25 APRILE Comunicato Stampa Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese

25 APRILE

Comunicato Stampa Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese

Si apprende, da un articolo apparso ieri su La Repubblica, che l’Aned, che sino ad allora aveva dichiarato insieme alla Comunità Ebraica Romana che non avrebbe partecipato alle celebrazioni del 25 aprile, intende invece parteciparvi a condizione però che non vi siano bandiere palestinesi. Pure la Brigata Ebraica, a quanto riportato nello stesso articolo, pone la medesima condizione.
Al di là delle pretestuose motivazioni addotte, e cioè che i Palestinesi sarebbe stati alleati dei nazisti e che vi sono altri 364 giorni per occuparsi della Palestina, la ragione per la quale non si vuole la presenza della bandiera palestinese appare più che evidente. La giornata del 25 aprile non è dedicata solo a fare memoria della guerra partigiana e dei suoi caduti, ma è la celebrazione dei valori per i quali i partigiani combatterono ed a migliaia morirono: l’antifascismo, la libertà, la giustizia. Valori che in Italia, come altrove, dopo averli conquistati vanno riaffermati e difesi anche oggi e per i quali altri popoli, che ne sono privi, stanno ora lottando. Il 25 aprile non si celebra, dunque, solo la Resistenza italiana di settant’anni fa, ma anche la Resistenza di tutti i popoli che lottano oggi per conquistare il proprio diritto alla libertà.
Ecco perché si tenta di negare la partecipazione della bandiera palestinese alle celebrazioni del 25 aprile: la sua presenza è testimonianza che in Palestina c’è una Resistenza in atto, una Lotta di Liberazione da un oppressore: lo Stato di Israele; è un esplicito atto di accusa nei confronti di Israele.
Questo è ciò che Aned e Brigata Ebraica vorrebbero evitare.
Ma la realtà non si può nascondere. Lo Stato Israeliano è uno stato invasore e coloniale che occupa abusivamente territori non suoi, tiene sotto occupazione la popolazione palestinese della Cisgiordania, assedia la Striscia di Gaza nella quale 1.800.000 palestinesi sono ridotti come in prigionia e vengono periodicamente massacrati. Le migliaia di morti che Israele ha causato in Palestina non si cancellano negando la partecipazione della loro bandiera alle celebrazioni del 25 aprile. Quel giorno vanno commemorati anche loro.

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