Roma, incontro con Abla Sa’adat, militante e moglie del segretario del FPLP

Registrazione dell’incontro organizzato dall’Unione Democratica Arabo-Palestinese (UDAP) sulla condizione dei prigionieri politici palestinesi tenutosi venerdì 12 giugno 2015, presso la Sala Cobas di Viale Manzoni.

Ospite Abla Sa’adat, militante politica, membro dell’Unione dei Comitati delle Donne Palestinesi e moglie del Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, Ahmad Sa’adat, recluso nelle carceri dell’Autorità Nazionale Palestinese dal 2002 al 2006, e dal 2006 ad oggi nelle carceri sioniste, condannato a 30 anni per il suo impegno politico.
Interventi della compagna Abla Sa’adat e di rappresentanti dell’Unione Democratica Arabo-Palestinese (UDAP).

In Palestina sono soprattutto le persone politicamente impegnate ad esser prese di mira dall’occupazione; ovviamente non vengono risparmiati gli esponenti delle forze politiche palestinesi, difatti ben 14 membri del Consiglio Legislativo Palestinese sono rinchiusi nelle carceri sioniste. Uno di questi è Ahmad Saadat, segretario del FPLP.
Da oltre due mesi anche la compagna Khalida Jarrar, da sempre impegnata a difesa dei prigionieri, è entrata a far parte della lunga lista di detenuti amministrativi, ossia dei circa 600 che stanno scontando periodi di detenzione amministrativa, una pratica utilizzata durante il andato britannico in Palestina e attraverso la quale l’entità sionista arresta e detiene senza alcuna giustificazione legale, nessuna accusa, rinnovando a propria discrezione la carcerazione di 6 mesi in 6 mesi.
Dal 1967 ad oggi circa un milione di palestinesi è passato per le carceri israeliane il ché significa che un palestinese su quattro è stato arrestato almeno una volta nella sua vita. Centinaia le donne arrestate, tra queste 24 ancora sono recluse; si consideri anche la detenzione dei minori, in violazione di tutte le leggi e le convenzioni internazionali: ad oggi, tra i 6.000 prigionieri palestinesi, 240 sono minorenni, 25 di questi non hanno neppure compiuto il 16esimo anno d’età. Il duro regime carcerario non risparmia neppure i prigionieri con gravi malattie incurabili, alcuni dei quali molto anziani; diversi i casi di negligenza medica che hanno portato al decesso di prigionieri malati.

thanks to: forumpalestina

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