Freddie Gray, le proteste si allargano in USA

Freddie Gray, le proteste si allargano in USA

Manifestazione a New York (Foto di David Andersson)

Nonostante il dispiegamento di 5.000 unità della Guardia Nazionale a Baltimora le proteste continuano e si allargano nel resto degli Stati Uniti. La morte dell’ennesimo afroamericano deceduto subito dopo l’arresto sembra abbia innescato un processo di entità imponenti in tutti gli Stati Uniti.

Le Manifestazioni al grido di ”Giustizia per Freddie Gray”  si stanno moltiplicando in tutto il paese da New York  a  Los Angeles da Chicago a Boston, con una partecipazione e una determinazione probabilmente inaspettate sia da parte degli organizzatori che delle autorità stesse. Le manifestazioni e le proteste vanno avanti da giorni e l’ondata d’indignazione pare non rientrare.

A Baltimora decine di migliaia di persone tra cui molti studenti hanno marciato fino alle 22 ora in cui è scattato il coprifuoco. La dimostrazione questa volta si è conclusa pacificamente davanti alla sede del Municipio. Due giorni fa su tutta la città è entrato in vigore il divieto di circolare per le strade dalle 22 fino alle 5 del mattino, tale disposizione stabilità dal governatore del Maryland andrà avanti almeno per una settimana. Durante la manifestazione sono sfilati cartelli con scritto “I poliziotti assassini meritano la prigione”. Altri che riportavano la scritta “ Anche io sono Freddy Gray”  all’interno della manifestazione , ci sono stati anche diciotto persone arrestate tra le quali due minorenni.

Queste marce che nascono spontanee al grido di ”No giustizia, No pace”, si stanno susseguendo da due giorni,  gli scontri e i saccheggi dei primi giorni per fortuna si sono quasi fermati. La gente sfila in mezzo a imponenti cordoni della polizia e della Guardia Nazionale in assetto antisommossa. La tensione è montata solo in un paio d’occasioni quando gli agenti hanno risposto con lacrimogeni al lancio di alcuni oggetti e sono poi avanzati fino ad evacuare l’intera zona disperdendo i dimostranti.

In città sono comparsi anche diversi blindati delle forze dell’ordine con i cannoni ad acqua pronti ad entrare in azione contro i dimostranti. Le manifestazioni di protesta si sono svolte anche a Boston, Houston, Indianapolis, Atlanta, New York, Los Angeles, San Francisco e in molte altre città americane.

Migliaia di giovani sono scesi in piazza, anche nella capitale di Washington, attraversando la città hanno portato la loro protesta davanti alla Casa Bianca sede del Presidente Obama. Un Presidente che continua a promettere cambiamenti per prevenire altre ingiustizie.  Promesse però e che sono rimaste tali e che probabilmente un Obama politicamente zoppo e indebolito non può mantenere.

Nel resto del paese, le manifestazioni degli ultimi due giorni sono state caratterizzate da un clima di relativa calma, a differenza di New York dove invece la tensione è salita. Una folla enorme di manifestanti ha sfilato durante il pomeriggio di ieri. I manifestanti sono partiti da Union Square, nel cuore di Manhattan, poi il corteo si è sviluppato lungo la Fifth Avenue, concludendosi a Times Square.

La folla ha dimostrato al grido di “Basta violenza della polizia!” ma nonostante la compostezza dei manifestanti la polizia della Grande Mela ha comunque operato circa un centinaio di arresti e ha proceduto a  bloccare l’Holland tunnel, arteria che collega Manhattan al New Jersey, creando così confusione e disordine.

Gli agenti, per non smentirsi, si sono anche prodotti in numerose cariche contro i dimostranti che pacificamente presidiavano le altre strade di New York.

Si ha anche notizia di disordini a Denver dove la polizia ha fatto ricorso agli spray urticanti contro i dimostranti.

Le autorità locali di Baltimora ieri hanno anche fatto emergere una nuova testimonianza, in ritardo di due settimane dalla morte di Gray, secondo questa nuova testimonianza i poliziotti che hanno proceduto all’arresto del ragazzo non avrebbero avuto alcuna responsabilità nella sua morte, avvenuta dopo una settimana di coma.

La testimonianza, come riferito dal Washington Post, viene da parte di una persona arrestata nello stesso giorno in cui era stato arrestato Gray.  Il testimone trasportato nello stesso furgone di Gray riferirebbe di aver sentito il ragazzo che ”sbatteva contro le pareti del mezzo”, come se stesse ”cercando di ferirsi da solo”.  Il testimone afferma di averlo solo sentito perché si trovava in un’altra sezione del furgone, separato da Gray.

Una versione questa che cozza con le immagini apparse nei giorni precedenti sui mass media e che facevano vedere Gray trascinato dalla polizia con brutalità, fuori dal cellulare. Il nuovo testimone, sempre secondo il Washington Post, avrebbe anche dichiarato di temere per la sua incolumità.

Per la giornata di domani le autorità di Baltimora si sono impegnate a diffondere un rapporto sulle circostanze della morte di Freddie Gray, rapporto questo che potrebbe essere determinante per riportare la calma nel paese, oppure che potrebbe compiere l’ennesima ingiustizia e suscitare nuova indignazione fra la popolazione.

Anche il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti ha aperto ufficialmente un’inchiesta per chiarire le circostanze delle morte del ragazzo.  L’inchiesta federale è stata ordinata dal neo ministro della giustizia, l’afroamericana Loretta Lynch.

Resta forte la situazione di un profondo disagio sociale e d’ingiustizia che sta attraversando tutto lo Stato americano.

thanks to: Pressenza

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