli Esteri francese, e finanziata principalmente dalle kakocrazie saudita e qatariota, e supportata dal turco megalomane neottomano Recep Tayyip Erdoghan, la Russia impone con forza il principio di non intervento negli affari interni di altri Paesi, posizione storicamente snobbata da Stati Uniti, Francia e Regno Unito. La Russia rifornisce la Siria di armamenti, senza violare una qualche risoluzione dell’UNSC, né rifornisce l’esercito siriano gratuitamente. I giorni i cui l’Unione Sovietica scaricava enormi quantità di armi agli alleati sono finiti. Oggi Mosca si aspetta che i suoi prodotti siano pagati, e oggi la Siria (che non aveva debiti nel marzo 2011) ha ipotecato la base navale di Tartus, accettando crediti da Mosca, e dipende dal suo più stretto alleato, l’Iran, per ulteriori aiuti. Sfruttando con intelligenza tutto questo il governo siriano può sopportare i crimini di guerra commessi dai sociopatici di Washington. La Siria è solida e la sua economia migliora nonostante la devastazione delle infrastrutture da parte dei terroristi stranieri e di certi traditori siriani il cui destino è segnato dal sangue siriano. Consiglieri russi rientrano nel rapporto tra la Siria e il gigantesco alleato a nord. Nuovi sistemi di armamenti vengono assorbiti senza inviare il personale tanto necessario in Russia per addestrarlo. La Russia invia semplicemente le armi via mare per lo più, assieme agli esperti per l’addestramento che arrivano in genere nella base aerea di Maza presso Damasco. Per un certo periodo, la Russia ha anche fornito consigli tattici all’alto comando siriano, basati sull’esperienza della Russia nella lotta al terrorismo in Afghanistan e Cecenia. Tale rapporto è stato interrotto per un breve periodo di tempo, quando il governo siriano sperimentò le nuove strategie del generale iraniano Qasim Sulaymani che non hanno prodotto i risultati attesi. Oggi la Russia è tornata. Perché?
La maggior parte di questo saggio si basa su prove reali prodotte da nostre fonti a Lataqia. C’è anche spazio per speculazioni studiate sui tempi dell’intervento russo. Non uso la parola “intervento” per suggerire che l’esercito russo sostituisce nella battaglia l’Esercito arabo siriano. Per nulla. Qui intervento significa che la Russia va oltre il sostegno meramente diplomatico e l’armamento del governo siriano. La Russia ha intrapreso un nuovo piano volto a far decollare i costi ai Paesi coinvolti nel terrorismo istituzionalizzato; cioè Stati Uniti, Regno Unito Francia, Arabia Saudita, Qatar e Turchia. Tutto questo avviene con ampi indizi. Re Salman dell’Arabia Saudita programmava la tanto declamata visita a Mosca per discutere come i sauditi potessero sganciare la Russia dal Dr. Assad. Il re l’ha annullata citando cattive condizioni di salute. SyrPer ha appreso che il re del regno preistorico l’ha annullato perché Sergej Lavrov ha detto all’omologo di Riyadh, Adil al-Jubayr, noto burattino degli USA, che Putin non avrebbe discusso di nulla riguardo Assad, ma che sperava che i prezzi del petrolio fossero all’ordine del giorno. Anche se re Salman voleva discutere dei prezzi, voleva condizionarne la cooperazione all’abbandono russo del presidente siriano. (Ho detto nei precedenti saggi dell’ossessione saudita e turca per la cacciata di Assad). Un altro indizio di come il Presidente Putin la pensi s’è avuto due settimane fa, quando ha trascinato l’ambasciatore turco a Mosca dicendogli di dire ad Erdoghan di “andare all’inferno”. Ha detto all’ambasciatore, la cui mascella sarebbe caduta sul pavimento, che pensava di rompere le relazioni diplomatiche con Ankara se Erdoghan continua a sostenere i terroristi in Siria e Iraq. Concluse definendo Erdoghan un “Hitler”. La Turchia è ora avvisata che l’orso russo non è contento delle azioni del presidente turco. A giudicare dai risultati delle elezioni, anche il popolo turco si rivolge ora contro Erdoghan e il suo partito dei Fratelli musulmani. Anche il Generale Gerasimov, l’assai duro e aggressivo Capo di Stato Maggiore della Russia, ha pesato avvertendo Erdoghan che ci sono missili puntati dritti sulla sua camera da letto. Il generale non avrebbe mai fatto una tale affermazione, a meno che sapesse che il Cremlino non si oppone. Sergej Lavrov, che è di estrazione etnica georgiana e armena, comprende la mentalità ottomana di Erdoghan ed ha preparato il terreno per gli eventi che stiamo per discutere.
