La Freedom Flotilla lascia Creta, prossima tappa: Gaza

Il racconto di un attivista italiano presente a bordo. A seguire la Marianne, l’imbarcazione principale, altre tre navi che stanno portando verso la Striscia 50 attivisti e tante emittenti tv.

La Marianne, principale imbarcazione della terza Freedom Flotilla

della redazione

Roma, 27 giugno 2015, Nena News – E’ sulla via di Gaza la Freedom Flotilla III, il convoglio di imbarcazioni partito da Goteborg, in Svezia, e pronto a rompere l’assedio israeliano sulla Striscia con un carico di medicinali e pannelli solari per gli abitanti della piccola enclave palestinese. Secondo quanto appreso da un attivista italiano presente a bordo, “Marianne”, l’imbarcazione principale, sarebbe salpata giovedì, seguita tra venerdì da “Vittorio”, “Rachel” e “Juliano II”. Il forte vento ne avrebbe ritardato la partenza dal porto greco di Eraklion, nell’isola di Creta.

Claudio Tamagnini ha raccontato dei training che si fanno in coppia: “Io – ha spiegato – mi occupo della parte teorica, mentre Welo, finlandese, il comandante della Marianne fino a Palermo, spiega le tecniche di resistenza. E’ stato non solo sulla Estelle, ma ha fatto tante operazioni con Greenpeace, conosce i commando francesi e degli altri paesi, così ci spiega bene come proveremo a resistere”. Forte solidarietà è stata data alla Flotilla nell’isola di Creta, dove è stato organizzato un evento con raccolta fondi per il convoglio umanitario.

Tamagnini ha inoltre parlato delle condizioni per raggiungere le imbarcazioni al porto: “Dovremmo tenere le partenze nascoste, invece ci vuole un’ora per fare arrivare macchine, caricare persone e cose, e tutto questo in centro città, con poliziotti che ci guardano. L’idea è partire dal centro a bordo di auto, raggiungere un porticciolo, e da lì con barchette si raggiungono le nostre. In teoria avremmo buone misure di sicurezza per non farci trovare, ma se poi la nostra partenza è così plateale non serve a niente”.

“Negli ultimi giorni  – racconta Claudio – sono continuati gli arrivi.  Si sono uniti a noi un deputato giordano e uno marocchino,  una suora benedettina di Montserrat, in Catalogna e vari palestinesi, tra cui un ragazzo di Gaza che studia in Grecia e palestinesi residenti in Libano e in Giordania, oltre al presidente delle comunità palestinesi in Italia, che vive a Genova. C’è anche l’ex presidente tunisino Marzouki”.

Moncef Marzouki, che ha alle spalle un passato da attivista per i diritti umani, ha guidato la Tunisia dal 2011 al 2014, nel periodo di transizione che ha seguito le rivolte della primavera araba. La sua è stata una delle prime adesioni, annunciata durante il Social Forum che si è tenuto lo scorso marzo Tunisia. Altra presenza importante è quella di Basel Ghattas, deputato di origine palestinese della Lista Araba Unita alla Knesset, che domenica scorsa aveva annunciato la sua partecipazione al convoglio diretto a Gaza, suscitando le ire quasi dell’intero parlamento israeliano.

Accusato di volersi servire della sua immunità parlamentare per scopi politici, addirittura “terroristici” secondo il leader di Yisrael Beitenu Avigdor Lieberman, Ghattas ha difeso il suo “atto politico legittimo e non-violento” alla radio militare e chiedendo in una lettera al premier Netanyahu e al ministro della Difesa Ya’alon di “istruire le forze di sicurezza israeliane a stare lontano dalla Flotilla e lasciarla continuare per la sua strada: non vi è alcun motivo per impedirci di raggiungere Gaza e fornire l’assistenza che stiamo portando con noi”.

Inoltre, come annuncia il comitato della Freedom Flotilla in un comunicato stampa, a bordo ci sarebbero circa 50 attivisti per i diritti umani, giornalisti, artisti e politici che rappresentano 17 paesi. Oltre a Ghattas, ci sarebbero membri del parlamento di Spagna, Giordania, Grecia, Algeria e deputati del Parlamento Europeo. Presenti anche alcune emittenti televisive, come al-Jazeera, Euronews, Maori Tv (Nuova Zelanda), al Quds Tv, Channel 2 (Israele) e Russia Today Tv, oltre ad altri giornalisti indipendenti della carta stampata.

Il viaggio della Flotilla è accompagnato da una lettera firmata da più di 100 parlamentari europei e indirizzato all’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri  della Ue, Federica Mogherini, in  cui si chiede di sostenere il convoglio umanitario e di porre fine al blocco di Gaza. Questa, oltre alle nove singole imbarcazioni degli anni scorsi, è la terza flotilla che tenta di rompere l’assedio imposto da Tel Aviv a Gaza dal 2007, quando Hamas vinse le elezioni. Nel 2010 la Mavi Marmara, che trasportava un carico di attivisti e di materiale sanitario, fu abbordata dalla marina militare israeliana, che aprì il fuoco uccidendo nove attivisti turchi.

thanks to: Nena News

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