Giochi di guerra in terra sarda

Antonio Mazzeo Blog: Giochi di guerra in terra sarda.

Niente Sardegna per i caccia israeliani

26-10-14_Sardegna-Caccia-Israeliani.

Israele rimosso dalla lista dei partecipanti alle esercitazioni militari in Sardegna

Comunicato relativo al blocco delle esercitazioni militari israeliane previste in Sardegna per il Secondo Semestre del 2014. Cancellazione esercitazioni militari israeliane in Sardegna.

Il percorso di mobilitazione iniziato con l’Assemblea Internazionale del 30 agosto 2014, svoltasi a Cagliari a soli quattro giorni dalla fine della sanguinosa aggressione israeliana “Protective Edge”, prosegue con la convocazione sabato 11 ottobre del gruppo di lavoro contro le esercitazioni militari, in vista dell’inizio del “processo Quirra” e della manifestazione del 13 dicembre.

Riteniamo necessario condannare ancora una volta tutte le esercitazioni militari previste in Sardegna, in particolare quelle israeliane portate avanti da un governo che da oltre 66 anni occupa e opprime la Palestina e fa della pratica di guerra d’aggressione uno dei capisaldi della sua politica estera.

La petizione lanciata online dall’Associazione Amicizia Sardegna Palestina il 13 agosto 2014, indirizzata al presidente della Regione Sardegna Pigliaru e al Ministro della Difesa Pinotti, ha raccolto quasi 14.000 sottoscrizioni che chiedono la cancellazione delle esercitazioni militari israeliane in Sardegna, la revoca dell’accordo del 2005 di Cooperazione Militare con Israele, e l’applicazione di un embargo giuridicamente vincolante nei confronti di Israele, simile a quello imposto al Sud Africa ai tempi dell’apartheid.

Oltre ai numerosi foto appelli inviati da Gaza anche le attiviste e gli attivisti israeliani di Boycott from Within hanno scritto al Presidente della Regione Pigliaru e al Ministro della Difesa Pinotti, chiedendo loro la cessazione immediata di ogni tipo di cooperazione militare tra lo Stato Italiano e il regime sionista israeliano.

La lotta contro le esercitazioni militari israeliane in Sardegna vuole collocarsi all’interno dell’appello palestinese al Boicottaggio, al Disinvestimento e alle Sanzioni (BDS) contro Israele, nell’ambito della più ampia mobilitazione che il 13 settembre 2014 ha visto il popolo sardo opporsi all’occupazione militare che ormai da troppo tempo devasta oltre 35 mila ettari di territorio sardo sotto il vincolo delle servitù militari.

A questo proposito, è opportuno porre in evidenza la cancellazione dell’esercito israeliano dalla lista ufficiale dei partecipanti alle esercitazioni in corso in Sardegna, e nello specifico a Capo Frasca.

Infatti, come riportato nei documenti inviati dal Ministero della difesa al Comitato Misto Paritetico (CoMiPa) della Regione sulle servitù militari (riassunti qui) l’aviazione israeliana è stata rimossa dall’elenco dei partecipanti alle esercitazioni militari previste in Sardegna nel secondo semestre del 2014, ovvero da Settembre a Dicembre 2014. La notizia è stata riportata dai quotidiani locali e pubblicata nel sito della regione Sardegna.

Tuttavia, è probabile che si tratti di una cancellazione momentanea oppure solo apparente e che l’esercito israeliano sia stato inserito tra gli “eventuali ospiti Nato”, o gli “eventuali ospiti dell’Aeronautica Militare Italiana”. Inoltre, un altro elemento a sostegno di una probabile partecipazione israeliana a queste esercitazioni militari sarebbe rappresentato dall’assenza della Svezia, la quale non prende parte a esercitazioni militari congiunte con Israele.

Per queste ragioni è fondamentale proseguire in una mobilitazione condivisa e coordinata che porti all’individuazione e all’applicazione di efficaci strategie di lotta.

