Chi minaccia chi. La memoria corta di chi ha la coscienza sporca

di Fronte Palestina

 

 

 

 

A seguito della voluta confusione concepita sugli organi di stampa crediamo siano utili alcune ulteriori precisazioni in merito alle nostre posizioni.

 

L’antifascismo non si può racchiudere dentro recinti ideologici che servono solo a mascherare opportunismi di oggi. Noi ci rifacciamo a quanto l’ANPI affermava nel suo primo Congresso svolto a Roma tra il 06 ed il 09 dicembre del 1947: «l’antifascismo deve essere inteso come lotta contro chi minaccia le libertà individuali, nega la giustizia sociale e discrimina i cittadini». Per noi quindi schierarsi al fianco di tutti i popoli che lottano per le libertà individuali, per la giustizia sociale e contro la discriminazione è un atto doveroso ed inevitabile.

 

Oggi ci sono popoli simbolo di questa lotta ed uno di questi è il popolo palestinese, che resiste ad una vile occupazione da quasi 70 anni. Israele è lo Stato che, appunto, da decenni compie ogni sorta di prepotenza contro i palestinesi. Non è passato nemmeno un anno dall’ultimo massacro israeliano a Gaza: oltre duemila assassinati sotto i bombardamenti sionisti, centinaia furono bambini.

 

Sono migliaia i palestinesi dentro le prigioni sioniste, centinaia in detenzione amministrativa senza né accuse né condanne in base ad una legge ritenuta illegale dalla Comunità Internazionale; sono oltre settanta le Risoluzioni ONU non rispettate dallo stato sionista. Quindi uno Stato illegale dinnanzi agli occhi di tutto il mondo.

 

Ora, per entrare nel merito della questione provando a fare un po’ di chiarezza è necessario ricostruire gli eventi passati. Andiamo per ordine: a Roma il 25 aprile dello scorso anno una squadra della Comunità ebraica romana ha aggredito brutalmente un gruppo di militanti antifascisti che stavano raggiungendo il corteo sventolando le bandiere della Palestina. La polizia è intervenuta prendendo le parti degli aggressori e impedendo alle bandiere palestinesi l’ingresso nel corteo, che a quel punto si è spaccato perché molti dei partecipanti hanno deciso coraggiosamente di stare dalla parte degli aggrediti, sfilando con loro in un corteo alternativo. Impeditogli successivamente l’intervento dal palco, così si esprimeva qualche giorno dopo il capo degli squadristi, nonché Presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici con tono più adatto ad un bullo di periferia (Corriere della Sera 28 aprile 2014): «Il prossimo anno saremo tutti a Milano e vediamo se avranno il coraggio di continuare a insultarci. Basta». Chi minaccia chi? Ovvio che le sue e loro minacce non ci spaventano.

 

Ed ecco che all’avvicinarsi dell’appuntamento annuale si ritorna a parlare dei “valori del 25 Aprile”, ma ancora una volta ognuno strumentalizza a proprio piacimento la circostanza. La Palestina è ancora occupata, quindi noi ci sentiamo in dovere di sostenerne la Resistenza, portando le sue istanze al corteo del 25 Aprile e denunciando al contempo la presenza delle bandiere israeliane, che rappresentano oppressione e ingiustizia. Queste invece le prime retoriche dichiarazioni dei “sionisti di casa nostra”: «Dato che sarà Shabbat non saremo presenti, ma non ci saremo anche perché i palestinesi, che saranno al corteo, durante la guerra erano alleati dei nazisti».

 

http://ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/roma_25_aprile_corteo_ebrei/notizie/1276785.shtml

 

«Le organizzazioni pro Palestina pretendono che non ci sia quel giorno il simbolo della brigata ebraica che liberò l’Italia dal nazifascismo insieme alle truppe alleate e ai partigiani. E sulla rete si stanno organizzando scrivendo che se ci saremo ci picchieranno. Tutto questo è assurdo» …e anche beffardo, aggiungeremmo: la nostra contestazione non è inerente alla presenza della Brigata ebraica in ma alla presenza delle bandiere israeliane (che sono altra cosa) e contro coloro che si fanno promotori della loro presenza in corteo. A tal proposito ricordiamo le parole del presidente dell’associazione Amici Di Israele Eyal Mizrahi: «Cari Amici Di Israele e simpatizzanti, anche quest’anno l’associazione Amici Di Israele sfilerà al corteo del 25 Aprile a Milano sotto lo striscione della Brigata Ebraica. Il punto di raccolta sarà in Corso Venezia angolo Via Boschetto alle ore 14.00. La partenza del corteo avverrà alle ore 14.30 ma ci riuniremo un po’ prima per poterci organizzare meglio. Vi invitiamo a portare le bandiere israeliane che avete […]»; ancora una volta e come spesso succede a far chiarezza sono gli stessi sionisti. D’altronde non si può non riconoscere la stessa pratica mistificatoria dei fatti propria dello Stato d’Israele: gli aggressori diventano le vittime e gli aggrediti diventano i carnefici.

 

Proviamo a rileggere il vero “assurdo” delle dichiarazioni e le dinamiche che si innescano. Innanzitutto l’accusa che i palestinesi fossero alleati con i nazisti decade banalmente studiando la storia, invitiamo i lettori a riferirsi ai seguenti articoli-comunicati scritti in precedenza per comprendere quanto sia tendenziosa la frase di Pacifici: PER LA VERITÀ STORICA. CONTRO LE MENZOGNE MEDIATICHE SUL 25 APRILE. In secondo luogo ricordiamo che gli episodi accaduti a Roma lo scorso anno hanno visto i filo-palestinesi aggrediti da picchiatori appartenenti alla Comunità ebraica romana.