Si ricordi come la Russia abbia presumibilmente consegnato una squadriglia di MiG-31B Foxhound alla Siria. In realtà, e lo diciamo ai nostri lettori da anni, la Siria ha i MiG almeno dal 2007 ma gli era proibito usarli se non in una “guerra di teatro” contro lo Stato-Ghetto sionista. I MiG-31B sono depositati in hangar corazzati sotterranei in diverse basi aeree, in modo da evitarne qualsiasi distruzione totale. Non sono autorizzati a volare anche se la Siria ha violato l’accordo una volta quando i sionisti colpirono il complesso di Jamraya il 5 maggio 2013 sostenendo che colpivano sistemi d’arma destinati ad Hezbollah. La Siria rispose con un MiG-31B che volò dalla base nella provincia di Tartus, sul Mediterraneo, sparando missili contro il sito nucleare sionista di Dimona. La Russia annuncia anche nuove esercitazioni navali al largo della Siria per il 15 settembre. E’ un altro segno della crescente impazienza russa verso il temporeggiare di statunitensi, inglesi e francesi e l’ipocrisia della guerra al terrore. Per poter trasferire numerose truppe in Siria insieme ai nuovi mezzi, la Russia deve sorvolare vari Paesi su rotte specifiche. Ho già risposto a un lettore che si lamentava del rifiuto da parte del governo bulgaro a tali sorvoli. I bulgari hanno insistito sull’obbligo d’ispezionare gli aerei. La Russia ha detto al bulgari “niet” e si è assicurata altre rotte. La Bulgaria gioca con il fuoco nel tentativo di placare gli statunitensi il cui comportamento irrazionale implica una vera e propria paranoia su dove gli eventi che si svolgono in Siria li stanno trascinando. La Grecia ha permesso i sorvoli, tuttavia la rotta appare fuori discussione per ora. Ma l’opzione migliore è quella su Mar Caspio, Iran e Iraq, che non obiettano alla Russia l’uso del loro spazio aereo. Questo problema è stato risolto completamente. (Opzione migliore della Russia sarebbe la Turchia, ma la sua assurdità dovrebbe essere evidente a tutti). Possiamo confermare i seguenti fatti sul terreno: navi russe attraccano nei porti di Tartus e Lataqia. La Russia espande la base aerea nella pianura ad est di Lataqia. Questa base aerea è protetta da un’enorme costellazione di sistemi di difesa aerea comprendenti sistemi S-300 e Pantsir. Le piste vengono prolungate da ingegneri russi e siriani, e sarebbero destinate ad ospitare enormi aerei da trasporto, come l’Antonov An-124. Oltre a questo, un reggimento di truppe Speznaz sarebbe attualmente nella città di Salinfah, (città natale di mia moglie, dove non ci mancano le fonti), insieme a consiglieri militari. Un parente mi ha detto che ognuno impara un po’ di russo e che fin dall’arrivo, il turismo è aumentato grazie a stabilità e sicurezza dovute ai russi. La presenza di forze anti-insurrezionali Speznaz russe è rivelata dalla triste realtà emersa pochi giorni fa. Mi è stato detto da una fonte, Alì, che un cecchino assai qualificato, nei pressi della città di al-Rubayah, trattenne le truppe siriane per 4 settimane impedendogli di avanzare. Il comandante degli Speznaz appreso tale problema inviava un commando per liquidare tali cecchini. I russi eliminarono il cecchino nel giro di due ore causando costernazione tra i comandanti siriani. Si è scoperto, un ufficiale traditore dell’EAS è stato scovato ed arrestato. Aveva deliberatamente impedito alle nostre truppe di aggredire la posizione del cecchino. Le sue comunicazioni con al-Qaida ad Hatay, nella Siria occupata dalla Turchia, ha svelato la faccenda. Sarà giustiziato per tradimento.
Guardate attentamente la mappa. Scorrete per vedere il motivo per cui è stata scelta Salinfah. Sicuramente non solo per la sua incredibile bellezza. Si trova sulla cima più alta della catena montuosa, all’ombra di uno dei più potenti radiofari della Siria. E’ proprio la cima, se superata, provvede a una magnifica rotta per l’intera wadi al-Ghab che si presenta come una coperta a scacchi. Potete vedere tutto mentre volgete lo sguardo giù dalle vette fredde alla valle ventosa e calda di sotto. Jisr al-Shughur si trova appena sotto Haluz e Ghasaniya, i pittoreschi villaggi cristiani violati dagli sciagurati puzzolenti tunisini e libici che vi hanno portato il loro virulento ceppo sifilitico. La Russia sembra interessata alle zone confinanti con la Turchia. Sarà interessante vedere come l’attenzione su Erdoghan evolverà. Turchia ed entità sionista sembrano essere sempre più coinvolte nel conflitto. Ciò avviene men tre Cameron e Abbot hanno deciso d’intensificare il loro ruolo, nonostante le perplessità di milioni di concittadini. Tale cricca della cosiddetta guerra al SIIL è vista a Mosca come una campagna mal dissimulata per distruggere completamente la Siria e, infine, trasformarla nella Libia. Sergej Lavrov l’ha notato esattamente ieri, quando ha detto al mondo che la Siria non sarà un’altra Libia. Ricordo la rabbia ribollente a Mosca e Pechino per lo stratagemma giocatogli al Consiglio di sicurezza dell’ONU che ha portato alla distruzione dello Stato libico e all’insensato assassinio del suo leader da parte di un adolescente analfabeta, e tutto questo facendo finta di proteggere i civili. Ora c’è il SIIL creato dall’occidente per dargli la scusa necessaria per entrare e finirla con il governo di Damasco. Temo che i regimi paria di Washington e Londra avranno una grande sorpresa.
Questo è ciò che so della presenza russa in Siria. So che ci sono altri consiglieri che si recano a Damasco in quello che è l’affermazione dell’assoluta insistenza della Russia nel proteggere gli alleati. Con l’Iran ora fuori dall’embargo, che gli impediva di flettere completamente i muscoli, Mosca sa di avere la profondità e il sostegno necessari per aiutare il popolo siriano a liberarsi da tale piaga una volta per tutte.

Sorgente: L’intervento russo in Siria: i dettagli | Aurora

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