Associazione Amicizia Sardegna Palestina
BDS Sardegna

A Capo Frasca migliaia di manifestanti da tutta la Sardegna per dire no alle basi militari

Momenti di tensione con lancio di pietre e fumogeni dopo la meditazione collettiva per la pace
13 settembre 2014 – Patrick Boylan
Fonte: La Stampa – 13 settembre 2014

A Capo Frasca migliaia di manifestanti La rabbia della Sardegna contro i poligoni e le esercitazioni militari esplode fragorosa a Capo Frasca. La manifestazione, con migliaia di persone davanti al poligono, teatro la settimana scorsa di un incendio che ha distrutto ettari di macchia e innescato polemiche roventi, si conclude con un gruppo di manifestazioni che forza la recinzione, sfondandola, ed entra all’interno della base dove sono state lanciate anche pietre e lacrimogeni. Peccato perché fino ad allora la manifestazione era stata pacifica, c’era stata perfino una meditazione collettiva per la pace e il disarmo in Sardegna e nel mondo: in tanti si sono radunati in silenzio tenendosi per mano.

La lunga giornata della rabbia antimilitarista dei sardi era iniziata nel pomeriggio con l’arrivo di migliaia di persone (per gli organizzatori sono stati settemila): in auto, in pullman ma anche a piede. Un mare di bandiere, slogan, canti e balli. «Chiusura dei poligoni in Sardegna, bonifiche a terra e a mare e riconversione economica» è quanto chiesto da indipendentisti e antimilitaristi. «Sa terra sarda a su populu sardu» e «Indipendentzia» sono alcuni degli slogan risuonati fra le migliaia di manifestanti. In Italia – è stato ricordato – sono complessivamente circa 40 mila gli ettari interessati dai poligoni e di questi 25 mila sono nell’Isola.

Le forze dell’ordine, in assetto antisommossa, si sono limitate a controllare la protesta senza intervenire, anche quando si sono visti arrivare i fumogeni i militari non si sono mossi. «Un successo che va molto oltre le migliori previsioni» hanno esultato gli organizzatori della «Manifestada Natzionale» contro tutte le servitù militari nell’Isola. Oltre ai movimenti indipendenti hanno partecipato alla protesta anche i partiti; dal Pd, M5S e Sel a Rifondazione comunista, passando per Psd’Az, Rossomori, Sardignalibera, Irs, Progres e Unidos.

Tanti gli interventi dal palco, allestito vicino l’ingresso della base, che hanno infiammato i manifestanti. «Nessuno a Roma ha intenzione di dismettere le servitù in Sardegna» ha detto il parlamentare «grillino» Roberto Cotti, della Commissione Difesa del Senato. Nei giorni scorsi Cotti aveva appeso poster «No servitù» sulle finestre degli uffici del Senato. «Ci stanno prendendo in giro – ha aggiunto – i generali vogliono solo ritagliare qualche pezzetto di poligono che non serve a loro». «Dobbiamo dire no a ogni servitù in Sardegna, non solo quella militare, questa è la prima, ma anche quelle del futuro come quella, ad esempio, energetica» ha detto la scrittrice Michela Murgia, di Sardegna Possibile, già candidata alla presidenza della Regione il 16 febbraio scorso. E ha aggiunto: «Non dobbiamo essere tzeraccus (servi)».

Fra i politici presenti non il governatore Francesco Pigliaru, ma il presidente del Consiglio Regionale, Gianfranco Ganau, e l’ex governatore e attuale eurodeputato Pd Renato Soru, oltre ad altri vari parlamentari. A conferma di un sentimento che è ormai di tutta un’isola.

Note: N.B. Il 14-9-2014, La Stampa ha sostituito l’articolo originale sulla manifestazione, che appare qui sopra, con un altro visibile qui:
http://www.lastampa.it/2014/09/13/italia/cronache/a-capo-frasca-migliaia-di-manifestanti-da-tutta-la-sardegna-per-dire-no-alle-basi-militari-X3Ckpys5nzQJAZAIklgBAO/pagina.html

 

thanks to: peacelink

Foto-appelli da Gaza: Italia, NON addestrare i piloti che ci bombardano

 

Da Gaza sono arrivate tantissimi foto-appelli contro l’addestramento dell’esercito israeliano in Sardegna. Rispondiamo al loro appello!

