Il colpo di Stato invisibile e indicibile dei banchieri

Damiano Mazzotti
Il colpo di Stato invisibile e indicibile dei banchieri

(Foto di web.rifondazione.it)

 

 

Il sociologo Luciano Gallino ha approfondito lo studio dello strapotere finanziario e nel mese di ottobre 2013 ha pubblicato “Il colpo di Stato di banche e governi” (Einaudi, 345 pagine, euro 19).

Gallino ripercorre le varie tappe della crisi economica e finanziaria e propone una lunga serie di riflessioni molto significative. In estrema sintesi si può affermare che i tracolli finanziari dipendono dalla creazione di massa monetaria “cattiva” legata al sistema bancario ombra e a titoli più o meno fantasiosi basati su formule matematiche troppo astratte che pretendono di trasformare il piombo in oro, cioè i debiti in guadagni assicurati (i derivati sono titoli bancari che vengono scambiati con moneta reale). I tracolli bancari privati hanno poi aggravato i deficit statali di molti paesi europei.

Quindi tutte le principali istituzioni politiche e finanziarie sono corresponsabili di un pericoloso accentramento del capitale finanziario in titoli virtuali, che impedisce di fare i giusti investimenti nelle varie economie nazionali. Quasi tutte le istituzioni dovrebbero essere incentivate a cambiare le direttive politiche: i governi dei grandi Stati, la Commissione Europea, la Banca d’Inghilterra, la Bce e la Fed (Federal Reserve System, cioè la banca centrale privatizzata degli Stati Uniti) .

Comunque l’astuta operazione bancaria che consente di creare denaro dal nulla, come avviene nell’attivazioni dei muti e dei fidi potrebbe complicarsi in tutta Europa. In Germania “Ad agosto 2012 un’associazione di imprenditori, assistita da un gruppo di giuristi, ha presentato al Bundestag [il Parlamento] una petizione con cui si richiede che gli articoli del codice penale i quali stabiliscono che un debito non ripagato costituisce sempre un reato, in quanto comporta un danno al patrimonio del prestatore, siano rivisti perché non tengono conto che in molti casi il denaro è stato creato da una banca dal nulla” (p. 149). In questi casi si potrebbe essere condannati solo per le spese amministrative sostenute e non per la perdita di denaro virtuale che prima del mutuo non esisteva, dato che il denaro prestato nasce insieme al mutuo (è il gemello siamese del mutuo).

Inoltre secondo Gallino uno dei principali obiettivi della casta finanziaria è quello “di privatizzare i sistemi europei di protezione sociale al fine di dirottare verso le imprese e le banche il loro colossale bilancio”, smantellando così la gestione degli enti pubblici per finanziare i vari sistemi pensionistici privati (p. 204).

In passato erano i re, che arrivano alla bancarotta statale, a causa delle guerre e dell’eccessivo ingrandimento dei territori da governare, che alla fine diventavano troppo costosi da mantenere (i soldati si chiamano così perché vanno pagati). Con l’evoluzione sociale si è arrivati ai re che arrivavano alla bancarotta a causa delle spese eccessive nei lussi e della monetazione incontrollata (prima in metallo svalutato e poi in banconote inflazionate). Oggi i banchieri hanno monopolizzato il potere monetario statale. Del resto nel 1830 Laffitte affermò: “D’ora in avanti comanderanno i banchieri” (banchiere e deputato liberale, dopo il fallimento della Rivoluzione di luglio).

Per approfondimenti:

thanks to: Pressenza

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