 

Va registrato oltretutto che, curiosamente, per i sionisti il 25 aprile 2015 cade di sabato solo a Roma: stando alle dichiarazioni dello stesso Pacifici quest’anno la giornata della Liberazione cade di sabato, per gli ebrei festa del riposo, pertanto non avrebbero partecipato al corteo nel 70° anniversario; ma questo vale sono a Roma, perché invece a Milano parteciperanno. Come mai? I piani sono chiari (non ai più evidentemente grazie al rimescolo di carte che non a caso hanno architettato): questo è l’anno di Expo 2015, esposizione internazionale dove lo Stato d’Israele avrà un ruolo da protagonista, una nuova Kermesse sionista grazie alla quale si tenterà da una parte di ripulire la faccia di uno Stato colonialista e razzista e dall’altra di stringere nuove relazioni economiche, militari, etc. Ecco quindi che a seguito delle degne contestazioni che hanno subito negli scorsi anni per aver scelto di portare in corteo quelle bandiere simbolo di occupazione e tutt’altro che libertà, quest’anno hanno pensato di sfilare tutti in massa a Milano per provare ad egemonizzare la piazza.

 

Abbiamo precedentemente riportato la belligerante dichiarazione di Pacifici, ma vogliamo ulteriormente sottolineare le intenzioni altrettanto belliciste dei “nostri”. Dalla stampa veniamo a sapere che le bandiere di Israele saranno scortate dal PD, ossia da chi onora nazifascisti come Mori (onorificenza che anziché sospendere dovrebbero annullare!). Questa operazione, ribadiamo, è stata preparata e voluta da tempo: la prima iniziativa svolta a Milano per commemorare la Resistenza partigiana italiana è stata dedicata al ruolo della Brigata ebraica che, ricordiamo, ha combattuto in Italia per circa un mese tra le file dell’esercito britannico (eppure guardate quanta importanza viene conferita da questo partito oggi al potere in Italia).

 

Il PD sappiamo essere governato letteralmente da elementi legati mani e piedi allo stato sionista, lo dimostra anche l’ultima novità milanese: il futuro candidato sindaco di Milano dovrebbe essere un sionista come Emanuele Fiano che vive tra Milano ed Israele, così come il suo connazionale Itzhak Yoram Gutgeld, consigliere economico di Renzi, deputato PD, ex specialista dell’intelligence militare sionista (AMAN- Unit 8200) e dirigente della multinazionale McKinsey, nonché responsabile delle politiche guerrafondaie dello stesso governo PD.

 

Ancora una volta ci chiediamo: chi minaccia chi? Noi promotori della contestazione argomentiamo con fatti storici le nostre posizioni e ci organizziamo alla luce del sole; l’occupazione della Palestina ed i crimini israeliani perseverano e sono sotto gli occhi di tutti, a prescindere da quanto l’informazione ufficiale si renda complice di tali crimini e criminali occultando le malefatte sioniste. Dall’altra parte inventano minacce e fomentano un clima di massimo allarmismo anche grazie e soprattutto al servilismo dei media che si prestano a riportare in maniera acritica quanto “dettato”, senza tra l’altro concedere alcuno spazio alla contestazione e alle sue ragioni. Ma, ribadiamo, convinti di stare dalla parte della giustizia, non ci facciamo intimidire da squallide provocazioni.

 

Per concludere: noi pensiamo che non si possa permettere la presenza di bandiere dello Stato che occupa la Palestina da decenni, che nei confronti dei palestinesi commette quotidianamente crimini contro l’umanità. Crediamo che la Milano Medaglia d’Oro alla Resistenza non meriti tale affronto, questa Milano viene già troppe volte umiliata ogni volta che si permette ai fascisti di girare per le vie del centro con i loro simboli nazisti, ragion per cui dopo il 25 saremo nuovamente in piazza il 29 aprile contro la parata nazifascista indetta a Milano.

 

Crediamo che dovrebbe essere l’ANPI in primis a tutelare lo spirito della manifestazione, schierandosi contro la presenza di quelle bandiere che oltraggiano il corteo, accogliendo invece le istanze dei popoli che ancora oggi sono costretti a resistere e a combattere per la propria libertà negata da interessi colonialisti ed imperialisti.

 

Il corteo del 25 Aprile non è una ricorrenza da commemorare, anche se le istituzioni tendono a trasformarla in una forma di pacificazione sociale da buoni democristiani, la resistenza continua ancora oggi: prosegue in Palestina contro l’Occupazione sionista, ma anche in Val Susa contro la criminale militarizzazione del cantiere atta a proteggere gli interessi capitalisti a danno dei cittadini che vivono su quel territorio, prosegue contro quei modelli propagandati (e che verranno instaurati) dal paradigma Expo, prosegue contro la continua rapina dei diritti dei lavoratori (il PD è il promotore di riforme come il Job Acts che annullerà una volta per tutte ogni forma di organizzazione sindacale e quindi di lotta collettiva dei lavoratori, sempre più isolati), prosegue con la resistenza dei paesi latinoamericani minacciati costantemente dall’imperialismo USA, soprattutto quando creano modelli di sviluppo alternativi diventando quindi antagonisti al “sistema”.

 

Crediamo che una società migliore sia possibile, ma il percorso non può che passare per la vittoria di queste resistenze, che oggi i cittadini in Italia ed i popoli oppressi in tutto il mondo continuano a portare avanti con coraggio e dignità.

 

Contro il sionismo! Contro il fascismo!
Non siamo antisemiti, ma resistenti e partigiani del nuovo millennio

 

Appello per un 25 Aprile antisionista: http://www.frontepalestina.it/?q=content/appelli/appello-un-25-aprile-di-liberazione-e-antisionista

Fronte Palestina – Milano

15-4-15_25Aprile-FrontePalestina.

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