#gaza2sardegna

  • Quasi 50 foto-appelli da Gaza contro le esercitazione israeliane in Sardegna

 

 

►Firma contro le esercitazioni militari israeliane in Sardegna: http://chn.ge/1wgn93I

 

►Partecipa il 30 agosto a Cagliari all’assemblea internazionale contro le esercitazioni israeliane in Sardegna e per il sostegno al BDS: https://www.facebook.com/events/714353208614048/

http://scontent-a.xx.fbcdn.net/hphotos-xpa1/t1.0-9/10639588_614135405374238_4263420679906715382_n.jpg

https://fbcdn-sphotos-b-a.akamaihd.net/hphotos-ak-xpf1/t1.0-9/10610810_614133608707751_3819704131626665785_n.jpg

 

Davanti a un cumulo di macerie, un ragazzo a Gaza tiene in mano un cartello con scritto, “Italia, non addestrare i piloti che ci bombardano”. Un gruppo di bambini ne sorregge un altro: “Addestrare i piloti israeliani = uccidere bambini palestinesi”. Sono due dei quasi 50 foto-appelli che sono arrivati dalla Striscia per chiedere al governo italiano di annullare le esercitazioni militari previste per settembre in Sardegna, che, secondo un documento del Ministero della Difesa, prevedono la partecipazione dell’aeronautica israeliana.

Dopo oltre sei settimane di bombardamenti israeliani, che conta oltre 2000 morti, tra cui 478 bambini, e oltre 10.000 feriti e che hanno devastato gran parte delle infrastrutture di Gaza, compresi ospedali, scuole, case, impianti e fabbriche, i giovani di Gaza usano la loro creatività per mandare un messaggio all’Italia, un messaggio che non poteva essere più chiaro: Non sostenere i responsabili della distruzione del nostro futuro.

Sugli altri cartelli ci sono appelli per un embargo militare a Israele – l’Italia è infatti il primo fornitore europeo di armi a Israele – e per la sospensione del accordo di cooperazione militare tra Roma e Tel Aviv, che, tra l’altro, comprende le esercitazioni militari congiunte che si svolgono da anni in Sardegna.

“Dalla mia casa distrutta, chiedo all’Italia di boicottare Israele” recita il cartello di una giovane ragazza, che invita ad appoggiare la campagna lanciata dalla società civile palestinese nel 2005 per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro Israele. Un movimento in crescita, che ha il sostegno di organizzazioni, sindacati, artisti e accademici in tutto il mondo e che si sta espandendo rapidamente a seguito degli ultimi attacchi contro Gaza affinché la società civile possa colmare il vuoto lasciato dall’inazione delle istituzioni e affinché Israele debba rendere conto dei crimini commessi.

Gli appelli da Gaza trovano una risposta nelle mobilitazioni in Italia.

Il 30 agosto a Cagliari si svolgerà un’assemblea internazionale contro le esercitazioni militari e per lo sviluppo della campagna BDS in Sardegna. Partecipano via Skype dalla Palestina Omar Barghouti, cofondatore della campagna BDS, e una delle ragazze di Gaza che appaiono nelle foto.

E in appena una settimana sono oltre 11.000 le firme da tutta l’Italia sulla petizione lanciata dall’Associazione Amicizia Sardegna Palestina “NO alla presenza dell’esercito israeliano in Sardegna”. La petizione è indirizzata al Presidente della Regione Francesco Pigliaru e il consiglio regionale, il Ministro della Difesa Roberto Pinotti e il Presidente del Consigli Matteo Renzi.

BDS Italia
bdsitalia [at] gmail [dot] com (bdsitalia [at] gmail [dot] com)
www.bdsitalia.org

 

Al Ard Doc Film Festival 2013