La corresponsabilità della Federazione Israeliana Football nell’occupazione


Sig Direttore,

Le scrivo per un problema di etica sportiva e di politica che interessa gli appassionati di football ed i sostenitori dei diritti umani. Il 29 maggio , a Zurigo, la FIFA discuterà la richiesta di sospensione della Federazione Israeliana Football (IFA) avanzata dalla Palestinian Football Association per i legami dell’IFA con la politica di occupazione dei governi israeliani , ma il Presidente della FIFA, Sepp Blatter,in accordo con Platinì, ha già premesso che non si può mescolare il calcio con la politica.

Ora, a parte il fatto che l’occupazione é un fatto politico e che l’esercito israeliano ha distrutto campi da gioco, ucciso e resi invalidi giocatori palestinesi, li ha arrestati e li ha incarcerati senza processo, come è avvenuto con il giocatore della nazionale, Mahmud Sarsak,e limitando la libertà ostacola le partite e gli allenamenti, e basterebbe ciò per sostenere le ragioni della Palestinian Football Association, esistono anche i seguenti fatti che testimoniano i legami della Federazione Israeliana Football con l’occupazione:

  1. Almeno 5 clubs ebrei israeliani giocano nei Territori occupati, integrati nell’organigramma dell’IFA, e sono riservati ai soli giocatori ebrei.
  2. La Federazione Israeliana Football partecipa all’occupazione. I suoi giocatori, anche in quanto riservisti, sono militari.
  3. La Federazione Israeliana non si é mai mossa contro i fanatici sostenitori del Beitar Gerusalem che minacciano di morte gli arabi, né nei confronti dell’allenatore del Beitar, che dichiara che nella squadra non giocherà mai nessun giocatore palestinese con cittadinanza israeliana.
  4. Lo statuto della FIFA stabilisce che ogni squadra nazionale risponde per sé, senza intervento di terzi, ed invece il governo israeliano ordina che la squadra della Palestina debba sottostare alle regole dello Stato d’Israele.

Come si vede la politica, nel caso palestinese, c’entra e molto con lo sport, con l’etica dello sport ed anche con i diritti umani, ed é sperabile che almeno nel football ci sia un po’ di giustizia per i Palestinesi.


Cordiali saluti
Ireo Bono- Savona

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