Ghost town: A tour of downtown Hebron – Hebron, una città fantasma

Over the past decade downtown Hebron has become a ghost town. Israel has enacted a strict segregationist policy there, enforced by imposing stringent restrictions on Palestinian pedestrians and vehicles, closing shops and businesses, and not safeguarding Palestinians from settler violence. As a result, many residents have left their homes and entire neighborhoods located near homes of Israeli settlers are entirely deserted. Hebron’s markets and main streets have grown desolate. Those individuals who have not left downtown Hebron are among the weakest and most marginalized members of society. With no option of moving away, they regularly encounter both an increased and more violent presence of Israeli security forces as well as settler violence. Finally, they must face their isolation from the rest of the city of Hebron.

We took a group of American Young Judeans on a tour of downtown Hebron. This was the first time most of them had been to downtown Hebron.

Sharon Azran, a photographer and a B’Tselem staff member, joined the tour. Below are some of her photos:

Le foto sono state scattate nel corso di un tour del centro di Hebron nel novembre 2013, e pubblicate sul sito di B’Tselem (http://www.btselem.org/photoblog/20140115_hebron).

Nel corso degli ultimi dieci anni, il centro di Hebron è diventato una città fantasma. Israele ha adottato lì una rigorosa politica segregazionista, imponendo restrizioni severe in materia di pedoni e veicoli palestinesi, chiudendo negozi e aziende, e non salvaguardando i palestinesi dalla violenza dei coloni. Come risultato, molti residenti hanno lasciato le loro case, e interi quartieri situati vicino alle case dei coloni israeliani sono del tutto deserti. I mercati di Hebron e le strade principali sono stati abbandonati. Le persone che non hanno lasciato il centro di Hebron sono tra i membri più deboli ed emarginati della società. Senza possibilità di allontanarsi, si scontrano regolarmente sia con una maggiore e più violenta presenza delle forze di sicurezza israeliane sia con la violenza dei coloni. Infine, devono affrontare il loro isolamento dal resto della città di Hebron.

Abbiamo incontrato un gruppo di giovani ebrei americani in un tour del centro di Hebron. Questa era la prima volta che la maggior parte di loro visitava Hebron.
Sharon Azran, fotografo e membro di B’Tselem, si è unito al tour. Qui di seguito alcune delle sue foto:

Baruch Goldstein’s grave, Park Kahana, Qiryat Arba. In 1994 Goldstein killed 29 Muslim worshipers in the Tomb of the Patriarchs.
Tomba di Baruch Goldstein, Parco Kahana, Qiryat Arba. Nel 1994 Goldstein uccise 29 fedeli musulmani nella Tomba dei Patriarchi.

Border Police officers at a checkpoint near the plaza outside the Tomb of the Patriarchs.
Agenti di Polizia di Frontiera presso un checkpoint vicino alla piazza all’esterno della Tomba dei Patriarchi.

A Palestinian home whose occupants installed screens on their windows to shield them from object thrown by settlers.
Una casa palestinese i cui occupanti hanno installato protezioni alle finestre per difendersi dagli oggetti lanciati dai coloni.

Row of Palestinian stores on a-Sahleh St. The stores were shut down by the Israeli military about ten years ago.
Una serie di negozi palestinesi su Sahleh Street. I negozi sono stati chiusi dai militari israeliani circa dieci anni fa.

View towards a-Sahleh neighborhood. The Avraham Avinu settlement was established near the Palestinian neighborhood, which is now practically uninhabited
Vista sul quartiere Sahleh. L’insediamento di Avraham Avinu è stato costruito vicino al quartiere palestinese, che ora è praticamente disabitato.

Foreground: Military guard tower at Aharon Gross Square. The square is named for a yeshiva student killed by Palestinians in 1983. Background: the Palestinian neighborhood of Abu Sneineh. The military does not allow Palestinians to enter the square which leads to a-Shuhada St., a main street.
In primo piano: torre di guardia militare in piazza Aharon Gross. La piazza prende il nome da uno studente yeshiva ucciso dai palestinesi nel 1983. Contesto: il quartiere palestinese di Abu Sneineh. I militari non permettono ai palestinesi di entrare nella piazza che porta a Shuhada Street, una strada principale.

A-Shuhada St., one of the main roads in downtown Hebron. Israel’s security forces do not allow any Palestinian traffic in the area. Palestinians, even pedestrians, are not allowed to take the road reserved for settlers. The military has blockaded the doors of the buildings that face the street, forcing the few Palestinians still living there to find an alternative way to exit their homes.
Shuhada Street, una delle strade principali nel centro di Hebron. Le forze di sicurezza israeliane non consentono alcun traffico palestinese nella zona. I palestinesi, anche i pedoni, non sono autorizzati a percorrere la strada, riservata ai coloni. L’esercito ha bloccato le porte degli edifici che si affacciano sulla strada, costringendo i pochi palestinesi che ancora vivono lì a escogitare un modo alternativo per uscire dalle loro case.

Cement wall built by the military to divide a-Shuhada St. from the Qasbah of Hebron.
Muro di cemento costruito dai soldati per isolare Shuhada Street dalla Qasbah di Hebron.

Military outpost on the site of Hebron’s central bus station, which the military closed in the early 1980s. There are also settlers who live in the outpost.
Avamposto militare sul sito della stazione centrale degli autobus di Hebron, che i soldati hanno chiuso nei primi anni 1980. Ci sono anche coloni che vivono nell’avamposto.

A soldier stationed at a checkpoint on a-Shuhada St. The checkpoint serves to separate the upper part of the street – where Israeli security forces permit Palestinians to travel on foot, but not by car and not to open stores – and the lower section which is prohibited even to Palestinian pedestrians.
Un soldato di stanza presso un checkpoint a Shuhada St. Il checkpoint serve per separare la parte superiore della strada – dove le forze di sicurezza israeliane consentono ai palestinesi di passare a piedi, ma non in auto, e non di aprire negozi – dalla sezione inferiore, che è vietata anche ai pedoni palestinesi.

Stairs used by Palestinians as a bypass to a-Shuhada St.
Scale utilizzate dai palestinesi come passaggio per Shuhada Street.

Graffiti on a cement wall in Tel Rumeidah neighborhood. The military post in the background is located on the roof of the home of ‘Imad and Faizah Abu Shamsiyeh, volunteer photographers in B’Tselem’s camera project.
Graffiti su un muro di cemento nel quartiere di Tel Rumeidah. La postazione militare sullo sfondo si trova sul tetto della casa di ‘Imad e Faizah Abu Shamsiyeh, fotografi volontari del progetto fotografico di B’Tselem.
thanks to: b’tselem
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