Le verità storiche e inconfessate del collaborazionismo sionista con l’antisemitismo nazifascista

di Fronte Palestina 

Nel 70° Anniversario della Liberazione dal nazifascismo,
contro il revisionismo storico e il negazionismo sionista

Il presente lavoro di approfondimento storico e politico si è reso necessario a fronte dei ripetuti assalti alla ricorrenza della Liberazione dal nazifascismo, condotta dall’Ambasciata d’Israele tramite le frange sioniste e più aggressive delle comunità ebraiche in Italia. Negli ultimi anni, infatti, si sono moltiplicati i tentativi, diretti e indiretti, di queste agenzie di manipolare la Storia, tentando di piegarla alla propria agenda politica e istituzionale. Con un duplice obiettivo: riscrivere gli avvenimenti storici in modo da “intestarsi” una tappa cruciale, espropriandola dei suoi contenuti politici di classe e antifascisti, sostituendoli con una memoria parziale ed esclusiva per le vittime ebree, escludendo tutte le altre vittime dei campi di concentramento (prigionieri politici, cittadini sovietici, altre minoranza etniche, religiose e sessuali, etc) e, di conseguenza, far lavorare questa “nuova” narrazione con lo scopo di legittimare l’Entità sionista e la sua politica colonialista e di Apartheid contro gli arabo-palestinesi.

Il leit motiv ideologico è che i palestinesi dovrebbero pagare, con il proprio genocidio, il prezzo storico dello sterminio degli ebrei operato dai regimi nazifascisti, la cui colpa ricade invece sulle classi dominanti europee, oggi presuntamente democratiche, che utilizzarono la ferocia e il razzismo delle camicie nere contro il movimento operaio e comunista. E ancora che l’entità sionista, in quanto “stato ebraico”, costituirebbe una dovuta compensazione e una necessità difensiva per gli ebrei che vi sono giunti come coloni e addirittura per gli ebrei di tutto il mondo, alla quale dunque dovrebbe essere data licenza piena di azione politica e militare, in senso espansionista, guerrafondaio e destabilizzante, in Medio Oriente, in tutto il mondo arabo e a livello globale.

Il Cavallo di Troia di questa operazione è, innanzitutto, la sopravvalutazione del ruolo della Brigata Ebraica ai danni della guerriglia partigiana antifascista e comunista, inversamente ridimensionata col beneplacito della borghesia italiana, in particolare con l’accondiscendenza dei partiti della “sinistra” istituzionale e di alcuni dirigenti dell’ANPI, da questi eterodiretti.

Un tentativo che ripete quello precedentemente andato “in porto” con la manipolazione del “Giorno della Memoria” del 27 Gennaio (Legge 20/7/2000 n. 211, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31/7/ 2000), che originariamente deliberato come “Istituzione del Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”, sotto l’incalzare del pressoché unanime allineamento sionista a livello politico-mediatico è stato “mutilato” dei contenuti antifascisti e anticollaborazionisti, divenendo unicamente il Ricordo della Shoa, di stampo revisionista.

Un assalto in cui, come a Roma il 25 Aprile 2014, non sono mancati episodi squadristici da parte delle organizzazioni sioniste come la LED di Roma, capeggiata dal fascistoide e paradossale rampollo (Riccardo) di una famiglia (Pacifici) di ebrei deportati ad Auschwitz, che aggredivano militanti antisionisti e filopalestinesi colpevoli di sventolare le bandiere palestinesi nella manifestazione cittadina organizzata dall’ANPI, volendo imporre le bandiere dello Stato d’Israele mistificandole come quelle della Brigata Ebraica. Addirittura tentando l’assalto al palco dell’ANPI per imporre il proprio comizio, fieramente respinto dalla piazza.

Questa manovra, non casualmente, fa il paio con il contestuale disegno di legge approvato praticamente all’unanimità al Senato nel febbraio 2015 e che “punisce il negazionismo, l’apologia e la minimizzazione della Shoah, dei genocidi, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra con la reclusione fino a tre anni”, modificando l’articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654 della cosiddetta legge Reale.

“La norma è stata il frutto di una lunga collaborazione tra le istituzioni italiane e le Comunità ebraiche e porterà all’attuazione anche in Italia della Decisione quadro europea 2008/913/GAI che obbliga gli Stati membri a combattere e a sanzionare penalmente certe forme – anziché tutte, ndr – ed espressioni di razzismo, xenofobia e dell’istigazione all’odio” come ha sottolineato in una nota, il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna.

Fare una legge sul negazionismo praticando il negazionismo e il revisionismo storico sembra essere la cifra dell’agire sionista di oggi, che riproduce il simile modus operandi, cinico e collaborazionista, dei sionisti di ieri al cospetto del Fascismo e del Nazismo. Dai fatti storici analizzati si evince, infatti, una spregiudicatezza nella direzione e nelle formazioni sioniste di allora che, mentre le comunità ebraiche europee venivano spazzate via dalla furia antisemita dell’Asse nazifascista, con lo stesso intrattenevano immorali “convergenze” politiche e logistiche con i pianificatori dello sterminio, per pianificare e trarne in qualche modo vantaggio nella prospettiva della colonizzazione della Palestina. I martiri dei lager non possono essere utilizzati per giustificare il progressivo olocausto che il sionismo sta praticando in Palestina dal 1948 ad oggi.

Per questo sarebbe un gravissimo errore politico e storico quello di non lottare contro il negazionismo storico della classe dirigente imperial-sionista italiana affinché non riesca in questa operazione di manipolazione. Per questo sarà importante denunciarla e impedirla in tutte le occasioni propizie. A partire dal prossimo 25 Aprile 2015, in cui cade il 70° Anniversario della Liberazione dal Nazifascismo, ricordiamo che quella guerra di popolo fu innanzitutto condotta dalle formazioni partigiane proletarie – soprattutto comuniste – e non da qualche colono sionista inquadrato in qualche distaccamento anglofono “alleato”.

thanks to: forumpalestina

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